Una di famiglia - The Housemaid, la recensione: Sydney Sweeney entra in casa e nessuno dorme più sonni tranquilli
Ci sono case dove il pavimento brilla così tanto che già sulla soglia lo capisci: qui qualcuno pulisce parecchio e nasconde ancora di più. Una di famiglia - The Housemaid ci porta esattamente dentro una casa così, con la regia di Paul Feig e Sydney Sweeney e Amanda Seyfried protagoniste. È un piacere colpevole, di quelli buoni: sai benissimo che ti sta manipolando, eppure lo lasci fare.
Un thriller dalla superficie lucidissima e subdolamente divertente, che si regge sulle sue interpreti e sui colpi di scena e che, nonostante i 131 minuti, tiene incollati quasi sempre.
Una di famiglia - The Housemaid: trailer
Scheda del film
| Original | The Housemaid |
|---|---|
| Uscita in Italia | 01/01/2026 |
| Regia | Paul Feig |
| Cast | Sydney Sweeney, Amanda Seyfried, Brandon Sklenar, Michele Morrone, Elizabeth Perkins |
| Genere | Thriller |
| Durata | 131 min |
| Divieto | 14+ |
| Paese | Film americani |
Il lavoro dei sogni, a porte chiuse: di cosa parla, senza spoiler
Millie, interpretata da Sydney Sweeney, sta scappando. Da cosa, esattamente, il film ce lo concede a piccole dosi, ma una cosa la capiamo subito: il suo passato non è il genere di storia che si racconta volentieri a un colloquio di lavoro. Per questo coglie al volo l'occasione quando i facoltosi coniugi Winchester, Nina (Amanda Seyfried) e Andrew (Brandon Sklenar), le offrono un posto da governante che vive in casa.
Sulla carta è la salvezza. Una bella casa, uno stipendio sicuro, un tetto sopra la testa e una datrice di lavoro che, a prima vista, conduce una vita perfetta. Solo che fin dai primi minuti il film ci sussurra all'orecchio che qui la perfezione è una scenografia. Quello che nasce come il lavoro dei sogni si trasforma presto in un gioco di potere fatto di seduzione, segreti e scandali, e dietro le porte chiuse dei Winchester si nasconde un mondo davvero scioccante.
Meglio non aggiungere altro, e non solo per cortesia. È un film che vive di congetture: lo spettatore costruisce teorie in continuazione per poi buttarle via, e il bello sta proprio nel lasciarsi sorprendere dai colpi di scena a occhi vergini. Chi ha letto il romanzo di enorme successo da cui è tratto parte avvantaggiato, certo, ma sullo schermo la tensione funziona in modo diverso rispetto alla pagina.
Sweeney e Seyfried: due donne, una casa, zero fiducia
L'arma più potente del film è il cast, e Paul Feig lo sa benissimo. Sydney Sweeney è diventata una delle attrici più chiacchierate degli ultimi anni, e da Euphoria in poi sappiamo che riesce a mostrare la fragilità e la durezza che ci si nasconde dietro nello stesso sguardo. Il ruolo di Millie sembra cucito su di lei: fuori una dipendente umile e silenziosa, dentro una che calcola senza sosta. Sweeney non esagera mai, ed è la sua scelta migliore.
La Nina di Amanda Seyfried è l'altro polo del film e, a essere sinceri, è per le sue scene che me lo ricorderò. Da anni Seyfried dimostra di poter nascondere qualsiasi cosa dietro un sorriso adorabile, e qui quel talento viene sfruttato fino in fondo. Ogni volta che entra in scena cambia l'aria: non sai se sarà gentile o pericolosa, e sospetti che non l'abbia ancora deciso nemmeno lei.
Brandon Sklenar, nei panni di Andrew Winchester, dà corpo a quel tipo d'uomo troppo bello per essere vero, e il film ci gioca parecchio. Nei ruoli secondari compaiono anche Michele Morrone e l'affidabilissima Elizabeth Perkins, che aggiungono colore e un ulteriore strato di incertezza più che peso narrativo, ma nessuno dei due è lì per riempire.
Paul Feig, il regista di commedie che ha imparato a stringere la gola
Se leggendo il nome del regista qualcuno ha alzato un sopracciglio, lo capisco. Per molti Paul Feig resta legato soprattutto a commedie grandi e rumorose come Le amiche della sposa. Eppure Un piccolo favore aveva già dimostrato quanto Feig sappia maneggiare il thriller elegante, un po' perfido e splendidamente fotografato, dove lo spettatore si diverte tanto con la superficie scintillante quanto con il marcio che ci sta sotto.
The Housemaid prosegue dritto su quella strada, in una versione più cupa e più sexy. Feig non ha alcuna intenzione di fare cinema d'autore, e al film fa benissimo. Sa che metà del genere è puro piacere: gli interni da rivista, le cene tese, le frasi lasciate a metà. L'altra metà è la disponibilità del pubblico a farsi ingannare. Feig prende sul serio entrambe le cose, e anche il suo senso della commedia torna utile: a tratti il film è sorprendentemente divertente, ma mai al punto da far evaporare la tensione.
Cosa funziona davvero
- La casa come personaggio. La dimora dei Winchester è seducente e opprimente insieme, ogni porta e ogni curva delle scale è una promessa o una minaccia. La scenografia lavora parecchio per rendere il lusso soffocante.
- Il duello d'attrici. Le scene tra Sweeney e Seyfried sono la spina dorsale del film e, per fortuna, ce ne sono tante.
- Il gusto di indovinare. Il film gioca in modo molto consapevole con le aspettative dello spettatore. Semina di continuo piccoli dettagli sospetti, e così lo guardi attivamente invece di limitarti a fissare lo schermo.
- Un'autoironia che non ha bisogno di ammiccare. Detto così suona strano, ma il film sa di essere pulp, ed è proprio per questo che osa buttarsi a capofitto nel melodramma.
Anche musica e missaggio sonoro fanno la loro parte: niente di invadente, piuttosto quel tipo di accompagnamento che fa salire la tensione di nascosto, finché non ti accorgi che da minuti non respiri come si deve.
Dove scricchiola il parquet
Centotrentuno minuti sono una durata coraggiosa per un thriller del genere, e in alcuni punti si sentono. Ci sono passaggi, soprattutto a metà film, in cui la tensione si mantiene costante più che crescere, e lì si aspetta con un pizzico di impazienza il colpo di scena successivo. Con un montaggio più asciutto il film avrebbe colpito ancora più forte.
L'altro rischio è insito nel genere stesso. Nei thriller costruiti sui colpi di scena c'è sempre il pericolo che lo spettatore esperto intuisca qualcosa prima del dovuto, e da lì in poi la suspense lascia spazio al semplice spuntare caselle. The Housemaid evita questa trappola quasi sempre con abilità, ma chi divora venti romanzi e film simili all'anno potrebbe ogni tanto trovarsi un passo avanti alla sceneggiatura.
E poi c'è chi sarà infastidito dal tono in sé: questo non è un dramma psicologico sobrio e realistico. I segreti piccanti e i giochi di potere qui sono scritti a caratteri cubitali, e il film alza la voce quando deve farlo. Io me lo sono goduto parecchio, ma capisco chi lo troverà eccessivo.
A chi lo consigliamo?
- Fa per te se: A chi adora i thriller patinati e pieni di svolte, sulla scia di L'amore bugiardo e Un piccolo favore, e a chi non vede l'ora di godersi i fuochi d'artificio tra Sydney Sweeney e Amanda Seyfried.
- Meglio lasciar perdere se: Chi cerca un dramma psicologico rigorosamente realistico e silenzioso, o chi già in partenza si stanca davanti a una durata lunga e a un melodramma sopra le righe, farebbe meglio a passare oltre.
Se ti piace, guarda anche: L'amore bugiardo - Gone Girl (2014), Un piccolo favore (2018), La ragazza del treno (2016), Parasite (2019), Saltburn (2023)
Domande frequenti
Quando è uscito Una di famiglia - The Housemaid nei cinema italiani?
Il film è arrivato nelle sale italiane il 1° gennaio 2026.
Di cosa parla Una di famiglia - The Housemaid?
Millie, in fuga dal proprio passato, viene assunta come governante a tempo pieno nella casa dei ricchi Nina e Andrew Winchester, dove il lavoro dei sogni si trasforma presto in un pericoloso gioco di potere fatto di segreti e colpi di scena inaspettati.
Quanto dura il film?
Una di famiglia - The Housemaid dura 131 minuti.
Il film è tratto da un libro?
Sì, il film è basato su un romanzo di enorme successo internazionale.
Chi è il regista e chi sono i protagonisti?
Il film è diretto da Paul Feig e nel cast principale ci sono Sydney Sweeney, Amanda Seyfried, Brandon Sklenar, Michele Morrone ed Elizabeth Perkins.
Suoniamo il campanello dei Winchester?
Sì, ma solo se sapete a cosa andate incontro. Una di famiglia - The Housemaid non vuole rivoluzionare il thriller, però vuole intrattenere eccome, e nella maggior parte dei casi ci riesce. La coppia Sydney Sweeney e Amanda Seyfried vale da sola il prezzo del biglietto, e Paul Feig conferma ancora una volta che il veleno nascosto sotto una superficie scintillante è uno dei suoi terreni di gioco preferiti.
È un po' più lungo del necessario e i veterani del genere potrebbero fiutare in anticipo qualche svolta, ma il film si crogiola con tale gusto nel proprio lato oscuro che è difficile prendersela con lui. Perfetto per una di quelle serate in cui, dopo i titoli di coda, si ha voglia di discutere dei colpi di scena con qualcuno per un'altra mezz'ora. Solo, dopo, non guardate con troppo sospetto chi vi lava i piatti.
