Dune - Parte tre, recensione in anteprima: Villeneuve torna nel deserto e stavolta si gioca tutto
Pochi registi possono dire di aver ridefinito, con due film di fila, quello che ci aspettiamo da un blockbuster. Denis Villeneuve ci è riuscito con i primi due capitoli di Dune. Il 16 dicembre 2026 arriva nelle sale italiane Dune - Parte tre, e la posta in gioco non è mai stata così alta: quando si chiude una trilogia non basta stupire, bisogna arrivare da qualche parte.
Sulla carta è l'evento fantascientifico dell'anno, e se Villeneuve mantiene il passo, a Natale il grande schermo verrà di nuovo travolto da una tempesta di sabbia.
Dune - Parte tre: trailer
Scheda del film
| Original | Dune: Part Three |
|---|---|
| Uscita in Italia | 16/12/2026 |
| Regia | Denis Villeneuve |
| Cast | Timothée Chalamet, Jason Momoa, Zendaya, Rebecca Ferguson, Anya Taylor-Joy, Robert Pattinson |
| Genere | Film di fantascienza |
| Paese | Film americani |
Ritorno su Arrakis, per la terza volta
Lo dico subito: questa è una recensione in anteprima. Il film non l'ha ancora visto nessuno, quindi quello che leggete si basa sugli autori, sul cast e sui due film che ci hanno portato fin qui. Non mi inventerò dettagli di trama, anche perché lo studio ha lasciato trapelare ben poco, ed è meglio così. Nel mondo di Dune, la scoperta è metà del piacere.
Quello che sappiamo per certo: il film esce in Italia il 16 dicembre 2026, è una produzione americana, appartiene alla fantascienza e dietro la macchina da presa c'è ancora Denis Villeneuve. Quest'ultimo dato, da solo, vale mezzo successo. Il Dune del 2021 e Dune - Parte due del 2024 hanno dimostrato che la fantascienza monumentale, lenta eppure tesissima, non era morta: aspettava soltanto qualcuno con abbastanza coraggio. Villeneuve quel coraggio l'ha avuto, e il pubblico lo ha seguito in numeri sorprendenti.
Per questo il terzo capitolo non è un semplice sequel. È il momento in cui scopriremo se la saga è un'opera unitaria e di ampio respiro, oppure due film bellissimi seguiti da un giro d'obbligo. Io scommetto sulla prima ipotesi, ma ne parliamo più avanti.
Un cast che fa invidia a qualsiasi direttore del casting
Diamo un'occhiata ai nomi, perché sembrano già il manifesto di un festival. Timothée Chalamet, Zendaya, Rebecca Ferguson, Javier Bardem, Jason Momoa e Florence Pugh sono volti noti dei capitoli precedenti, e ognuno di loro ha dimostrato che nelle mani di Villeneuve anche la star più patinata diventa un interprete solido e disciplinato. Chalamet in particolare è cresciuto moltissimo nel ruolo nel corso dei primi due film, e sono curioso di vedere fin dove riuscirà a spingere quella sua intensità fredda e introversa.
Zendaya, nel secondo capitolo, era secondo me la bussola emotiva del film: in ogni sua scena vibrava un dubbio ostinato, molto terreno, che faceva da contrappeso al grande pathos profetico. Se Parte tre costruisce su questa tensione, possono nascerne momenti fortissimi.
Il vero sale, però, sta nei nuovi arrivi. L'ingresso di Robert Pattinson è una notizia che ha fatto drizzare le antenne ai fan: negli ultimi anni ha scelto quasi sempre ruoli strani e imprevedibili, e raramente lascia indifferenti. Non provo a indovinare chi interpreterà, ma la sua presenza è un segnale chiaro che il film non vuole giocare sul sicuro. In lista c'è anche Anya Taylor-Joy, una di quelle attrici capaci di inquietare con un solo sguardo. Accanto a loro compaiono Nakoa-Wolf Momoa e Ida Brooke, di cui per ora si sa poco: anche questo fa parte della sorpresa.
Villeneuve, maestro della monumentalità lenta
I film di Villeneuve raramente vengono definiti frenetici, e va benissimo così. Arrival, Blade Runner 2049 e i due Dune seguono la stessa ricetta: spazi immensi, esseri umani minuscoli, bassi profondi e silenzi che dicono più dei dialoghi. Da lui l'immagine non è decorazione, è il racconto stesso. Quando nel secondo capitolo è arrivata la cavalcata sul verme delle sabbie, non sembrava una scena d'azione ma quasi un'esperienza religiosa.
Un'autorevolezza del genere è difficile da costruire e ancora più difficile da mantenere. La domanda, per Parte tre, è se Villeneuve abbia ancora qualcosa di nuovo da mostrare con lo stesso linguaggio visivo. Dopo due film lo spettatore conosce i trucchi: gli edifici brutalisti, i paesaggi spogli, le scene di massa ritualizzate. Se ritroveremo tutto questo un'altra volta sarà comunque splendido, ma una parte della magia potrebbe svanire. Io spero che, al momento di chiudere, Villeneuve sia disposto a rischiare un po', nel tono o nel ritmo.
Perché potrebbe essere uno dei film migliori dell'anno
Se dovessi spiegare in una frase perché lo aspetto così tanto, direi questo: è una saga che, cosa rara, non punta ad accontentare il pubblico ma a farlo pensare. Uno dei grandi meriti del secondo capitolo era non servire la narrazione eroica in modo acritico. C'era un sottofondo freddo e scomodo, che si chiedeva cosa succede quando una leggenda diventa troppo grande. Se Parte tre porterà avanti questo filo, non avremo l'ennesimo spettacolo di fantascienza, ma un film davvero adulto e inquietante.
- Continuità: stesso regista, stesso cast principale, un lusso raro in un franchise.
- Sangue nuovo: Pattinson e Taylor-Joy possono portare energia fresca in un mondo ormai ben rodato.
- Uscita natalizia: la data di dicembre fa capire che lo studio non teme i grandi concorrenti.
E poi c'è il sonoro. Almeno metà dell'esperienza dei film di Dune sta in quel paesaggio sonoro che rimbomba e vibra nel corpo. Anche per questo capitolo consiglio la sala più grande e l'impianto audio migliore che riuscite a trovare: qui il suono non è un accompagnamento, è un'esperienza fisica.
Dove può impantanarsi nella sabbia?
Non voglio limitarmi all'entusiasmo, perché il terzo capitolo è il più rischioso della trilogia. Primo: i capitoli conclusivi, storicamente, raramente ricevono lo stesso affetto delle aperture. A quel punto il pubblico si è abituato al mondo e, più che sorprese, cerca un compimento. È una pressione enorme.
Secondo: il cast è lunghissimo. Tanti grandi nomi, tante linee narrative, e lo stile di Villeneuve non ama la fretta. Se tutti avranno uno spazio vero, il film rischia di allungarsi; se invece qualcuno verrà messo da parte, i fan non lo perdoneranno. Già nei capitoli precedenti qualcuno ha avuto l'impressione che certi ottimi attori facessero quasi da arredo.
Terzo: il tono freddo e distaccato della saga non è per tutti. Chi già con il secondo film ha pensato "bello, ma non mi tocca", difficilmente si ritroverà in lacrime in sala questa volta. Non è un difetto, è un carattere, ma è bene sapere cosa si va a vedere.
A chi lo consigliamo?
- Fa per te se: Per chi ha amato i primi due capitoli e vuole vedere sul grande schermo la chiusura di un'epopea fantascientifica moderna. Obbligatorio per chi apprezza i film lenti, atmosferici e che fanno riflettere.
- Meglio lasciar perdere se: Chi cerca un cinecomic veloce e pieno di battute, o chi si era già annoiato con i lunghi silenzi dei capitoli precedenti, difficilmente diventerà un fan proprio adesso.
Se ti piace, guarda anche: Dune (2021), Dune - Parte due (2024), Blade Runner 2049 (2017), Arrival (2016), Lawrence d'Arabia (1962)
Domande frequenti
Quando esce Dune - Parte tre in Italia?
Il film arriva nelle sale italiane il 16 dicembre 2026.
Chi dirige Dune - Parte tre?
Lo dirige Denis Villeneuve, già regista dei primi due capitoli.
Chi c'è nel cast di Dune - Parte tre?
Nel cast ci sono Timothée Chalamet, Zendaya, Jason Momoa, Rebecca Ferguson, Anya Taylor-Joy, Robert Pattinson, Florence Pugh, Javier Bardem, Nakoa-Wolf Momoa e Ida Brooke.
Di che genere è il film e da dove arriva?
Dune - Parte tre è un film di fantascienza di produzione americana.
Il nostro posto a Natale è dentro la tempesta di sabbia?
Secondo me sì, e non c'è nemmeno da pensarci. Finora Villeneuve ha dimostrato a ogni passo che la fantascienza ad alto budget può essere artistica, seria e al tempo stesso un successo di pubblico. Parte tre è la prova del nove: se riuscirà a dare alla saga una chiusura all'altezza, i film di Dune resteranno la trilogia che ha segnato il decennio. Se non ci riuscirà, avremo comunque uno spettacolo visivo travolgente, che da solo vale più di metà dell'offerta in sala. Io prenoterei già adesso un posto davanti allo schermo più grande, nella sala più rumorosa. Le mie aspettative sono alte, e spero sinceramente di non doverle ridimensionare a dicembre.
