Il caso Thomas Crown, recensione in anteprima: Michael B. Jordan ruba la scena o è solo una bella cornice?
Ci sono titoli che non si possono tirare fuori dal cassetto a cuor leggero, e Il caso Thomas Crown è proprio uno di questi. Michael B. Jordan, da regista, mette le mani su una storia criminale leggendaria ed elegantissima, con un cast che già alla lettura dei nomi strappa un cenno di approvazione. Il 4 marzo 2027 scopriremo se ne è uscito un grande colpo di stile o soltanto un orologio costoso e scintillante che però non segna l'ora giusta.
Sulla carta si prepara uno degli action più affascinanti dell'anno, ma per centrare il bersaglio Jordan deve portare sullo schermo, oltre al luccichio, vera tensione e vera chimica.
Il caso Thomas Crown: trailer
Scheda del film
| Original | The Thomas Crown Affair |
|---|---|
| Uscita in Italia | 04/03/2027 |
| Regia | Michael B. Jordan |
| Cast | Adria Arjona, Michael B. Jordan, Pilou Asbæk, Danai Gurira, Aiysha Hart, Lily Gladstone |
| Genere | Film d'azione |
| Paese | Film americani |
Un nome che impone rispetto
Il caso Thomas Crown non è un titolo pescato a caso dallo scaffale di uno studio. L'originale del 1968, diretto da Norman Jewison con Steve McQueen e Faye Dunaway, è diventato uno dei simboli dell'eleganza un po' glaciale degli anni Sessanta. Poi, nel 1999, John McTiernan lo ha ripensato con Pierce Brosnan e Rene Russo, e per molti quella versione è rimasta il modello per eccellenza del romanticismo criminale adulto e raffinato. Chi ci mette mano, insomma, non parte da zero: deve misurarsi con due asticelle piazzate molto in alto.
Proprio per questo mi piace che la versione 2027 non sia finita nelle mani di un mestierante senza volto. Si intuisce la volontà di non fare un remake usa e getta per incassare in fretta, ma un film con una personalità precisa, trainato dalle sue star. Se ci riuscirà è ancora tutto da vedere, ma la partenza promette bene.
Di cosa parla? Niente spoiler, perché non lo sappiamo nemmeno noi
Diciamolo con sincerità: sui dettagli della trama per ora non c'è nulla di ufficiale, e non ho intenzione di inventarmi qualcosa solo per rendere questo pezzo più corposo. Quello che sappiamo è che si tratta di un action americano, che si intitola Il caso Thomas Crown e che arriverà nei cinema a marzo. Chi conosce i film precedenti può immaginare le atmosfere su cui si regge una storia alla Thomas Crown: ricchezza, sicurezza di sé, un gioco del gatto col topo e quella tensione sottile in cui non sai mai davvero chi sta giocando con chi.
Quanto di tutto questo resterà, e quanto il nuovo film oserà stravolgere le basi, lo deciderà la pellicola stessa. Dice però parecchio l'etichetta di genere, che stavolta è action. Potrebbe significare che, rispetto al tono elegante e a combustione lenta delle versioni precedenti, ci aspettano più ritmo e più azione fisica. Il che può rivelarsi una benedizione oppure una condanna.
Michael B. Jordan dietro la macchina da presa
Jordan non è un esordiente alla regia: Creed III ha già dimostrato che sa pensare per immagini e che non ha paura di imprimere il proprio stile su un marchio noto. Nei combattimenti sul ring c'era audacia, c'era qualche eccesso di ispirazione anime e, soprattutto, c'era una voce personale. Per un film su Thomas Crown è una questione centrale, perché se c'è una storia che vive o muore di stile, è proprio questa.
Va detto però che Creed III era ambientato in un mondo che Jordan conosceva già dall'interno, da attore. Un thriller criminale sofisticato chiede muscoli completamente diversi: senso del ritmo, misura, scene in cui due persone parlano e l'aria comunque vibra. Sono curioso di capire quanto saprà rallentare quando serve. Per me è il punto interrogativo più grande, ma anche il più intrigante.
Un cast per cui comprerei il biglietto già adesso
Diamo un'occhiata ai nomi, perché è qui che il film cala il suo asso:
- Adria Arjona è una delle star più promettenti degli ultimi anni. In Andor e in Hit Man ha dimostrato di saper essere tosta, divertente e pericolosamente seducente allo stesso tempo. È esattamente l'energia che serve a una storia alla Thomas Crown.
- Michael B. Jordan, oltre a dirigere, recita. Il suo carisma è fuori discussione: dai tempi di Killmonger in Black Panther sappiamo che sullo schermo può vendere praticamente qualsiasi cosa.
- Pilou Asbæk, che i più ricorderanno come Euron Greyjoy nel Trono di Spade, è una scelta perfetta ovunque serva un pizzico di imprevedibilità.
- Danai Gurira è la Michonne di The Walking Dead e la Okoye di Black Panther, e torna di nuovo accanto a Jordan.
- Lily Gladstone, dopo Killers of the Flower Moon, è una delle attrici più stimate del cinema contemporaneo, e già vederla in un film di genere come questo è una bella sorpresa.
- Aiysha Hart e Ian Bonar completano la squadra.
Chi interpreti chi, preferisco non tirare a indovinare. Una cosa però è certa: con personalità così forti, il casting è già adesso il vero punto di forza del film.
Cosa può farlo funzionare e dove può inciampare
Se tutto va per il verso giusto, potremmo ritrovarci davanti a un film adulto, elegante, immerso nella luce delle sue star, di quelli che ultimamente si vedono poco. In un'offerta dominata da supereroi e franchise, un action criminale raffinato in cui conta soprattutto la partita tra i personaggi potrebbe avere l'effetto di una boccata d'aria fresca. La chimica tra Arjona e il resto del cast, l'ambizione visiva di Jordan e un marchio noto ma non consumato: la ricetta è solida.
Il rischio però è concreto. Proprio per l'etichetta action c'è il pericolo che la tensione sottile venga sostituita da esplosioni e inseguimenti, e che alla fine resti un heist movie bello ma senz'anima, uno dei tanti. L'altra trappola è la nostalgia: chi è cresciuto con la versione di McTiernan farà confronti senza pietà. E il destino dei remake, spesso, è restare nell'ombra anche quando sono riusciti.
Per questo la mia valutazione attesa è di un ottimismo prudente. Un nove non glielo do ancora, perché lo stile è una promessa e non una garanzia, ma con tutto questo talento è davvero difficile immaginare un flop.
A chi lo consigliamo?
- Fa per te se: A chi ama i film criminali eleganti e i cast stellari, e a chi è curioso di vedere cosa combina Michael B. Jordan da regista con un titolo leggendario.
- Meglio lasciar perdere se: A chi considera la versione del 1999 intoccabile e non sopporta i remake, o a chi cerca un dramma profondo e lento anziché un action dal ritmo sostenuto.
Se ti piace, guarda anche: Gioco a due (1999), Il caso Thomas Crown (1968), Ocean's Eleven - Fate il vostro gioco (2001), Hit Man - Killer per caso (2023), Creed III (2023)
Domande frequenti
Quando esce Il caso Thomas Crown in Italia?
Il film arriva nelle sale italiane il 4 marzo 2027.
Chi dirige il nuovo Il caso Thomas Crown?
La regia è di Michael B. Jordan, che fa parte anche del cast.
Chi recita in Il caso Thomas Crown?
Adria Arjona, Michael B. Jordan, Pilou Asbæk, Danai Gurira, Aiysha Hart, Lily Gladstone e Ian Bonar.
Di che genere è Il caso Thomas Crown?
È un action americano, nuova versione di una celebre storia criminale.
Il caso Thomas Crown è un remake?
Il titolo ha già dato il nome a due film: l'originale del 1968 con Steve McQueen e la versione del 1999 con Pierce Brosnan. Il film del 2027 è una nuova rilettura di quella storia.
Jordan riuscirà a rubarci il cuore a marzo?
Secondo me sì, o almeno ha tutte le carte in regola per farlo. La versione 2027 di Il caso Thomas Crown sembra proprio il tipo di pacchetto di cui il cinema ha bisogno in questo momento: intrattenimento pensato per un pubblico adulto, elegante, pieno zeppo di star carismatiche. La coppia Arjona e Jordan vale da sola il prezzo del biglietto, e l'elenco dei comprimari è un vero lusso. Resta solo da capire se il regista avrà il coraggio di rallentare ogni tanto, lasciando che la tensione nasca non solo dall'azione ma anche dagli sguardi, dai silenzi e dalla partita a scacchi tra i personaggi. Se ci riuscirà, a marzo potremmo trovarci tra le mani un piccolo cult a sorpresa. Io intanto ho segnato la data in agenda, e come valutazione attesa gli do un solido sette, otto, con la segreta speranza di doverlo ritoccare verso l'alto.
