Tafiti - Ab durch die Wüste, la recensione: un suricato, un maialino e un fiore blu nel cuore del deserto
Un suricato e un maialino rosso un po' imbranato partono per il deserto per salvare un nonno: è difficile immaginare una base da fiaba più limpida di questa. Tafiti - Ab durch die Wüste non ha nessuna intenzione di reinventare il cinema d'animazione, ed è proprio questo il suo fascino. È un film pensato prima di tutto per i bambini delle elementari, e con loro fa onestamente il suo lavoro.
Una storia d'amicizia tenera, breve e che scalda il cuore: non è un capolavoro, ma al suo pubblico dà esattamente ciò di cui ha bisogno.
Tafiti - Ab durch die Wüste: trailer
Scheda del film
| Regia | Timo Berg, Nina Wels |
|---|---|
| Genere | Film d'animazione |
| Durata | 81 min |
| Paese | Film tedeschi |
Di cosa parla? Un'amicizia, un morso di serpente e un fiore magico
Un bel giorno Tafiti, il suricato, fa una sorpresa alla sua famiglia: porta a casa il suo nuovo amico, Pinsel, un maialino dal pelo rosso. Pinsel è goffo, ma così adorabile che già dalle prime scene viene voglia di fare il tifo per lui. Le presentazioni in famiglia però passano presto in secondo piano, perché succede qualcosa di grave: il nonno di Tafiti viene morso da un serpente velenoso.
Tafiti non ci pensa due volte. Decide di andare a cercare il magico fiore blu nascosto nel profondo del deserto, l'unico rimedio che potrebbe salvarlo. E Pinsel, come ogni vero amico, lo segue senza esitare. Comincia così l'avventura dei due piccoli eroi, con un messaggio semplice ma sempre valido: insieme si può fare tutto.
Di più non vale la pena raccontare, e a dirla tutta non serve. Questo tipo di storia non vive di colpi di scena, ma della complicità che nasce tra il bambino in sala e i personaggi sullo schermo.
La coppia su cui si regge tutto
Un film d'avventura con due protagonisti funziona quando i due si completano a vicenda, e qui l'equilibrio c'è. Tafiti è il piccolo suricato determinato e coraggioso, pronto a tutto per la sua famiglia. Pinsel è il contrappeso: maldestro, impacciato ma fedelissimo, il classico compagno di viaggio che strappa più risate e in cui i più piccoli si riconoscono di più.
Mi è piaciuto che la goffaggine di Pinsel non sia solo una fonte di gag. Il film la tratta come qualcosa che non esclude nessuno: chi non è il più bravo al primo colpo può comunque essere il migliore degli amici e una parte indispensabile dell'avventura. Per uno spettatore di sei anni è un messaggio importante, e per fortuna il film non lo predica, lo mostra.
Il nonno fa da motore narrativo e rende la posta in gioco concreta. Non c'è da salvare il mondo, ma una persona cara. Per un bambino è una sfida molto più comprensibile e sentita di qualsiasi piano malvagio in grande stile.
Animazione tedesca: budget contenuto, cuore grande
Il film porta la firma di Timo Berg e Nina Wels, e i tratti tipici dell'animazione tedesca si riconoscono anche qui. Non siamo sulla scala miliardaria dei grandi studi di Hollywood, e il film non finge di esserlo. La forza delle produzioni familiari europee sta piuttosto nella schiettezza: una storia raccontata con chiarezza, una struttura facile da seguire, meno strizzate d'occhio rivolte agli adulti.
Savana e deserto sono un terreno generoso: colori, spazi aperti, animali pericolosi, paesaggi che cambiano. L'aspetto visivo è piacevole e accogliente, i personaggi sono espressivi, e in un film del genere questo conta più della perfezione tecnica. Il bambino guarda i personaggi, non la qualità del rendering.
I registi hanno un buon senso del ritmo. Gli 81 minuti di durata sono ideali: l'attenzione dei più piccoli non cala, il finale non viene tirato per le lunghe e non ci sono sottotrame superflue.
Cosa funziona davvero?
- L'amicizia come motore. Il legame tra i due protagonisti è sincero e caloroso, ed è quello che regge il film.
- Una posta in gioco chiara. Il nonno malato, il fiore che guarisce, il viaggio difficile: ogni bambino capisce perché la missione è importante.
- La durata. 81 minuti sono proprio la misura giusta per un'uscita al cinema con un bambino delle elementari.
- L'ambientazione. I pericoli della savana africana creano tensione, ma senza mai sconfinare nel davvero spaventoso.
- Il messaggio. Perseveranza, coraggio, solidarietà. Temi classici, ma serviti bene.
Dove si perde lo slancio?
Visto con occhi adulti, Tafiti - Ab durch die Wüste è prevedibile. Lo schema del viaggio con missione, la partenza, gli ostacoli, il ritorno a casa: chiunque abbia visto qualche film d'animazione per famiglie può tracciarne l'arco in anticipo. Chi è abituato ai migliori titoli Pixar o DreamWorks, dove il genitore ride almeno quanto il figlio, qui deve aspettarsi meno livelli di lettura.
Non è un difetto, è piuttosto una scelta. Il film è chiaramente fatto per i più piccoli e non cerca di accontentare tutti. Se però pensate di portare un bambino più grande, diciamo sopra i dieci anni, è facile che questo tipo di fiaba gli stia ormai stretta. E al genitore conviene prendersi un caffè prima: non perché il film annoi, ma perché per lui non ci sono grandi sorprese in serbo.
Anche il contesto è una sfida. Suricati e savana fanno pensare inevitabilmente ai grandi classici, e in quel confronto una piccola produzione europea fatica a spuntarla. Per fortuna il film non prova nemmeno a competere e resta sul suo binario, più modesto.
A chi lo consigliamo?
- Fa per te se: Perfetto dalla fine della scuola dell'infanzia ai primi anni delle elementari, soprattutto per le famiglie che cercano un'esperienza al cinema breve, dolce e non troppo paurosa. Per i bambini che amano gli animali il piacere è doppio.
- Meglio lasciar perdere se: Non lo consiglio ad adolescenti o ad adulti senza bambini al seguito, né a chi si aspetta l'animazione a più strati e piena di umorismo per grandi tipica dei grandi studi.
Se ti piace, guarda anche: Il re leone (1994), Madagascar (2005), Zootropolis (2016), Alla ricerca di Nemo (2003), L'era glaciale (2002)
Domande frequenti
Di cosa parla Tafiti - Ab durch die Wüste?
Tafiti, un suricato, parte per il deserto insieme al suo nuovo amico Pinsel, un maialino rosso, per trovare il magico fiore blu che potrebbe guarire il nonno, morso da un serpente velenoso.
Quanto dura Tafiti - Ab durch die Wüste?
Il film dura 81 minuti.
A che età è adatto il film?
È pensato soprattutto per i bambini dai sei ai nove anni circa: ha momenti di tensione, ma niente di davvero spaventoso.
Chi ha diretto Tafiti - Ab durch die Wüste?
Il film d'animazione tedesco è diretto da Timo Berg e Nina Wels.
Vale la pena portarci il piccolo fan dei suricati?
Se a casa avete un bambino tra i sei e i nove anni che adora gli animali e ama le storie in cui vince l'amicizia, allora sì, Tafiti - Ab durch die Wüste è una buona scelta. È breve, tenero, avvincente senza essere spaventoso, e alla fine il bambino si alza dalla poltrona convinto che insieme si possa davvero fare tutto. Da adulti non vivrete una catarsi, ma vi porterete a casa un bel pomeriggio in famiglia. Per me è un sei e mezzo pieno, e con gli occhi del suo pubblico anche qualcosa di più.
