The Gentlemen, la recensione: Guy Ritchie torna nella malavita londinese e si diverte un mondo
Per anni Guy Ritchie ha provato a essere qualcun altro, poi ha capito che il meglio lo dà quando fa semplicemente se stesso. The Gentlemen è esattamente il film che i suoi fan aspettavano da tempo: un carosello di gangster londinesi sfacciato, sboccato, sanguinoso e terribilmente divertente. Non rivoluziona niente, ma capita di rado di divertirsi così tanto per due ore in compagnia di tanta brutta gente.
Guy Ritchie in gran forma: una commedia gangster elegante, spiritosa e spietata, che non pretende mai di essere altro che un dannato, ottimo divertimento.
The Gentlemen: trailer
Scheda del film
| Uscita in Italia | 07/05/2020 |
|---|---|
| Regia | Guy Ritchie |
| Cast | Matthew McConaughey, Charlie Hunnam, Michelle Dockery, Jeremy Strong, Lyne Renee, Colin Farrell |
| Genere | Film d'azione, Commedie, Gialli |
| Durata | 113 min |
| Divieto | T |
| Paese | Film britannici, Film americani |
Un impero in vendita, e tutti vogliono comprare
Le premesse sono semplici, ed è proprio per questo che funzionano così bene. Mickey Pearson, uno dei pesci più grossi del mercato della droga londinese, vuole uscire dal giro. Ha intenzione di vendere il suo impero e, appena la voce si sparge, la malavita comincia a ronzare come un vespaio preso a calci. In ballo ci sono montagne di soldi, e dove girano tanti soldi spuntano in fretta le pistole, i personaggi loschi e, come da tradizione, anche i cadaveri.
Niente spoiler, e non servono nemmeno: il piacere più grande del film è proprio non avere idea di chi stia fregando chi, di chi lavori davvero per chi e di chi finirà per mettere le mani sul grazioso affare. Ritchie mescola le carte come un baro al tavolo in fondo al pub, e si vede benissimo quanto goda nel sapere che il trucco, noi, non riusciamo ancora a scoprirlo.
Matthew McConaughey e gli altri gentiluomini
Il cast è semplicemente sontuoso, e rappresenta una delle carte vincenti del film. Matthew McConaughey nei panni di Mickey Pearson domina lo schermo con una disinvoltura così sicura da far pensare che abbia passato la vita intera in giacca e cravatta a dare le carte nella malavita londinese. Ha addosso una calma da predatore: non alza la voce, non ne ha bisogno, gli basta esserci.
Charlie Hunnam è Ray, il braccio destro silenzioso e preciso, e questo ruolo più trattenuto e asciutto gli calza sorprendentemente bene. Michelle Dockery, nel ruolo di Rosalind Pearson, è tutt'altro che la moglie decorativa che ci si aspetterebbe da un film del genere: un personaggio deciso, tenuto saldamente in pugno. Jeremy Strong interpreta Matthew con un'intensità tesa e un po' sgradevole che fa da ottimo contrappunto ai personaggi più rilassati, mentre Henry Golding nei panni di Dry Eye si gode visibilmente il fatto di non dover fare, per una volta, il perfetto eroe romantico.
E poi c'è Colin Farrell, che come Coach, secondo me, si porta a casa tutto il film. Ogni sua scena è un piccolo regalo: il personaggio è insieme buffo, simpatico e sorprendentemente duro. Se da In Bruges in poi c'è stato un momento in cui Farrell ha davvero dato libero sfogo alla sua vena comica, è questo. Completano il quadro Lyne Renee nel ruolo di Jackie e Tom Wu in quello di Lord George, che anche in parti minori aggiungono colore a questo variopinto affresco criminale.
Guy Ritchie è tornato a casa, e si vede in ogni inquadratura
Chi conosce Snatch o Lock & Stock si sente a casa già dai primi minuti. Ci sono tutti i marchi di fabbrica di Ritchie: le trame intricate che si incastrano l'una nell'altra, il montaggio rapido, i dialoghi sfrontati e pieni di parolacce, la struttura che gioca con la narrazione e una marea di comprimari coloriti, ognuno dei quali meriterebbe uno spin-off tutto suo.
La differenza è che The Gentlemen è il lavoro di un regista più maturo ed esperto. Lo stile è più rifinito, l'immagine più elegante, il ritmo più sicuro. Dopo le grandi deviazioni hollywoodiane (Sherlock Holmes, Aladdin), Ritchie è tornato nel suo parco giochi, e si capisce che è lì che si muove con più libertà. Non deve compiacere nessuno, fa semplicemente quello che gli riesce meglio.
I 113 minuti di durata, poi, sono calibrati alla perfezione: abbastanza per far aggrovigliare per bene i fili della storia, ma senza lungaggini né tempi morti in cui viene voglia di prendere in mano il telefono.
Quello che colpisce davvero nel segno
- I dialoghi. Per Ritchie il dialogo non è solo uno strumento, è lo spettacolo stesso. In The Gentlemen quasi una battuta su due è da citare, e gli attori si divertono chiaramente a recitare testi del genere.
- La struttura. Il racconto è giocoso, salta, torna indietro, rimescola quanto già visto. A volte è un po' troppo arzigogolato, ma è proprio questo il suo sale.
- Lo stile. Abiti su misura, tenute di campagna, pub londinesi fumosi: un miscuglio di ambienti eleganti e sudici. Il film è semplicemente bello da vedere, e lo sa benissimo.
- L'umorismo. Nero, cattivo, a tratti decisamente cafone, ma molto spesso capace di strappare risate vere, a voce alta.
Dove scivola la scarpa lucida?
Non è tutto oro quel che luccica, però. Uno dei limiti di The Gentlemen è che Ritchie è talmente innamorato del proprio stile che a volte la forma prende il sopravvento sul contenuto. La cornice narrativa ogni tanto rallenta invece di accelerare, e in un paio di momenti si ha l'impressione che il regista stia sfoggiando la propria bravura invece di raccontare semplicemente la storia.
Nemmeno sul piano emotivo il film manderà qualcuno al tappeto. Non è un film che commuove: si fa il tifo per i personaggi, ma non si sta davvero in pensiero per loro. Chi cerca profondità, dramma o seri dilemmi morali ha sbagliato indirizzo. Anche parte dell'umorismo può dividere: le battute poco raffinate non mancano, e non tutti le troveranno ugualmente divertenti.
E naturalmente non è un film per famiglie: violenza, turpiloquio e droga abbondano, e ai bambini non è proprio adatto.
A chi lo consigliamo?
- Fa per te se: A chiunque abbia amato Snatch e Lock & Stock, e a tutti quelli che adorano i gangster movie intricati, pieni di battute taglienti e di stile.
- Meglio lasciar perdere se: Chi non sopporta le parolacce a raffica, l'umorismo nero e il sangue, o chi cerca un dramma serio e profondo, farebbe meglio a scegliere altro.
Se ti piace, guarda anche: Snatch - Lo strappo (2000), Lock & Stock - Pazzi scatenati (1998), RocknRolla (2008), In Bruges - La coscienza dell'assassino (2008), The Pusher (2004)
Domande frequenti
Di cosa parla The Gentlemen?
Mickey Pearson vuole vendere il suo impero della droga a Londra e, quando la notizia si diffonde, tutta la malavita va in subbuglio. Spuntano personaggi di ogni genere e scoppia la lotta per decidere chi alla fine metterà le mani sull'affare.
Quando è uscito The Gentlemen in Italia?
In Italia The Gentlemen è uscito il 7 maggio 2020.
Quanto dura The Gentlemen?
Il film dura 113 minuti.
Chi ha diretto The Gentlemen?
Il film è diretto da Guy Ritchie.
Chi sono gli attori di The Gentlemen?
Nei ruoli principali ci sono Matthew McConaughey, Charlie Hunnam, Michelle Dockery, Jeremy Strong, Lyne Renee, Colin Farrell, Henry Golding e Tom Wu.
Vale la pena mettersi giacca e cravatta per una serata con The Gentlemen?
Assolutamente sì. The Gentlemen non vuole salvare il cinema, e non ne ha bisogno. Guy Ritchie è tornato là dove è più forte, ha radunato un cast clamoroso e ha girato un gangster movie sfacciato, spiritoso ed elegante che dà esattamente quello che promette. Colin Farrell e la fredda eleganza di McConaughey valgono da soli il biglietto, mentre la trama piena di colpi di scena e i dialoghi succosi sono la ciliegina sulla torta. Versati un whisky, mettiti comodo e lascia che Ritchie ti freghi. Ti divertirai.
