The Weight, recensione in anteprima: Ethan Hawke e Russell Crowe portano l'oro all'inferno
Un detenuto, un carico d'oro e un gruppo di uomini di cui nessuno può fidarsi: difficile immaginare una ricetta cinematografica più antica, ed è proprio per questo che potrebbe funzionare. Nei titoli di testa di The Weight compaiono due nomi, Ethan Hawke e Russell Crowe, che da soli valgono il biglietto anche con una sceneggiatura nella media. Resta da capire se Padraic McKinley saprà tirarne fuori qualcosa di più dell'ennesimo survival movie onesto ma dimenticabile.
Sulla carta promette un action asciutto, spietato e costruito sui personaggi, che starà in piedi o crollerà in base agli attori e alla gestione della tensione.
The Weight: trailer
Scheda del film
| Regia | Padraic McKinley |
|---|---|
| Cast | George Burgess, Ethan Hawke, Russell Crowe, Julia Jones, Austin Amelio, Avi Nash |
| Genere | Film d'azione |
| Paese | Film canadesi, Film americani, Film tedeschi |
Oro nel sacco, coltello alle spalle: di cosa parla il film?
Al centro della storia c'è Samuel, strappato alla figlia e chiuso in prigione. Ed ecco il classico patto col diavolo: il direttore del carcere gli fa una proposta. Dovrà trasportare di contrabbando dell'oro da una miniera sperduta, insieme ad altri detenuti pericolosi, e se ci riuscirà tornerà libero. Questo è lo spunto, e a dirla tutta basta e avanza.
Il viaggio attraversa una natura selvaggia e implacabile, ma a quanto promette il film il paesaggio non sarà il nemico peggiore. Sospetto, avidità e violenza si annidano dentro il gruppo: Samuel non dovrà lottare solo contro il freddo e le distanze, ma anche contro chi gli cammina accanto. E la vera posta in gioco non è l'oro, è la figlia che vuole riabbracciare.
Storie così vivono di diffidenza. Quando tutti sono sospettabili, ogni sguardo e ogni frase lasciata cadere diventano un'arma. Se la sceneggiatura sarà abbastanza furba, potremmo trovarci davanti a un dramma da camera ambientato all'aperto, condito di polvere da sparo. Altrimenti sarà un prevedibile gioco a eliminazione in cui indoviniamo sempre chi sarà il prossimo.
Hawke e Crowe: due pesi massimi sullo stesso ring
Partiamo da ciò che fa drizzare le orecchie a quasi tutti: Ethan Hawke e Russell Crowe nello stesso film. Negli ultimi anni Hawke è diventato lo specialista dei personaggi spezzati e tormentati, e da Training Day sappiamo che si muove a suo agio anche sul confine tra colpa e morale. Crowe, dal Gladiatore in poi, è sinonimo di presenza fisica brutale, e con Quel treno per Yuma ha dimostrato di trovarsi particolarmente bene nelle storie violente ambientate in terre aride e spoglie.
Su chi interpreti chi preferisco non sbilanciarmi, perché le informazioni ufficiali non mi permettono di dire nulla di certo. Quello che posso affermare tranquillamente è che due attori di questo calibro raramente accettano un film in cui non c'è niente da recitare. Il solo fatto di vederli condividere lo schermo garantisce scene in cui si gelerà anche l'aria.
Nel cast di contorno ci sono George Burgess, Julia Jones, Austin Amelio, Avi Nash, Lucas Lynggaard Tønnesen e Sam Hazeldine. Il volto di Austin Amelio sarà familiare a chi ha seguito The Walking Dead, e se il film distribuirà bene le carte, saranno proprio gli interpreti meno celebrati a dare vita ai personaggi più imprevedibili. In una storia fatta di tradimenti, i colpi di scena migliori spesso non arrivano dai nomi in cartellone.
Il regista su cui ora pesa tutto
Il nome di Padraic McKinley è probabilmente meno noto al grande pubblico rispetto a quelli dei protagonisti, ed è proprio questo a rendere il progetto interessante. In un film del genere il regista deve lavorare su due fronti: far sentire la minaccia del paesaggio e, insieme, la lenta ebollizione della tensione dentro il gruppo. Se uno dei due aspetti schiaccia l'altro, ne esce o un bel documentario naturalistico senza anima, o un dramma claustrofobico che della natura selvaggia non avrebbe alcun bisogno.
La coproduzione tra Canada, Stati Uniti e Germania suggerisce un respiro internazionale, e l'ambientazione autorizza a sperare in immagini fredde, ampie e mozzafiato. I migliori esempi del genere, come Revenant, hanno dimostrato che la natura stessa può diventare un personaggio. Sono curioso di vedere dove porterà il film McKinley: verso lo spettacolo o verso la psicologia.
Perché potrebbe essere una delle sorprese dell'anno?
L'idea di partenza è senza tempo. Dal Tesoro della Sierra Madre sappiamo che oro e diffidenza formano una delle miscele più esplosive della storia del cinema. Tarantino, in The Hateful Eight, ne ha tratto un capolavoro chiudendo tutti in un emporio, e The Weight ci prova ora all'aperto, sotto il cielo libero. Ecco qualche motivo per essere ottimisti:
- La posta è personale. Samuel non combatte per soldi ma per la figlia, e questo offre allo spettatore un forte aggancio emotivo.
- Il cast è solido. Due veterani e, alle loro spalle, comprimari di carattere.
- Il genere è tornato di moda. Il pubblico stanco di supereroi ha voglia di action duri e con i piedi per terra.
- Il luogo stesso è una minaccia. In una natura così ostile ogni scelta è questione di vita o di morte.
Dove le cose potrebbero andare storte
Non voglio fare il guastafeste, ma bisogna parlare anche dei rischi. La trappola più grande per film di questo tipo è la prevedibilità. Se nei primi venti minuti lo spettatore capisce già chi tradirà chi, la tensione evapora. La trama punta tutto su avidità e sospetto, una base eccellente, ma solo se la sceneggiatura saprà davvero sorprendere.
Il secondo pericolo è che le star finiscano per soffocare la storia, o al contrario che restino solo una decorazione da locandina. Se Hawke e Crowe avranno poco tempo sullo schermo, il pubblico ne uscirà deluso. E c'è un terzo rischio: nei survival movie è facile scivolare in un'estetica monotona tutta grigi e azzurri, in cui ogni scena sembra uguale alla precedente. Spero che McKinley dia alle immagini ritmo e varietà.
Anche l'etichetta di film d'azione è un'arma a doppio taglio. Se la violenza viene trattata solo come spettacolo, si perde il peso morale della storia. Nei film migliori di questo genere la violenza fa male, non intrattiene.
A chi lo consigliamo?
- Fa per te se: A chi ama gli action duri, concreti e costruiti sui personaggi, e a chi guarderebbe qualsiasi cosa pur di vedere Ethan Hawke o Russell Crowe.
- Meglio lasciar perdere se: A chi cerca un'azione leggera e piena di ironia, o non sopporta i film crudi, violenti e dall'atmosfera cupa.
Se ti piace, guarda anche: Revenant - Redivivo (2015), The Hateful Eight (2015), Quel treno per Yuma (2007), Il tesoro della Sierra Madre (1948)
Domande frequenti
Di cosa parla The Weight?
Samuel viene separato dalla figlia e finisce in prigione. Il direttore gli offre la libertà in cambio del trasporto clandestino di oro da una miniera remota, insieme ad altri detenuti pericolosi. Durante il viaggio, però, il pericolo più grande sono i tradimenti e la violenza all'interno del gruppo.
Chi recita in The Weight?
Nel cast ci sono Ethan Hawke, Russell Crowe, George Burgess, Julia Jones, Austin Amelio, Avi Nash, Lucas Lynggaard Tønnesen e Sam Hazeldine.
Chi ha diretto The Weight?
Il film è diretto da Padraic McKinley.
Che genere di film è e da dove viene?
È un film d'azione, nato da una coproduzione tra Canada, Stati Uniti e Germania.
Vale la pena seguirli in questo viaggio verso l'oro?
Se lo chiedete a me: sì, questo è un film da segnare in agenda. Non perché sarà per forza un capolavoro, ma perché ha tutti gli ingredienti per diventarlo. Una situazione di partenza solida e antica, una posta in gioco personale, due grandi attori e un genere che, nelle mani giuste, sa essere allo stesso tempo spietato e profondamente umano. Le mie aspettative stanno sopra una sufficienza piena e sicura, con una precisazione: se la sceneggiatura saprà sorprendere, potrebbe diventare una delle piacevoli sorprese della stagione. In caso contrario, avremo comunque due veterani che sanno benissimo cosa fare anche nel gelo, nel fango e nel sangue. E di questi tempi, già questo vale parecchio.
