Whalefall - Nella balena, anteprima recensione: un'ora d'aria nello stomaco di un capodoglio, e Brian Duffield sa già come domare l'impossibile
Ci sono idee per un film che racconti in una frase sola e metà della tavolata scoppia a ridere, mentre l'altra metà sente un brivido lungo la schiena. Whalefall - Nella balena è esattamente così: un giovane sub viene inghiottito da un capodoglio e ha un'ora di tempo per uscirne. A pochi giorni dall'uscita, la mia sensazione è che possa essere uno dei film più coraggiosi dell'autunno, o uno dei più rischiosi.
Un'idea che suona assurda ma che ha basi solidissime, nelle mani di un regista che ha già dimostrato di saper ricavare vera tensione dalle situazioni impossibili.
Whalefall - Nella balena: trailer
Scheda del film
| Original | Whalefall |
|---|---|
| Uscita in Italia | 15/10/2026 |
| Regia | Brian Duffield |
| Cast | Emily Rudd, Josh Brolin, Jane Levy, Elisabeth Shue, Austin Abrams, John Ortiz |
| Genere | Thriller |
| Paese | Film americani |
Di cosa parla? Un figlio, un padre e un pesce enorme che pesce non è
Sulla carta il punto di partenza è semplicissimo, ed è proprio questo a renderlo così magnetico. Jay Gardiner si immerge al largo della costa centrale della California per ritrovare i resti del padre, scomparso da poco in mare. Già così ci sarebbe materiale per un film sul lutto, ma Whalefall - Nella balena alza subito la posta: un capodoglio di dimensioni impressionanti inghiotte Jay in un sol boccone.
Da qui in poi la situazione è questa: ossigeno sufficiente per un'ora, l'interno di un animale vivo, il buio e la consapevolezza che le dure lezioni del padre potrebbero essere la chiave per salvarsi. Lo studio lo presenta come un thriller di sopravvivenza ampio e drammatico, e in quella frase c'è tutto ciò che mi entusiasma: il conto alla rovescia, la claustrofobia e una storia tra padre e figlio che arriva a compimento nel luogo più impensabile.
Cosa succeda di preciso nella pancia del cetaceo, come Jay provi a uscirne e se ci riesca, non lo sappiamo. E secondo me va benissimo così: in film come questo il piacere della scoperta vale il prezzo del biglietto.
Brian Duffield, specialista della follia di genere
Se qualcuno decidesse di fare un survival ambientato nello stomaco di una balena, Brian Duffield sarebbe più o meno il primo nome a venirmi in mente. Ha scritto Underwater, che già intrappolava i suoi personaggi negli abissi, e Love and Monsters, dove bisognava sopravvivere tra creature gigantesche. Da regista, dopo Spontaneous e No One Will Save You, sappiamo che con i generi ci gioca senza paura.
È soprattutto per quest'ultimo che mi fido. No One Will Save You teneva alta la tensione quasi senza dialoghi, poggiando tutto su una sola protagonista, ed è proprio il talento che serve qui. Una persona, uno spazio chiuso, poche occasioni per chiacchierare. Se c'è qualcuno capace di rendere l'interno di una balena terrificante invece che ridicolo, è lui.
Alle spalle ci sono poi 20th Century Studios e Imagine Entertainment: non stiamo parlando di una produzione fatta in garage. I soldi ci sono, e per un'idea così esigente sul piano visivo non è un dettaglio.
Un cast su cui c'è poco da ridire
I materiali ufficiali non rivelano chi interpreti chi, quindi non mi metto a tirare a indovinare. L'elenco dei nomi, però, parla da solo.
- Josh Brolin, da Non è un paese per vecchi a Dune passando ovviamente per Thanos, sa come portare sullo schermo durezza e peso. In una storia in cui le lezioni di un padre contano così tanto, non è difficile immaginare perché sia stato scelto, ma sarà il film a dircelo.
- Emily Rudd si è fatta conoscere con la serie Netflix One Piece e qui la ritroviamo in un contesto completamente diverso, molto più cupo.
- Jane Levy, con il remake di La casa e il thriller Man in the Dark, ha già dimostrato che ansia e sopravvivenza sono il suo terreno di casa.
- Elisabeth Shue ha mostrato mille volti, dai seguiti di Ritorno al futuro fino alla serie The Boys.
- Accanto a loro completano la squadra Austin Abrams e John Ortiz.
Un cast del genere fa pensare che il film non voglia restare chiuso tutto il tempo nella pancia del capodoglio, ma che abbia intorno una solida cornice umana. Quanto spazio avrà, non lo sappiamo.
Cosa può renderlo davvero bello?
I migliori thriller di sopravvivenza partono sempre da una situazione semplice. 127 ore è una roccia e un braccio, Paradise Beach - Dentro l'incubo uno scoglio e uno squalo, Gravity una donna e lo spazio infinito. Whalefall - Nella balena appartiene alla stessa famiglia, solo con una scenografia molto più bizzarra.
Sono ottimista per tre motivi:
- Il conto alla rovescia. Un'ora di ossigeno è una posta in gioco spietatamente chiara. Niente giri di parole, ogni minuto conta e lo spettatore respira insieme al protagonista.
- Il cuore emotivo. Il fatto che Jay cerchi i resti del padre e che proprio i suoi insegnamenti possano salvarlo aggiunge uno strato che va oltre il semplice spettacolo. Unire lutto e sopravvivenza può dare risultati potentissimi.
- L'impatto visivo. L'interno di un capodoglio, cinematograficamente parlando, è territorio vergine. Se gli scenografi lavorano bene, potremmo vedere qualcosa di mai visto prima.
Dove può arenarsi la balena?
Non sarei sincero se non lo dicessi chiaramente: questa idea balla sul filo del rasoio. Da Giona a Pinocchio, il ventre della balena appartiene culturalmente più alla fiaba che all'orrore, e se il film sbaglia tono rischia di diventare comico senza volerlo. Per noi italiani, cresciuti con Collodi, la tentazione del sorriso è ancora più forte.
Il secondo rischio è il ritmo. In una storia ambientata in uno spazio chiuso è difficilissimo tenere viva la tensione, soprattutto se abbondano monologhi e flashback. Se il filo padre e figlio si affida a troppi ricordi, l'aria potrebbe uscire dal palloncino, e mai espressione fu più letterale.
Infine c'è la questione della credibilità. Nel thriller lo spettatore accetta molto, ma solo se il film resta coerente con le proprie regole. Visti i lavori precedenti di Duffield, sono fiducioso che lo prenda sul serio, ma è questo il punto interrogativo più grande.
A chi lo consigliamo?
- Fa per te se: Per chi adora i survival claustrofobici a location unica ed è disposto ad abbracciare un'idea insolita e audace. Per i fan dei lavori precedenti di Duffield è una tappa obbligata.
- Meglio lasciar perdere se: Chi soffre gli spazi chiusi, il buio e l'idea del soffocamento, o chi rifiuta a priori le premesse poco realistiche, farà meglio a restare sulla spiaggia.
Se ti piace, guarda anche: 127 ore (2010), Paradise Beach - Dentro l'incubo (2016), Gravity (2013), Heart of the Sea - Le origini di Moby Dick (2015), Open Water (2003)
Domande frequenti
Quando esce Whalefall - Nella balena nei cinema italiani?
Whalefall - Nella balena arriva nelle sale italiane il 15 ottobre 2026.
Di cosa parla Whalefall - Nella balena?
Jay Gardiner si immerge al largo della costa centrale della California per ritrovare i resti del padre, morto da poco, ma viene inghiottito da un enorme capodoglio. Con un'ora di ossigeno deve trovare il modo di uscire, e capisce che le dure lezioni del padre potrebbero essere la chiave per la fuga.
Chi ha diretto Whalefall - Nella balena?
Il film è diretto da Brian Duffield, che si era già fatto notare con No One Will Save You.
Chi c'è nel cast di Whalefall - Nella balena?
Nel cast ci sono Emily Rudd, Josh Brolin, Jane Levy, Elisabeth Shue, Austin Abrams e John Ortiz.
Che genere di film è Whalefall - Nella balena?
È un thriller di sopravvivenza americano, prodotto da 20th Century Studios e Imagine Entertainment.
Vale la pena immergersi con lui nel buio della sala?
Sulla base di quello che sappiamo, la mia risposta è sì: questo è un film da aspettare e da vedere sul grande schermo. Capita di rado che un thriller da grande studio proponga un'idea così fresca, così folle e al tempo stesso così immediata, e capita ancora più di rado che dietro ci sia un regista che ha già dimostrato di saper tirare fuori tensione dalle situazioni più impossibili. Whalefall - Nella balena potrebbe essere una delle grandi sorprese dell'anno, oppure finire inghiottito dalla sua stessa ambizione. Io scommetto sul suo coraggio. Voto atteso: un 8 pieno, e se la parte emotiva colpisce nel segno, anche di più.
