Cinquanta sfumature di rosso, la recensione: un lucchetto a fine trilogia, ma senza chiave
C'è un momento in cui una storia d'amore smette di parlare di desiderio e comincia a parlare di chi paga la bolletta della luce nella villa di lusso. Cinquanta sfumature di rosso arriva esattamente lì: Ana e Christian si sono sposati, la grande domanda ha trovato risposta e il film cerca affannosamente qualcosa che tenga ancora alta la tensione. Se ci riesca o no, è quello che proviamo a capire in questa recensione.
Un addio lucido, levigato e sorprendentemente vuoto: obbligatorio per i fan, dimenticabile per tutti gli altri.
Cinquanta sfumature di rosso: trailer
Scheda del film
| Original | Fifty Shades Freed |
|---|---|
| Uscita in Italia | 08/02/2018 |
| Regia | James Foley |
| Cast | Dakota Johnson, Jamie Dornan, Eric Johnson, Eloise Mumford, Rita Ora, Luke Grimes |
| Genere | Drammi, Film romantici |
| Durata | 105 min |
| Divieto | VM14 |
| Paese | Film americani |
Sì, lo hanno detto. E adesso?
Il terzo capitolo della trilogia comincia dove la maggior parte dei film romantici finisce: al matrimonio. L'amore tra Ana e Christian è coronato, l'anello è al dito, l'abito bianco è appeso nell'armadio. Solo che, come il film stesso lascia intendere, per essere felici serve qualcosa in più. Le ombre del passato non svaniscono con una promessa all'altare, e la quiete della coppia viene presto turbata da Jack Hyde, l'ex capo di Ana, disposto a tutto pur di vendicarsi.
Sulla carta è un ottimo punto di partenza. I primi due film ruotavano intorno ai limiti della relazione, al controllo e alla fiducia; il terzo promette che stavolta sarà una minaccia esterna a mettere alla prova quanto costruito. Il guaio è che i due filoni, la quotidianità della vita coniugale e la storia di vendetta con ambizioni da thriller, non si amalgamano mai davvero. Sembra di guardare due film diversi che scorrono in parallelo, senza che nessuno dei due abbia il coraggio di andare a fondo.
Dakota Johnson e Jamie Dornan: una questione di chimica
Dakota Johnson nei panni di Anastasia Steele resta il valore più grande della saga. Ha qualcosa di asciuttamente ironico, un mezzo sorriso, uno sguardo di sbieco, che fa capire che sa benissimo in che film si trova, eppure prende sul serio il personaggio. In questo capitolo Ana è più decisa che mai, e la Johnson intuisce bene quando è il momento di farla imporre.
Jamie Dornan come Christian Grey è meno fortunato. Il ruolo è talmente costruito sullo schema del miliardario laconico dallo sguardo fisso che a Dornan resta pochissimo margine. Ogni tanto affiora un lampo di fragilità, ma la sceneggiatura raramente gli permette di svilupparlo. L'intesa fra i due va a fasi alterne: ci sono momenti in cui crediamo davvero che vivano l'uno per l'altra, e altri in cui sembrano due professionisti che eseguono diligentemente una coreografia.
Un cattivo che meritava un film migliore
Eric Johnson, nei panni di Jack Hyde, è quello che ha più occasioni per dare una scossa al film, e le sfrutta con entusiasmo. L'ex capo assetato di vendetta dovrebbe essere il motore della parte thriller, ma in pratica è perlopiù una minaccia che compare di tanto in tanto, come se il film si ricordasse all'improvviso che, già, c'è anche un cattivo. Così la tensione raramente cresce per gradi: si accende di colpo e poi si spegne.
Tra i comprimari troviamo Eloise Mumford come Kate Kavanagh, Rita Ora come Mia Grey, Luke Grimes come Elliot Grey, Victor Rasuk come José, e c'è anche Max Martini nei panni di Taylor, la guardia del corpo silenziosa e affidabile della saga, che a dirla tutta guarderei volentieri più a lungo della coppia protagonista in certe scene. Tutti fanno più da arredamento che da persone in carne e ossa, ed è un peccato: qualche scena ben scritta tra amici o in famiglia avrebbe dato molto a una storia che parla di matrimonio.
James Foley e l'estetica da catalogo di lusso
Il regista James Foley, già al timone del secondo capitolo, punta ancora una volta tutto sullo scintillio. Il film sembra la versione animata di una rivista patinata di lifestyle: interni immacolati, location splendide, auto costose, corpi illuminati alla perfezione. Sul piano visivo non c'è nulla da rimproverare, ogni inquadratura è curata e seducente.
Il problema è che questa superficie lucida appiattisce tutto. Le scene erotiche, che erano il richiamo originale della saga, qui sembrano più una voce obbligata in scaletta che un vero momento di tensione. Anche i passaggi più movimentati non acquistano peso, perché la regia mantiene un ritmo uniforme, quasi comodo. I 105 minuti non sono tanti, eppure i tempi morti si sentono.
Quello che funziona, invece, è la musica. La saga è sempre stata forte nella selezione pop, e anche qui gran parte del lavoro sull'atmosfera lo fa la colonna sonora. Se c'è qualcosa che regge davvero il clima del film, è proprio la musica.
Dove inciampa davvero
Il difetto principale del film è che non sa decidere cosa vuole essere. Un dramma romantico sulle prime difficoltà del matrimonio? Un film erotico che porta avanti il marchio di fabbrica della saga? Oppure un thriller su un uomo in cerca di vendetta? Tutti e tre gli elementi ci sono, ma nessuno ha lo spazio per lasciare davvero il segno.
- La tensione che manca: la minaccia sembra reale troppo di rado.
- I dialoghi: ogni tanto spunta qualche battuta che in sala strappa una risata involontaria.
- L'evoluzione dei personaggi: Ana cresce, Christian resta più che altro fermo al palo.
Detto questo, bisogna riconoscere che i fan della saga ottengono esattamente ciò che si aspettavano: l'atmosfera di sempre, la coppia protagonista e una conclusione. Lo scopo di questo film non è conquistare nuovi spettatori, ma salutare quelli vecchi.
A chi lo consigliamo?
- Fa per te se: A chi ha visto i primi due capitoli e vuole scoprire come si chiude la storia di Ana e Christian. Se ti bastano un romanticismo scintillante e del buon pop, non resterai deluso.
- Meglio lasciar perdere se: Chi cerca un vero thriller o un dramma di coppia profondo, o chi già al primo film alzava gli occhi al cielo, può tranquillamente lasciar perdere.
Se ti piace, guarda anche: Cinquanta sfumature di grigio (2015), Cinquanta sfumature di nero (2017), 365 giorni (2020), 9 settimane e ½ (1986), Basic Instinct (1992)
Domande frequenti
Quando è uscito Cinquanta sfumature di rosso in Italia?
Il film è arrivato nelle sale italiane l'8 febbraio 2018.
Di cosa parla Cinquanta sfumature di rosso?
Ana e Christian si sono sposati, ma le ombre del passato minacciano la loro felicità quando ricompare Jack Hyde, l'ex capo di Ana, deciso a vendicarsi a ogni costo.
Quanto dura Cinquanta sfumature di rosso?
Il film dura 105 minuti.
Chi ha diretto Cinquanta sfumature di rosso?
Il film è diretto da James Foley.
Chi sono i protagonisti?
Dakota Johnson interpreta Anastasia Steele, Jamie Dornan è Christian Grey ed Eric Johnson veste i panni di Jack Hyde.
Vale la pena chiudere la trilogia con questo film?
Se hai resistito per due capitoli, sì: guarderai anche questo, e probabilmente non te ne pentirai più di tanto. Cinquanta sfumature di rosso è bello da vedere, piacevole, suona bene e si dimentica in fretta. Dakota Johnson salva la maggior parte delle scene, mentre immagini e musica tengono su l'atmosfera là dove la sceneggiatura si affatica. Come film a sé, però, è poca cosa: troppo prudente per essere avvincente e troppo superficiale per toccare davvero. Perfetto per una serata leggera con un bicchiere di vino, non per una grande esperienza al cinema.
