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Recensione · Uscita: 16/04/2026

Il caso 137, la recensione: quando la polizia indaga su se stessa e l'ispettrice guarda dentro il proprio passato

Film francesiGialliFilm polizieschi

Esiste un tipo di poliziesco in cui la tensione più forte non nasce da un colpo di pistola, ma da una sola riga di un verbale. Il nuovo film di Dominik Moll è esattamente questo: racconta un'indagine interna alla polizia in cui, invece delle risposte, a crescere è il peso delle domande. Il caso 137 è un film silenzioso, ostinato e scomodo, nel senso migliore del termine.

7,8/10
Voto
Un poliziesco francese teso, intelligente e moralmente inquietante, che non offre risposte facili e proprio per questo ti resta addosso per giorni.
Storia
8
Recitazione
9
Regia
8
Immagini
7
Musica e sonoro
7
Emozioni
8

Il voto complessivo è la media dei sei criteri.

Il caso 137: trailer

Scheda del film

OriginalDossier 137
Uscita in Italia16/04/2026
RegiaDominik Moll
CastLéa Drucker, Stanislas Merhar, Antonia Buresi, Genevieve Mnich, Christian Sinniger, Claire Bodson
GenereGialli
Durata115 min
PaeseFilm francesi

Di cosa parla Il caso 137, senza spoiler?

La protagonista è Stéphanie, investigatrice dell'IGPN, l'organo di controllo interno della polizia francese, quella che in gergo viene chiamata la polizia dei poliziotti. Il suo compito è stabilire se i colleghi hanno oltrepassato il limite nell'uso della forza. Il fascicolo 137, all'inizio, sembra soltanto un numero in più nella pila: un ragazzo è rimasto gravemente ferito durante una manifestazione parigina tesa e caotica, e tocca a Stéphanie ricostruire cosa sia successo davvero.

Il lavoro d'ufficio, però, si inceppa presto. Stéphanie non trova prove di una violenza illegittima da parte degli agenti, ma un evento inatteso la turba, e scopre che la vittima viene dalla sua stessa città. Da quel momento il caso smette di essere una pratica e diventa una questione personale, e la domanda più interessante del film diventa questa: si può restare obiettivi in una situazione simile?

Non serve sapere altro prima di entrare in sala. La forza del film sta nel modo in cui compone il quadro un tassello alla volta, non nei colpi di scena a effetto.

Dominik Moll, maestro del dubbio

Chi ha visto il precedente grande successo di Moll, La notte del 12, sa bene cosa aspettarsi. Lì un omicidio irrisolto consumava gli investigatori, e il film aveva fatto incetta di César, compreso quello per il miglior film. Da allora il regista continua a rigirare tra le mani la stessa domanda: cosa succede a chi ha il compito di scoprire la verità, quando il sistema in cui lavora non sempre vuole conoscerla?

Lo stile è misurato, quasi asciutto. Non c'è una colonna sonora invadente a dirti quando trattenere il fiato, non ci sono inquadrature eroiche. Al loro posto: stanze degli interrogatori, filmati fatti scorrere sui monitor, corridoi d'ufficio e lunghi silenzi. All'inizio può sembrare austero, ma è proprio questo a renderlo credibile: Il caso 137 ha l'aspetto della realtà e non cerca di abbellirla.

Il merito più grande di Moll è che non fa la predica. Sarebbe stato facile girare un film a tesi sulla violenza della polizia, schierandosi da una parte o dall'altra. Lui preferisce mostrare quanto sia difficile, in una vicenda del genere, anche solo arrivare ai fatti.

Léa Drucker e gli altri: i volti dietro il verbale

In testa al cast c'è Léa Drucker, una delle attrici più affidabili del cinema francese. Ha vinto il César per L'affido ed è rimasta quel tipo di interprete capace di dire con un solo fremito trattenuto del viso più di quanto altri dicano con un monologo. In un film in cui la tensione si gioca soprattutto dentro i personaggi, è una dote preziosa.

Accanto a lei ci sono Stanislas Merhar, Antonia Buresi, Genevieve Mnich, Christian Sinniger, Claire Bodson e Guslagie Malanda, che nel dramma processuale Saint Omer aveva già dimostrato di saper dare corpo come pochi a personaggi silenziosi e difficili da decifrare. Non è una sfilata di star ma una squadra affiatata, e il film ne guadagna: nessuno cerca di rubare la scena, tutti sono al servizio della storia.

Quello che funziona davvero è l'attrito tra i personaggi. In un'indagine interna tutti sono un po' sospetti e tutti, un po', si difendono. Gli attori restituiscono alla perfezione questo clima soffocato e diffidente.

Perché funziona: il dubbio come genere

Di solito il poliziesco ruota attorno a chi è stato. Il caso 137 si chiede piuttosto cosa significhi, in fondo, che qualcuno abbia fatto qualcosa. In una manifestazione caotica, dove tutti corrono, urlano e filmano, dove passa il confine tra forza legittima e abuso? Il film non offre una risposta comoda, e in questo sta il suo coraggio.

Un applauso a parte per come il film riesce a rendere avvincente la burocrazia. Documenti, filmati, deposizioni: sulla carta è il materiale più noioso del mondo, eppure sullo schermo tiene incollati.

Dove potrebbe essere più debole?

Non lo nascondo: Il caso 137 non piacerà a tutti. Nei suoi 115 minuti ci sono passaggi in cui il film si trattiene quasi per ostinazione, e chi aspetta azione o uno scioglimento classico resterà deluso. Non siamo nel mondo dei polizieschi hollywoodiani: qui non arriva la grande scena della rivelazione, con qualcuno che sbatte il pugno sul tavolo.

Anche l'estetica è volutamente quotidiana. Questo rende il film credibile, ma chi cerca un'esperienza da grande schermo potrebbe trovare le immagini un po' grigie. Io lo considero un pregio, ma capisco chi lo trovi poco.

Il rischio maggiore, poi, è il tema stesso: la violenza della polizia è una questione politicamente delicata, e molti cercheranno nel film una presa di posizione. Chi vuole un verdetto netto uscirà dalla sala irritato, perché Moll sceglie deliberatamente di non concedere questa soddisfazione.

A chi lo consigliamo?

Se ti piace, guarda anche: I miserabili (2019), Saint Omer (2022), Zodiac (2007), Il caso Spotlight (2015)

Domande frequenti

Quando esce Il caso 137 nei cinema italiani?

Il film è uscito nelle sale italiane il 16 aprile 2026.

Di cosa parla Il caso 137?

Stéphanie, investigatrice dell'IGPN, l'organo di controllo interno della polizia francese, indaga su un caso in cui un ragazzo è rimasto gravemente ferito durante una manifestazione a Parigi. La vicenda diventa personale quando scopre che la vittima viene dalla sua stessa città natale.

Quanto dura Il caso 137?

Il film dura 115 minuti.

Chi ha diretto Il caso 137?

Il poliziesco francese è diretto da Dominik Moll.

Chi sono gli attori di Il caso 137?

Nel cast ci sono Léa Drucker, Stanislas Merhar, Antonia Buresi, Genevieve Mnich, Christian Sinniger, Claire Bodson e Guslagie Malanda.

Vale la pena aprire il fascicolo 137?

Sì, se sei disposto a passare due ore al buio in compagnia di una domanda scomoda. Dominik Moll conferma di essere uno degli autori più interessanti del poliziesco francese di oggi, capace di usare gli strumenti del genere per far sedere anche lo spettatore al tavolo della commissione d'inchiesta. La prova di Léa Drucker vale da sola il biglietto, e il film non ti lascia andare nemmeno dopo i titoli di coda. Non sarà il film più divertente dell'anno, ma con buone probabilità sarà uno dei più importanti. Da parte mia, una raccomandazione convinta.

Voto: 7,8/10 · Storia 8 · Recitazione 9 · Regia 8 · Immagini 7 · Musica e sonoro 7 · Emozioni 8