Il gatto col cappello, recensione in anteprima: si può davvero istituzionalizzare il caos?
Il gatto più irresponsabile del mondo ha trovato un impiego, e già scriverlo fa sorridere. Il gatto col cappello arriva nelle sale italiane il 5 novembre e prova a riportare in animazione quel fascino sfacciato e fuori dalle regole che ha reso il personaggio di Dr. Seuss amatissimo da intere generazioni. Non l'abbiamo ancora visto, ma ci sono buone ragioni per aspettarlo con curiosità. E qualche motivo per restare cauti.
Materiale di partenza solido, un'idea simpatica e un'uscita perfetta per le famiglie: se gli autori non soffocheranno il caos sotto la morale, potrebbe diventare il film del cuore di novembre.
Il gatto col cappello: trailer
Scheda del film
| Original | The Cat in the Hat |
|---|---|
| Uscita in Italia | 05/11/2026 |
| Regia | Alessandro Carloni, Erica Rivinoja |
| Genere | Film d'animazione |
| Divieto | T |
| Paese | Film americani |
Di cosa parla? Un gatto, un cappello e un mansionario
La premessa, a mio avviso, è di una semplicità geniale. Siamo nello strampalato universo di Dr. Seuss, dove il Gatto col cappello accetta un lavoro serio: all'Istituto per l'Istituzionalizzazione dell'Immaginazione e dell'Ispirazione riceve uno degli incarichi più difficili della sua vita. Deve rallegrare due bambini, Gabby e Sebastian, che si sono appena trasferiti in una nuova città e per i quali tutto sembra andare storto.
Il colpo di scena arriva esattamente dove te lo aspetti: il Gatto esagera in tutto. Ovunque metta la zampa si scatena il caos, e dietro di sé lascia soltanto scompiglio e pasticci. Eppure la posta in gioco c'è eccome, perché se fallisce la missione gli verrà tolto il suo cappello magico. Un Gatto col cappello senza cappello? Un po' come un prestigiatore senza coniglio, e il film sembra voler prendere questa minaccia sul serio.
Della trama non sappiamo altro, e non ho intenzione di fantasticare oltre. Quel poco che emerge, però, dice già molto sul tono: è una storia per ragazzi che parla di traslochi, di ambientamento e di tristezza, e che un gatto anarchico prova a risolvere a modo suo.
L'idea dell'Istituto: la battuta migliore è nel nome
Lo confesso, il film mi ha conquistato con il nome dell'Istituto per l'Istituzionalizzazione dell'Immaginazione e dell'Ispirazione. Questo tipo di gioco linguistico è perfettamente nello spirito di Seuss, e se l'intero film sarà pieno di giochi di parole e di assurdità burocratiche, anche gli adulti si divertiranno parecchio accanto ai più piccoli.
Dietro l'idea c'è anche un'ironia piuttosto tenera. Il Gatto col cappello è l'incarnazione stessa della sregolatezza, e ora diventa il dipendente di un'istituzione, con un compito, una scadenza e delle conseguenze. Da qui può nascere una tensione splendida: da una parte la fantasia che qualcuno vorrebbe incanalare in un sistema, dall'altra un personaggio che in nessun sistema ci sta. Se i registi costruiranno il film su questo conflitto, non avremo solo l'ennesimo film colorato per famiglie, ma qualcosa che contiene anche un pizzico di riflessione.
La regia: Alessandro Carloni ed Erica Rivinoja
Il film porta la firma di Alessandro Carloni ed Erica Rivinoja. Più che entrare nei dettagli del loro percorso creativo, preferisco parlare di cosa mi aspetto da loro con questo materiale.
In un adattamento da Seuss, secondo me, sono due gli elementi decisivi. Il primo è il ritmo: il Gatto funziona quando corre, quando le scene si rovesciano una sull'altra e lo spettatore ha appena il tempo di respirare prima della prossima follia. Il secondo è il cuore. La storia di Gabby e Sebastian parla della solitudine che accompagna un trasloco, e non la si può liquidare con qualche battuta. I registi dovranno trovare il punto in cui, dietro le buffonate, riusciamo a scorgere la vera tristezza dei due bambini. Se ci riusciranno, il film funzionerà. Altrimenti resterà un'avventura rumorosa e colorata, ma presto dimenticata.
Cosa può funzionare davvero bene?
- L'animazione come linguaggio. I disegni di Dr. Seuss sono già di per sé da cartone animato, con case storte, macchinari impossibili e personaggi allungati. In animazione questo mondo può finalmente muoversi in libertà, senza piegarsi alla fisica della realtà.
- La posta in gioco. La minaccia di perdere il cappello è semplice, ma per un bambino è una motivazione chiarissima. Tutti sanno cosa significa perdere qualcosa di importante.
- Il tema. Trasferirsi in una nuova città è un'esperienza che moltissime famiglie conoscono bene. Se il film la tratterà con garbo, potrebbe persino diventare lo spunto per parlarne dopo la proiezione.
- Il piacere del caos. La forza del Gatto è sempre stata fare proprio ciò che ai bambini è vietato. Difficile portare sul grande schermo qualcosa di più liberatorio.
Dove può inciampare? Il ricordo del live action e il rischio della spiegazione a tutti i costi
Non è un segreto che il Gatto col cappello sia già passato per il grande schermo: la versione live action del 2003 con Mike Myers è rimasta nella memoria di molti più come una bizzarra curiosità che come un film amato. Questo nuovo progetto parte quindi con qualcosa da dimostrare, e secondo me ha fatto bene a scegliere l'animazione, perché è in questa forma che quel mondo respira davvero.
Il rischio più grande, però, non lo vedo nel passato, ma in uno dei mali ricorrenti dell'animazione per famiglie di oggi: il bisogno di spiegare tutto. Se il film dichiarerà la morale ogni due scene, ricordandoci quanto contano l'amicizia, l'unione e il coraggio, si perderà proprio quella scintilla sfrontata per cui amiamo il Gatto. Seuss non ha mai fatto la predica apertamente: nascondeva il messaggio tra rime e assurdità. Spero che gli autori si fidino abbastanza del pubblico da lasciare che i bambini arrivino al punto da soli.
L'altro pericolo è l'eccesso. Il Gatto lascia dietro di sé scompiglio e pasticci, e va benissimo, ma anche il caos ha bisogno di un principio ordinatore. Se ci ritroveremo davanti a una semplice catena di gag ammucchiate, a fine film saranno stanchi perfino i più piccoli.
A chi lo consigliamo?
- Fa per te se: Alle famiglie con bambini piccoli, agli appassionati di Dr. Seuss e a chiunque ami l'animazione chiassosa, colorata e piena di giochi di parole. Può essere una scelta particolarmente azzeccata per i bambini che hanno vissuto da poco un trasloco.
- Meglio lasciar perdere se: Chi preferisce un'animazione più quieta e delicata lo troverà probabilmente troppo rumoroso e frenetico. E se il live action del 2003 vi ha fatto passare per sempre la voglia di questo personaggio, sarà difficile farvi cambiare idea.
Se ti piace, guarda anche: Il Grinch (2018), The Lorax (2012), Ortone e il mondo dei Chi (2008), Paddington (2014)
Domande frequenti
Quando esce Il gatto col cappello al cinema in Italia?
Il film arriva nelle sale italiane il 5 novembre 2026.
Di cosa parla il film d'animazione Il gatto col cappello?
All'Istituto per l'Istituzionalizzazione dell'Immaginazione e dell'Ispirazione il Gatto col cappello riceve l'incarico di rallegrare Gabby e Sebastian, due bambini appena trasferiti in una nuova città per i quali tutto va storto. Se fallisce, perderà il suo cappello magico.
Chi ha diretto Il gatto col cappello?
Il film è diretto da Alessandro Carloni ed Erica Rivinoja.
Di che genere è il film e da dove viene?
È un film d'animazione statunitense, ispirato al mondo di Dr. Seuss.
Esiste già un film sul Gatto col cappello?
Sì, nel 2003 è uscita una versione live action con Mike Myers protagonista. Il nuovo film è invece un adattamento animato.
Vale la pena, a novembre, togliersi il cappello davanti al Gatto?
Secondo me sì, o almeno le probabilità sono alte. L'idea che il personaggio più caotico del mondo, nei panni di un impiegato, cerchi di salvare l'umore di due bambini tristi è assurda esattamente quanto dovrebbe esserlo una buona storia di Seuss. L'animazione è la forma giusta e il tema del trasloco può dare una vera base emotiva alle buffonate. Il mio voto atteso è un 7 pieno, che può facilmente salire a 8 se il film avrà il coraggio di restare sfacciato senza annegare nelle morali. Per un weekend di novembre, con una cioccolata calda e un sacchetto di popcorn, sarà difficile trovare un programma per famiglie migliore di questo.
