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Recensione · Uscita: 29/11/2018

Il Grinch, la recensione: il brontolone verde che anche quest'anno lasciamo entrare in salotto

Film americaniFilm d'animazioneCommedieFilm per famiglieFilm fantasyFilm di NataleFilm per bambiniFilm tratti da libri

C'è sempre quel momento, durante le feste, in cui vorremmo rintanarci in una caverna lontano da campanelli e lucine. Ed è proprio per questo che vogliamo bene al Grinch. Il film d'animazione del 2018 non rivoluziona il genere, ma è morbido, colorato e accogliente come una coperta appena uscita dalla lavatrice. A distanza di anni dall'uscita, merita ancora un posto fisso nella lista di dicembre.

7,3/10
Voto
Una favola natalizia tenera e animata in modo splendido, forse un po' troppo prudente, che farà felici tutti i membri della famiglia.
Storia
6
Recitazione
8
Regia
7
Immagini
9
Musica e sonoro
7
Emozioni
7

Il voto complessivo è la media dei sei criteri.

Il Grinch: trailer

Scheda del film

OriginalThe Grinch
Uscita in Italia29/11/2018
RegiaYarrow Cheney, Scott Mosier
CastBenedict Cumberbatch, Rashida Jones, Kenan Thompson, Cameron Seely, Angela Lansbury, Pharrell Williams
GenereFilm d'animazione, Commedie, Film per famiglie, Film fantasy
Durata90 min
DivietoT
PaeseFilm americani

Di cosa parla? Un eremita scorbutico e un Natale tre volte più grande

Il Grinch vive in una caverna sul monte Crumpit, e gli sta benissimo così. L'unico compagno è il fedele cane Max, mentre la caverna è piena zeppa di invenzioni e marchingegni pensati per rendergli la vita più comoda. Giù a Whoville scende solo quando la dispensa è vuota, e quelle spedizioni per la spesa lo entusiasmano più o meno quanto a noi un appuntamento dal dentista il lunedì mattina.

Il problema è che ogni anno i Chi organizzano un Natale sempre più grande, più luminoso e più rumoroso, e stavolta annunciano che la festa sarà tre volte più grande. Per la pazienza del Grinch è decisamente troppo. Per riconquistare silenzio e tranquillità vede una sola soluzione: rubare il Natale. Non serve sapere altro per mettersi comodi davanti allo schermo, il resto è meglio scoprirlo da sé, possibilmente con una tazza di cioccolata calda tra le mani.

Benedict Cumberbatch, signore anche in verde

Nella versione originale il Grinch ha la voce di Benedict Cumberbatch, e la scelta è azzeccatissima. Cumberbatch ci ha abituati a personaggi geniali e un filo misantropi, basta pensare a Sherlock o a Doctor Strange, e qui porta la stessa ironia asciutta, ma con molta più voglia di giocare. Il suo Grinch non è davvero cattivo: è piuttosto offeso, stanco e solo, ed è proprio questo a renderlo adorabile. Non lo detestiamo, facciamo il tifo per lui.

Anche i comprimari se la cavano bene. Con la voce di Cameron Seely, Cindy Lou Chi è il cuore del film; Rashida Jones, nei panni di Donna Chi, regala una dose di calore concreto e quotidiano, mentre Kenan Thompson, come Bricklebaum, firma alcuni dei momenti più divertenti: il suo vicino esuberante e ottimista senza limiti è il contrappeso perfetto al protagonista imbronciato. Una vera chicca è Angela Lansbury, che presta la voce al sindaco McGerkle, mentre il narratore è Pharrell Williams, il cui tono pacato e amichevole crea subito un'atmosfera da libro di fiabe.

E poi naturalmente c'è Max, che non dice una parola eppure si ruba la scena. Ogni sequenza in cui il povero cane asseconda i capricci del padrone vale oro.

Whoville, dove ci trasferiremmo subito

Se c'è un aspetto su cui il film è inattaccabile, è la resa visiva. Whoville sembra il risultato di una palla di neve, una vetrina di pasticceria e un mercatino di Natale shakerati insieme a una montagna di luci. I colori sono vivaci, i paesaggi innevati soffici, e le case dalle forme sinuose e capricciose nascondono in ogni inquadratura qualche piccolo dettaglio da scovare. Mi sono sorpreso, da adulto, a curiosare negli sfondi.

La caverna del Grinch è un'esperienza a parte: i marchingegni complicatissimi, la routine mattutina automatizzata e le gag visive su una quotidianità resa inutilmente macchinosa sono tra i momenti migliori del film. La regia di Yarrow Cheney e Scott Mosier sa bene che nell'animazione il movimento stesso è comicità, e ne approfitta a piene mani. Il ritmo scorre senza intoppi e i 90 minuti di durata sono giusti perché nemmeno i più piccoli comincino ad agitarsi sulla poltrona.

Dove la neve è un po' troppo soffice

E ora tocca brontolare, come si addice al Grinch. Il pregio più grande del film è anche il suo limite: è così gentile e così rassicurante che raramente osa sorprendere davvero. La parabola della storia si indovina più o meno nei primi minuti, e il film non prova granché a discostarsi da ciò che ci aspettiamo. Per un bambino va benissimo, ma chi cerca qualcosa di più ingegnoso o coraggioso potrebbe avere a tratti la sensazione di scartare una confezione regalo bellissima ma un po' vuota.

Anche il personaggio del Grinch ha perso un po' di mordente. Questa versione è più un orsacchiotto da coccolare che un vero guastafeste: diventa più simpatico, certo, ma chi ama un umorismo più pungente e graffiante potrebbe sentire la mancanza dei suoi denti. La comicità è in gran parte fisica e visiva, irresistibile per i piccoli, mentre agli adulti strappa più sorrisi che risate fragorose.

Perché lo riguardiamo comunque ogni dicembre?

Perché nei film di Natale la sorpresa non è sempre la cosa più importante. Sono come il panettone: sappiamo esattamente cosa c'è dentro, ed è proprio per questo che lo vogliamo. Il messaggio del Grinch sulla solitudine, sull'accoglienza e sul fatto che la festa non dipende dal numero di addobbi è semplice ma sincero. Il film non fa la predica, mostra piuttosto con garbo che anche dietro il cuore più scontroso può nascondersi qualcosa che aspetta solo un po' di attenzione.

A diversi anni dall'uscita nelle sale italiane, il 29 novembre 2018, lo dico senza esitazioni: è il film che la famiglia può guardare insieme, ognuno ci trova qualcosa e nessuno si alza dal divano di cattivo umore. Gli adulti sorridono per le gag visive e le battute acide del Grinch, i bambini impazziscono per Max e Cindy Lou. Per un sabato pomeriggio di dicembre è difficile chiedere di meglio.

A chi lo consigliamo?

Se ti piace, guarda anche: Il Grinch (2000), Klaus: I segreti del Natale (2019), Il figlio di Babbo Natale (2011), Polar Express (2004), Cattivissimo me (2010)

Domande frequenti

Di cosa parla Il Grinch?

Il solitario Grinch vive sul monte Crumpit con il suo cane Max. Quando gli abitanti di Whoville annunciano che quest'anno il Natale sarà tre volte più grande, il Grinch decide di rubare la festa pur di ritrovare un po' di silenzio.

Quanto dura Il Grinch?

Il film dura 90 minuti.

Quando è uscito Il Grinch nei cinema italiani?

Il Grinch è arrivato nelle sale italiane il 29 novembre 2018.

Chi dà la voce al Grinch nella versione originale?

Nella versione originale in inglese il Grinch ha la voce di Benedict Cumberbatch. Cindy Lou Chi è doppiata da Cameron Seely e il narratore è Pharrell Williams.

Chi ha diretto Il Grinch?

Il film è diretto da Yarrow Cheney e Scott Mosier.

Lasciamo entrare il Grinch sotto l'albero anche quest'anno?

Sì, e non serve nemmeno convincerci troppo. Il Grinch non è il film di Natale più originale mai realizzato, ma è uno dei più belli e accoglienti. La voce di Benedict Cumberbatch, la pazienza infinita del cane Max e la magia color zucchero filato di Whoville regalano 90 minuti dopo i quali anche il parente più musone ammorbidisce un po' l'espressione gelida. Spegnete la luce grande, lasciate accese le lucine dell'albero e lasciate che un eremita verde e peloso vi ricordi qual è il senso di tutto questo.

Voto: 7,3/10 · Storia 6 · Recitazione 8 · Regia 7 · Immagini 9 · Musica e sonoro 7 · Emozioni 7