Mammina, anteprima e recensione: Rob Savage trasforma l'abbraccio di una madre in un incubo
Poche cose fanno più paura di questa: tua madre ti guarda e tu sai che non è lei. Mammina punta dritto a questo terrore antico, infantile, e dietro ci sono nomi che gli appassionati di horror non prendono mai alla leggera. Arriva nelle sale l'8 ottobre e io sulla poltrona mi sto già agitando.
Una squadra creativa solida, un'idea di partenza che colpisce allo stomaco e un regista che sa sfruttare il buio: sulla carta è uno degli horror più promettenti dell'autunno.
Mammina: trailer
Scheda del film
| Original | Other Mommy |
|---|---|
| Uscita in Italia | 08/10/2026 |
| Regia | Rob Savage |
| Cast | Dichen Lachman, Jessica Chastain, Karen Allen, Jay Duplass |
| Genere | Film horror |
| Divieto | 10+ |
| Paese | Film americani |
Di cosa parla? Una madre che somiglia troppo alla mamma
La sinossi ufficiale è stringata, ed è giusto così. Al centro c'è una ragazzina, Bela, che dentro casa sua entra in contatto con un'entità sinistra. Il dettaglio che gela il sangue: questa cosa è identica alla madre di Bela. Tutto qui, e prima dell'uscita non voglio sapere altro.
L'idea è di una semplicità geniale, perché mira all'arma più potente dell'horror: il momento in cui la fonte della sicurezza diventa una minaccia. La casa infestata o il demone in cantina fanno paura, ma restano in qualche modo estranei. La mamma invece è la persona da cui corriamo quando abbiamo paura. E se la paura fosse proprio lei? In una storia raccontata dal punto di vista di una bambina questa domanda può colpire con una forza brutale, e se la sceneggiatura avrà coraggio, Mammina potrebbe essere molto più di un semplice film di spaventi.
Rob Savage, il regista che fa parlare anche gli angoli bui
Negli ultimi anni Rob Savage è diventato un punto fermo del genere. Con Host, in piena pandemia, ha tirato fuori da una videochiamata su Zoom un horror sorprendentemente efficace; Dashcam è stato un esperimento divisivo ma temerario; The Boogeyman ha dimostrato che sa muoversi anche dentro produzioni da grande studio. Il filo comune di tutto il suo lavoro è chiaro: ha capito che la paura abita nel buio, ai margini dell'inquadratura, nelle sagome intraviste.
Con un tema così, questa sensibilità può valere oro. Un'entità che ha l'aspetto della mamma non deve per forza saltarci addosso dall'armadio. Piuttosto se ne sta in fondo al corridoio, un po' troppo immobile. Sorride un po' troppo a lungo. Se Savage sceglierà questa strada, il terrore lento e strisciante invece dei jumpscare a buon mercato, ci aspetta una gran bella serata.
James Wan e Atomic Monster: una fabbrica che sbaglia di rado
Alla produzione c'è James Wan, che agli appassionati di horror non serve presentare: Saw, Insidious e The Conjuring sono partiti tutti da lui. Il film arriva da Atomic Monster, la casa di produzione legata a Blumhouse, che secondo la presentazione ufficiale ha firmato tra gli altri anche Backrooms.
È un segnale buono e insieme un campanello d'allarme. Buono perché questa squadra sa fare horror che riempiono la sala e fanno urlare il pubblico tutto insieme. Un campanello d'allarme perché questo tipo di produzione a volte tende verso soluzioni sicure e prevedibili. Con film del genere c'è sempre il rischio che nel terzo atto la sottile paura psicologica lasci il posto a un finale rumoroso e pieno di CGI. Spero che qui l'ultima parola resti a Savage.
Il cast: Chastain, Lachman, Allen e Duplass
Il cast da solo basterebbe a farmi comprare il biglietto. In un horror il nome di Jessica Chastain è sempre una promessa: era anche nel cast de La madre (Mama), un altro film dell'orrore costruito attorno alla maternità, un parallelo curioso, quasi voluto. Chastain è un'attrice capace di dividere in due calore e minaccia con un solo sguardo, e se il film ci gioca in qualche modo sono curioso di vedere cosa ne tirerà fuori.
Dichen Lachman con Scissione ha dimostrato di saper rendere alla perfezione le doppiezze, quella sensazione che con una persona qualcosa non torni. Karen Allen, che i più ricordano come la Marion de I predatori dell'arca perduta, porta una presenza solida e concreta, mentre Jay Duplass è un maestro dei personaggi quieti e quotidiani. Chi interpreti chi non è stato ancora rivelato, ma a giudicare dai nomi c'è da aspettarsi un horror forte e incentrato sui personaggi.
Dove potrebbe inciampare?
Non sarei onesto se mi limitassi all'entusiasmo. Il motivo della figura familiare che in realtà è qualcos'altro non è nuovo, l'horror del doppelgänger è un sentiero battutissimo. In più titolo e premessa ricordano parecchio un celebre classico dell'animazione, e il film rischia facilmente di finire schiacciato dai confronti.
L'altro rischio è il punto di vista infantile. Se la sceneggiatura non si fida dello spettatore e spiega tutto, l'origine dell'entità, le sue regole, i perché, il mistero evapora. Lo stesso vale per gli spaventi fragorosi: in una storia così il silenzio vale più di qualsiasi colpo di musica. E se il film sceglierà di non andarci leggero, bene, ma solo a patto che la crudezza serva alla storia e non sia fine a se stessa.
Cosa aspettarsi in sala?
Tra l'atmosfera delle anticipazioni e i lavori precedenti degli autori, è probabile un horror domestico, buio e costruito su spazi stretti, dove la casa, le stanze di sempre e i volti di sempre diventano estranei. È il tipo di paura più sgradevole, perché ce la portiamo a casa. Io mi aspetto, dopo il film, di guardare con sospetto almeno per una sera il familiare che prepara il tè in cucina.
E se il film funzionerà anche sul piano emotivo, se il rapporto tra Bela e sua madre avrà una vera posta in gioco, allora non sarà solo l'ennesimo spavento autunnale, ma un horror di cui parleremo per settimane.
A chi lo consigliamo?
- Fa per te se: A chi ama l'horror psicologico e familiare e ha apprezzato i lavori precedenti di Rob Savage o James Wan. Obbligatorio per i fan di La madre e Babadook.
- Meglio lasciar perdere se: A chi è turbato dalle storie in cui i bambini sono in pericolo o cerca un brivido leggero e divertente. Non è un film per i più piccoli.
Se ti piace, guarda anche: La madre (2013), Babadook (2014), Hereditary - Le radici del male (2018), Coraline e la porta magica (2009), Host (2020)
Domande frequenti
Quando esce Mammina al cinema in Italia?
Il film arriva nelle sale italiane l'8 ottobre 2026.
Di cosa parla Mammina?
Di una ragazzina, Bela, che dentro casa entra in contatto con un'entità sinistra identica a sua madre.
Chi ha diretto Mammina?
La regia è di Rob Savage, la produzione di James Wan; il film è realizzato da Atomic Monster, la casa legata a Blumhouse.
Mammina è adatto ai bambini?
No, per i temi e il tono è un horror pensato per un pubblico adulto, non per i più piccoli.
Chi recita in Mammina?
I protagonisti sono Dichen Lachman, Jessica Chastain, Karen Allen e Jay Duplass.
Vale la pena bussare alla porta di Mammina?
Secondo me sì, e non poco. L'idea di partenza si basa su una paura infantile antichissima, Rob Savage sa come usare il buio e il nome di James Wan garantisce che il film conosce il suo pubblico. Il cast, con Jessica Chastain in testa, promette qualità. Il rischio è che alla fine la routine da studio vinca sul coraggio, ma per ora sono disposto a fidarmi. La mia previsione: un solido 8 o giù di lì, e l'8 ottobre sarò alla prima proiezione. Dopo, con ogni probabilità, chiamerò mia madre. Giusto per sentire la sua voce.
