Moscas, recensione in anteprima: le regole della solitudine e un bambino di nove anni che le infrange tutte
Esiste una solitudine che non si subisce, ma si costruisce con cura, mattone dopo mattone, come una fortezza. Moscas sembra voler abbattere proprio quelle mura, e a quanto pare non con un ariete ma con un bambino di nove anni. Il nuovo film di Fernando Eimbcke, coprodotto da Messico e Spagna, da quello che sappiamo finora ha tutte le carte in regola per diventare una delle sorprese più silenziose e insieme più capaci di scaldare il cuore di questa stagione.
La promessa di una commedia drammatica quieta, fatta di piccoli gesti, nelle mani di un regista che sa come tirare fuori emozioni dal nulla.
Moscas: trailer
Scheda del film
| Regia | Fernando Eimbcke |
|---|---|
| Cast | Enrique Arreola, Teresita Sánchez |
| Genere | Commedie, Drammi cinematografici |
| Durata | 102 min |
| Paese | Film messicani, Film spagnoli |
Di cosa parla Moscas, senza spoiler?
La premessa è semplice, ed è proprio questo il suo punto di forza. Olga vive in un enorme condominio, conduce un'esistenza rigidamente regolata, senza amici e senza un compagno. Non è il tipo di protagonista che sospira alla finestra sognando il grande amore: è piuttosto una persona che ha messo ogni cosa al suo posto e che non sopporterebbe di vedersela spostare.
Poi arrivano i soldi, o meglio la loro mancanza. Per ragioni economiche è costretta ad affittare una stanza a un uomo, ed è lì che le cose si complicano: l'inquilino, di nascosto, porta in casa anche il figlio di nove anni. E Olga, sorprendendo perfino se stessa, comincia ad affezionarsi al bambino. Il mondo che aveva costruito con tanta attenzione inizia a incrinarsi, e i destini dei tre finiscono per intrecciarsi sempre di più, contro la sua volontà.
Questo è quanto sappiamo, e onestamente basta. Non è un film in cui conta il colpo di scena. La vera domanda è come si scioglie una persona che aveva deciso di non sciogliersi mai più.
Fernando Eimbcke, il maestro dei momenti di silenzio
Se il nome vi dice qualcosa, non è un caso. Eimbcke è il regista messicano che con il suo esordio, Temporada de patos, aveva trasformato un gruppo di ragazzini chiusi in un appartamento e una noiosa domenica pomeriggio in un film memorabile. Poi Lake Tahoe e Club Sándwich hanno confermato che a lui non interessano i grandi eventi, ma le pause che stanno nel mezzo.
Ed è proprio per questo che l'idea di Moscas è così stuzzicante. Un appartamento, poche persone, un segreto, un bambino: è il suo habitat naturale. Nei suoi film l'umorismo non nasce dalle battute, ma dall'assurdità delle situazioni, dai silenzi imbarazzati, dal modo goffo in cui le persone cercano di entrare in contatto. Se ritroverà quel tono anche qui, l'etichetta di commedia drammatica non sarà una trovata di marketing ma una definizione precisa.
Lo confesso, è soprattutto per questo che lo aspetto. Un regista capace di fare un film commovente persino su un panino saprà sicuramente dire qualcosa di importante su una donna sola e un bambino nascosto in casa.
Il cast: volti che non conoscete dai manifesti
Nei ruoli principali troviamo Teresita Sánchez ed Enrique Arreola. Non sono star di Hollywood, e in un film del genere è decisamente un vantaggio. Non si guarda un attore famoso che interpreta una donna sola: si guarda una donna sola.
Il personaggio di Olga è al tempo stesso una grande occasione e un grande rischio. Una figura chiusa, aggrappata alle proprie regole, si può facilmente rendere antipatica o noiosa. Il segreto sta nelle piccole crepe: in uno sguardo, in un gesto che dura un attimo di troppo, nell'istante in cui quel volto rigido si concede un sorriso. Se questo riesce, il cuore del film sarà al posto giusto.
La vera incognita è il bambino. Un film così può reggersi o crollare su un interprete giovanissimo, ma visti i lavori precedenti di Eimbcke ho fiducia che sappia lavorare con i ragazzi e ottenere da loro una recitazione naturale, mai stucchevole.
Cosa può renderlo davvero bello?
Ecco qualche motivo per essere ottimisti:
- Il mix di generi. Con un tema simile, l'incontro tra commedia e dramma è quasi obbligato. Lo spunto dell'inquilino segreto contiene già in sé una comicità di situazione: nascondere un bambino a una padrona di casa così ligia alle regole non è impresa da poco.
- L'ambientazione. Un enorme condominio è una metafora perfetta: migliaia di persone ammassate una sull'altra, eppure ognuno è solo. Anche visivamente un buon regista può ricavarne molto.
- La durata. 102 minuti. Non si dilunga, non vuole essere un'epopea di tre ore. Una storia così intima ha bisogno esattamente di questo.
- L'attualità del tema. La solitudine oggi non è più un motivo secondario, ma un fenomeno del nostro tempo. Un film che ne parla con sincerità e ironia è proprio ciò di cui le sale hanno bisogno.
Dove potrebbe inciampare?
Non sarei onesto se mi limitassi agli elogi. La storia dell'adulto scontroso addolcito da un bambino è uno dei cliché più consumati della storia del cinema. L'abbiamo vista cento volte, ed è facilissimo scivolare nel melenso, nella musica strappalacrime, nell'abbraccio prevedibile prima dei titoli di coda.
L'altro pericolo coincide con il punto di forza di Eimbcke: la lentezza. Chi si aspetta una commedia scoppiettante potrebbe restare deluso. Probabilmente non è il film che fa ridere a crepapelle tutta la sala, ma quello che ti fa sorridere in silenzio, e solo sulla strada di casa ti accorgi che ti ha lasciato qualcosa. Per me è perfetto, ma non per tutti.
C'è poi una domanda a cui non posso ancora rispondere: quanto sarà credibile il rapporto tra i tre personaggi. Se il padre si riducesse a un semplice pretesto per le scene tra Olga e il bambino, il film rischierebbe di risultare sbilanciato.
A chi lo consigliamo?
- Fa per te se: A chi ama i film quieti, a misura d'uomo, in cui umorismo e malinconia siedono uno accanto all'altra. Imperdibile per gli appassionati del cinema d'autore latinoamericano.
- Meglio lasciar perdere se: A chi da una commedia si aspetta azione, gag rumorose o ritmo serrato. Probabilmente si annoierà davanti a quei silenzi lunghi e pieni di significato.
Se ti piace, guarda anche: Paterson (2016), Roma (2018), Perfect Days (2023), Il favoloso mondo di Amélie (2001)
Domande frequenti
Di cosa parla Moscas?
Di Olga, una donna sola che vive secondo regole rigidissime e che affitta una stanza a un uomo, il quale di nascosto porta a vivere con sé anche il figlio di nove anni. Olga comincia ad affezionarsi al bambino e il suo mondo cambia.
Quanto dura Moscas?
Il film dura 102 minuti.
Chi ha diretto Moscas?
Il regista è il messicano Fernando Eimbcke.
Chi sono i protagonisti di Moscas?
Nei ruoli principali ci sono Enrique Arreola e Teresita Sánchez.
Lasciamo entrare in sala questo inquilino segreto?
Secondo me sì, e a porte spalancate. Sulla carta Moscas racconta una storia già vista, ma è nelle mani di un regista che ha sempre saputo ricavare il meglio dai momenti più ordinari. Se Teresita Sánchez riuscirà a mostrarci la persona che si nasconde sotto la corazza di Olga, e se il film saprà resistere alla tentazione del sentimentalismo, ci troveremo davanti a un'opera piccola ma destinata a restare. Ho il sospetto che uscirò dalla sala con il cuore un po' più caldo di quando sono entrato. Voto atteso: un otto pieno.
