Not Alone, recensione in anteprima: tre alieni in fuga, un razzo e un amore impacciato
Se avete mai sognato che il caos delle feste durasse tutto l'anno, Not Alone sembra fatto apposta per voi. Due innamorati goffi, un razzo e tre minuscoli alieni in fuga: sulla carta è la ricetta perfetta dell'animazione per famiglie. Se dall'impasto verrà fuori una torta riuscita o solo tanta glassa lo scopriremo in sala, ma nel frattempo di cose da dire ce ne sono parecchie.
Si annuncia come un film per famiglie simpatico e caotico, che si regge o cade sui suoi alieni indisciplinati. E a giudicare dal materiale di partenza, è più probabile che si regga.
Not Alone: trailer
Scheda del film
| Regia | Jonathan del Val, Claire Dodgson, Eric Guillon |
|---|---|
| Genere | Film d'animazione, Film per famiglie |
Di cosa parla? Amore accanto alla rampa di lancio
A prima vista lo spunto potrebbe arrivare dritto da una commedia romantica: Joe e Fran lavorano a un razzo rivoluzionario che devono preparare per il volo inaugurale. Fianco a fianco, tra i due scatta subito qualcosa, peccato che nessuno dei due sia esattamente a suo agio con il romanticismo. Due geni capaci di montare un propulsore con una mano sola, ma incapaci di chiedere un appuntamento. Un tipo di personaggio che conosciamo tutti e che, se scritto bene, regala soddisfazioni come pochi altri.
Poi arriva la svolta che trasforma tutto in un film d'animazione: in casa di Joe trovano rifugio tre piccoli alieni, indisciplinati e adorabili. Dunk, Welly e Shirm sono in fuga interplanetaria da un tutore dell'ordine zelante ma maldestro, Zandro. I nuovi arrivati capiscono in fretta che il razzo di Fran potrebbe essere il loro biglietto per tornare a casa. E da qui non serve una sfera di cristallo per intuire che il primo volo, preparato con tanta cura, non andrà proprio come previsto.
Cosa succederà esattamente, chi ingannerà chi e dove finirà il razzo non lo sappiamo, e non proveremo a indovinarlo. Il punto è che il film intreccia due fili: una storia d'amore piccola e umana e un inseguimento alieno a tutta velocità.
Tre piccoli ribelli e un pasticcione entusiasta
Lo ammetto, quello che mi incuriosisce di più è il trio. Nella storia dell'animazione per famiglie, le creaturine piccole, numerose e dalla parlata poco comprensibile si sono rivelate un'arma formidabile: basta pensare ai Minions, che da semplici comprimari hanno costruito un intero franchise. Dunk, Welly e Shirm, almeno sulla carta, sono esattamente così: minuscoli, indisciplinati, adorabili. Il che è insieme una promessa e un campanello d'allarme.
Una promessa, perché se i tre avranno personalità ben distinte porteranno il film sulle spalle e i bambini li imiteranno per settimane. Un campanello d'allarme, perché se il film li tratterà solo come un gomitolo tenero e urlante, rischiano di stancare presto. Il segreto di un buon trio è che ognuno abbia una sua mania riconoscibile.
Zandro, il tutore dell'ordine zelante ma maldestro, è invece il classico antagonista che non è davvero cattivo, solo troppo ligio. Secondo me potrebbe essere l'asso nella manica del film. Nelle migliori animazioni l'inseguitore imbranato è spesso il personaggio più divertente, perché è lui a prendersi tutti gli schiaffi. Se Zandro avrà anche un po' di cuore e non solo il ruolo del pagliaccio, ci sarà da divertirsi.
Chi c'è dietro la macchina da presa, anzi, dietro il tavolo da disegno?
Il film porta la firma di un trio di registi: Jonathan del Val, Claire Dodgson ed Eric Guillon. La regia a sei mani nell'animazione non è affatto insolita, anzi, spesso fa bene: uno può curare il ritmo, un altro i personaggi, il terzo l'umorismo visivo. È anche un po' buffo che un film su tre alieni sia diretto da tre persone, come se la troupe stessa fosse un trio scatenato.
Dai nomi in campo mi aspetto autori a loro agio con un'animazione rapida, slapstick, costruita sulle gag, ed è esattamente ciò di cui ha bisogno una premessa del genere. Una casa messa sottosopra dagli alieni funziona solo se i tempi comici sono millimetrici e se l'umorismo passa anche dai movimenti dei personaggi, non soltanto dai dialoghi.
Cosa potrebbe funzionare benissimo?
- Il doppio pubblico. La storia d'amore parla agli adulti, il caos alieno ai bambini. Se l'equilibrio regge, nemmeno i genitori guarderanno l'orologio.
- Il razzo come obiettivo comune. Un'idea drammaturgica brillante: lo stesso oggetto conta per gli innamorati e per gli alieni. Da qui possono nascere conflitti, equivoci e risate a non finire.
- L'effetto festa in casa. Le creature estranee che invadono la casa sono un motivo classico, e ogni oggetto dell'appartamento diventa una potenziale gag. Non a caso funziona da decenni.
- Il cuore. Il desiderio di tornare a casa è sempre un tema che commuove. Una piccola creatura che vuole tornare a casa: poche cose conquistano il pubblico così.
Dove potrebbe fallire il lancio?
Ovviamente non ci sarà solo polvere di stelle rosa. Il primo rischio è l'equilibrio tra le due trame. Se la parte romantica è troppo esile, Joe e Fran diventano semplice scenografia alle spalle degli alieni, e allora tanto valeva non costruirla. Se invece si prende troppo spazio, i più piccoli cominceranno ad agitarsi sulla poltrona, perché sono venuti per i tre fuggiaschi.
Il secondo rischio è la prevedibilità. La premessa è familiare: tanti film hanno già raccontato di creature aliene nascoste in una casa terrestre e desiderose di tornare a casa. La domanda non è se ci saranno sorprese nella trama, ma se realizzazione, personaggi e umorismo saranno abbastanza freschi da non sembrare una copia.
Il terzo è il ritmo. Le animazioni costruite sulle gag tendono ad accumulare battute una sopra l'altra, finendo per somigliare più a un lungo spot per i peluche che a una storia vera. Io confido che sia proprio la linea romantica a fare da ancora.
A chi lo consigliamo?
- Fa per te se: Alle famiglie con bambini piccoli in cerca di un pomeriggio allegro al cinema e a chiunque adori le piccole creature animate più indisciplinate.
- Meglio lasciar perdere se: Chi si aspetta una storia spaziale con la profondità della fantascienza vera, o chi si stanca facilmente dell'umorismo infantile rumoroso e a ritmo serrato, farà meglio a cercare altrove.
Se ti piace, guarda anche: E.T. l'extra-terrestre (1982), Lilo & Stitch (2002), Planet 51 (2009), Mostri contro alieni (2009), Cattivissimo me (2010)
Domande frequenti
Di cosa parla Not Alone?
Joe e Fran lavorano al primo volo di un razzo rivoluzionario e intanto si innamorano. Nel frattempo tre minuscoli alieni, Dunk, Welly e Shirm, si nascondono in casa di Joe per sfuggire a un maldestro tutore dell'ordine, Zandro, e vogliono usare il razzo di Fran per tornare a casa.
Chi ha diretto Not Alone?
Il film è diretto da Jonathan del Val, Claire Dodgson ed Eric Guillon.
Che genere di film è?
È un film d'animazione per famiglie.
Chi sono gli alieni di Not Alone?
I tre alieni scatenati si chiamano Dunk, Welly e Shirm, mentre il tutore dell'ordine che li insegue si chiama Zandro.
Vale la pena iniziare il conto alla rovescia per il lancio?
Secondo me sì. Not Alone non seduce con la promessa di una rivoluzione, ma con una ricetta collaudata: creaturine tenere ma sfacciate, un inseguitore pasticcione pieno di entusiasmo e due adulti impacciati che non sanno bene come si fa a essere innamorati. Se il trio di registi azzecca il ritmo e i tre alieni avranno un carattere vero, può diventare uno dei film per famiglie più piacevoli della stagione. Il mio voto atteso è un sette pieno, che con buone gag e un po' di cuore può tranquillamente salire a otto. Portateci i bambini senza esitare, e gli adulti non si stupiscano se alla fine saranno loro a ridere più forte delle disavventure di Zandro.
