Rimani ancora, recensione in anteprima: Shyamalan e Jake Gyllenhaal insieme, si poteva chiedere di meglio?
Ci sono incontri cinematografici che aspettavamo da anni, e questo finalmente ha una data: M. Night Shyamalan gira un thriller con Jake Gyllenhaal. Rimani ancora arriva nelle sale italiane il 14 febbraio 2027 e, anche se della trama non si sa quasi nulla, basta leggere i nomi in locandina per capire che sarà uno dei film più attesi dell'inverno.
Sulla carta è un colpo perfetto: un regista che vive di tensione e un attore capace di cucirsi l'ansia sotto la pelle. Però con Shyamalan il colpo di scena è sempre un'arma a doppio taglio.
Scheda del film
| Original | Remain |
|---|---|
| Uscita in Italia | 14/02/2027 |
| Regia | M. Night Shyamalan |
| Cast | Jake Gyllenhaal, Phoebe Dynevor, M. Night Shyamalan, Tracy Ifeachor, Maria Dizzia, Hannah James |
| Genere | Thriller |
| Paese | Film americani |
Di cosa parla Rimani ancora? Bella domanda
Sinceramente: non lo sappiamo. E con Shyamalan non è affatto un problema, anzi, è quasi una tradizione. Da decenni il regista tratta i suoi film come regali incartati con cura, da aprire solo in sala. Anche per Rimani ancora le certezze sono poche: si tratta di un thriller americano che arriverà nei cinema italiani il 14 febbraio 2027, giusto in tempo per un San Valentino decisamente poco rassicurante.
Già il titolo dice molto. Un invito che può essere una richiesta, una supplica o una minaccia. Può nascondere una relazione da cui qualcuno vorrebbe fuggire, un luogo da cui non si esce, oppure qualcosa di completamente diverso. Non mi lancio in ipotesi, perché con Shyamalan fare congetture serve solo a sentirsi sciocchi alla fine. Quello che conta è che il titolo crea già tensione, e in un thriller questo è metà del lavoro.
Jake Gyllenhaal, maestro dell'esaurimento nervoso contemporaneo
Se c'è un attore che immagino dentro un thriller di Shyamalan, è Jake Gyllenhaal. Da Donnie Darko sappiamo che è bravissimo a interpretare personaggi di cui non si capisce mai fino in fondo cosa passi per la testa. Dopo l'indagine ossessiva di Zodiac, il detective teso di Prisoners e soprattutto l'inquietante Lou Bloom di Nightcrawler, pochi attori di oggi sanno maneggiare come lui una tensione che cova lenta e mette a disagio.
In più Gyllenhaal ha una faccia di cui lo spettatore tende a fidarsi, ed è proprio per questo che funziona così bene quando quella fiducia comincia a vacillare. Per un regista che vive di svolte improvvise è il materiale ideale. Se Rimani ancora gli chiederà di essere simpatico e sospetto allo stesso tempo, potremmo trovarci davanti a qualcosa di grosso.
Gli altri: da Bridgerton al cameo del regista
Il secondo nome del cast è Phoebe Dynevor, che molti conoscono per Bridgerton ma che in Fair Play, teso thriller di coppia, ha dimostrato di avere parecchio da dire anche lontano dal romanticismo in costume. Sono curioso di vedere cosa le farà fare Shyamalan, che spesso affida ai personaggi femminili ruoli sorprendentemente complessi e ambigui.
Accanto a loro compaiono Tracy Ifeachor, Maria Dizzia, Hannah James e Julie Hagerty, nota soprattutto per il suo passato nella commedia. Quest'ultima è una scelta particolarmente intrigante per un thriller, ma Shyamalan ama i casting inattesi. E naturalmente c'è anche lui, M. Night Shyamalan. Chi segue la sua carriera sa che comparire nei propri film è quasi un rito: a volte un piccolo gesto, a volte un ruolo sorprendentemente importante. Quale dei due sarà stavolta, lo scopriremo solo in sala.
Shyamalan, il re dei colpi di scena che alterna prodezze e passi falsi
Poche carriere somigliano a un ottovolante come quella di Shyamalan. Il finale de Il sesto senso è storia del cinema, Unbreakable ha anticipato di anni la moda dei supereroi e Signs resta uno dei film familiari più tesi mai ambientati in un campo di mais. Poi è arrivata una lunga caduta, finché Split non lo ha rimesso sulla mappa in un colpo solo, e da allora titoli come Bussano alla porta e Trap hanno confermato che il talento per la suspense ce l'ha ancora nel sangue.
Il suo punto di forza è chiaro: sa trasformare un unico luogo e un'unica situazione in un'angoscia che non molla mai. Ama le inquadrature lunghe, i silenzi inquietanti, la macchina da presa che si avvicina troppo ai volti. Altrettanto noti sono i suoi difetti: la tendenza a spiegare troppo, dialoghi un po' strambi e, a volte, una fiducia così cieca nel grande colpo di scena da sgonfiare con una sola battuta tutta la tensione costruita fino a quel momento. La vera domanda su Rimani ancora è quale Shyamalan si presenterà a febbraio.
Cosa può funzionare e dove rischia di inciampare?
Perché sono ottimista:
- Il protagonista. Gyllenhaal da solo è in grado di reggere un thriller teso, anche quando la sceneggiatura vacilla.
- Il genere. Shyamalan dà il meglio nel thriller puro, dove non serve costruire mitologie complicate.
- Il segreto. Meno sappiamo, più forte può essere l'impatto in sala.
Cosa mi preoccupa:
- L'ossessione per il twist. Se il film punta tutto su un'unica svolta, il rischio di boomerang è alto.
- I dialoghi. Le battute di Shyamalan a volte suonano rigide, e solo attori di livello riescono a mascherarlo.
- Le aspettative. Da una coppia del genere tutti si aspettano un capolavoro, ed è un peso enorme.
Sul divieto non c'è ancora nulla di definitivo, ma un thriller di Shyamalan raramente è pensato per i più piccoli: meglio tenerne conto.
A chi lo consigliamo?
- Fa per te se: Per chi ama i thriller che stringono lentamente la gola e si reggono sui segreti, e per chi va al cinema per le interpretazioni intense di Gyllenhaal o per i colpi di scena di Shyamalan.
- Meglio lasciar perdere se: Per chi cerca una tensione frenetica e piena d'azione, o per chi già in passato si è spazientito davanti allo stile di Shyamalan, fatto di costruzione lenta e grandi svolte.
Se ti piace, guarda anche: Split (2016), Prisoners (2013), Trap (2024), Bussano alla porta (2023), Nightcrawler (2014)
Domande frequenti
Quando esce Rimani ancora in Italia?
Rimani ancora arriva nelle sale italiane il 14 febbraio 2027.
Chi ha diretto Rimani ancora?
Il film è diretto da M. Night Shyamalan, che compare anche nel cast.
Chi recita in Rimani ancora?
Il cast principale comprende Jake Gyllenhaal, Phoebe Dynevor, M. Night Shyamalan, Tracy Ifeachor, Maria Dizzia, Hannah James e Julie Hagerty.
Di che genere è Rimani ancora?
Rimani ancora è un thriller americano.
Vale la pena resistere fino a febbraio per Rimani ancora?
Secondo me sì, e non poco. Sulla carta Rimani ancora è esattamente il film che i fan di Shyamalan desiderano da tempo: un thriller asciutto e teso, con un protagonista che ha trasformato l'ansia in un'arte. Certo, la carriera del regista ci ha insegnato che festeggiare in anticipo è rischioso, ma la combinazione è troppo promettente per non tenerla d'occhio. La mia valutazione attesa è un sette pieno, che può tranquillamente diventare un otto se anche stavolta il colpo di scena sarà al posto giusto. Io sarò alla prima proiezione, e nel frattempo vi consiglio di stare alla larga dagli spoiler: con Shyamalan non è un consiglio, è una strategia di sopravvivenza.
