The Birthday Party, la recensione: champagne, mare e un padre che vuole possedere tutto
Ci sono feste da cui bisognerebbe andarsene dopo il primo bicchiere. The Birthday Party ci porta proprio a una serata così: sull'isola privata di un magnate degli armatori, dove dietro la torta di compleanno un padre e una figlia si fronteggiano senza abbassare lo sguardo. Un dramma sfarzoso, soffocante e crudele, consapevole che non esiste scenografia più inquietante di una cena di famiglia tra ricchi.
The Birthday Party è un dramma da camera elegante e velenoso su una gabbia dorata: non sempre ha il coraggio di spingersi fino in fondo, ma l'atmosfera e gli attori ripagano ampiamente.
The Birthday Party: trailer
Scheda del film
| Regia | Miguel Ángel Jiménez |
|---|---|
| Cast | Willem Dafoe, Vic Carmen Sonne, Emma Suárez, Joe Cole, Antonis Tsiotsiopoulos, Christos Stergioglou |
| Genere | Drammi, Thriller |
| Durata | 103 min |
| Paese | Film greci, Film spagnoli, Film olandesi, Film inglesi |
Un compleanno su un'isola da cui non parte nessun traghetto
Siamo alla fine degli anni Settanta, da qualche parte nel Mediterraneo. Marcos Timoleon, armatore ricchissimo, organizza una festa di compleanno sontuosa e sprecona sulla sua esclusiva isola privata. La festeggiata è la figlia Sofia, che è anche la sua unica erede. Già queste due parole, figlia ed erede, bastano a capire che non sarà una serata di palloncini e candeline.
Gli ospiti, infatti, non vengono solo per fare gli auguri. Ognuno porta con sé qualcosa: una richiesta, un affare, un'intenzione tenuta nascosta. Il compleanno è il pretesto perfetto per avvicinarsi a Marcos e strappargli qualcosa. Lui però si comporta come un padrino: controlla tutto e tutti, a qualunque costo. Anzi, ha già deciso quale futuro attende sua figlia.
Solo che nemmeno Sofia arriva a mani vuote. Anche lei ha una notizia importante da dare. Mentre scende la notte e la festa diventa sempre più sfrenata, la guerra silenziosa tra padre e figlia scivola verso la tragedia. Di più non conviene sapere: la forza del film sta proprio nel modo in cui questa tensione cresce strato dopo strato.
L'ombra di Onassis sui calici di champagne
Il film è tratto dall'omonimo romanzo di Panos Karnezis, pubblicato nel 2007, e la fonte dice molto su cosa voglia essere The Birthday Party. Per creare Marcos Timoleon, l'autore si è ispirato alla favolosa ascesa di Aristotele Onassis e alla sua storia familiare segnata dalle tragedie. Chi conosce anche solo un po' la leggenda dell'armatore greco sentirà subito quale peso grava su questa famiglia immaginaria.
È questo lo strato più interessante del racconto. Non ci troviamo davanti a un biopic, ma a una parafrasi su cosa faccia la ricchezza a un uomo e ai suoi figli. Qui il denaro non è soltanto comodità: è arma, guinzaglio e prigione nello stesso momento. L'isola di Marcos è splendida, ma è anche l'incarnazione letterale del suo potere: lì sono tutti suoi ospiti, quindi giocano tutti secondo le sue regole.
Mi piace quando un film usa la propria ambientazione con tanta consapevolezza. Da un'isola non si può semplicemente piantare in asso il padrone di casa. Questa chiusura trasforma il dramma quasi in un thriller, e la contaminazione tra generi è uno dei pregi maggiori del film.
Willem Dafoe e un cast internazionale
In cima ai titoli c'è il nome di Willem Dafoe, e già questo vale il biglietto. Dopo The Lighthouse e Povere creature!, Dafoe ha dimostrato di non tirarsi indietro davanti a nessun ruolo estremo, imprevedibile o scomodo. È l'attore capace di rendere un singolo sorriso cordiale e agghiacciante insieme, una dote preziosissima in un film in cui il tema centrale è il potere.
Accanto a lui Vic Carmen Sonne, Emma Suárez e Joe Cole formano l'ossatura del cast internazionale, completato sul versante greco da Antonis Tsiotsiopoulos, Christos Stergioglou ed Elsa Lekakou, e su quello spagnolo da Francesc Garrido e Carlos Cuevas. Questa varietà si sposa bene con il film: l'isola somiglia a una piccola corte cosmopolita, dove persone di lingue e origini diverse ruotano attorno allo stesso sole.
Il lavoro d'insieme è uno dei punti di forza. In una storia del genere i comprimari non sono arredamento ma pedine del gioco di potere, e gli attori rendono bene l'idea che tutti, contemporaneamente, corteggiano e hanno paura.
L'isola di Miguel Ángel Jiménez
Dietro la macchina da presa c'è Miguel Ángel Jiménez, e il film nasce da una coproduzione tra Grecia, Spagna, Paesi Bassi e Regno Unito. Questo tipo di collaborazione europea dà spesso vita a film che non corrono a ritmo hollywoodiano, ma raccontano con più calma, puntando su atmosfera e personaggi. The Birthday Party è così: non ha fretta, lascia che lo champagne si scaldi, che il ghiaccio si sciolga e che la tensione affiori da dietro i sorrisi.
Visivamente è notevole. Il lusso di fine anni Settanta, le luci mediterranee e il contrasto con la festa notturna creano un'immagine forte, seducente e opprimente allo stesso tempo. È uno di quei film in cui gli abiti meravigliosi e il mare scintillante fanno paura proprio perché sappiamo che tutto dipende dalla volontà di un solo uomo.
Qualche problema, invece, riguarda il ritmo. I 103 minuti non sono tanti, eppure ci sono momenti in cui il fluire della serata risulta più dilatato che teso. Chi si aspetta un thriller serrato potrebbe vederci una prova di pazienza.
Dove il bicchiere si incrina
Il rischio più grande del film è che negli ultimi anni di storie sulla crudeltà dei ricchi ne abbiamo viste parecchie. Dopo Triangle of Sadness o Saltburn, lo spettatore non si stupisce più che il denaro corrompa. The Birthday Party prova a bilanciare la cosa con lo spessore letterario del romanzo e con un retroterra ispirato a fatti reali, e in buona parte ci riesce, ma a tratti si sente che percorre un sentiero già battuto.
Inoltre la tragedia è annunciata: già la premessa lascia intuire che questa serata non può finire bene. È insieme un pregio e un limite. La tensione si sposta sul come e sul perché, non su cosa accadrà, e questo non basterà a tutti.
- Punti di forza: atmosfera opprimente, la presenza di Willem Dafoe, una fotografia splendida, una solida base letteraria.
- Punti deboli: ritmo a tratti lento, temi già visti, direzione prevedibile.
A chi lo consigliamo?
- Fa per te se: A chi ama i drammi familiari eleganti che ribollono lentamente, le storie di potere e denaro, e a chi guarderebbe qualsiasi cosa con Willem Dafoe.
- Meglio lasciar perdere se: Chi cerca un thriller pieno d'azione, o chi ne ha abbastanza di film sulla decadenza dei ricchi, probabilmente si annoierà.
Se ti piace, guarda anche: Il padrino (1972), Triangle of Sadness (2022), Saltburn (2023), Il grande Gatsby (2013)
Domande frequenti
Di cosa parla The Birthday Party?
Alla fine degli anni Settanta, l'armatore Marcos Timoleon organizza sulla sua isola privata una festa di compleanno per la figlia e unica erede Sofia, mentre lo scontro di potere tra padre e figlia scivola sempre più verso la tragedia.
Quanto dura The Birthday Party?
Il film dura 103 minuti.
The Birthday Party è tratto da un libro?
Sì, è l'adattamento dell'omonimo romanzo di Panos Karnezis, pubblicato nel 2007. L'autore si è ispirato alla vita di Aristotele Onassis.
Chi recita in The Birthday Party?
Tra gli interpreti principali ci sono Willem Dafoe, Vic Carmen Sonne, Emma Suárez, Joe Cole, Antonis Tsiotsiopoulos e Christos Stergioglou.
Vale la pena accettare l'invito sull'isola di Marcos?
Sì, ma solo se sai a cosa stai dicendo di sì. The Birthday Party non è un passatempo leggero per la serata, è un cappio che si stringe piano piano e che, dietro lo scintillio del lusso, mostra il lato oscuro del possesso e del controllo. Per Willem Dafoe, per il cast internazionale e per lo scenario mediterraneo è un'esperienza da grande schermo, dove le immagini rendono davvero. Non è perfetto, a volte procede con troppa comodità e il tema non è nuovissimo, ma chi ama i drammi familiari velenosi si alzerà dalla poltrona soddisfatto e un po' a disagio. Io farei gli auguri alla festeggiata, ma dopo mezzanotte non resterei.
