The Ring recensione: la videocassetta che dopo vent'anni ci fa ancora paura della TV
C'è l'horror che ti fa urlare e c'è quello che per giorni ti impedisce di guardare lo schermo nero di una TV spenta. The Ring appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Il film di Gore Verbinski è uno degli horror americani più opprimenti dei primi anni Duemila, e rivedendolo oggi sorprende quanto poco sia invecchiato.
Un horror freddo, umido e implacabilmente atmosferico, capace di tirare fuori un terrore autentico persino dall'epoca delle videocassette.
The Ring: trailer
Scheda del film
| Uscita in Italia | 21/02/2003 |
|---|---|
| Regia | Gore Verbinski |
| Cast | Naomi Watts, Martin Henderson, David Dorfman, Brian Cox, Jane Alexander, Lindsay Frost |
| Genere | Film horror, Film misteriosi |
| Durata | 111 min |
| Divieto | T |
| Paese | Film americani |
Una leggenda metropolitana che squilla
Lo spunto è così semplice da sembrare quasi infantile: esiste una videocassetta con immagini da incubo. Chi la guarda riceve una telefonata, e una voce gli annuncia che morirà entro sette giorni. La classica storia da raccontare attorno al fuoco, roba da farsi una risata. Ed è proprio così che la prende Rachel Keller, giornalista, finché quattro adolescenti non muoiono nello stesso istante, esattamente una settimana dopo aver visto il nastro.
Da qui parte l'indagine. Rachel non è il tipo di eroina che si precipita in cantina con una torcia: è una cronista testarda, curiosa, anche un po' egoista, che rintraccia la cassetta e, ovviamente, la guarda. Poi il telefono squilla. A quel punto in gioco non c'è più un buon articolo, ma la sua vita e quella del figlio, e nessuno può fermare l'orologio: sette giorni, né uno di più né uno di meno.
In questo conto alla rovescia sta una delle armi più potenti del film. I sette giorni non sono un semplice espediente narrativo, ma un cappio che si stringe piano piano. Ogni giorno l'aria si fa più rarefatta, e lo spettatore conta le ore esattamente come i personaggi.
Naomi Watts, una rara protagonista adulta nell'horror
Naomi Watts nei panni di Rachel Keller è stata una scelta azzeccatissima. Reduce da Mulholland Drive, porta qui la stessa intensità fragile ma determinata. Rachel non è una madre perfetta e nemmeno una supereroina: è semplicemente una persona spinta dall'istinto e dal senso di responsabilità, ed è questo a rendere credibile ogni suo sguardo terrorizzato.
Martin Henderson, nel ruolo di Noah Clay, è un contrappunto piacevole e un po' cinico: è a lui che Rachel chiede aiuto, e il loro rapporto teso, carico di passato, aggiunge uno strato umano all'orrore. La presenza più inquietante però è quella di David Dorfman, che interpreta Aidan Keller, il figlio di Rachel. È quel genere di bambino che fa venire i brividi: serio, silenzioso, sa troppe cose. Con pochissime parole costruisce moltissimo.
Tra i comprimari c'è Brian Cox nel ruolo di Richard Morgan, capace in poche scene di portare peso e inquietudine sullo schermo, e Jane Alexander nei panni della dottoressa Grasnik. Compaiono anche Lindsay Frost, Amber Tamblyn e Rachael Bella; tra i più giovani, il nome della Tamblyn è diventato in seguito familiare a molti.
Gore Verbinski e il terrore grigioverde
Chi conosce Gore Verbinski solo per Pirati dei Caraibi resterà sorpreso. The Ring è quanto di più lontano si possa immaginare dal blockbuster colorato e avventuroso. Qui Verbinski costruisce un mondo umido e cupo, accordato quasi su un'unica tavolozza: verde acqua, grigio, toni spenti, pioggia perenne, finestre appannate. Ogni inquadratura sembra coperta di muffa.
La virtù più grande della regia è la pazienza. Il film non punta sui salti sulla sedia, ma sull'inquietudine. Un'immagine disturbata, uno schermo che ronza, un corridoio silenzioso valgono qui più di dieci effetti chiassosi. E quando finalmente colpisce, il colpo si sente davvero.
Il contenuto della cassetta, poi, è un piccolo capolavoro visivo. Una sequenza surreale, apparentemente senza senso eppure profondamente disturbante, che ci si ritrova a riavvolgere nella testa quasi contro la propria volontà. Ed è esattamente questo il punto.
Il suono che ti entra sotto la pelle
Almeno metà dell'atmosfera di The Ring dipende dal paesaggio sonoro. Il rumore statico, lo squillo del telefono, la musica lenta e opprimente creano insieme un clima che fa rannicchiare anche in un soggiorno pieno di sole. Soprattutto lo squillo: dopo il film guarderete il display in modo diverso, ve lo garantisco, quando vi chiamerà un numero sconosciuto.
È raro trovare un horror in cui il sound design lavori con il silenzio in modo così consapevole. Qui il silenzio non è una pausa, ma una minaccia, e Verbinski lo sfrutta da maestro.
Dove si inceppa il nastro?
Non tutto è perfetto. Il film dura 111 minuti e nella parte centrale l'indagine a tratti sembra un po' tirata per le lunghe. Chi cerca spaventi fitti e serrati dovrà armarsi di pazienza davanti a un ritmo così lento. Ci sono poi momenti in cui le scelte dei personaggi servono più alla sceneggiatura che al buon senso, ma nel genere è quasi un passaggio obbligato.
L'altro aspetto è l'epoca: VHS, telefono fisso, televisore a tubo catodico sono ormai oggetti quasi vintage. Per gli spettatori più giovani può risultare strano, ma secondo me rafforza l'effetto, perché il mondo sgranato e imprevedibile della vecchia tecnologia ha qualcosa di genuinamente spettrale.
A chi lo consigliamo?
- Fa per te se: A chi ama l'horror misterioso, atmosferico e costruito con calma, e preferisce un'atmosfera opprimente al sangue. Per i fan di Naomi Watts è una visione obbligata.
- Meglio lasciar perdere se: A chi cerca spaventi rapidi e pieni d'azione o fatica a sopportare le lunghe fasi investigative. Decisamente non adatto ai bambini piccoli.
Se ti piace, guarda anche: Ringu (1998), Il sesto senso (1999), The Grudge (2004), Dark Water (2005), It Follows (2014)
Domande frequenti
Di cosa parla The Ring?
Di una videocassetta maledetta: dopo averla vista squilla il telefono e qualcuno annuncia che morirai entro sette giorni. La giornalista Rachel Keller indaga, guarda il nastro e, con l'aiuto dell'amico Noah, ha sette giorni per salvare la propria vita e quella del figlio.
Quanto dura The Ring?
Il film dura 111 minuti.
The Ring è adatto ai bambini?
No, è un horror pensato per un pubblico adulto e non è consigliabile guardarlo con i bambini.
Chi ha diretto The Ring?
Il film è diretto da Gore Verbinski.
Chi sono gli interpreti di The Ring?
La protagonista è Naomi Watts nel ruolo di Rachel Keller, affiancata da Martin Henderson (Noah Clay), David Dorfman (Aidan Keller) e Brian Cox (Richard Morgan).
Quando è uscito The Ring in Italia?
Il film è arrivato nelle sale italiane il 21 febbraio 2003.
Rimettiamo la cassetta nel videoregistratore?
Sì, e senza esitare. The Ring è uno dei rari horror americani che non puntano sullo shock ma su una paura che filtra lentamente, e a vent'anni di distanza questa strategia funziona ancora. Naomi Watts è intensa, le immagini di Verbinski soffocanti e i suoni vi resteranno addosso per giorni. Qualche minuto più lento c'è, ma in cambio si ottiene un'inquietudine che pochi film sanno regalare. Solo un consiglio: dopo la visione, non rispondete subito al telefono.
