Wild Horse Nine, recensione in anteprima: Martin McDonagh ritrova Sam Rockwell, ed è già una festa
Nemmeno un cast immaginato al bancone di un pub, dopo tre birre, potrebbe essere molto meglio di così. La nuova commedia di Martin McDonagh, Wild Horse Nine, mette sullo stesso schermo Sam Rockwell, Steve Buscemi, Parker Posey, John Malkovich e Tom Waits. Fino al 5 novembre bisogna pazientare, ma in questo caso l'attesa è già metà del divertimento.
Sulla carta è una delle commedie d'autore più sfrontate dell'anno, e la carriera di McDonagh ci dà tutte le ragioni per fidarci.
Wild Horse Nine: trailer
Scheda del film
| Uscita in Italia | 05/11/2026 |
|---|---|
| Regia | Martin McDonagh |
| Cast | Sam Rockwell, Steve Buscemi, Parker Posey, John Malkovich, Tom Waits, Mariana Di Girolamo |
| Genere | Commedie |
| Divieto | 10+ |
| Paese | Film americani, Film inglesi |
Cosa sappiamo finora di Wild Horse Nine?
Partiamo da una confessione: a un mese dall'uscita sulla trama si sa ben poco, e non ho intenzione di inventarmi una storia solo per riempire la pagina. Quello che sappiamo con certezza è che Wild Horse Nine è una commedia nata da una coproduzione tra Stati Uniti e Regno Unito, che la regia è di Martin McDonagh e che in Italia arriverà in sala il 5 novembre 2026.
Tutto qui. E sinceramente? Con McDonagh basta e avanza per segnarsi la data sul calendario. È uno di quei registi per cui l'etichetta "commedia" non significa mai svago leggero da pomeriggio libero. Da lui la risata si infila sempre accanto a qualcosa di più cupo, più imbarazzante, più umano, e spesso lo spettatore non sa nemmeno se in quel momento gli sia concesso ridere. Anche il titolo va in quella direzione: suona selvaggio come un western e insieme stranamente assurdo, quasi fosse il nome di una leggenda da osteria. Cosa ci sia dietro lo scopriremo in sala.
McDonagh, il maestro irlandese dell'umorismo nero
Chi ha visto In Bruges sa di cosa parlo. Due sicari in una cittadina belga e un film capace di essere allo stesso tempo divertente, struggente e brutale. Poi è arrivato 7 psicopatici, che ribaltava apertamente il gangster movie, quindi Tre manifesti a Ebbing, Missouri, commedia del lutto e della rabbia, e infine Gli spiriti dell'isola, dove la fine di un'amicizia diventava un'epopea tragicomica.
In tutti i film di McDonagh c'è un punto in comune: il dialogo. I suoi personaggi non parlano, maneggiano lame. Ricevono battute che ci si ritrova a citare per settimane, feroci e sorprendentemente tenere nello stesso momento. Se Wild Horse Nine sarà scritto anche solo la metà bene dei suoi lavori precedenti, avremo comunque tra le mani una delle commedie meglio scritte dell'anno.
L'altro marchio di fabbrica è il cambio di tono. Una scena è farsa chiassosa, quella dopo vede qualcuno andare in pezzi in silenzio. È un terreno rischioso, ma finora gli è riuscito quasi sempre. Sono curioso di vedere quanto si lascerà andare sul versante comico, visto che il film viene presentato esplicitamente come una commedia.
Un cast che è già un genere a sé
Vale la pena soffermarsi su questi nomi, perché meritano davvero un paragrafo a parte:
- Sam Rockwell: l'uomo di fiducia di McDonagh. In 7 psicopatici si è mangiato lo schermo, per Tre manifesti a Ebbing, Missouri ha vinto l'Oscar. Se c'è qualcuno che sa recitare i testi di McDonagh rendendoli insieme spaventosi e ridicoli, è lui.
- Steve Buscemi: il re dei perdenti nervosi e logorroici, capace di dire con una sola espressione più di quanto altri dicano in un monologo intero.
- Parker Posey: icona del cinema indipendente americano, sempre memorabile nei ruoli eccentrici e sopra le righe.
- John Malkovich: non ha bisogno di presentazioni. La voce, il ritmo, quella sua calma strana si prendono qualsiasi scena.
- Tom Waits: il musicista attore, già comparso da McDonagh in 7 psicopatici. Voce roca, presenza obliqua, pura mitologia.
Accanto a loro ci sono Mariana Di Girolamo, Ailín Salas e Paola Giannini, nomi meno familiari al grande pubblico. Sui loro ruoli non abbiamo informazioni, ma la loro presenza lascia intuire un interessante gioco di contrasti tra i personaggi. Una cosa è certa: in questa compagnia nessuno si annoierà davanti alla macchina da presa.
Quello che mi entusiasma davvero è che si tratta di una squadra da sogno di caratteristi. Non c'è una sola star levigata e asettica. Ognuno è inconfondibile, ed è proprio per gente così che McDonagh scrive più volentieri.
Cosa potrebbe renderlo grandioso?
Ci sono tre motivi per cui sono decisamente ottimista.
Il primo: la storia condivisa tra regista e protagonista. L'intesa tra Rockwell e McDonagh ha già funzionato due volte, ed è raro trovare una coppia in cui il regista sappia con tanta precisione cosa tirare fuori dal suo attore. Il secondo: il cast sembra fatto apposta per l'umorismo nero. Buscemi, Malkovich, Waits, Posey interpretano da decenni gli eccentrici, l'aristocrazia dei perdenti. Il terzo: McDonagh non lavora in serie. Non sforna un film all'anno, cura a fondo ogni progetto, e il risultato si vede.
Se tutto va al suo posto, potremmo ritrovarci con una commedia che fa ridere forte e stringere lo stomaco in silenzio allo stesso tempo. Oggi sono pochissimi i film capaci di regalare un'esperienza così.
Dove potrebbe inciampare?
Non sarei onesto se mi limitassi a festeggiare. Un cast così affollato nasconde sempre un rischio: alcuni interpreti potrebbero ritrovarsi con poco più di un cameo, lasciando lo spettatore con un senso di incompiuto. Con cinque attori dalla personalità così marcata, dare a tutti uno spazio vero non è affatto semplice.
L'altro pericolo è che lo stile di McDonagh finisca per ripetersi. 7 psicopatici già tendeva un po' a commentare se stesso, e se Wild Horse Nine si riducesse a una sfilata di figure bizzarre messe una accanto all'altra, l'effetto potrebbe stancare. Infine, chi si aspetta una commedia leggera per famiglie fidandosi dell'etichetta resterà probabilmente spiazzato. L'umorismo di McDonagh non è mai stato per tutti.
A chi lo consigliamo?
- Fa per te se: Per chi ha amato In Bruges, 7 psicopatici o Tre manifesti a Ebbing, Missouri, e preferisce un umorismo nero costruito sui dialoghi alle gag fragorose.
- Meglio lasciar perdere se: Per chi cerca un intrattenimento leggero e senza rischi, o non sopporta che una commedia riservi anche momenti crudeli e scomodi.
Se ti piace, guarda anche: In Bruges - La coscienza dell'assassino (2008), 7 psicopatici (2012), Tre manifesti a Ebbing, Missouri (2017), Gli spiriti dell'isola (2022), Fargo (1996)
Domande frequenti
Quando esce Wild Horse Nine nei cinema italiani?
Il film arriva nelle sale italiane il 5 novembre 2026.
Chi ha diretto Wild Horse Nine?
Il film è diretto da Martin McDonagh.
Chi sono gli attori di Wild Horse Nine?
Nel cast principale ci sono Sam Rockwell, Steve Buscemi, Parker Posey, John Malkovich, Tom Waits, Mariana Di Girolamo, Ailín Salas e Paola Giannini.
Che genere di film è Wild Horse Nine?
Wild Horse Nine è una commedia.
Di che nazionalità è Wild Horse Nine?
È una coproduzione tra Stati Uniti e Regno Unito.
Vale la pena segnarsi il 5 novembre sul calendario?
Secondo me sì, e con il pennarello indelebile. Martin McDonagh è uno degli autori più affidabili degli ultimi quindici anni abbondanti, non ha mai sbagliato davvero un film e stavolta lavora con un cast per cui altri registi darebbero un braccio. Certo, parliamo di un'anteprima: il giudizio vero arriverà dopo la proiezione. Ma se l'umorismo nero, i dialoghi taglienti e i personaggi eccentrici sono il tuo mondo, Wild Horse Nine ha ottime probabilità di diventare uno dei film imperdibili dell'autunno. Il mio voto previsto: un otto pieno, con la porta aperta verso l'alto.
