365 giorni, la recensione: un anno di prigionia, due ore e mezza di pazienza
Ci sono film che guardiamo perché sono belli e film che guardiamo perché ne parlano tutti. 365 giorni appartiene con orgoglio alla seconda categoria: vuole essere lucido, costoso e sexy, e intanto si prende così sul serio da diventare, a tratti, involontariamente comico. Proviamo a vedere cosa resta una volta tolto lo strato di hype.
Confezione splendida, contenuto problematico e pochissima storia: 365 giorni è più un fenomeno che un buon film.
365 giorni: trailer
Scheda del film
| Original | 365 dni |
|---|---|
| Regia | Barbara Białowąs, Tomasz Mandes |
| Cast | Anna-Maria Sieklucka, Michele Morrone, Bronisław Wrocławski, Otar Saralidze, Magdalena Lamparska, Natasza Urbańska |
| Genere | Film romantici, Drammi, Gialli |
| Durata | 154 min |
| Paese | Film polacchi |
Di cosa parla? Carriera a Varsavia, trappola in Sicilia
Lo schema è semplice, e il film non prova nemmeno a nasconderlo. Massimo Torricelli, giovane e affascinante boss della mafia siciliana, dopo l'omicidio del padre è costretto a prendere in mano l'organizzazione. Dall'altra parte c'è Laura, direttrice commerciale di un hotel di lusso a Varsavia: la carriera va a gonfie vele, la vita privata invece ha la stessa passione di una riunione del martedì mattina davanti a un foglio Excel.
Laura fa un ultimo tentativo per salvare la relazione con il testardo Martin, e con alcuni amici parte per la Sicilia. La vacanza però prende una piega inattesa: Massimo, l'uomo più pericoloso dell'isola, la rapisce e le concede 365 giorni di prigionia. In questo tempo Laura comincia a provare qualcosa per il suo carceriere.
Sì, avete letto bene. Questa è l'idea di partenza, e da qui in poi tutto dipende da quanto lo spettatore riesce a spegnere quella vocina interiore che continua a gridare: questo è un sequestro di persona.
L'idea con cui proprio non riesco a fare pace
Partiamo dalla parte più delicata, perché senza questo non si può parlare onestamente di 365 giorni. La storia del cinema romantico è piena di cattivi ragazzi addomesticati dall'amore, e di per sé non è un peccato. Il problema è che qui la storia d'amore nasce da una prigionia, e il film la tratta non come un problema ma come un afrodisiaco.
Se ne poteva ricavare un dramma cupo, scomodo e intelligente sul potere, sulla vulnerabilità e sulla natura confusa del desiderio. 365 giorni sceglie un'altra strada: impacchetta tutto con l'estetica delle pubblicità di profumi. Yacht, auto di lusso, sole, abiti costosi, e in questo ambiente scintillante la costrizione finisce stranamente in un morbido fuori fuoco.
Non faccio il moralista, la finzione può mostrare qualsiasi cosa. Ma se un film affronta un tema del genere, mi aspetto che abbia qualcosa da dire. Qui non c'è nulla. C'è solo la superficie, che però brilla parecchio.
Morrone e Sieklucka: alchimia o solo posa?
Michele Morrone nei panni di Don Massimo Torricelli offre esattamente ciò che il film gli chiede: mascella decisa, sguardo penetrante, movimenti lenti e una voce così profonda che ogni battuta sembra lo slogan di un profumo discutibile. Il carisma ce l'ha, nessun dubbio, e capisco perché per molti sia diventato un fenomeno. Peccato che il personaggio non abbia strati. Massimo non è un uomo, è una fantasia, e Morrone non prova nemmeno a uscire da quella cornice.
Anna-Maria Sieklucka, che interpreta Laura Biel, ha il compito più ingrato. Dovrebbe renderci credibile la svolta emotiva, il passaggio dalla ribellione all'attrazione, ma la sceneggiatura le offre ben pochi appigli. Ci sono momenti in cui si accende qualcosa di vivo, un'ironia pungente, ma per lo più si muove come un elemento di scena tra una sequenza e l'altra.
Tra i comprimari, Magdalena Lamparska nel ruolo di Olga è una boccata d'aria fresca: è l'unica che sembra sapere che tutto questo è un po' ridicolo. Compaiono anche Otar Saralidze come Domenico, Bronisław Wrocławski come Mario, Natasza Urbańska come Anna e, nei panni dei genitori di Laura, Grażyna Szapołowska e Tomasz Stockinger, ma nessuno di loro ha molto spazio.
Due registi, un videoclip
Il film porta la firma di Barbara Białowąs e Tomasz Mandes, e il risultato somiglia spesso più a un video musicale allungato che a un lungometraggio. Non è un'esagerazione: montaggi, scene di sesso tagliate sulla musica e sequenze d'atmosfera occupano così tanto spazio che la trama ne esce quasi schiacciata.
La durata di 154 minuti è un avversario serio. Per una storia così esile è semplicemente troppo. Ci sono tratti in cui non succede niente, solo belle persone che si guardano in bei posti, e ci si ritrova a controllare il telefono. Con un montaggio più asciutto ne sarebbe potuto uscire un guilty pleasure più sfacciato da novanta minuti.
La parte crime, gli affari della mafia, il contesto di potere sono di fatto una quinta. Servono a far sembrare Massimo pericoloso, ma non acquistano mai un vero peso. Un peccato, perché lì la tensione c'era.
Cosa funziona davvero: l'estetica da cartolina
Siamo giusti: il film è molto bello da vedere. La luce della Sicilia, il mare, gli interni di lusso, le inquadrature curate danno la sensazione che nell'immagine siano stati investiti soldi ed energie. Se lo si lasciasse girare senza audio, come sfondo, sarebbe un'esperienza piuttosto piacevole.
Anche la musica sta tra i punti di forza, almeno nel senso che sa esattamente quale atmosfera vuole creare. Orecchiabile, moderna, sensuale, spesso è lei a reggere le scene in cui i dialoghi fanno naufragio.
- Pro: location spettacolari, fotografia curata
- Pro: colonna sonora efficace e alla moda
- Contro: storia esile, durata eccessiva
- Contro: personaggi poco sviluppati, premessa problematica
Film erotico o spot erotico?
365 giorni non nasconde che la sessualità sia una delle sue principali attrattive, e i contenuti espliciti lo rendono chiaramente un film per adulti. Non è assolutamente adatto ai minori.
La sorpresa è che anche nella sua audacia c'è qualcosa di meccanico. Le scene erotiche sono tecnicamente curate, ma raramente dicono qualcosa sui personaggi. Un buon film erotico funziona quando il desiderio disegna un carattere, costruisce tensione, ha delle conseguenze. Qui le scene sono piuttosto inserti luccicanti messi uno accanto all'altro. Fanno effetto finché durano, poi svaniscono senza lasciare traccia.
A chi lo consigliamo?
- Fa per te se: Per chi cerca un piacere colpevole per una serata con un bicchiere di vino, non si fa disturbare da una trama esile e si collega per le location spettacolari e il romanticismo sopra le righe.
- Meglio lasciar perdere se: Chi trova fastidioso che un rapimento venga servito come punto di partenza romantico, o chi si aspetta un vero dramma di personaggi o un crime solido, farà meglio a starne lontano.
Se ti piace, guarda anche: Cinquanta sfumature di grigio (2015), Cinquanta sfumature di nero (2017), 9 settimane e ½ (1986), Proposta indecente (1993)
Domande frequenti
Di cosa parla 365 giorni?
Massimo Torricelli, giovane boss della mafia siciliana, rapisce Laura, una donna di Varsavia in vacanza in Sicilia con il compagno e alcuni amici, e la tiene prigioniera per 365 giorni. Nel frattempo lei comincia a provare dei sentimenti per lui.
Quando è uscito 365 giorni?
Il film è uscito per la prima volta il 7 febbraio 2020.
Quanto dura 365 giorni?
Il film dura 154 minuti.
365 giorni è adatto ai minori?
No. Per le numerose scene di sesso esplicito è un film per un pubblico adulto e non va visto con i ragazzi.
Chi sono i protagonisti di 365 giorni?
Laura Biel è interpretata da Anna-Maria Sieklucka, Don Massimo Torricelli da Michele Morrone. Nel cast ci sono anche Magdalena Lamparska, Otar Saralidze e Bronisław Wrocławski.
Chi ha diretto 365 giorni?
Il film polacco è diretto da Barbara Białowąs e Tomasz Mandes.
Vale la pena passare due ore e mezza sul divano per un anno di prigionia?
365 giorni è esattamente il tipo di film su cui tutti hanno un'opinione e che molti guardano solo per poterne parlare. Va benissimo, la curiosità è un motivo legittimo. Basta sapere cosa aspettarsi: belle immagini, protagonisti attraenti, tanta musica e pochissima storia vera. La parte crime è scenografia, e la base della storia d'amore è una situazione che il film non ha alcuna intenzione di elaborare.
Se lo guardate in compagnia, con distacco ironico e qualche risata condivisa, può persino diventare una serata divertente. Se invece lo prendete sul serio, probabilmente per un centinaio dei 154 minuti vi chiederete cos'altro avreste potuto guardare. Da parte mia un debole ma spettacolare 4/10, soprattutto per la resa visiva.
