Guardiani della Galassia, la recensione: un procione, un albero e la miglior cassetta dell'universo
Chi l'avrebbe mai detto che un procione con il mitra e un albero che conosce tre parole sarebbero diventati una delle coppie più amate dell'universo Marvel? L'avventura spaziale di James Gunn del 2014 è partita dal nulla ed è arrivata dritta tra le stelle, e a più di dieci anni di distanza resta sfacciata, commovente e divertentissima. Guardiani della Galassia è quel film che riguardi anche quando ormai conosci a memoria ogni canzone.
Un'avventura spaziale sfrontata, musicale e piena di cuore: una delle sorprese più belle nella storia dei cinecomic.
Guardiani della Galassia: trailer
Scheda del film
| Original | Guardians of the Galaxy |
|---|---|
| Uscita in Italia | 22/10/2014 |
| Regia | James Gunn |
| Cast | Chris Pratt, Zoe Saldaña, Dave Bautista, Vin Diesel, Bradley Cooper, Lee Pace |
| Genere | Film d'azione, Film di fantascienza, Film d'avventura |
| Durata | 121 min |
| Divieto | T |
| Paese | Film americani |
Di cosa parla? Una sfera che vogliono tutti
Il punto di partenza è semplice, quasi da manuale del film d'avventura: Peter Quill, interpretato da Chris Pratt, ruba una misteriosa sfera. Il problema è che quella sfera fa gola anche al malvagio Ronan, che ne ha bisogno per i suoi piani di dominio universale. Ronan si lancia all'inseguimento di Quill, e il nostro simpatico mascalzone capisce presto che da solo non ne uscirà vivo.
Nasce così un'alleanza forzata con quattro personaggi davvero bizzarri. C'è Rocket, un procione armato fino ai denti; Groot, una creatura che sembra un albero vivente; Gamora, letale assassina; e Drax il Distruttore, mosso unicamente dalla vendetta. Quando Quill capisce quale potere si nasconda nella sfera e quanto sia pericolosa per l'intero universo, non si torna più indietro: arriva lo scontro finale, e in palio c'è nientemeno che il destino della galassia.
Se sulla carta vi suona familiare, non è un caso. La struttura della storia non ha nulla di rivoluzionario: un oggetto magico, un cattivo e una squadra che deve imparare a stare insieme. La magia non sta nel cosa, ma nel come.
La squadra più strampalata mai messa insieme
Chris Pratt è esploso qui come star d'azione, e si capisce benissimo perché. Il suo Peter Quill è spaccone, impacciato, spavaldo e sorprendentemente fragile. Uno di quegli eroi a cui credi anche quando salva la situazione con un passo di danza venuto male.
La Gamora di Zoe Saldaña è la testa fredda del gruppo, in netto contrasto con le pagliacciate di Quill. Dave Bautista invece è una delle grandi sorprese del film: il suo Drax prende tutto alla lettera, e ne nasce una comicità che pochi si sarebbero aspettati da un ex wrestler. È il tipo di attore che prende sul serio le cose ridicole, ed è proprio per questo che funziona.
Poi ci sono le due voci. Il Rocket di Bradley Cooper è cinico, irascibile e dolorosamente umano, il che per un procione è un'impresa notevole. Vin Diesel come Groot lavora praticamente con una sola frase, e riesce a spremerci più emozione di quanta molti attori ne tirino fuori da un intero copione. Questa coppia è l'anima del film, e non ho dubbi che buona parte del pubblico torni a vederlo proprio per loro.
Tra i comprimari, Michael Rooker è perfetto come Yondu Udonta, imprevedibile e dalla morale discutibile, mentre la Nebula di Karen Gillan è una presenza minacciosa. Il Ronan di Lee Pace, invece, è il punto debole, ma ci arriviamo.
James Gunn, il regista che ha osato scherzare
James Gunn ha fatto qualcosa che in pochi avrebbero osato nel cuore di un gigantesco ingranaggio da studio: ha portato in un film di supereroi la sua voce personale, un po' strana, un po' trash e piena d'affetto. L'umorismo non è la solita battuta obbligatoria tra una scena d'azione e l'altra, ma nasce dai personaggi. Sono tutti feriti, tutti hanno perso qualcosa, e dietro le risate c'è sempre un velo di malinconia.
È questo il segreto del film. Gunn sa che una banda di disadattati conquista il pubblico perché alla fine trova casa l'uno nell'altro. Nei 121 minuti di durata i tempi morti sono pochissimi, il ritmo è serrato e il regista non dimentica mai che un film d'avventura deve prima di tutto divertire. E il suo universo spaziale, colorato e quasi rétro, si distingue piacevolmente da quei toni grigi e cupi che il genere all'epoca imponeva spesso.
Perché continuiamo a riguardarlo
- La musica. Il walkman di Quill e i vecchi successi non sono un semplice sottofondo, sono il battito cardiaco del film. Difficile trovare uno spettatore a cui non sia rimasta in testa almeno una canzone.
- Le dinamiche di gruppo. Gli attriti, le punzecchiature e la fiducia che cresce lentamente tra i cinque protagonisti sono credibili e spassosi.
- Il cuore. Il film regala anche momenti sorprendentemente emozionanti, mai stucchevoli perché se li è guadagnati.
- L'aspetto visivo. Colori vivaci, creature e pianeti fantasiosi, una vera atmosfera da space opera.
- L'umorismo. È invecchiato bene: buona parte delle battute fa ridere ancora oggi.
Dove perde colpi il motore?
Nessun film è perfetto, e questo non fa eccezione. Il difetto più grande, per me, è Ronan. Lee Pace è un bravo attore, ma il personaggio è sottilissimo: è cattivo perché è cattivo, vuole dominare l'universo perché vuole dominare l'universo. Di fronte a una squadra così colorata, un avversario tanto monodimensionale finisce per sbiadire, e diventa più difficile sentire davvero la posta in gioco.
Anche la struttura della trama è piuttosto prevedibile. La caccia al MacGuffin a forma di sfera e la grande battaglia finale seguono la ricetta classica del genere, e nel finale il frastuono della CGI prende un po' il sopravvento. Per fortuna, anche lì ci pensano i personaggi a salvare la situazione.
A chi lo consigliamo?
- Fa per te se: A chiunque ami le avventure spaziali scanzonate, divertenti e piene di musica, e anche a chi si è stancato dei cinecomic cupi. Un titolo imprescindibile per i fan Marvel e per gli amanti dei grandi successi rétro.
- Meglio lasciar perdere se: Chi cerca una fantascienza seria e profonda o una trama complessa e piena di colpi di scena potrebbe restare deluso.
Se ti piace, guarda anche: The Avengers (2012), Guerre stellari (1977), Thor: Ragnarok (2017), Il quinto elemento (1997), Deadpool (2016)
Domande frequenti
Quando è uscito Guardiani della Galassia in Italia?
Il film è arrivato nelle sale italiane il 22 ottobre 2014.
Di cosa parla Guardiani della Galassia?
Peter Quill ruba una misteriosa sfera a cui dà la caccia anche il malvagio Ronan. Quill stringe un'alleanza forzata con Rocket, Groot, Gamora e Drax per salvare la galassia.
Quanto dura Guardiani della Galassia?
Il film dura 121 minuti.
Chi ha diretto Guardiani della Galassia?
Il film è diretto da James Gunn.
Chi dà la voce a Rocket e Groot nella versione originale?
Rocket ha la voce di Bradley Cooper, Groot quella di Vin Diesel.
Rimettiamo su la cassetta un'altra volta?
Certo che sì. Guardiani della Galassia non è la fantascienza più complessa in circolazione, e il suo cattivo avrebbe potuto essere molto più memorabile, ma capita di rado di vedere un film che sappia così bene cosa vuole. James Gunn ha trasformato un gruppo di disadattati strani e feriti in una famiglia, e ci ha aggiunto una colonna sonora che ancora oggi ci gira in testa. Se non l'avete visto, rimediate. Se l'avete già visto, tanto lo riguarderete. Il mio voto: un solido 8,5 su dieci, e quel mezzo punto è tutto merito di Groot.
