Handbok för superhjältar, recensione in anteprima: quando la biblioteca diventa il rifugio perfetto
C'è un momento dell'infanzia in cui la campanella non significa libertà, ma l'inizio della fuga. Handbok för superhjältar parte proprio da questa situazione dolorosamente familiare e prova a indicare una via d'uscita attraverso uno strano volume trovato in biblioteca. Non l'abbiamo ancora visto, ma a giudicare dallo spunto potrebbe essere uno dei film d'animazione più toccanti della stagione, a patto che non si lasci tentare dalle soluzioni facili.
Un'animazione scandinava promettente e con un tema importante, che potrà lasciare davvero il segno se prenderà il bullismo più sul serio dei superpoteri.
Handbok för superhjältar: trailer
Scheda del film
| Regia | Anoo Bhagavan, Patrik Forsberg |
|---|---|
| Genere | Film d'animazione |
| Durata | 95 min |
| Paese | Film norvegesi, Film svedesi |
Di cosa parla? Una bambina, un gruppo di ragazzi e un libro che la trova da solo
Lisa cambia scuola e fin dal primo giorno diventa un bersaglio. Secondo la sinossi, la situazione è di una semplicità crudele: ogni giorno, finite le lezioni, un gruppo di ragazzi la insegue e la prende in giro. Lisa non sa come mettere fine a tutto questo, così fa quello che farebbero tanti bambini al suo posto: si nasconde. Il suo rifugio è la biblioteca, dove aspetta finché i suoi persecutori non si stancano e se ne vanno.
Tra gli scaffali, però, nota un volume particolare: un vero e proprio manuale di istruzioni per diventare un supereroe. Ed ecco la frase che mi ha subito acceso la curiosità: in realtà non è Lisa ad aver trovato il libro, ma il libro ad aver trovato lei. Il compito sembra semplice: prenderlo in prestito, seguire le istruzioni passo dopo passo ed esercitarsi ogni giorno, senza mai stancarsi.
Cosa ne verrà fuori, di quali poteri si parli e come cambierà il rapporto di Lisa con i bulli, la sinossi ufficiale non lo dice e io non mi metterò a indovinarlo. Ma già così la premessa racconta parecchio del film che ci aspetta.
La carta vincente: non il mantello, ma l'allenamento
Quello che più mi ha colpito della sinossi è il passaggio in cui Lisa deve esercitarsi ogni giorno, senza mai stancarsi. Nella maggior parte delle storie di supereroi, il protagonista riceve tutto da un momento all'altro: il morso di un ragno, un incidente, un pianeta lontano, ed è fatta. Qui invece sembra che diventare eroi sia una questione di lavoro, disciplina e perseveranza. In un film pensato per ragazzi e preadolescenti è un messaggio prezioso, soprattutto in un'epoca in cui tutti pretendono risultati immediati.
Altrettanto interessante è il libro come personaggio. L'idea che sia il volume a scegliere Lisa è insieme magica e un po' inquietante. Perché proprio lei? Che cosa vuole da lei? Questo dettaglio basta a evitare che il film sia soltanto una favola edificante e gli regala un pizzico di mistero. Se i registi sapranno dosarlo bene, il pubblico continuerà a chiedersi fino alla fine se quel libro sia un amico o qualcosa di completamente diverso.
Il tocco scandinavo: perché mi fido di questa combinazione?
Il film è una coproduzione tra Norvegia e Svezia, e la regia è firmata a quattro mani da Anoo Bhagavan e Patrik Forsberg. Il cinema per ragazzi e l'animazione del Nord Europa hanno un tratto che adoro: non trattano i giovani spettatori come se fossero di cristallo. Solitudine, paura, tensioni familiari non sono semplice sfondo, hanno un peso reale, e spesso queste storie hanno il coraggio di dire che gli adulti non sempre ci sono quando servirebbero.
Per un film sul bullismo scolastico, un approccio del genere può valere oro. L'animazione hollywoodiana tende a liquidare temi simili con un paio di battute e una grande scena d'azione coloratissima, mentre un'opera nordica ha buone probabilità di trovare un tono più quieto e sincero. Certo, per ora è solo un'aspettativa e non una garanzia, ma la provenienza autorizza a sperare in qualcosa di meno asettico e meno zuccheroso.
Anche la durata di 95 minuti è un buon segno: abbastanza per lasciare spazio alla crescita di Lisa, abbastanza breve da non scivolare nella ripetizione.
Per quale età? Il tema dice più di quanto sembri
Quando un film d'animazione affronta di petto un argomento come il bullismo, mi viene sempre da chiedermi a chi si rivolga davvero. Tutto lascia pensare che Handbok för superhjältar non sia un'avventura colorata per i fratellini più piccoli, ma un film disposto a farsi carico di contenuti emotivi più impegnativi.
La rappresentazione del bullismo può essere già di per sé pesante, e se il film mostrerà con onestà la vulnerabilità di Lisa, i più piccoli potrebbero uscirne scossi. Per i ragazzi delle medie e per gli adolescenti, invece, potrebbe essere importante proprio per questo: sono loro a conoscere quel mondo più da vicino, da vittime, da spettatori o, ammettiamolo, anche dall'altra parte.
Da genitore, lo andrei a vedere con l'idea di parlarne dopo. La forza più grande di un film così non si gioca sullo schermo, ma sulla strada di casa, quando il figlio comincia a fare domande.
Dove potrebbe inciampare? I rischi che non voglio tacere
Sono entusiasta, ma non cieco. Una premessa del genere ha qualche trappola, e sono curioso di vedere come il film riuscirà a evitarle.
- La trappola della soluzione magica. Se i superpoteri si limitassero a "risolvere" il bullismo, il messaggio sarebbe pericoloso. Nella realtà nessuno riceve un libro magico, quindi è importante che il film dica qualcosa anche sulla fiducia in se stessi, sulla perseveranza e sul chiedere aiuto.
- La fantasia di vendetta. Sarebbe allettante una storia in cui la bambina tormentata alla fine dà una bella lezione ai suoi aguzzini. Divertente, ma a buon mercato. Spero che il film sia più sfumato.
- Cattivi tutti d'un pezzo. I bulli rischiano di diventare antagonisti senza volto. Il film sarebbe più forte se lasciasse almeno intuire perché si comportano così.
- I limiti di budget. L'animazione europea raramente può competere con lo spettacolo dei grandi studi americani. Non è un problema se lo stile è originale e coerente, ma chi cerca una perfezione patinata potrebbe restare deluso.
Nessuno di questi rischi è fatale, ma il giudizio finale dipenderà da quale parte penderà la bilancia.
Cosa deve aspettarsi lo spettatore?
Stando alla sinossi, un film che parte dalla sensazione di esclusione e racconta il diventare eroi non come un miracolo istantaneo, ma come un lavoro quotidiano. Ci sarà un po' di mistero attorno al libro, probabilmente anche dell'umorismo, visto che parliamo di un film per ragazzi, e speriamo tanto cuore.
La domanda più grande, per me, è quanto avrà coraggio. Se il film saprà prendere sul serio la paura di Lisa senza correre troppo in fretta verso il lieto fine, potrebbe diventare quel tipo di animazione di cui si parla nelle classi anche anni dopo. Se invece si accontenterà di una favola gentile ma superficiale, sarà solo un titolo in più nella lista. Io scommetto sulla prima ipotesi, e il mio voto atteso riflette questa fiducia.
A chi lo consigliamo?
- Fa per te se: Ai ragazzi delle medie, agli adolescenti e ai loro genitori, in cerca di un'esperienza da condividere che lasci qualcosa di cui parlare. Anche chi ama il tono più quieto e sincero del cinema scandinavo potrebbe trovarci parecchio.
- Meglio lasciar perdere se: Non è pensato per i bambini più piccoli, visto il tema, e nemmeno per chi cerca un'azione supereroistica hollywoodiana tutta ritmo ed effetti speciali.
Se ti piace, guarda anche: Big Hero 6 (2014), Gli Incredibili (2004), Megamind (2010), Inside Out (2015), Ralph Spaccatutto (2012)
Domande frequenti
Di cosa parla Handbok för superhjältar?
Lisa viene bullizzata fin dal primo giorno nella nuova scuola e si nasconde in biblioteca. Lì trova un volume speciale, un manuale di istruzioni per diventare supereroi, da seguire passo dopo passo esercitandosi ogni giorno.
Quanto dura il film?
Handbok för superhjältar dura 95 minuti.
È adatto ai bambini?
Visto il tema del bullismo, sembra rivolgersi soprattutto ai ragazzi più grandi e agli adolescenti; per i più piccoli potrebbe risultare impegnativo.
Chi ha diretto Handbok för superhjältar?
Il film è diretto da Anoo Bhagavan e Patrik Forsberg.
Di che nazionalità è il film?
È un film d'animazione realizzato in coproduzione tra Norvegia e Svezia.
Vale la pena prendere in prestito questo manuale?
Secondo me sì, e non solo perché capita di rado di vedere un film d'animazione che parte in modo così diretto dal tema del bullismo. L'idea di Handbok för superhjältar è semplice ma intelligente: presenta l'eroismo non come un dono, ma come una forza conquistata con la costanza, e il libro misterioso aggiunge alla storia un pizzico di enigma. Gli autori scandinavi e la scelta del tema lasciano intuire che qui la realtà non ci verrà risparmiata. Se il film manterrà questa promessa, non solo i ragazzi ma anche gli adulti seduti accanto a loro usciranno dalla sala con un piccolo nodo in gola. Io sarò in prima fila.
