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Recensione in anteprima

Just an Illusion - La mia famiglia quasi perfetta, recensione in anteprima: Nakache e Toledano ci riportano nella Parigi del 1985, nell'anno più confuso dell'adolescenza

Film francesiCommedie

C'è un momento preciso in cui un ragazzino di tredici anni capisce che nemmeno gli adulti sanno davvero qualcosa, e in quell'istante si sente libero e terrorizzato allo stesso tempo. Just an Illusion - La mia famiglia quasi perfetta vuole catturare proprio quel momento, nella periferia parigina del 1985, affidato alla coppia di registi di Quasi amici. Non l'abbiamo ancora visto, ma ci sono tutti gli ingredienti perché diventi una delle sorprese più calde della stagione.

7,7/10
Voto atteso
Sulla carta è il film francese invernale perfetto: nostalgico, divertente, malinconico. Se i registi non scivolano nella melassa, arriverà dritto al cuore.
Storia
7
Recitazione
8
Regia
8
Immagini
7
Musica e sonoro
8
Emozioni
8

Il voto complessivo è la media dei sei criteri.

Just an Illusion - La mia famiglia quasi perfetta: trailer

Scheda del film

OriginalJuste une illusion
RegiaOlivier Nakache, Éric Toledano
CastSimon Boublil, Louis Garrel, Camille Cottin, Pierre Lottin, Alexis Rosenstiehl, Jeanne Lamartine
GenereCommedie
Durata114 min
PaeseFilm francesi

Di cosa parla? Un ragazzo nella terra di nessuno tra infanzia ed età adulta

Siamo nel 1985. Vincent sta per compiere tredici anni e vive nella periferia di Parigi, in una normalissima famiglia della classe media. Il fratello maggiore è distante, i genitori litigano di continuo, e lui si trova in quella fase imbarazzante in cui non è più un bambino ma nessuno lo considera ancora un adulto. Attraverso i suoi occhi il film affronta tutto ciò che a quell'età ti piomba addosso insieme: identità, amicizia, famiglia, religione, desiderio e, naturalmente, il primo amore.

La sinossi ufficiale si chiude con una frase bellissima: una commedia su quel periodo dell'infanzia in cui la speranza di cambiare il mondo non sembrava ancora una semplice illusione. A me questa frase dice sul tono del film più di qualsiasi riassunto della trama. Non aspettatevi una commedia adolescenziale chiassosa, ma quella malinconia agrodolce e sorridente in cui i francesi sono imbattibili.

Cosa succederà esattamente a Vincent, chi sarà il suo primo amore e dove porteranno le tensioni familiari, per ora non lo sappiamo, e francamente è meglio così. In film come questo la trama non è mai il punto: contano i momenti. Un primo appuntamento andato storto, una cena in cui i genitori si urlano addosso senza dire una parola, una chiacchierata notturna con un fratello che forse non è poi così distante.

I padri di Quasi amici su un terreno nuovo

Olivier Nakache ed Éric Toledano sono nomi che in Italia conoscono tutti: sono gli autori di Quasi amici, il film che ha dimostrato come una commedia francese possa conquistare il pubblico di mezzo mondo senza rinunciare al cuore. Il loro punto di forza è sempre stato saper tirare fuori risate e commozione dalla stessa scena, senza ricorrere quasi mai alla battuta facile.

Just an Illusion però è una sfida di tipo diverso. Qui non ci sono due adulti provenienti da mondi opposti, il cui scontro genera comicità quasi da solo. Qui bisogna portare sullo schermo il mondo interiore di un ragazzino, per giunta in un'epoca ormai scomparsa. Serve un lavoro molto più delicato: troppo dolce e diventa stucchevole, troppo amaro e si perde la leggerezza della commedia. Visto il loro percorso mi fido, ma ammetto di essere curioso di vedere come gestiranno un ritmo più lento e intimo.

La scelta dell'anno e del luogo, poi, ha un sapore sospettosamente personale. Non sappiamo quanto il film sia autobiografico, e non lo affermerò di certo, ma è il genere di storia che si pesca dalla propria infanzia, non da un libro.

Il cast: un ragazzino al centro, volti esperti intorno

In cima al cast c'è il nome di Simon Boublil, e già questo è significativo: un film del genere sta in piedi o crolla a seconda di quanto è credibile il giovane protagonista. Se la macchina da presa resta incollata al volto di un adolescente per quasi due ore, quel volto deve raccontare. Che sia lui a interpretare Vincent non è stato ancora confermato ufficialmente, quindi resto cauto, ma l'ordine dei nomi lo fa pensare.

Accanto a lui c'è Louis Garrel, uno dei volti più interessanti del cinema francese, capace di essere romantico, ridicolo e un po' irritante nello stesso momento: in un dramma familiare vale oro. Anche l'ironia asciutta di Camille Cottin è esattamente la spezia che serve a una commedia così. Nel cast figurano inoltre Pierre Lottin, Alexis Rosenstiehl e Jeanne Lamartine.

Chi interpreta chi, chi sono i genitori litigiosi, chi il fratello, chi il primo amore, per ora non si sa, e non mi metterò a tirare a indovinare. Una cosa è certa: il gruppo degli adulti è solido, e se i giovani attori reggeranno il confronto, l'affiatamento del cast potrebbe essere l'asso nella manica del film.

Perché proprio il 1985? Il fascino dell'era analogica

L'epoca racconta già moltissimo da sola. Un amore analogico: la cornetta col filo attorcigliato, la lettera attesa per giorni, la cassetta su cui registravi dalla radio la tua canzone preferita, e se sbagliavi dovevi ricominciare da capo. Un mondo in cui il primo amore non passava da uno schermo, ma dalle scale del condominio, dal cortile della scuola, dalla fermata dell'autobus.

Questa nostalgia è un'arma potentissima e al tempo stesso una trappola. Negli ultimi anni tantissimi film hanno saccheggiato gli anni Ottanta, e spesso ho avuto l'impressione che la scenografia contasse più dei personaggi. In un buon film d'epoca, invece, il periodo non è una vetrina ma l'aria che si respira: vive nei vestiti, nella musica, ma soprattutto nel modo in cui le persone parlano e tacciono. Spero che Nakache e Toledano scelgano questa strada.

La musica sarà particolarmente interessante. La colonna sonora di un film francese sull'adolescenza ambientato nel 1985 può diventare un piacere a sé, e ho il forte sospetto che i registi non si lasceranno sfuggire l'occasione. Da parte mia, il comparto sonoro parte già con un punto in più.

Dove potrebbe inciampare? I rischi

Siamo onesti: il racconto di formazione è uno dei generi più consumati in assoluto. Abbiamo visto cento volte il ragazzino che scopre che i genitori non sono perfetti e che si innamora per la prima volta. Il compito di Just an Illusion, quindi, non sarà dire qualcosa di nuovo, ma dire le stesse cose con sincerità.

Detto questo, sono rischi che vanno esattamente contro i punti di forza della coppia: hanno sempre saputo muovere molti fili insieme e hanno sempre avuto il talento di sciogliere la tensione con una battuta un attimo prima delle lacrime.

A chi lo consigliamo?

Se ti piace, guarda anche: Quasi amici (2011), Il tempo delle mele (1980), Boyhood (2014), Belfast (2021), Licorice Pizza (2021)

Domande frequenti

Di cosa parla Just an Illusion - La mia famiglia quasi perfetta?

È ambientato nel 1985, nella periferia di Parigi. Il protagonista è Vincent, che sta per compiere tredici anni e, tra un fratello maggiore distante e due genitori che litigano di continuo, cerca risposte su identità, amicizia, famiglia, religione, desiderio e primo amore.

Quanto dura Just an Illusion?

Il film dura 114 minuti.

Chi ha diretto Just an Illusion?

Il film francese è diretto da Olivier Nakache ed Éric Toledano, gli stessi registi di Quasi amici.

Chi recita in Just an Illusion?

Nel cast ci sono Simon Boublil, Louis Garrel, Camille Cottin, Pierre Lottin, Alexis Rosenstiehl e Jeanne Lamartine.

Vale la pena riavvolgere la cassetta per questo film?

Secondo me sì. Just an Illusion - La mia famiglia quasi perfetta è proprio quel tipo di film che non pretende di salvare il mondo, ma vuole ricordarci com'era quando credevamo ancora di poterlo cambiare. I registi di Quasi amici, un cast francese di alto livello e un'epoca dal fascino irresistibile: basta questo perché lo aspetti con grande curiosità. Se il giovane protagonista riuscirà a portare il film sulle spalle e i registi sapranno resistere alla glassa, potrebbe essere una delle commedie europee più amabili dell'anno. Se andrà davvero così, lo scopriremo presto in sala.

Voto atteso: 7,7/10 · Storia 7 · Recitazione 8 · Regia 8 · Immagini 7 · Musica e sonoro 8 · Emozioni 8