Rapunzel - L'intreccio della torre, la recensione: la principessa Disney che ha aperto una nuova era a colpi di padella
Ci sono film Disney che guardi da bambino, rivedi da adulto e scopri che in realtà parlavano a te. Rapunzel - L'intreccio della torre è proprio uno di questi: divertente, tenero, veloce e sorprendentemente sfrontato. A più di quindici anni dall'uscita corre ancora fresco come se fosse stato disegnato ieri.
Una delle migliori fiabe animate dell'era Disney moderna, capace di unire la magia dei grandi classici a un umorismo sfacciato e a emozioni vere.
Rapunzel - L'intreccio della torre: trailer
Scheda del film
| Original | Tangled |
|---|---|
| Uscita in Italia | 26/11/2010 |
| Regia | Byron Howard, Nathan Greno |
| Cast | Mandy Moore, Zachary Levi, Donna Murphy, Ron Perlman, M.C. Gainey, Jeffrey Tambor |
| Genere | Film d'animazione, Film per famiglie, Film d'avventura |
| Durata | 100 min |
| Divieto | T |
| Paese | Film americani |
Una torre, un ladro e una chioma lunghissima
La premessa è quella della fiaba classica, ma servita con molta più energia. Flynn Rider, il bandito più ricercato e affascinante del regno, scappa dai suoi inseguitori e cerca riparo in una torre misteriosa. Pessima scelta: l'inquilina della torre, Rapunzel, con i suoi 21 metri di capelli magici lo fa prigioniero in un batter d'occhio.
Il bello è che Rapunzel non se ne sta con le mani in mano ad aspettare il principe azzurro. È rinchiusa da anni e aspettava solo l'occasione giusta per evadere. In Flynn vede la sua opportunità, stringe un patto con lui e da qui parte l'avventura che regge tutto il film. Come compagni di viaggio ci ritroviamo un camaleonte apprensivo che vorrebbe metterla in guardia da ogni pericolo, un cavallo da super poliziotto che dà la caccia a Flynn come un segugio e una banda di burberi ceffi da taverna che si rivelano presto molto più di quanto sembrino.
Della trama non dico altro, perché uno dei grandi piaceri del film è lasciarsi trascinare. Chi non l'ha ancora visto è fortunato: qui la magia della prima volta conta davvero.
Mandy Moore e Zachary Levi: la coppia che vale il biglietto
Nell'animazione è facile dimenticare quanto pesino le voci, ma qui tutto si gioca su quanto riesci a credere a questi due personaggi. Mandy Moore nei panni di Rapunzel restituisce benissimo quell'entusiasmo ingenuo e insieme pieno di fuoco che impedisce al personaggio di diventare irritante, rischio tutt'altro che remoto. I suoi sbalzi d'umore nelle prime ore di libertà sono tra i momenti più divertenti del film.
Zachary Levi come Flynn Rider è un centro pieno. Il personaggio è il classico furfante con la battuta arrogante sempre pronta, ma nella voce di Levi c'è anche un calore che ti fa credere che sotto la corazza si nasconda un bravo ragazzo. La chimica tra i due non è glassa rosa: è punzecchiatura, diffidenza e ghiaccio che si scioglie piano piano, ed è per questo che funziona.
Donna Murphy nel ruolo di Madre Gothel è l'arma segreta del film. Pochi cattivi Disney risultano così sgradevolmente familiari: niente fulmini e incantesimi, solo manipolazione travestita da amore. Chi è cresciuto in un ambiente iperprotettivo e tossico sentirà qualche scena pungere sul serio. Nei ruoli secondari Ron Perlman, Jeffrey Tambor, Brad Garrett e Paul F. Tompkins regalano cattivi dalla faccia dura ma esilaranti, capaci di lasciare il segno anche in poche scene.
Byron Howard e Nathan Greno: vecchia scuola, tecnica nuova
La coppia di registi si è presa un bel rischio: trasportare l'atmosfera di una classica fiaba Disney con principessa, di quelle disegnate a mano, nell'animazione al computer senza che risultasse fredda o plasticosa. Secondo me ci sono riusciti, e in modo brillante. Movimenti, espressioni dei personaggi e ritmo richiamano i grandi classici, mentre il passo e l'umorismo visivo parlano ormai la lingua dell'animazione moderna.
Quello che mi piace davvero è che i registi non hanno paura del silenzio. Tra scene d'azione serrate, inseguimenti e raffiche di gag trovano spazio momenti lenti, che respirano, in cui lasciano semplicemente parlare le immagini. È quel tipo di cinema maturo che trasforma una fiaba per famiglie da semplice passatempo in qualcosa che resta.
Uno spettacolo visivo che non fa una piega
I 21 metri di chioma di Rapunzel non sono solo un espediente narrativo, ma un vero protagonista visivo. Diventano corda, frusta, altalena, trappola, e si vede che gli animatori si sono divertiti un mondo a giocarci. Ogni scena in cui i capelli si muovono è un piccolo numero da circo.
La palette è calda, da libro illustrato, piena di luce, verdi di bosco e sfumature dorate. C'è una scena con le lanterne di cui non svelo nulla, ma chi l'ha vista sa: sono tra i minuti più belli dell'animazione Disney, all'altezza di qualsiasi classico. Per me è il punto in cui il film smette di essere una fiaba piacevole e diventa qualcosa di davvero memorabile.
La musica ha l'orecchiabilità del musical. Non tutte le canzoni diventeranno delle preferite, ma le migliori raccontano davvero i personaggi invece di riempire il minutaggio. Qualche melodia vi resterà in testa per giorni, che lo vogliate o no.
Un cavallo, un camaleonte e il trionfo dei comprimari
Se c'è una cosa del film che tutti ricordano, è il cavallo poliziotto. Non pronuncia una parola, eppure è uno dei personaggi più spassosi: annusa come un cane, marcia come un soldato e insegue Flynn con la determinazione dell'ispettore testardo di un poliziesco. Il camaleonte è altrettanto geniale, commentatore muto che reagisce a tutto, con una mimica che dice più di interi monologhi di tanti personaggi.
La banda dei ceffi da taverna è quel tipo di trovata che per i bambini è pura buffoneria e per gli adulti un affettuoso ribaltamento ironico dello stereotipo del duro. Il segreto del film è che nessun comprimario viene trattato come scenografia usa e getta: ognuno ha il suo momento.
Dove stringe la corona?
Perfetto non è, e non ha bisogno di esserlo. L'ossatura della storia è nota, le grandi svolte arrivano seguendo il manuale della fiaba animata, quindi la sorpresa sta più nel modo di raccontare che nella trama. Una o due canzoni restano sotto le migliori, e la parte centrale a volte procede con un passo un po' troppo comodo.
Sono però dettagli in un film che lavora con tanto cuore e tanto umorismo. Chi cerca una fiaba del tutto originale potrebbe restare con un po' di appetito, ma chi vuole vedere come si rende di nuovo emozionante una storia antica avrà pane per i suoi denti.
A chi lo consigliamo?
- Fa per te se: Alle famiglie, ai fan Disney e a chiunque ami le avventure fiabesche romantiche e piene di umorismo. Anche gli adulti si divertiranno sorprendentemente tanto.
- Meglio lasciar perdere se: A chi non sopporta i numeri musicali o è allergico alle classiche fiabe di principesse: probabilmente lo troverà troppo zuccheroso.
Se ti piace, guarda anche: Frozen - Il regno di ghiaccio (2013), La principessa e il ranocchio (2009), La bella e la bestia (1991), Oceania (2016), Shrek (2001)
Domande frequenti
Quando è uscito in Italia Rapunzel - L'intreccio della torre?
Il film è arrivato nelle sale italiane il 26 novembre 2010.
Quanto dura Rapunzel - L'intreccio della torre?
Il film dura 100 minuti.
Di cosa parla Rapunzel - L'intreccio della torre?
Flynn Rider, affascinante bandito ricercato, cerca rifugio in una torre dove viene catturato da Rapunzel, la ragazza dai 21 metri di capelli magici. Lei stringe un patto con lui per poter uscire e insieme partono per un'avventura piena di sorprese.
Chi ha diretto Rapunzel - L'intreccio della torre?
Il film è diretto da Byron Howard e Nathan Greno.
Chi presta la voce a Rapunzel e Flynn Rider nella versione originale?
Rapunzel ha la voce di Mandy Moore, Flynn Rider quella di Zachary Levi. Madre Gothel è doppiata da Donna Murphy.
Qual è il titolo originale di Rapunzel - L'intreccio della torre?
Il titolo originale del film americano è Tangled.
Vale la pena sciogliere di nuovo questo intreccio?
Assolutamente sì. Rapunzel - L'intreccio della torre è quel raro film per famiglie che non guardi per dovere accanto ai bambini, perché sei tu il primo ad aspettare le tue scene preferite. Spiritoso, bellissimo da vedere e con il cuore al posto giusto. Se non l'avete ancora visto, recuperatelo in un pomeriggio di pioggia. Se l'avete già visto, riguardatelo: la scena delle lanterne vi colpirà dritto al cuore come la prima volta. Nove su dieci, e al cavallo spetta una lode tutta sua.
