Resident Evil, la recensione: Zach Cregger chiude l'incubo in una sola notte d'inverno e non ci lascia più la mano
Un'auto in panne, una casa illuminata sul ciglio della strada, qualcuno che bussa alla porta: è la ricetta più antica dell'horror, e Zach Cregger sa esattamente come farla esplodere. Il nuovo Resident Evil non riporta in sala il ritmo da sparatoria dei vecchi film, ma qualcosa di molto più scomodo: la sensazione di non avere la minima idea di cosa stia succedendo, sapendo solo che bisogna correre. Ed è proprio questo smarrimento l'arma più potente del film.
Un horror caotico, nervoso e sorprendentemente personale, che finalmente tratta il nome Resident Evil come qualcosa con cui spaventare il pubblico, e non soltanto come una macchina da incassi.
Resident Evil: trailer
Scheda del film
| Uscita in Italia | 17/09/2026 |
|---|---|
| Regia | Zach Cregger |
| Cast | Paul Walter Hauser, Austin Abrams, Kali Reis, Zach Cherry, Johnno Wilson |
| Genere | Film horror |
| Divieto | 14+ |
| Paese | Film americani |
Un corriere, una casa, una notte da dimenticare
Lo spunto di partenza è quasi ridicolmente semplice, ed è proprio per questo che funziona. Bryan fa il corriere di materiale medico: una notte d'inverno la sua auto lo pianta in mezzo al nulla e lui bussa a una casa lungo la strada per chiedere di fare una telefonata. Tutto qui. Niente montaggio iniziale su laboratori segreti, niente lunghe spiegazioni su multinazionali malvagie, niente eroina che fin dal primo minuto sa già cosa deve fare. C'è un uomo qualunque nel posto sbagliato al momento sbagliato, che invece di un aiuto trova tutt'altro.
Da lì in poi il film diventa un'unica, lunga notte confusa che sprofonda nel caos più totale. Bryan non capisce perché abbiano scelto proprio lui, perché diano la caccia proprio a lui, né come sia finito dentro questa storia, e lo spettatore per molto tempo si trova esattamente nella sua stessa situazione. È una scelta coraggiosa per un franchise i cui fan, di solito, vogliono sapere per filo e per segno cosa si muove dietro le quinte. Cregger invece decide di offrire l'esperienza al posto delle risposte, e personalmente lo apprezzo moltissimo.
Non entro ovviamente nel territorio degli spoiler, ma una cosa posso dirla: se vi aspettate la soluzione del mistero entro la prima mezz'ora, resterete delusi. Se invece vi lasciate trascinare, il film impone un ritmo che raramente si vede nell'horror di studio di oggi.
Zach Cregger, il nuovo guastafeste preferito dell'horror
Chi ha visto Barbarian sa bene quanto Cregger ami giocare con le aspettative del pubblico. Lì aveva trasformato una casa in affitto in un labirinto capace di farvi guardare con sospetto la vostra cantina per giorni, mentre con Weapons ha dimostrato di saper essere terrificante e divertente insieme anche su una tela più ampia, con molti più personaggi. Nelle sue mani Resident Evil non è l'ennesimo prodotto di marca, ma un parco giochi d'autore.
Il suo vero punto di forza è il ritmo. Sa quando tirare una scena fino al limite dell'imbarazzo e quando invece schiacciare all'improvviso l'acceleratore. Qui il pedale è a tavoletta: gli orrori dettano una velocità incredibile e questo slancio vi trascina per gran parte del film. A tratti mi sono sentito dentro un incubo in cui la logica funziona solo a metà e dietro la porta successiva può esserci qualsiasi cosa.
Detto questo, un montaggio del genere non piacerà a tutti. Cregger non tiene lo spettatore per mano, non spiega più del necessario, e chi cerca appigli rischia di perdersi. Per me è un pregio, ma capisco chi lo trova faticoso.
Paul Walter Hauser, l'eroe horror più improbabile
Paul Walter Hauser non è l'attore che ci si immagina al centro di un franchise di zombie, ed è esattamente per questo che la scelta è geniale. Da Richard Jewell sappiamo quanto sia straordinario nel ruolo dell'uomo comune travolto da circostanze a cui nulla lo aveva preparato. Qui suona lo stesso strumento, solo su una melodia molto più cupa.
Bryan non è un eroe d'azione, non è un soldato delle forze speciali, non è il prescelto. È un corriere che voleva solo fare una telefonata. Hauser rende credibile ogni suo attacco di panico, ogni sua decisione disperata, e di conseguenza anche la paura del film diventa più vera. Quando spara un personaggio alla Milla Jovovich, facciamo il tifo per lei. Quando corre il Bryan di Hauser, abbiamo paura insieme a lui.
Tra i comprimari troviamo Austin Abrams, Kali Reis, Zach Cherry e Johnno Wilson. Zach Cherry in particolare è una scelta azzeccatissima per un film del genere, perché ha un istinto raro per rendere umani i suoi personaggi anche nelle situazioni più tese. Il cast è composto più da attori caratteristi che da star, e il film ne guadagna: di nessuno si può sapere in anticipo se arriverà vivo ai titoli di coda.
Cosa c'entra con i vecchi Resident Evil?
È la grande domanda, e sinceramente: come atmosfera, non molto. La saga avviata da Paul W. S. Anderson si è spostata sempre più verso l'azione stilizzata, e per molti rappresentava il versante leggero, da popcorn, degli adattamenti videoludici. La versione di Cregger è una rilettura dei leggendari film di Resident Evil e la prende sul serio: riporta il marchio all'horror, dove secondo me è sempre appartenuto.
Una delle grandi forze dei videogiochi originali era quella di rinchiuderti in un luogo estraneo e ostile, dove ogni angolo nascondeva un pericolo e non capivi cosa stesse succedendo. Questa sensazione ritorna qui molto più che nella maggior parte dei film precedenti. Chi rimpiange i corridoi pieni di laser e le scazzottate al rallentatore della vecchia serie cinematografica probabilmente storcerà il naso. Chi invece rimpiangeva la paura, finalmente la ritrova.
In ogni caso non serve conoscere nulla per godersi il film: la storia parte dal punto di vista di Bryan, che non sa niente, quindi uno spettatore del tutto nuovo si trova esattamente nella stessa posizione del protagonista.
Quando il caos diventa troppo
Non sarei onesto se dicessi che tutto è al suo posto. Il più grande punto di forza del film, cioè lo smarrimento e il ritmo, a volte diventa anche il suo limite. Ci sono momenti in cui la frenesia rende difficile capire chi sia chi e perché conti, e ad alcuni personaggi semplicemente non resta abbastanza tempo per imprimersi nella memoria.
L'altro rischio è il peso del franchise. Una rilettura deve parlare insieme ai vecchi fan e al nuovo pubblico, e questa doppia aspettativa a volte tira il film in due direzioni in modo evidente. La voce di Cregger resta forte anche qui, ma di tanto in tanto traspare che sta lavorando dentro i confini di un grande marchio di studio, e non su un progetto originale e del tutto libero.
Si tratta comunque più di piccoli graffi che di ferite serie. E va detto che il film non si trattiene affatto: chi si è abituato agli horror smussati e su misura per adolescenti degli ultimi anni potrebbe restare sorpreso.
A chi lo consigliamo?
- Fa per te se: A chi ha amato Barbarian o Weapons, e ai vecchi fan di Resident Evil che aspettavano di rivedere sul grande schermo l'horror soffocante dei videogiochi. Se reggete un ritmo forsennato e le scene forti, questo film fa per voi.
- Meglio lasciar perdere se: Se cercate l'azione stilizzata dei vecchi film, un'eroina alla Milla Jovovich e spiegazioni chiare, resterete delusi. Sconsigliato anche agli stomaci deboli e ai più giovani.
Se ti piace, guarda anche: Barbarian (2022), Weapons (2025), Resident Evil (2002), 28 giorni dopo (2002), Man in the Dark (2016)
Domande frequenti
Quando è uscito Resident Evil nei cinema italiani?
Il film è arrivato nelle sale italiane il 17 settembre 2026.
Di cosa parla il nuovo Resident Evil?
Al centro c'è Bryan, un corriere di materiale medico la cui auto si guasta in una notte d'inverno. Bussa a una casa lungo la strada per chiedere aiuto, ma trova tutt'altro e per un'intera notte caotica deve lottare per la propria vita, senza sapere perché diano la caccia proprio a lui.
Chi ha diretto il nuovo Resident Evil?
Il film è diretto da Zach Cregger, che si è fatto un nome con gli horror Barbarian e Weapons.
Chi sono gli interpreti del nuovo Resident Evil?
Il protagonista è Paul Walter Hauser, affiancato da Austin Abrams, Kali Reis, Zach Cherry e Johnno Wilson.
Bisogna aver visto i precedenti film di Resident Evil?
No. Il film è una rilettura della leggendaria saga e la storia parte dal punto di vista di un protagonista ignaro di tutto, quindi si segue perfettamente anche senza conoscenze pregresse.
Vale la pena bussare a questa porta?
Sì, e possibilmente al cinema, al buio, con un buon impianto audio. Per anni Resident Evil è stato il franchise davanti a cui si alzavano le spalle: divertente, ma dimenticabile. Zach Cregger invece ha fatto quello che i fan chiedevano da tempo: ha preso sul serio la paura. E la goffaggine quotidiana di Paul Walter Hauser dà al caos un cuore umano che rende tutto molto più doloroso. Non è perfetto, a volte vuole abbracciare troppo e corre troppo in fretta, ma nel panorama horror di oggi un film così coraggioso, nervoso e vivo è una rarità. Se Bryan bussa, apritegli. Solo, poi non dite che non vi avevo avvertiti.
