Ava, la recensione: Jessica Chastain è una killer di prima classe, peccato che il film non le stia dietro
Quando sulla locandina di un action compaiono uno sotto l'altro i nomi di Jessica Chastain, Colin Farrell, John Malkovich e Geena Davis, è legittimo aspettarsi qualcosa di speciale. Ava, invece, è un thriller sui killer su commissione confezionato con mestiere ma sorprendentemente timido. In alcune scene scintilla, in altre sembra che la troupe abbia lasciato al cast il compito di fare tutto il lavoro.
Ava è un action sui sicari corretto ma dimenticabile, forte di un cast eccezionale, che la sola presenza di Jessica Chastain salva dalla mediocrità.
Scheda del film
| Regia | Tate Taylor |
|---|---|
| Cast | Jessica Chastain, John Malkovich, Common, Colin Farrell, Geena Davis, Jess Weixler |
| Genere | Film d'azione, Thriller, Gialli |
| Durata | 96 min |
| Paese | Film americani |
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Di cosa parla Ava, senza spoiler?
Lo schema è classico, e il film non se ne vergogna affatto. Ava, interpretata da Jessica Chastain, è una sicaria di livello mondiale. Quando però un omicidio di altissimo profilo va storto, Ava torna a casa per provare a ricucire il rapporto con la sua famiglia. È questo il cuore del film, almeno sulla carta: una donna che toglie la vita agli altri con precisione professionale, mentre la propria è ridotta in macerie.
I guai cominciano perché l'organizzazione per cui lavora detesta i fili scoperti. Il capo decide che il prossimo bersaglio sarà proprio Ava, così che nessuna traccia possa mai risalire a lui. Da qui la cacciatrice diventa preda, e il film tira in due direzioni contemporaneamente: dramma familiare e azione dura.
Non aggiungo altro, e sinceramente non serve. L'idea di partenza è nota, e chi ama il genere intuisce benissimo su quali binari correrà la storia. Non è per forza un difetto: un film di sicari raramente cade per la scarsa originalità del copione, quasi sempre cade sull'esecuzione.
Chastain, capace di reggere tutto da sola
Partiamo dal buono, perché il punto di forza di Ava è senza dubbio la sua protagonista. Jessica Chastain è un'attrice che dice più con un battito di ciglia di quanto altri riescano a dire con un intero monologo. L'abbiamo vista agente ossessionata in Zero Dark Thirty e protagonista dalla mente affilatissima in Molly's Game, ruoli che hanno chiarito una volta per tutte come le donne dure, controllate eppure vulnerabili siano il suo territorio.
Anche qui porta esattamente questo. I passaggi tra la professionista dal sangue freddo e la donna insicura che torna dalla famiglia sono credibili, e dove la sceneggiatura procede per sommi capi, è il volto di Chastain a riempire i vuoti. Nelle scene d'azione si muove con una disinvoltura sorprendente, non dà mai l'impressione di sentirsi a disagio nel genere. Se c'è un motivo per far partire questo film, è lei.
Il problema, semmai, è che un'attrice di questo calibro meritava di più. Si percepisce che Chastain voleva costruire un personaggio più profondo di quanto il film riesca a sostenere.
I comprimari: una squadra da sogno, a mezzo servizio
Il cast sembra assemblato con i premi di un quiz cinematografico. John Malkovich nei panni di Duke, Colin Farrell in quelli di Simon, Geena Davis come Bobbi, e accanto a loro Common nel ruolo di Michael, Jess Weixler come Judy, Ioan Gruffudd come Peter e Diana Silvers come Camille.
Malkovich semplicemente c'è, e nel suo caso questo è ormai un genere a sé: gli basta entrare in scena perché l'aria si faccia più densa. Anche Colin Farrell si diverte, lui che in In Bruges ha dimostrato di saper mostrare i duri da un lato umano, perfino un po' patetico. Geena Davis, poi, da Thelma & Louise in avanti è quasi il simbolo sullo schermo della donna che decide da sé, e la sua presenza qui è un piccolo gesto in più.
Solo che, tra tanti grandi nomi, una parte dei personaggi resta abbozzata. Ad alcuni manca quasi il tempo per diventare figure vere, ed è un peccato, perché con tutto questo talento si poteva mettere insieme un ensemble molto più memorabile. I momenti migliori sono quelli in cui due pesi massimi si siedono uno di fronte all'altro e parlano. Lì il film all'improvviso cresce, per poi rientrare nei soliti binari.
Tate Taylor e il rischio del cambio di genere
Dietro la macchina da presa c'è Tate Taylor, che i più conoscono per The Help, il dramma che all'epoca fu un enorme successo di pubblico. È quindi soprattutto un regista di storie emotive e incentrate sui personaggi, non di azione serrata, e in Ava si sente parecchio.
Le scene del filone familiare sono molto più sicure di quelle d'azione. Taylor è chiaramente più a suo agio in una cena carica di tensione che in un corpo a corpo. Le sequenze action non sono brutte, ma manca loro la precisione coreografica e la fantasia visiva che i film di sicari degli ultimi anni (la saga di John Wick o Atomica bionda) hanno impresso nella memoria degli spettatori. Qui tutto funziona, ma niente resta davvero.
Il guaio più grosso è il tono. Il film oscilla di continuo tra serietà drammatica e puro intrattenimento di genere, senza spingersi abbastanza lontano in nessuna delle due direzioni. Una regia più coraggiosa si sarebbe tuffata nella tragedia familiare oppure avrebbe allentato le redini nell'azione. Taylor ha scelto la via di mezzo, quella più sicura.
Cosa funziona e dove inciampa?
Per fare chiarezza, ecco il bilancio:
- Cosa convince: la prova impeccabile di Jessica Chastain, il carisma di Malkovich e Farrell, la durata compatta di appena 96 minuti, che impedisce al film di diventare noiosamente lungo.
- Cosa convince meno: la trama prevedibile, i personaggi secondari lasciati a metà, le scene d'azione senza personalità e l'incertezza del tono.
La durata ridotta, del resto, è un'arma a doppio taglio. Da un lato non ci sono tempi morti, dall'altro i tanti personaggi e le due linee narrative parallele non hanno lo spazio che servirebbe. Si sente che sia il dramma familiare sia gli intrighi interni all'organizzazione avrebbero meritato più approfondimento.
La confezione visiva è corretta, professionale, ma senza un volto proprio. La colonna sonora fa il suo dovere e costruisce tensione, ma non la canticchierete sui titoli di coda. È il classico film che si guarda volentieri la domenica sera e di cui martedì non ricorderete più nulla.
La killer al femminile come genere
Ava fa parte di un'onda più lunga. Negli ultimi anni sono usciti uno dopo l'altro film con al centro una donna professionista e letale: Atomica bionda con Charlize Theron, Red Sparrow con Jennifer Lawrence o Anna di Luc Besson. Oggi il genere lavora con regole ben rodate, e il pubblico sa esattamente cosa vuole vedere.
In questo panorama Ava si piazza a metà classifica. Non ha le prodezze visive di Atomica bionda, né la cupezza e la crudeltà di Red Sparrow. Ciò che potrebbe distinguerlo è il filone familiare, la vita privata della sicaria, ma nemmeno questa possibilità viene sfruttata fino in fondo. Eppure ha qualcosa di simpatico: non pretende di sembrare più di quello che è, e grazie a Chastain risulta spesso più umano della media del genere.
A chi lo consigliamo?
- Fa per te se: Ai fan di Jessica Chastain e a chi cerca un thriller sui sicari breve, scorrevole e pieno di star per una serata senza troppe pretese.
- Meglio lasciar perdere se: Chi si aspetta coreografie d'azione innovative alla John Wick o cerca una storia profonda e originale resterà deluso.
Se ti piace, guarda anche: Atomica bionda (2017), Red Sparrow (2018), Anna (2019), John Wick (2014), Salt (2010)
Domande frequenti
Di cosa parla il film Ava?
Ava è una sicaria di livello mondiale che, dopo un omicidio andato storto, torna a casa per ricucire il rapporto con la sua famiglia. Il capo dell'organizzazione per cui lavora, però, la sceglie come prossimo bersaglio, perché nessuna traccia possa risalire a lui.
Quanto dura Ava?
Il film dura 96 minuti.
Quando è uscito Ava?
Ava è uscito il 2 luglio 2020.
Chi ha diretto il film Ava?
Il film è diretto da Tate Taylor.
Chi recita in Ava?
Protagonista è Jessica Chastain nel ruolo di Ava, affiancata da John Malkovich, Colin Farrell, Geena Davis, Common, Jess Weixler, Ioan Gruffudd e Diana Silvers.
Vale la pena ingaggiare una killer per una sera?
Ava non è un brutto film, solo che poteva essere molto migliore. Con un cast del genere mi aspettavo di più di un thriller ben eseguito ma costruito con i soliti mattoncini del genere. Se però abbassate le aspettative, avrete 96 minuti di intrattenimento dignitoso e una Jessica Chastain in una forma che da sola vale il prezzo del biglietto. Per una serata leggera va benissimo, basta non aspettarsi una nuova pietra miliare del genere. Da parte mia, un sei abbastanza solido, arrotondato per eccesso grazie a Chastain.
