Escape Plan - Fuga dall'inferno, la recensione: Stallone e Schwarzenegger finalmente nella stessa cella, ed è bello quanto speravamo
Abbiamo aspettato trent'anni per vedere i due colossi degli anni Ottanta fianco a fianco sul serio, non per un cameo di passaggio, ed Escape Plan - Fuga dall'inferno finalmente ce lo regala. Il film di Mikael Håfström è un classico thriller d'evasione che vorrebbe sembrare più furbo di quanto sia, ma sa benissimo cosa il pubblico si aspetta da lui. Non è un film da Oscar: è una macchina dell'intrattenimento ben oliata con due leggende al centro della scena.
Un action d'evasione piacevolmente all'antica e tutto costruito sulle sue star, in cui il cervello di Stallone e il carisma di Schwarzenegger si caricano sulle spalle, senza fatica, le falle di logica.
Escape Plan - Fuga dall'inferno: trailer
Scheda del film
| Original | Escape Plan |
|---|---|
| Uscita in Italia | 17/10/2013 |
| Regia | Mikael Håfström |
| Cast | Sylvester Stallone, Arnold Schwarzenegger, Jim Caviezel, 50 Cent, Sam Neill, Vinnie Jones |
| Genere | Film d'azione, Thriller |
| Durata | 115 min |
| Paese | Film britannici, Film americani |
L'uomo che evade da ogni prigione stavolta resta chiuso dentro
L'idea di partenza è di una semplicità geniale, ed è proprio per questo che funziona. Ray Breslin (Sylvester Stallone) lavora per un'agenzia che collauda la sicurezza delle carceri: il suo compito è farsi rinchiudere, uscire e nel frattempo mostrare dove il sistema fa acqua. È il migliore nel suo mestiere, in pratica non esiste muro capace di trattenerlo.
Poi arriva l'incarico grosso: testare la Tomba, un supercarcere hi-tech di massima sicurezza. Qualcosa però va storto, Ray viene rapito e finisce in cella per davvero. Visto che dell'esistenza della Tomba sono a conoscenza in pochissimi, non può contare su alcun aiuto esterno, e già nel briefing iniziale il film enuncia la sua santa trinità: la pianta della struttura, la comprensione delle routine, un aiuto dall'esterno. Manca proprio l'ultimo elemento, quindi l'alleato dovrà trovarlo dentro.
È qui che entra in scena Emil Rottmayer (Arnold Schwarzenegger), che Ray tira dalla sua parte coinvolgendolo in un piano che ha tutta l'aria dell'impossibile. Di più non conviene sapere. Il piacere del genere sta proprio nel vedere i pezzi del piano che lentamente vanno al loro posto, e sarebbe un peccato rovinarlo.
Rocky e Terminator allo stesso tavolo: la coppia per cui abbiamo comprato il biglietto
Diciamolo con franchezza: nessuno va a vedere questo film per la sceneggiatura. Li avevamo già visti insieme nella saga de I mercenari, ma lì era più che altro un ammiccamento. Qui invece hanno scene condivise vere, con una dinamica vera, ed è il regalo più grande che il film ci fa.
Stallone è la metà silenziosa e calcolatrice: Ray è uno che lavora di testa, osserva, conta, pianifica. Questa modalità più trattenuta gli sta bene, e rende in modo sorprendentemente credibile il professionista che a un certo punto cade nella trappola del proprio stesso mestiere.
Schwarzenegger però si prende lo show. Nei panni di Rottmayer si vede che si diverte a non dover fare l'eroe cupo di turno e a potersi concedere il ruolo della spalla rilassata, imprevedibile, un po' sfacciata. C'è umorismo, c'è autoironia, e quando la chimica fra i due si accende il film diventa all'improvviso molto più di un normale action di serie B. È il tipo di film di star in cui le star lavorano davvero.
I comprimari: un cast di contorno insolitamente solido
La vera sorpresa piacevole è il resto del cast. Niente facce di riempimento, ma caratteristi capaci di lasciare il segno anche con una sola scena.
- Jim Caviezel nel ruolo di Willard Hobbes è una presenza fredda e misurata, bellissima da guardare proprio perché lontanissima dal tipo fisico dell'action star.
- Vinnie Jones come Drake è esattamente ciò che ci si aspetta da Vinnie Jones: minaccioso, duro, per nulla delicato.
- Sam Neill (il dottor Kyrie) sappiamo dai tempi di Jurassic Park che porta autorevolezza in qualunque film.
- Vincent D'Onofrio nei panni di Lester Clark, Faran Tahir come Javed e 50 Cent nel ruolo di Hush completano il quadro.
Questa squadra così varia contribuisce parecchio a fare della Tomba non una semplice scenografia, ma un luogo vivo e pericoloso, dove chiunque è sospetto.
La prigione di Håfström: fredda, lucida e inquietantemente asettica
Lo svedese Mikael Håfström non viene dalla scuola dei registi d'azione chiassosi, e al film questo fa decisamente bene. La prima metà è più thriller che action: la tensione nasce dall'osservazione, dalla mappatura del sistema, dal piano che prende forma un passo alla volta. Somiglia più a una partita a scacchi che a una sparatoria.
L'estetica della Tomba è uno dei punti di forza del film. Il supercarcere hi-tech non è il solito penitenziario sporco e arrugginito, ma uno spazio futuristico, sterile, disumano, dove tutto è trasparente e tutto è sorvegliato. È questo concetto a dare sapore al film: come si scappa da un posto dove ti vedono sempre?
Quando poi nella seconda metà parte l'azione, Håfström dirige in modo pulito e leggibile, senza fare a pezzi le scene con un montaggio nervoso e fastidioso. Niente di rivoluzionario, ma un lavoro artigianale onesto.
Dove i muri si crepano: i punti deboli
Ovviamente non è tutto oro. A tratti il film si prende troppo sul serio nella sua presunta astuzia, e se si comincia a ragionare sui dettagli logici si trovano presto un paio di momenti da far rizzare i capelli. La sceneggiatura sceglie spesso soluzioni di comodo, e in certi passaggi bisogna semplicemente fidarsi del film.
Anche i 115 minuti si sentono: la parte centrale si siede un po' prima di ritrovare slancio. Con un montaggio più asciutto avrebbe potuto tranquillamente durare venti minuti in meno ed essere molto più incisivo.
Musica e sonoro fanno il loro dovere, ma senza nulla di memorabile. Le scene d'azione rimbombano come devono, però l'atmosfera la portano le immagini e gli attori, non la colonna sonora.
E c'è un aspetto da tenere presente: è un film duro, pensato per un pubblico adulto, con violenza e momenti piuttosto crudi. Non è un film per famiglie, anche se in scena ci sono due leggende che conoscono pure i ragazzini.
La festa d'addio nostalgica di un'epoca tramontata
Il vero valore di Escape Plan - Fuga dall'inferno forse sta nel fatto che sembra uscito dalla metà degli anni Novanta, solo rivestito di tecnologia moderna. I film d'evasione sono uno dei generi evergreen del cinema, e questo si accosta alla tradizione con rispetto, sfruttando al meglio la presenza di due icone al centro di tutto.
Non ha ambizioni epocali, non vuole offrire una critica sociale profonda al sistema carcerario, anche se il motivo dei detenuti scomodi, di cui nessuno vuole più sapere, resta lì sullo sfondo. Vuole semplicemente intrattenere, e ci riesce. Coproduzione britannica e americana, è un film professionale e dall'aspetto ricco, dove si vede che i soldi sono stati spesi bene.
A chi lo consigliamo?
- Fa per te se: Per chi è cresciuto con gli eroi d'azione degli anni Ottanta e per chi ama i thriller d'evasione costruiti come partite a scacchi, tutti piani e strategie. Ottima scelta per una serata rilassata tra adulti.
- Meglio lasciar perdere se: Per chi pretende una logica di ferro e una sceneggiatura senza sbavature, o non sopporta la violenza più dura. Non è un film adatto ai bambini.
Se ti piace, guarda anche: The Rock (1996), Fuga da Alcatraz (1979), Le ali della libertà (1994), Tango & Cash (1989), I mercenari - The Expendables (2010)
Domande frequenti
Di cosa parla Escape Plan - Fuga dall'inferno?
Ray Breslin collauda la sicurezza delle carceri ed è in grado di evadere da qualsiasi prigione. Durante un incarico, però, viene rapito e rinchiuso nella Tomba, un supercarcere da cui dovrà uscire senza alcun aiuto esterno, contando sull'appoggio di un detenuto di nome Emil Rottmayer.
Quando è uscito in Italia Escape Plan - Fuga dall'inferno?
Il film è arrivato nelle sale italiane il 17 ottobre 2013.
Quanto dura Escape Plan - Fuga dall'inferno?
Il film dura 115 minuti.
Chi sono i protagonisti di Escape Plan - Fuga dall'inferno?
Sylvester Stallone (Ray Breslin) e Arnold Schwarzenegger (Emil Rottmayer), affiancati da Jim Caviezel, 50 Cent, Sam Neill, Vinnie Jones, Faran Tahir e Vincent D'Onofrio.
Chi ha diretto Escape Plan - Fuga dall'inferno?
Il film è diretto da Mikael Håfström e il titolo originale è Escape Plan.
Vale la pena passare una serata nella Tomba?
Sì, se sai cosa stai andando a vedere. Escape Plan - Fuga dall'inferno non è il vertice del genere, ma è un thriller d'evasione onesto, ben confezionato e tutto incentrato sulle sue star, in cui Stallone e Schwarzenegger possono finalmente scontrarsi e lavorare insieme sul serio. Sui buchi logici conviene sorvolare con generosità, e in cambio si ottengono due ore di intrattenimento nostalgico e muscolare, un carcere hi-tech di bell'effetto e un cast di comprimari sorprendentemente forte. Per me è un sette pieno, e per Arnold ci scappa pure un mezzo punto in più.
