Gli Incredibili, la recensione: il film di supereroi che aveva capito il genere prima del genere stesso
C'è un momento preciso in cui un ex supereroe, nel parcheggio di un centro commerciale, si accorge che i pantaloni tirano, e non per eccesso di eroismo. Gli Incredibili parla proprio di quel momento: della vita dopo la gloria, del logoramento e di cosa fare del proprio talento quando il mondo ha smesso di chiederlo. E il film di Brad Bird riesce a essere pieno d'azione restando dolorosamente umano.
Uno dei migliori film di supereroi mai realizzati, e già che c'è anche uno dei migliori film per famiglie.
Gli Incredibili - Una "normale" famiglia di supereroi: trailer
Scheda del film
| Original | The Incredibles |
|---|---|
| Uscita in Italia | 26/11/2004 |
| Regia | Brad Bird |
| Cast | Craig T. Nelson, Holly Hunter, Sarah Vowell, Spencer Fox, Jason Lee, Samuel L. Jackson |
| Genere | Film d'azione, Film d'avventura, Film d'animazione, Film per famiglie |
| Durata | 115 min |
| Divieto | T |
| Paese | Film americani |
Di cosa parla? Un eroe a cui hanno vietato il lavoro
Mr. Incredibile era il tipo di supereroe che piaceva a tutti. Poi un giorno, per colpa di un fan troppo invadente, un salvataggio rischia di trasformarsi in una tragedia di massa, la stampa aizza l'opinione pubblica e il governo prende una decisione drastica: l'attività dei supereroi viene messa al bando e gli eroi devono integrarsi nella società normale.
Così Mr. Incredibile diventa Bob Parr, che vive in un tranquillo quartiere residenziale con la moglie e i figli, anche loro dotati di superpoteri. Il suo nemico più temibile non è più un genio del male, ma la noia, insieme ai rotolini che si accumulano sui fianchi. Finché un giorno si fa vivo un misterioso committente e Bob, così affamato d'azione da tremare quasi, parte per un'isola lontana per una missione top secret.
Non dico altro, perché uno dei piaceri più grandi del film è vedere come la storia si sviluppa da questa premessa. Una cosa però posso dirla: lo spunto è molto più profondo di quanto sembri a prima vista.
La crisi di mezza età, con il mantello
Brad Bird riesce in qualcosa che ancora oggi sfugge alla maggior parte dei cinecomic in carne e ossa: tratta i poteri non come semplice spettacolo, ma come carattere. Il potere di Bob è la forza bruta, ed è esattamente il padre che è: uno che vuole caricarsi tutto sulle spalle e non sa gestire il fatto di non essere più la persona più importante nella stanza. Helen, cioè Elastigirl, è la madre elastica che si allunga in ogni direzione, anche in senso letterale, per tenere unita la famiglia.
Con i figli vale lo stesso. Violetta ha il dono dell'invisibilità, e per un'adolescente non esiste metafora più azzeccata. Flash, il bambino velocissimo, cresce invece in un mondo in cui non gli è permesso mostrare quanto sia speciale. Una delle domande centrali del film è proprio questa: cosa succede quando una società vuole sostituire l'eccezionalità con la mediocrità?
Ecco perché il film parla agli adulti almeno quanto ai bambini. I più piccoli vedono i superpoteri e le battute, i grandi vedono un uomo che soffoca lentamente in ufficio, un matrimonio sotto pressione e una famiglia che cerca di capire chi è davvero.
Le voci che danno vita ai personaggi
Craig T. Nelson è la scelta perfetta per Bob Parr: nella sua voce convivono la sicurezza del vecchio eroe e la rassegnazione dell'impiegato stanco. La Helen di Holly Hunter è il cuore del film, decisa, divertente, e si sente sempre quanto peso porti sulle spalle.
Sarah Vowell rende in modo geniale la chiusura adolescenziale di Violetta, mentre Spencer Fox dà a Flash esattamente l'energia che serve a un ragazzino impossibile da tenere a freno. Jason Lee, nei panni di Buddy Pine alias Sindrome, riesce a essere irritante e minaccioso allo stesso tempo, e non è poco.
E poi c'è Samuel L. Jackson nel ruolo di Siberius. Ha meno spazio di quanto vorremmo, ma ogni sua scena va a segno. Elizabeth Peña è una Mirage enigmatica e glaciale, proprio come dev'essere l'emissaria di un committente misterioso. Nei titoli compare anche Eli Fucile come voce del piccolo Jack-Jack: il più giovane dei Parr non è famoso per i dialoghi, ma è impossibile non volergli bene.
Brad Bird, il regista che voleva girare un film d'azione, non un cartone
Il pregio più grande del film è la regia. Brad Bird non considera l'animazione un mezzo per bambini, ma uno strumento con cui si può mostrare qualsiasi cosa. Il ritmo delle sequenze d'azione, il montaggio, il senso dello spazio richiamano un classico film di spionaggio, e non a caso: tutta l'atmosfera è una dichiarazione d'amore alle spy story degli anni Sessanta e al futurismo retrò.
I 115 minuti sono una durata insolita per un film d'animazione, eppure non c'è un solo tempo morto. Bird lascia respirare le scene familiari, e il litigio a tavola durante la cena è teso quanto qualsiasi esplosione. È questo coraggio di dare spazio anche ai momenti silenziosi a separarlo dai tanti film d'azione animati che si dimenticano in fretta.
Immagini, musica e fascino retrò
Dall'uscita nel 2004 è passata parecchia acqua sotto i ponti e la tecnica d'animazione ha fatto passi enormi, eppure il film è invecchiato sorprendentemente bene. Il merito è del design stilizzato: i personaggi non inseguono il fotorealismo, sono quasi caricature, e per questo non diventano vecchi come i tentativi di imitare la realtà. Il torace enorme e le gambe sottili di Bob, le forme di Helen, le villette di periferia e le basi segrete compongono un mondo visivo coerente e sicuro di sé.
Musica e sonoro fanno parte dello stesso spirito retrò. Gli ottoni incalzanti e il sapore da film di spionaggio spingono la trama dall'inizio alla fine, e sanno sempre quando rallentare e quando accelerare. Raramente in un film d'animazione la colonna sonora è così parte integrante dell'identità dell'opera.
Dove potrebbe zoppicare?
Se proprio devo cercare il difetto, direi che l'inizio, la parte ambientata in periferia, può risultare lento per gli spettatori più piccoli. Chi si aspetta subito laser ed esplosioni dovrà avere un po' di pazienza prima che la trama ingrani davvero. Però è proprio questo passo più lento a dare peso a tutto ciò che viene dopo.
L'altra cosa da sapere è che il film, a tratti, è sorprendentemente cupo e serio. Non è infantile, non è zuccheroso, e il senso del pericolo è reale. Chi si aspetta un film per famiglie leggero e tutto risate potrebbe restare sorpreso. Per me è un pregio, ma con i più piccoli conviene tenerne conto.
A chi lo consigliamo?
- Fa per te se: Per chiunque ami i film di supereroi, le atmosfere da spy story e il cinema per famiglie intelligente. Soprattutto per i genitori che finalmente vogliono guardare con i figli qualcosa che parli anche a loro.
- Meglio lasciar perdere se: Per chi non sopporta l'animazione o vuole azione senza sosta fin dal primo minuto. Per i bambini molto piccoli alcune scene potrebbero essere troppo tese.
Se ti piace, guarda anche: Il gigante di ferro (1999), Spider-Man: Un nuovo universo (2018), Megamind (2010), Toy Story (1995), Gli Incredibili 2 (2018)
Domande frequenti
Di cosa parla Gli Incredibili?
Di un ex supereroe, Mr. Incredibile, che dopo la messa al bando dei supereroi vive con la famiglia in un quartiere di periferia con il nome di Bob Parr, finché un misterioso committente non lo chiama su un'isola lontana per una missione segreta.
Quanto dura Gli Incredibili?
Il film dura 115 minuti.
Quando è uscito Gli Incredibili in Italia?
Il film è uscito nelle sale italiane il 26 novembre 2004.
Chi ha diretto Gli Incredibili?
Il film è diretto da Brad Bird.
Chi sono i doppiatori della versione originale?
Craig T. Nelson (Bob Parr), Holly Hunter (Helen Parr), Sarah Vowell (Violetta), Spencer Fox (Flash), Jason Lee (Sindrome), Samuel L. Jackson (Siberius) ed Elizabeth Peña (Mirage).
Qual è il titolo originale di Gli Incredibili?
Il titolo originale è The Incredibles.
Vale ancora la pena tirare fuori la famiglia Parr?
Assolutamente sì. Gli Incredibili non è stato eccezionale solo ai suoi tempi: oggi, in un'epoca satura di supereroi, brilla forse ancora di più. Il film di Brad Bird ci ricorda che un superpotere da solo non vale nulla se dietro non c'è una persona vera, una paura vera e un affetto vero. Riguardatelo, guardatelo con i vostri figli e contate quante volte vi riconoscete in Bob, che vorrebbe solo essere un eroe ancora per un po'.
