Marty Supreme, la recensione: Timothée Chalamet si prende tutto, o almeno ci prova con tutte le forze
Ci sono film che si siedono accanto a te in sala, e ce ne sono altri che ti afferrano per il colletto e ti trascinano per due ore e mezza. Marty Supreme appartiene senza dubbio alla seconda categoria: il film sportivo di Josh Safdie è il ritratto di un ragazzo ossessionato che vuole diventare una star e per riuscirci non conosce limiti. Timothée Chalamet ci si butta con un'energia tale che a tratti siamo noi a restare senza fiato.
Snervante, eccessivo, faticoso e ipnotico allo stesso tempo: Marty Supreme non cerca di piacere a nessuno, ed è proprio per questo che resta addosso.
Marty Supreme: trailer
Scheda del film
| Uscita in Italia | 22/01/2026 |
|---|---|
| Regia | Josh Safdie |
| Cast | Timothée Chalamet, Gwyneth Paltrow, Odessa A'zion, Kevin O'Leary, Röhrig Géza, Abel Ferrara |
| Genere | Film sportivi |
| Durata | 149 min |
| Divieto | 10+ |
| Paese | Film americani, Film finlandesi |
Di cosa parla? Di un sogno che non ti lascia andare
Il punto di partenza di Marty Supreme è semplice, quasi spartano: Marty Mauser ha un sogno e farà qualsiasi cosa per realizzarlo. Vuole diventare famoso, vuole diventare una star, e niente può distoglierlo da questo obiettivo. Tutto qui, e a dirla tutta basta e avanza, perché la forza del film non sta in una trama piena di colpi di scena, ma nel modo in cui questa ossessione ti si infila sotto la pelle.
La maggior parte dei film sportivi è costruita attorno alla perseveranza, alla crescita, alla grande vittoria finale. Qui invece si capisce fin dal primo minuto che l'accento cade altrove: la domanda non è se Marty otterrà ciò che vuole, ma quanto gli costerà, a lui e a tutti quelli che gli stanno intorno. Niente spoiler, promesso, ma una cosa ve la dico: chi si aspetta la classica storia edificante dello sfavorito che ce la fa farebbe meglio a comprare il biglietto per un'altra sala.
Chalamet, che stavolta rischia davvero
Negli ultimi anni Timothée Chalamet ha dimostrato di non essere soltanto un bel viso da locandina: è stato un adolescente innamorato, un messia del deserto e una leggenda della musica. Marty però è tutta un'altra storia. È un personaggio che non necessariamente amiamo, ma da cui non riusciamo a staccare gli occhi. Chalamet non chiede scusa per la sua arroganza, non lo addolcisce, ed è proprio questo a renderlo credibile.
Nei momenti migliori sembra una molla carica che cammina sullo schermo. Parla, contratta, mente, si entusiasma, e lo fa a una velocità tale che lo spettatore si innervosisce e fa il tifo nello stesso momento. Se qualcuno dubitava ancora che Chalamet fosse capace di reggere un intero film sulle proprie spalle risultando quasi irritante, ecco la risposta.
Un cast di contorno strano e geniale
Il cast di Marty Supreme vale da solo il prezzo del biglietto. C'è Gwyneth Paltrow, che non vedevamo da tempo in un film di questo tipo, c'è Odessa A'zion, che ultimamente sta attirando sempre più attenzione, e poi ci sono gli ospiti a sorpresa, che a prima vista mi hanno fatto alzare un sopracciglio.
- Kevin O'Leary, che molti conoscono dai programmi televisivi di business: una scelta già di per sé spassosa.
- Abel Ferrara, uno dei registi leggendari del cinema indipendente newyorkese, stavolta davanti alla macchina da presa.
- Tyler Okonma, ovvero Tyler, the Creator, da tempo una figura di culto della musica.
- E una presenza da segnalare per i cinefili: Géza Röhrig, diventato celebre in tutto il mondo grazie a Il figlio di Saul.
Questa selezione è una mossa tipicamente alla Safdie: non va a cercare i volti più ovvi, ma quelli che portano con sé una realtà cruda, quotidiana, a volte un po' scomoda. Il risultato è un mondo in cui ogni personaggio è leggermente sopra le righe, eppure ci credi. E vedere Géza Röhrig in una produzione internazionale di queste dimensioni è un piacere a parte.
Josh Safdie, maestro dell'ansia
Chi conosce i lavori precedenti dei fratelli Safdie, soprattutto Good Time e Diamanti grezzi, sa cosa aspettarsi: ritmo logorante, dialoghi in cui tutti si urlano addosso, una macchina da presa incollata ai volti dei personaggi e quella sensazione costante che tutto stia per andare in pezzi. Marty Supreme porta la firma del solo Josh Safdie, e il suo marchio si vede in ogni inquadratura.
Non è uno stile per tutti. C'è chi lo adora, perché pochi registi sanno rendere la tensione così fisica, e c'è chi a metà film comincia a misurarsi il mal di testa. Io sto con i primi, ma ammetto che 149 minuti in questa modalità sono tanti. Safdie però sa quando rallentare un attimo, e sono proprio questi momenti più quieti a regalare le scene più dolorose del film.
Anche il genere sportivo viene trattato in modo tutto suo: lo sport qui è più uno strumento, lo sfondo davanti al quale un uomo lotta con se stesso e con il mondo. Non è il classico film fatto di montaggi di allenamento e boati del pubblico, ma piuttosto un dramma di personaggio con qualche scena di gara.
Dove il film inciampa
Non giriamoci intorno: Marty Supreme non è perfetto. Il suo problema più grande coincide con il suo punto di forza. Lo slancio inarrestabile di Marty a lungo andare può diventare monotono, e ci sono tratti in cui ho avuto l'impressione che il film girasse a vuoto invece di andare avanti. Una versione più corta di venti minuti avrebbe forse colpito più duro.
L'altro rischio è il protagonista stesso. Marty è difficile da amare, e se lo spettatore non entra in sintonia con lui, le due ore e mezza possono diventare un calvario. Il film non offre appigli emotivi facili, non accarezza, non spiega. È una scelta coraggiosa, ma non farà centro con tutti. Chi va al cinema soprattutto per svagarsi rischia di uscirne sfinito.
A chi lo consigliamo?
- Fa per te se: Per chi ha amato il cinema adrenalinico dei Safdie, per chi è curioso di vedere l'interpretazione più audace di Chalamet finora e per chi non si spaventa davanti a un protagonista difficile da amare.
- Meglio lasciar perdere se: Per chi cerca un classico film sportivo edificante, o per chi trova più stancante che coinvolgente un film di due ore e mezza costantemente teso e rumoroso.
Se ti piace, guarda anche: Diamanti grezzi (2019), Good Time (2017), Whiplash (2014), Nightcrawler (2014), Tonya (2017)
Domande frequenti
Quando è uscito Marty Supreme nei cinema italiani?
Marty Supreme è uscito nelle sale italiane il 22 gennaio 2026.
Di cosa parla Marty Supreme?
Racconta la storia di Marty Mauser, un ragazzo con un sogno: vuole diventare famoso, vuole diventare una star, e niente può impedirgli di raggiungere questo obiettivo.
Quanto dura Marty Supreme?
Il film dura 149 minuti, quasi due ore e mezza.
Chi ha diretto Marty Supreme?
Il film è diretto da Josh Safdie.
Chi recita in Marty Supreme?
Il protagonista è Timothée Chalamet, affiancato da Gwyneth Paltrow, Odessa A'zion, Kevin O'Leary, Géza Röhrig, Abel Ferrara e Tyler Okonma.
Vale la pena dedicare due ore e mezza ai sogni di Marty?
Se reggete la tensione, sì, e parecchio. Marty Supreme è il tipo di film su cui discuterete per giorni, quello che vi lascia incerti tra l'averlo adorato e l'averlo un po' detestato, ed è esattamente questo il punto. Chalamet offre una delle interpretazioni più temerarie della sua carriera, e Josh Safdie dimostra ancora una volta che nessuno sa iniettare ansia in un film come lui. Non è comodo, non è gentile, a volte è troppo. Ma in un'epoca in cui gran parte del cinema gioca sul sicuro, un film così ossessivo, così fedele a se stesso, è una boccata d'aria. Il mio consiglio: andate a vederlo, e tenetevi forte.
