Kinoster
IT ▾

Recensione · Uscita: 05/03/2021

Raya e l'ultimo drago, la recensione: quando la Disney racconta la fiducia e non le principesse

Film americaniFilm d'animazioneFilm d'azioneFilm d'avventuraFilm fantasyFilm per famiglieFilm per bambini

Ci sono film Disney che i bambini adorano e i genitori sopportano, e ce ne sono altri davanti ai quali anche l'adulto si sorprende a sporgersi in avanti sul divano. Raya e l'ultimo drago appartiene al secondo gruppo, anche se non è perfetto. A distanza di anni dall'uscita del 2021, rivederlo mi conferma l'impressione di trovarmi davanti a una delle avventure più coraggiose e mature dello studio, almeno per i temi che affronta.

8,2/10
Voto
Un'avventura fantasy spettacolare e piena di cuore sulla difficoltà di fidarsi degli altri, a cui un umorismo a volte sopra le righe e un ritmo troppo affollato impediscono di diventare un classico.
Storia
7
Recitazione
8
Regia
8
Immagini
10
Musica e sonoro
8
Emozioni
8

Il voto complessivo è la media dei sei criteri.

Scheda del film

OriginalRaya and the Last Dragon
Uscita in Italia05/03/2021
RegiaDon Hall, Carlos López Estrada
CastKelly Marie Tran, Awkwafina, Gemma Chan, Alan Tudyk, Izaac Wang, Benedict Wong
GenereFilm d'animazione, Film d'azione, Film d'avventura, Film fantasy, Film per famiglie
Durata107 min
DivietoT
PaeseFilm americani

Kumandra, dove un tempo tutto era unito

Il punto di partenza è da fiaba, ma senza smancerie. Nella terra di Kumandra uomini e draghi vivevano un tempo in armonia. Poi arrivò una forza malvagia e i draghi si sacrificarono per salvare l'umanità. Un gesto nobile, peccato che alla gratitudine non sia seguita l'unità: il territorio si è frantumato e i popoli si sono divisi.

Cinquecento anni dopo il male ritorna, e tocca a una guerriera solitaria, Raya, mettersi sulle tracce del leggendario ultimo drago. Questo è tutto ciò che conviene sapere prima della visione, il resto lo lasciamo al film. Quello che conta è che non siamo davanti al classico schema della ragazza che trova se stessa e l'amore. Qui la posta in gioco è la riunificazione di un intero mondo e, cosa ancora più interessante, la domanda non è chi sia il più forte, ma di chi ci si possa fidare.

Per me è questa la forza principale del film. La Disney spesso costruisce le sue storie sulla netta contrapposizione tra bene e male, mentre qui i veri nemici sono la divisione, il sospetto e il rancore. In un film per famiglie è un'idea sorprendentemente matura, e arriva in una forma comprensibile anche ai più piccoli.

Raya non è una principessa, e le fa bene

Raya è una guerriera. Non canta alla luna, non sogna il mondo oltre le mura del palazzo: fa quello che deve fare, spada in pugno, coperta di polvere, a denti stretti. La voce di Kelly Marie Tran restituisce proprio questa durezza, e sotto si sentono la stanchezza e la ferita che rendono Raya così chiusa. Molti la ricorderanno dall'ultima trilogia di Star Wars, e qui finalmente ha avuto un ruolo in cui potersi esprimere davvero.

L'idea migliore del film è che la diffidenza della protagonista non sia un difettuccio simpatico, ma un ostacolo reale. Spesso Raya non è affatto simpatica, e va bene così. Un personaggio che deve imparare a fidarsi risulta credibile solo se vediamo quanto gli costa farlo.

Awkwafina e gli altri: una squadra rumorosa e colorata

Awkwafina, voce di Sisu, è il motore del film. La sua energia comica, roca, veloce e un po' svagata, è inconfondibile, e proprio per questo dividerà: c'è chi ne resterà conquistato e chi dopo un po' la troverà eccessiva. Io sto più o meno nel mezzo. Nei momenti migliori Sisu porta calore nella durezza di Raya, in quelli meno riusciti sembra invece che un pezzo di stand-up sia finito per sbaglio dentro un'epopea.

Gemma Chan nei panni di Namaari è il contrappunto, ed è una scelta azzeccata: fredda, misurata, eppure si percepisce che nemmeno lei è a una sola dimensione. Daniel Dae Kim come Benja, il padre di Raya, lascia il segno anche con poco tempo a disposizione. Tra i comprimari ci sono Benedict Wong (Tong), Izaac Wang (Boun) e Thalia Tran (Little Noi), che danno colore alla squadra che si forma strada facendo.

Una menzione a parte merita Alan Tudyk, che presta la voce a Tuk Tuk. Tudyk è ormai un ospite fisso dell'animazione Disney e anche qui dimostra che si può costruire un personaggio con mezzi minimi. Tuk Tuk diventerà il beniamino dei bambini, garantito.

Don Hall e Carlos López Estrada: uno spettacolo che lascia a bocca aperta

La coppia di registi, Don Hall e Carlos López Estrada, ha messo in piedi un mondo di una ricchezza impressionante. Hall aveva già firmato Big Hero 6 e lavorato a Oceania, e si sente: sa come costruire un film d'avventura in cui ogni luogo porta un sapore nuovo.

Non a caso il mio voto per la parte visiva è un dieci pieno. L'acqua, la luce, le texture, la palette di colori diversa per ogni regione: tutto è di primissimo livello. Le coreografie dei combattimenti sono sorprendentemente dinamiche per un film d'animazione e ricordano il ritmo del cinema di arti marziali più che le solite zuffe disneyane. Per i più piccoli, però, qualche momento potrebbe risultare più teso del previsto.

Anche la musica è solida, epica, adatta all'avventura. Manca però la canzone orecchiabile che i bambini canticchiano per settimane. Non è un errore, piuttosto una scelta voluta, perché questo non è un musical, ma chi si aspetta un'esperienza alla Frozen potrebbe restarne spiazzato.

Dove il drago inciampa

I 107 minuti di durata sembrano giusti a prima vista, ma il film vuole metterci dentro moltissimo. Più ambientazioni, più personaggi secondari, una mitologia impegnativa e un arco emotivo, il tutto a un ritmo che a volte somiglia più a una corsa che a un viaggio. Alcuni personaggi che avrebbero potuto essere più interessanti restano semplici tappe da spuntare.

L'altro problema è il tono. I momenti migliori del film sono quelli silenziosi e carichi di peso, quando si parla di fiducia e di perdita. Spesso però vengono interrotti da una battuta piena di slang moderno che ti strappa via da quel mondo. Capisco che bisogna intrattenere anche i bambini, ma un po' più di coraggio nella serietà avrebbe giovato.

A chi lo consigliamo?

Se ti piace, guarda anche: Oceania (2016), Dragon Trainer (2010), Mulan (1998), Kubo e la spada magica (2016), Big Hero 6 (2014)

Domande frequenti

Quando è uscito Raya e l'ultimo drago in Italia?

Il film è uscito in Italia il 5 marzo 2021.

Quanto dura Raya e l'ultimo drago?

Il film dura 107 minuti.

Di cosa parla Raya e l'ultimo drago?

A Kumandra i draghi un tempo si sacrificarono per salvare l'umanità, ma 500 anni dopo il male ritorna. Raya deve trovare l'ultimo drago, l'unico in grado di riunire una terra ormai divisa.

Chi sono i doppiatori originali di Raya e l'ultimo drago?

Tra le voci originali ci sono Kelly Marie Tran (Raya), Awkwafina (Sisu), Gemma Chan (Namaari), Alan Tudyk (Tuk Tuk) e Daniel Dae Kim (Benja).

Chi ha diretto Raya e l'ultimo drago?

Il film è diretto da Don Hall e Carlos López Estrada.

Vale ancora la pena riscoprire l'avventura di Raya?

Sì, e non solo per i bambini. Raya e l'ultimo drago non è il film Disney più compiuto, ma è uno dei più coraggiosi: capita di rado che una fiaba per famiglie scelga come messaggio l'idea che il nemico più grande sia la nostra stessa diffidenza. La resa visiva incanta ancora oggi, la coppia Kelly Marie Tran e Awkwafina funziona e, se si chiude un occhio su un umorismo a volte eccessivo, ci si ritrova con un'avventura piena di cuore che resta in mente. Lo consiglio senza esitazioni per una serata in famiglia, e chi finora l'ha saltato pensando che fosse "il solito Disney" farebbe bene a dargli una possibilità.

Voto: 8,2/10 · Storia 7 · Recitazione 8 · Regia 8 · Immagini 10 · Musica e sonoro 8 · Emozioni 8