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Recensione

Transporter 3, la recensione: Frank Martin accelera per la terza volta, ma la mappa si fa confusa

Film francesiFilm americaniFilm d'azioneThrillerGialli

Jason Statham in giacca e cravatta, al volante di un'Audi, testa rasata e faccia di pietra: pochi archetipi pop degli anni Duemila sono altrettanto riconoscibili. Transporter 3 ripropone la formula per la terza volta, con Olivier Megaton dietro la macchina da presa e una storia di rapimento che nasce da un affare di rifiuti in Ucraina. Resta da capire se il terzo giro conserva ancora quello slancio sfacciato e leggero che ci aveva fatto amare i primi capitoli.

5,5/10
Voto
Statham fa il suo e le scazzottate colpiscono nel segno, ma Transporter 3 è il capitolo meno memorabile della saga: un onesto action da popcorn, niente di più.
Storia
4
Recitazione
6
Regia
6
Immagini
7
Musica e sonoro
6
Emozioni
4

Il voto complessivo è la media dei sei criteri.

Transporter 3: trailer

Scheda del film

RegiaOlivier Megaton
CastJason Statham, Natalya Rudakova, François Berléand, Robert Knepper, Jeroen Krabbé, Alex Kobold
GenereFilm d'azione, Thriller, Gialli
Durata104 min
PaeseFilm francesi, Film americani

Rifiuti, un ministro e una ragazza rapita: di cosa parla, senza spoiler

Il punto di partenza è sorprendentemente concreto per una saga in cui le auto se ne infischiano regolarmente della fisica. Una multinazionale dello smaltimento rifiuti vuole aprire un nuovo impianto in Ucraina, ma il ministro dell'Ambiente, Leonid Vasilev, si oppone. L'azienda allora non ingaggia un lobbista, bensì un ex membro delle forze speciali: Jonas Johnson ha il compito di far cambiare idea al politico, con qualsiasi mezzo.

Johnson sceglie la via più corta e rapisce la figlia del ministro, Valentina. Vasilev si rivolge a Frank Martin, che però non accetta il lavoro in prima persona e raccomanda un amico. Il salvataggio riesce solo a metà, e Malcolm e Valentina, con gli uomini di Johnson alle calcagna, finiscono proprio davanti alla casa di Frank. Da quel momento lui non ha più scelta: deve entrare in gioco, che gli piaccia o no.

Non aggiungo altro, e a dirla tutta non ce n'è bisogno: la trama qui è più che altro un pretesto, un binario su cui il film fa scorrere le sue sequenze d'azione.

Jason Statham, la costante calva

Pochi attori si sono fusi così tanto con un personaggio. Frank Martin è un autista preciso, ligio alle regole e di poche parole, che in teoria consegna e non fa domande, ma che in pratica finisce sempre invischiato in ciò che trasporta. Statham ormai potrebbe interpretarlo anche svegliato nel cuore della notte, e questo è insieme il punto di forza e il limite più grande del film.

Il punto di forza, perché la presenza fisica di Statham funziona e basta. Quando picchia, ci credi. Quando fissa qualcuno in silenzio, dice più di due pagine di dialogo. Dopo Crank e i precedenti Transporter non ha bisogno di dimostrare di essere una star dell'action, e questa sicurezza arriva tutta sullo schermo.

Il limite, perché al terzo capitolo Frank Martin non cambia di una virgola. Non ha un arco, non ha nuovi strati, non c'è una vera posta in gioco dentro il personaggio. Il carisma di Statham si carica il film sulle spalle, ma si sente che la figura ha il fiato corto, e nessun attore può farci molto se la sceneggiatura non gli offre appigli.

T-Bag in giacca e cravatta e una partner fuori dal comune

Nei panni del cattivo Johnson troviamo Robert Knepper, che i più ricordano come l'inquietante T-Bag di Prison Break. Lì aveva dato vita a un personaggio viscido e indimenticabile, qui invece interpreta un avversario molto più misurato e freddo. Non è male, ma il film non gli concede abbastanza spazio per lasciare davvero il segno. Un action vale quanto il suo cattivo, e Johnson è più una funzione che una personalità.

La Valentina di Natalya Rudakova è l'elemento più divisivo del film. Il personaggio è capriccioso e imprevedibile, e l'alchimia con Frank mi è sembrata più strana che seducente. A qualcuno piacerà proprio questa energia grezza e insolita; io ho avuto piuttosto l'impressione che il film non sappia bene cosa farne.

Torna anche una vecchia conoscenza, François Berléand, ancora una volta nei panni dell'ispettore Tarconi, e la sua presenza ha qualcosa di rassicurante: è l'unica figura davvero umana e simpatica della saga, e il suo duetto con Frank porta un tocco quasi affettuoso in mezzo all'azione meccanica. Jeroen Krabbé, che molti ricorderanno per Il fuggitivo e 007 Zona pericolo, interpreta il ministro Vasilev con dignitoso mestiere, restituendo bene il doppio ruolo di padre disperato e uomo politico.

Olivier Megaton e la dittatura delle forbici

Olivier Megaton (che in seguito avrebbe firmato anche Taken: La vendetta) porta qui uno stile molto in voga a cavallo tra il 2008 e il 2009: inquadrature brevissime, macchina a mano nervosa, montaggio vorticoso. A volte questo rende i combattimenti davvero energici, altre volte frammenta talmente le immagini che diventa difficile capire chi colpisce chi e dove.

Ed è un peccato, perché uno dei fascini della saga è sempre stato il combattimento coreografato, giocoso, quasi da balletto. Statham si muove benissimo e meriterebbe inquadrature più lunghe e pulite per mostrare ciò che sa fare. Megaton punta invece su ritmo e dinamismo più che sulla leggibilità. Nelle scene in auto il problema si sente meno: lì velocità e slancio grezzo funzionano, e sul piano visivo il film non bada a spese.

I 104 minuti, del resto, sono ben dosati: il film non tira per le lunghe, non si perde in spiegazioni e arriva in fretta a ciò per cui abbiamo comprato il biglietto.

Cosa funziona e dove il motore tossisce?

I pregi:

I difetti:

Il primo Transporter, nel 2002, era stato una sorpresa fresca, sfacciata e piena di stile. Il secondo capitolo, nel 2005, si era lanciato apertamente in eccessi da cartone animato, ma almeno era divertente senza vergogna. Il terzo, al confronto, è un lavoro di routine: niente è davvero sbagliato, ma niente resta in testa dopo i titoli di coda.

A chi lo consigliamo?

Se ti piace, guarda anche: Transporter (2002), Transporter: Extreme (2005), Crank (2006), Io vi troverò (2008), Ronin (1998)

Domande frequenti

Di cosa parla Transporter 3?

Una multinazionale dei rifiuti vuole aprire un impianto in Ucraina, ma il ministro dell'Ambiente Leonid Vasilev si oppone. L'azienda ingaggia Jonas Johnson, che rapisce la figlia del ministro, Valentina, e gli eventi finiscono per coinvolgere Frank Martin, costretto ad agire.

Quanto dura Transporter 3?

Il film dura 104 minuti.

Chi ha diretto Transporter 3?

Il film è diretto da Olivier Megaton ed è una coproduzione franco-americana.

Chi interpreta il cattivo in Transporter 3?

Il cattivo Johnson è interpretato da Robert Knepper, mentre Frank Martin ha ancora una volta il volto di Jason Statham.

Vale la pena salire per la terza volta in macchina con Frank Martin?

Se vi piace Statham sì, ma senza aspettarvi miracoli. Transporter 3 è il classico film che in TV la domenica pomeriggio fa compagnia alla perfezione: corre, si picchia, le gomme stridono e non serve pensare. Però la freschezza e la sfacciataggine dei capitoli precedenti non ci sono più, e tra trama esile, cattivo anonimo e montaggio caotico svanisce in fretta dalla memoria. Per Statham e Berléand un giro si può ancora fare, ma ormai la consegna arriva più per abitudine che per slancio. Per me è una sufficienza piena, per i fan qualcosa in più.

Voto: 5,5/10 · Storia 4 · Recitazione 6 · Regia 6 · Immagini 7 · Musica e sonoro 6 · Emozioni 4