Kinoster
IT ▾

Recensione · Uscita: 21/01/1994

Demolition Man, la recensione: Stallone contro Snipes in un futuro fin troppo educato

Film americaniGialliFilm d'azioneFilm di fantascienza

Ci sono film che invecchiano meglio delle loro stesse star, e Demolition Man è uno di questi. Nel 1994 sembrava un action chiassoso e basta, oggi somiglia piuttosto a una satira beffarda che ha preso in giro il futuro prima ancora che arrivasse. Il poliziotto ibernato di Stallone e il criminale fuori di testa di Snipes si scontrano in un mondo dove nessuno ricorda più come si fa a menare le mani.

7,0/10
Voto
Rumoroso, divertente, più furbo di quanto ci si aspetti, e a trent'anni di distanza sa ancora benissimo perché gli vogliamo bene.
Storia
7
Recitazione
8
Regia
7
Immagini
7
Musica e sonoro
7
Emozioni
6

Il voto complessivo è la media dei sei criteri.

Scheda del film

Uscita in Italia21/01/1994
RegiaMarco Brambilla
CastSylvester Stallone, Wesley Snipes, Sandra Bullock, Nigel Hawthorne, Benjamin Bratt, Rob Schneider
GenereGialli, Film d'azione, Film di fantascienza
Durata115 min
DivietoT
PaeseFilm americani

Dal congelatore al futuro: di cosa parla Demolition Man?

Lo spunto è semplicissimo, ed è proprio per questo che funziona. Simon Phoenix è il criminale più spietato di Los Angeles, John Spartan il poliziotto più brutale che si sia mai visto. Il loro scontro finisce in pareggio, ma il risultato è lo stesso per entrambi: vengono rinchiusi nel carcere criogenico della California, dove scontano la pena surgelati.

Poi arriva il 2032. La società è diventata completamente non violenta, così asettica ed educata che sembra quasi di sentire l'odore del disinfettante. In questo mondo Phoenix torna libero, e ovviamente si scatena l'inferno. I vertici della città scoprono una verità imbarazzante: una polizia che non conosce la violenza non sa cosa fare davanti a un uomo violento. Resta un solo candidato, qualcuno ancora più duro di Phoenix: il Demolition Man.

Non serve sapere altro. Il film non punta sui colpi di scena, ma sul meraviglioso cortocircuito tra due eroi d'azione anni Novanta e un futuro gentile fino all'eccesso.

Stallone, Snipes e un cattivo che si diverte da matti

Sylvester Stallone nei panni di John Spartan dà esattamente quello che ci si aspetta da lui, ma si vede che si gode l'occasione di ridere anche della propria immagine. Dopo Rocky e Rambo, è il ruolo in cui il grosso muscoloso dal muso lungo finisce in un ambiente dove ogni suo gesto è di troppo. E questa comicità da pesce fuor d'acqua regala al film moltissimo.

La scena però se la prende Wesley Snipes. Il suo Simon Phoenix è un caos biondo, ghignante e imprevedibile, e Snipes lo interpreta come se ogni giorno di riprese fosse il suo compleanno. Non è un cattivo minaccioso in senso classico, piuttosto un personaggio dei cartoni animati sfuggito di mano, ed è perfetto per il tono del film. Chi conosce solo lo Snipes cupo di Blade qui scoprirà una faccia tutta diversa.

E poi c'è Sandra Bullock nel ruolo del tenente Lenina Huxley, quasi l'arma segreta del film. La poliziotta del 2032 che adora l'azione dei vecchi tempi ma non ha idea di come funzioni davvero la realtà si porta a casa le battute migliori. Il fascino della Bullock qui brilla già in pieno, e non è un caso che di lì a poco sia diventata una grande star.

Chi tiene in piedi il futuro dietro le quinte

Nemmeno i comprimari fanno da semplice tappezzeria. Nigel Hawthorne nei panni del dottor Raymond Cocteau è il volto perfetto e sorridente del sistema, e per tutto il tempo si avverte che dietro quella grande calma c'è qualcosa che non torna. La sua misura è un ottimo contrappeso agli eccessi di Snipes.

Benjamin Bratt come Alfredo Garcia, Rob Schneider come Erwin, Bob Gunton come il capo George Earle e Glenn Shadix come Bob contribuiscono tutti a rendere la Los Angeles del 2032 credibilmente ridicola. I poliziotti del futuro sono impotenti, gentili e un po' patetici, ed è uno degli strati più riusciti dell'umorismo del film.

Una piccola nota sui nomi: Lenina Huxley non è esattamente un omaggio sottile, ma è una strizzata d'occhio simpatica a Il mondo nuovo di Aldous Huxley. Dice chiaramente che il film sa in quale tradizione distopica si sta infilando, solo che lo fa senza prendersi sul serio, con un sorriso da un orecchio all'altro.

Il futuro di Marco Brambilla: plastica, luci e qualcosa di sospettosamente familiare

La regia di Marco Brambilla non vuole essere un capolavoro, e infatti non lo è. Però sa esattamente cosa cerca: un action scatenato e spettacolare in cui la scenografia stessa è una battuta. Il mondo del 2032 è luminoso, ordinato e così cordiale da risultare quasi inquietante. Le scene d'azione sono massicce, sanno di polvere da sparo e respirano anni Novanta, ed è proprio per questo che funzionano così bene quando irrompono in quel futuro sterilizzato.

La cosa più interessante è come la satira sia diventata sempre più pungente col passare del tempo. Quella che nel 1994 sembrava un'esagerazione buffa, una società che regola tutto, elimina ogni fastidio e disinfetta perfino le parole, oggi suona in modo molto diverso. Non dico che il film abbia previsto il futuro, ma di sicuro è invecchiato meglio di tanti suoi contemporanei presi più sul serio.

I 115 minuti sono riempiti bene quasi del tutto. Qualche momento a vuoto c'è, e la parte centrale a tratti gira un po' su se stessa, ma il film trova sempre una nuova battuta o una nuova esplosione per riacchiappare lo spettatore.

Dove scivola l'eroe surgelato?

Non farò finta che Demolition Man sia perfetto. Al di là dell'idea di partenza la storia è piuttosto prevedibile, e chi si aspetta riflessioni profonde dagli elementi di fantascienza resterà deluso: il film solleva domande più che svilupparle. La critica alla società non violenta è brillante, ma a volte si accomoda un po' troppo comodamente dalla parte di chi pensa che una bella scazzottata risolva tutto.

Parte degli effetti visivi tradisce l'epoca, e alcune soluzioni oggi risultano più simpaticamente retrò che sbalorditive. Per me però è quasi un pregio: il film è un'istantanea del suo tempo, e non ha motivo di vergognarsene.

Cult o semplice nostalgia?

La domanda è legittima, visto che buona parte degli action anni Novanta oggi si regge soltanto sulla nostalgia. Demolition Man però gioca in un'altra categoria. Non gli vogliamo bene perché gliene volevamo da ragazzi, ma perché il suo umorismo e la sua satira funzionano davvero. Accanto a RoboCop e Atto di forza è quel tipo di fantascienza d'azione che dietro la violenza nasconde un commento ironico, solo con un tono molto più giocoso.

Chi lo vede oggi per la prima volta probabilmente resterà stupito da quanto sia autoironico. Stallone e Snipes non interpretano i santini del genere, li prendono in giro, ed è questo a renderlo così irresistibile.

A chi lo consigliamo?

Se ti piace, guarda anche: RoboCop (1987), Atto di forza (1990), 1997: Fuga da New York (1981), Il quinto elemento (1997), Dredd (2012)

Domande frequenti

Quando è uscito Demolition Man in Italia?

Demolition Man è arrivato nelle sale italiane il 21 gennaio 1994.

Di cosa parla Demolition Man?

Simon Phoenix, criminale famigerato, e John Spartan, poliziotto brutale, finiscono entrambi in un carcere criogenico. Nel 2032, in una società senza violenza, Phoenix torna libero e solo Spartan è in grado di fermarlo.

Quanto dura Demolition Man?

Il film dura 115 minuti.

Chi sono gli attori di Demolition Man?

Sylvester Stallone (John Spartan), Wesley Snipes (Simon Phoenix), Sandra Bullock (Lenina Huxley), Nigel Hawthorne (Dr. Raymond Cocteau), oltre a Benjamin Bratt, Rob Schneider, Bob Gunton e Glenn Shadix.

Chi ha diretto Demolition Man?

Il film è diretto da Marco Brambilla, e il titolo originale è lo stesso: Demolition Man.

Vale la pena scongelare Demolition Man anche nel 2026?

Sì, e parecchio. Demolition Man è uno di quei rari action anni Novanta che non hanno bisogno di giustificazioni: rumoroso, divertente, a volte stupido, ma sempre consapevole di quello che fa. La follia di Snipes, la burbera autoironia di Stallone e il fascino della Bullock formano una combinazione che da allora nessuno è più riuscito a copiare davvero. Per un venerdì sera non riesco a immaginare compagnia migliore. Preparate i popcorn, dimenticate per un po' il futuro e guardate come lo immaginava il 1994. Riderete più di quanto pensiate.

Voto: 7,0/10 · Storia 7 · Recitazione 8 · Regia 7 · Immagini 7 · Musica e sonoro 7 · Emozioni 6