Le città di pianura, la recensione: un giro di bar nella pianura veneta, dove l'ultimo bicchiere non si salta mai
Ci sono film il cui motto potrebbe stare dipinto sul muro di un'osteria: l'ultimo bicchiere non si lascia mai. La commedia di Francesco Sossai, passata a Cannes e uscita nelle sale italiane il 25 settembre 2025, è esattamente così: due cinquantenni allo sbando ma maestri nell'arte di arrangiarsi, e un ragazzo che finisce nel posto sbagliato, al momento sbagliato, con la compagnia sbagliata. E noi non vediamo l'ora di capire cosa ne viene fuori.
Si presenta come un road movie italiano tenero, malinconico e con ogni probabilità dal postumi pesanti, capace di richiamare lo spirito della grande commedia all'italiana.
Scheda del film
| Uscita in Italia | 25/09/2025 |
|---|---|
| Regia | Francesco Sossai |
| Cast | Filippo Scotti, Sergio Romano, Pierpaolo Capovilla, Roberto Citran, Andrea Pennacchi |
| Genere | Commedie |
| Durata | 100 min |
| Divieto | 6+ |
| Paese | Film italiani, Film tedeschi |
Di cosa parla? Due vecchie volpi e un agnellino tra i bar
Lo schema è così semplice da sembrare quasi sospetto, ma storie del genere non stanno in piedi grazie a una trama piena di colpi di scena. Ci sono due tipi sulla cinquantina, sempre al verde, Carlobianchi e Doriano, che seguono un'unica filosofia di vita: l'ultimo bicchiere non si salta mai. Questa frase da sola dice di loro più di una pagina intera di descrizione dei personaggi. Sono quelli che trovi sempre al bancone, che hanno un aneddoto per ogni occasione e che in qualche modo sono rimasti sempre un passo indietro rispetto alla propria vita.
Sulla loro strada capita Giulio, timido studente di architettura con i suoi progetti, compresi quelli sentimentali. Dall'incontro nasce un'avventura caotica nella pianura veneta, dove consigli sbagliati, sbornie e un'amicizia inattesa finiscono per stravolgere i piani del ragazzo. Dove vada a parare esattamente la storia non lo sveliamo, e a dire il vero è meglio non saperlo in anticipo: metà del piacere di film come questo sta nel lasciarsi trascinare insieme ai personaggi.
La pianura veneta, dove le gondole non c'entrano
Quello che mi ha incuriosito di più è l'ambientazione. Non la Venezia da cartolina per turisti, ma la pianura veneta, quell'Italia di provincia, di paesi e cittadine, che sul grande schermo si vede meno spesso. Niente panorami di piazza San Marco, ma strade statali, bar di paese, campi nella nebbia e persone che non sembrano uscite da uno spot pubblicitario.
Il film si propone dichiaratamente come un omaggio alla varietà dell'Italia, e la scelta dei luoghi lo fa sentire subito. Se Sossai sa trattare il paesaggio, la pianura stessa può diventare un personaggio: un posto dove il tempo scorre più lento e dove una notte passata di bar in bar può sembrare una vita intera. Spero davvero che il film abbia il coraggio di essere lento quando serve.
Francesco Sossai e l'ombra dei grandi maestri
Il nome di Francesco Sossai non è ancora tra i più noti al grande pubblico, ma le credenziali del film parlano chiaro: è stato presentato al Festival di Cannes, una bella lettera di raccomandazione per una commedia in coproduzione italo-tedesca. Cannes non è il posto dove si invitano semplici raffiche di battute, quindi è lecito aspettarsi un umorismo più sottile, agrodolce.
La scommessa più grande, però, è che il film si presenta esplicitamente come un omaggio ai grandi del cinema italiano. Una dichiarazione coraggiosa. La nostra commedia ha una tradizione formidabile, dalla commedia all'italiana a tutta una galleria di vagabondi e sopravvissuti di professione, ridicoli e insieme commoventi nella loro umanità. Se Sossai attinge a questa fonte, parte col piede giusto. Il rischio, naturalmente, è che la nostalgia scivoli nella semplice citazione. Io confido che non sia così.
Il cast: volti da tenere d'occhio
Nel cast Filippo Scotti è il nome più riconoscibile anche a livello internazionale: lo abbiamo visto protagonista di È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino, dove restituiva con grande delicatezza le insicurezze e la sensibilità di un adolescente. Sembra quindi la scelta perfetta per il timido Giulio, trascinato dagli eventi.
Accanto a lui ci sono Sergio Romano, Pierpaolo Capovilla, Roberto Citran e Andrea Pennacchi. Non sono divi da copertina, ed è proprio questo uno dei punti di forza del film: in storie così è molto più credibile vedere non delle star travestite da habitué cinquantenni del bancone, ma volti a cui crediamo davvero. L'anima di una buddy comedy è sempre l'alchimia, e se la coppia Carlobianchi e Doriano funziona, il film è già a metà dell'opera.
Cosa può renderlo un gran film, e dove può inciampare?
Vediamo cosa gioca a suo favore:
- L'idea di partenza è semplice e universale. Tutti conosciamo un Carlobianchi o un Doriano, e diciamolo, ognuno di noi a volte è stato un Giulio.
- Lo scontro generazionale può essere un'ottima miniera sia di risate sia di emozioni. L'incontro tra una generazione al tramonto e un giovane pieno di incertezze raramente non funziona.
- Il passaggio a Cannes lascia intendere un umorismo non chiassoso, ma di carattere e vicino alle persone.
E i rischi?
- I film costruiti sul giro dei bar possono diventare ripetitivi: un altro locale, un altro bicchiere, un altro monologo da ubriaco. Se dietro non c'è un arco narrativo, lo spettatore si stanca presto.
- L'omaggio nostalgico può essere bello, ma anche troppo ripiegato su sé stesso.
- I 100 minuti di durata sono ideali, ma se il ritmo cede, un film dalla struttura così libera rischia di afflosciarsi a metà.
A chi lo consigliamo?
- Fa per te se: Per chi ama l'umorismo malinconico del cinema italiano, i road movie costruiti sui personaggi e le storie in cui una notte qualunque cambia tutto.
- Meglio lasciar perdere se: Per chi cerca una commedia hollywoodiana frenetica e zeppa di gag, o per chi non sopporta i film che puntano più sull'atmosfera che sui colpi di scena.
Se ti piace, guarda anche: Il sorpasso (1962), È stata la mano di Dio (2021), Sideways (2004), Un altro giro (2020)
Domande frequenti
Quando è uscito Le città di pianura nelle sale italiane?
Il film è arrivato nei cinema italiani il 25 settembre 2025.
Di cosa parla Le città di pianura?
Due cinquantenni squattrinati, Carlobianchi e Doriano, incontrano un timido studente di architettura, Giulio, e da quell'incontro nasce un'avventura caotica nella pianura veneta che manda all'aria anche i piani sentimentali del ragazzo.
Quanto dura il film?
Le città di pianura dura 100 minuti.
Chi ha diretto Le città di pianura?
Il film è diretto da Francesco Sossai ed è stato presentato al Festival di Cannes.
Chi sono gli attori del film?
Nei ruoli principali ci sono Filippo Scotti, Sergio Romano, Pierpaolo Capovilla, Roberto Citran e Andrea Pennacchi.
Vi sedete con loro per un ultimo giro?
Io di sicuro. Le città di pianura non appartiene alla famiglia dei grandi blockbuster spettacolari, ed è proprio per questo che incuriosisce. Si annuncia come una piccola commedia italiana a misura d'uomo che, tra la vetrina di Cannes e il coraggioso omaggio ai maestri, punta a qualcosa di più che far ridere. Se Sossai trova il tono giusto tra risata e malinconia, può essere una delle piacevoli sorprese della stagione. Il mio voto atteso è un sette pieno: uno di quei film dopo i quali viene voglia di chiamare un vecchio amico. Solo, occhio a quell'ultimo bicchiere.
