The King's Man - Le origini, la recensione: Ralph Fiennes salva il mondo, il film ci riesce solo a metà
Chi avrebbe mai detto che il prequel della saga di spie più folle in circolazione volesse travestirsi da cupo dramma sulla Prima guerra mondiale? The King's Man - Le origini prova a vendere due film in uno: una storia di guerra che stringe il cuore e una commedia d'azione sopra le righe, sanguigna e sfacciata. A volte vince l'una, a volte l'altra, e lo spettatore rimbalza continuamente dall'una all'altra.
Da vedere per Ralph Fiennes e Rhys Ifans, ma il film stesso sembra non sapere bene quale tono scegliere.
Scheda del film
| Original | The King's Man |
|---|---|
| Uscita in Italia | 05/01/2022 |
| Regia | Matthew Vaughn |
| Cast | Ralph Fiennes, Gemma Arterton, Rhys Ifans, Matthew Goode, Tom Hollander, Harris Dickinson |
| Genere | Film d'azione, Film d'avventura, Thriller |
| Durata | 131 min |
| Divieto | 10+ |
| Paese | Film britannici, Film americani |
Di cosa parla, senza spoiler?
La premessa è semplice, la messa in pratica molto meno. I tiranni più spietati e le menti criminali più geniali della storia si riuniscono per scatenare una guerra capace di spazzare via milioni di persone, e un solo uomo può fermarli in una corsa contro il tempo. Quell'uomo è Orlando Oxford, interpretato da Ralph Fiennes, affiancato dal figlio Conrad, a cui dà il volto Harris Dickinson.
The King's Man - Le origini non segue quindi gli agenti Kingsman dei giorni nostri, ma torna indietro nel tempo, al momento in cui l'organizzazione potrebbe aver gettato le sue prime radici. Non aggiungo altro, perché i momenti migliori del film nascono proprio dal non sapere dove andrà a parare la scena successiva.
Il titolo originale è The King's Man, e il sottotitolo italiano chiarisce subito cosa aspettarsi: è una storia delle origini, il prequel della saga. Chi ha amato i primi due capitoli ritroverà elementi familiari, ma con accenti molto diversi.
Matthew Vaughn e l'equilibrismo dei toni
Il nome di Matthew Vaughn è una garanzia di una cosa sola: non ci si annoia. Da Kick-Ass e dai primi due Kingsman il regista è il maestro della violenza stilizzata, esagerata e divertente, e qui non se n'è certo dimenticato. Il problema è che stavolta voleva anche qualcosa di più serio. Per lunghi tratti il film si comporta davvero da dramma bellico, con una storia tra padre e figlio e riflessioni sull'assurdità della guerra.
Rispetto molto questa ambizione. Però quando, cinque minuti dopo una scena toccante, parte una sequenza d'azione folle come un cartone animato, le due atmosfere finiscono per annullarsi a vicenda. Il guaio non è che Vaughn mescoli i generi, ma che non sempre trovi il punto giusto per cucirli insieme. Sul piano del mestiere, invece, la regia è impeccabile: la macchina da presa sa sempre dove stare e le coreografie dei combattimenti sono leggibili e piene di inventiva.
Ralph Fiennes, il perfetto gentiluomo assassino
Se dovessi dare un solo motivo per vederlo, sarebbe Ralph Fiennes. Nei panni di Orlando Oxford è insieme dignitoso, stanco, padre affettuoso e spadaccino letale. Fiennes è uno di quegli attori che con un sopracciglio dicono più di altri con un monologo, e qui finalmente ha anche l'azione a disposizione. Elegante, dall'umorismo asciutto, porta sulle spalle il peso del passato in modo credibile.
Harris Dickinson, nel ruolo di Conrad, è il ragazzo entusiasta e smanioso di dimostrare il proprio valore, e il rapporto tra i due è la spina dorsale emotiva del film. Gemma Arterton, nei panni di Polly, ha meno spazio di quanto meriterebbe, ma si ruba ogni scena in cui compare. Djimon Hounsou è uno Shola dalla presenza forte e carismatica, e anche per lui resta la sensazione che ne avremmo voluto vedere di più.
La danza di Rasputin e la parata dei cattivi
E poi c'è Rhys Ifans, impossibile non parlarne. Il suo Grigori Rasputin è un'interpretazione sfrenata, spudorata, disgustosamente godibile, e i minuti più memorabili del film sono senza dubbio i suoi. Ifans sapeva benissimo in che film si trovava e ci ha messo il carico. È proprio questo genere di follia il motivo per cui si guarda un Kingsman.
Divertentissima l'idea di affidare a Tom Hollander tre ruoli insieme: re Giorgio, il Kaiser Guglielmo e lo zar Nicola. Una trovata che è al tempo stesso una battuta e un commento ironico su quanto la grande politica fosse, in fondo, una questione di famiglia. Daniel Brühl nei panni di Erik Jan Hanussen e Matthew Goode in quelli di Morton arricchiscono ulteriormente la tavolozza. Con un cast del genere è difficile sbagliare, e infatti il film non sbaglia.
Dove inciampa?
I 131 minuti si sentono. La prima metà ingrana lentamente, tra molta preparazione e parecchie spiegazioni sul contesto storico, e a un certo punto mi sono sorpreso a pensare: ma quando arrivano i Kingsman? The King's Man - Le origini è spesso più un film d'avventura in costume che un film di spionaggio, il che non è un male, solo che è diverso da ciò che si aspettano i fan.
L'altro punto debole è la struttura della sceneggiatura. Il complotto dei cattivi è a tratti troppo contorto e a tratti troppo semplificato, e i grandi colpi di scena non colpiscono quanto dovrebbero. Il film dà il meglio nelle singole scene, un duello qui, un dialogo là, più che nel disegno complessivo.
- Cosa funziona: Fiennes, Ifans, i combattimenti, costumi e scenografie.
- Cosa meno: il ritmo, i cambi di tono, i comprimari poco sfruttati.
Immagini, musica, atmosfera
Visivamente il film è splendido. Gli interni d'epoca, gli abiti, i castelli e il contrasto con il campo di battaglia regalano immagini potenti. Quando Vaughn mostra la realtà della guerra, il risultato è davvero opprimente, ed è una delle scelte più coraggiose del film. La colonna sonora serve bene le scene: spinge nell'azione e non invade nel dramma. Non è memorabile quanto i momenti iconici del primo capitolo, ma fa il suo lavoro.
Va detto che il film è violento e le sequenze di guerra non addolciscono nulla. Non è un film per bambini, per quanto giocose possano sembrare alcune sue parti.
A chi lo consigliamo?
- Fa per te se: Per i fan di Ralph Fiennes, per chi ama l'azione in costume e per chi non si scandalizza se un film di spie si prende più sul serio del solito.
- Meglio lasciar perdere se: Chi cerca soltanto lo stile scatenato e scanzonato dei primi due Kingsman resterà deluso. Sconsigliato anche agli spettatori più giovani, vista la violenza.
Se ti piace, guarda anche: Kingsman - Secret Service (2014), Kingsman - Il cerchio d'oro (2017), Sherlock Holmes (2009), Bastardi senza gloria (2009), 1917 (2019)
Domande frequenti
Quando è uscito in Italia The King's Man - Le origini?
Il film è arrivato nelle sale italiane il 5 gennaio 2022.
Quanto dura The King's Man - Le origini?
Il film dura 131 minuti.
Chi ha diretto The King's Man - Le origini?
La regia è di Matthew Vaughn, già autore dei precedenti film della saga Kingsman.
Chi c'è nel cast?
Il protagonista è Ralph Fiennes nel ruolo di Orlando Oxford, affiancato da Gemma Arterton, Rhys Ifans, Matthew Goode, Tom Hollander, Harris Dickinson, Daniel Brühl e Djimon Hounsou.
Di cosa parla The King's Man - Le origini?
I tiranni e le menti criminali della storia vogliono scatenare una guerra per eliminare milioni di persone, e un solo uomo cerca di fermarli in una corsa contro il tempo.
Vale la pena tornare alle radici dei Kingsman?
Sì, ma senza le solite aspettative. The King's Man - Le origini è discontinuo, troppo lungo e non sempre sa se vuole essere una commedia o una tragedia. Eppure la presenza dignitosa di Ralph Fiennes, il Rasputin scatenato di Rhys Ifans e alcune sequenze d'azione davvero riuscite valgono ampiamente una serata. Non è il punto più alto della saga, ma è un film più coraggioso di quanto mi aspettassi, e per questo sono disposto a perdonargli i difetti. Con un bicchiere di vino e il cuore aperto: un 7, arrotondato per eccesso.
