Alpha, la recensione: il tatuaggio di Julia Ducournau scava più a fondo di quanto pensi
Da Julia Ducournau nessuno si aspetta carezze, e Alpha infatti non ne fa. La regista di Raw e Titane stavolta tende una corda tra una madre e la figlia adolescente e la tira finché anche le mani dello spettatore non cominciano a bruciare. Un film faticoso, ostinato, a tratti eccessivo, ma di quelli che quest'anno al cinema si sono visti davvero poco.
Alpha è il film più umano di Ducournau e anche il più difficile da digerire: non è perfetto, ma continua a lavorarti dentro per giorni.
Alpha: trailer
Scheda del film
| Uscita in Italia | 18/09/2025 |
|---|---|
| Regia | Julia Ducournau |
| Cast | Tahar Rahim, Golshifteh Farahani, Mélissa Boros, Emma Mackey, Finnegan Oldfield |
| Genere | Drammi cinematografici |
| Durata | 128 min |
| Paese | Film francesi, Film belgi |
Un tatuaggio che riapre tutto
Il punto di partenza è quasi ridicolmente quotidiano. Alpha ha 13 anni, è una ragazzina difficile e vive da sola con la madre. Un giorno torna a casa da scuola con un tatuaggio sul braccio. Tutto qui. Nessuna cospirazione, nessun mostro soprannaturale nascosto in cantina, solo un segno sulla pelle arrivato troppo presto.
Ducournau però sa benissimo che una famiglia non crolla per le grandi catastrofi, ma per crepe minuscole come questa. Quel tatuaggio qui è una porta: da lì escono le paure e i conflitti che madre e figlia avevano tenuto accuratamente chiusi a chiave l'una davanti all'altra. Della trama non dirò altro, e sinceramente non serve. Questo non è un film che vive di colpi di scena, ma del modo in cui due persone si entrano sotto la pelle a vicenda.
Ducournau, incapace di mentire sul corpo
Chi ha visto Raw sa che per Ducournau il corpo è sempre un campo di battaglia. Lì c'era la fame di una ragazza, in Titane una metamorfosi quasi insostenibile tra metallo e carne. La regista torna ossessivamente sullo stesso punto: cosa fai con quello che il tuo corpo ti fa, e cosa fai con quello che gli altri ci vedono sopra.
Da questo punto di vista Alpha è una prosecuzione logica, ma anche un cambio di rotta. Il tatuaggio porta subito in scena il tema del corpo e dell'identità, solo che qui l'attenzione è meno sullo shock e molto più sulla relazione. Ducournau non ha mai amato il sangue per il sangue, ma adesso sembra avere il coraggio di dirlo apertamente: il suo horror è sempre stato un dramma familiare, solo in costume.
Questo non vuol dire che si sia ammorbidita. Chi pensa che un dramma franco belga sia fatto solo di lunghi silenzi e litigi in cucina avrà una sorpresa poco piacevole.
Golshifteh Farahani e Mélissa Boros: due persone, una ferita
Il cuore del film sono le due protagoniste. Golshifteh Farahani è il tipo di attrice capace di raccontare una vita intera con uno sguardo, e qui deve interpretare una madre che si porta tutto sulle spalle da sola. La trappola del ruolo sarebbe farne una santa o un mostro. Farahani non fa né l'una né l'altra cosa: la sua madre è affettuosa, stanca, spaventata e furiosa, spesso tutte e quattro le cose insieme.
Mélissa Boros nei panni di Alpha è la vera sorpresa del film. Interpretare un'adolescente senza risultare irritante o sopra le righe è un'impresa che riesce a pochi. Boros è grezza, imprevedibile, e ha qualcosa che ti fa stare costantemente in ansia per lei, anche quando vorresti scuoterla per le spalle.
Nei ruoli secondari c'è una fila di nomi di peso: Tahar Rahim, Emma Mackey e Finnegan Oldfield. La sola presenza di Rahim dà spessore a qualsiasi scena, mentre Mackey da Sex Education in poi ha dimostrato di saper rendere credibili sia il caos dell'adolescenza sia la fragilità adulta. Senza spoiler, dico solo questo: nessuno di loro è lì per fare tappezzeria.
Quello che resta nello stomaco: immagini e suono
I film di Ducournau non parlano mai solo della storia, ma anche di come ti senti mentre li guardi. Le immagini di Alpha sono tese e fisiche, la macchina da presa si avvicina spesso ai personaggi fino a mettere a disagio, come se non volesse lasciarti distogliere lo sguardo. La pelle, la cicatrice, il colore, l'inchiostro: qui non sono oggetti di scena, sono personaggi.
Il sound design conta almeno altrettanto. Ci sono momenti in cui la musica pesa sulla scena come una pressione fisica, e altri in cui il silenzio è la cosa peggiore. Non è un film pensato per il portatile: chi può lo veda al cinema, o almeno con un buon impianto audio.
Dove si stancano i 128 minuti?
Ora arriva la parte meno entusiasta. I 128 minuti si sentono. Ducournau ama tenere a lungo i momenti, e spesso la tensione ne guadagna, ma nella parte centrale ci sono passaggi in cui il film gira in tondo invece di andare avanti. Batte la stessa nota emotiva più e più volte, e a un certo punto lo spettatore non è più in ansia per i personaggi, ma si chiede dove porti tutto questo.
Dividerà anche lo strato simbolico del film. Ducournau non imbocca mai il significato allo spettatore, e anche qui è così. Per qualcuno è liberatorio, per altri irritante. Lo ammetto: a me a volte è sembrato scivolare dal misterioso al manierato, ma la recitazione mi ha sempre riacchiappato.
- Punto di forza: la coppia Farahani e Boros, da cui è impossibile staccare gli occhi.
- Punto di forza: una regia fisica, viscerale, sempre addosso ai corpi.
- Punto debole: la durata e le ripetizioni della parte centrale.
- Punto debole: un simbolismo nebuloso che non incanterà tutti.
A chi lo consigliamo?
- Fa per te se: A chi ha amato Raw e Titane, e a chi regge i drammi familiari duri e fisici, dove la recitazione viene prima di tutto.
- Meglio lasciar perdere se: Chi cerca una serata leggera, o non sopporta i ritmi lenti e una narrazione aperta e simbolica, farà meglio a scegliere altro.
Se ti piace, guarda anche: Raw (2016), Titane (2021), Mommy (2014), J'ai tué ma mère (2009)
Domande frequenti
Quando è uscito Alpha nei cinema italiani?
Alpha è uscito nelle sale italiane il 18 settembre 2025.
Di cosa parla Alpha?
Di Alpha, una tredicenne difficile che vive da sola con la madre. Quando un giorno torna da scuola con un tatuaggio sul braccio, il loro mondo va in pezzi e vengono a galla i conflitti e le paure più profonde tra le due.
Quanto dura Alpha?
Il film dura 128 minuti.
Chi ha diretto Alpha e chi sono gli attori?
La regia è di Julia Ducournau. Le protagoniste sono Mélissa Boros (Alpha) e Golshifteh Farahani (la madre), affiancate da Tahar Rahim, Emma Mackey e Finnegan Oldfield.
Quali paesi hanno prodotto Alpha?
Alpha è un dramma nato da una coproduzione tra Francia e Belgio.
Vale la pena farsi lasciare un segno da un film di Ducournau?
Sì, ma sappi a cosa vai incontro. Alpha non è il film che poi commenti allegramente davanti a una pizza. È piuttosto quello che ti torna in mente sul tram mentre rientri a casa, e ti sorprendi a pensare a tua madre o a tuo figlio. Stavolta Ducournau lavora con meno shock e più cuore, e anche se il film è troppo lungo e a volte si perde nei propri simboli, Golshifteh Farahani e Mélissa Boros recitano con una forza tale che gli perdoni ogni difetto. Non è il miglior film della regista, ma è il più coraggioso, perché ha osato togliersi l'armatura dell'horror. E questo tatuaggio non va via tanto facilmente.
