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Recensione · Uscita: 05/10/2017

Come ti ammazzo il bodyguard, la recensione: Ryan Reynolds e Samuel L. Jackson fanno saltare in aria l'Europa a suon di parolacce

Film bulgariFilm canadesiFilm francesiFilm di Hong KongFilm americaniFilm britanniciFilm d'azioneCommedieGialliThriller

Ci sono film che si possono riassumere in una frase, e già sai che passerai una bella serata: prendi una guardia del corpo ossessionata dal controllo e un sicario dalla lingua lunghissima, chiudili nella stessa macchina e fai esplodere mezza Europa intorno a loro. Come ti ammazzo il bodyguard fa esattamente questo, e anche se non inventa nulla, schiaccia l'acceleratore con un entusiasmo tale che è difficile volergliene. Il battibecco continuo tra Ryan Reynolds e Samuel L. Jackson è il motore del film, e quel motore gira su di giri quasi dall'inizio alla fine.

6,8/10
Voto
Non è intelligente e non è originale, ma grazie all'alchimia tra i due protagonisti è una delle action comedy di coppia più divertenti degli ultimi anni.
Storia
6
Recitazione
8
Regia
7
Immagini
7
Musica e sonoro
7
Emozioni
6

Il voto complessivo è la media dei sei criteri.

Scheda del film

OriginalThe Hitman's Bodyguard
Uscita in Italia05/10/2017
RegiaPatrick Hughes
CastRyan Reynolds, Samuel L. Jackson, Gary Oldman, Salma Hayek Pinault, Élodie Yung, Richard E. Grant
GenereFilm d'azione, Commedie, Gialli, Thriller
Durata118 min
DivietoT
PaeseFilm bulgari, Film canadesi, Film francesi, Film di Hong Kong, Film americani, Film britannici

Di cosa parla? Una guardia del corpo, un sicario e un lunghissimo viaggio fino all'Aia

Michael Bryce, interpretato da Ryan Reynolds, è il meglio sulla piazza: un professionista della protezione che porta i suoi clienti vivi dal punto A al punto B. Un giorno però gli capita un incarico che manda in frantumi tutto il suo orgoglio. Deve proteggere Darius Kincaid, uno dei sicari più famigerati e ricercati del mondo, che ha il volto di Samuel L. Jackson. Tra i due non corre esattamente buon sangue: finora si sono trovati ai due capi opposti di una pistola, e non certo con intenzioni amichevoli.

La destinazione è il tribunale dell'Aia, dove Kincaid deve arrivare vivo. Il problema è che quasi nessuno, a parte loro, lo vuole davvero. Mezza malavita è sulle loro tracce, un spietato dittatore dell'Est europeo, Vladislav Dukhovich, dà loro la caccia e, come se non bastasse, spunta anche la famigerata moglie del sicario, Sonia. Il risultato è una "vacanza" europea fatta di esplosioni, inseguimenti in auto e regolamenti di conti sanguinosi, in cui il nemico peggiore a volte non è un proiettile, ma il tizio insopportabile seduto accanto.

La trama non cerca di essere complicata, e fa bene. È il classico film di coppia costretta a convivere, in cui la storia serve soprattutto a cacciare i due protagonisti in quante più situazioni possibili per farli dare sui nervi a vicenda.

Reynolds contro Jackson: la vera arma del film

Se qualcuno chiede perché valga la pena vedere questo film, la risposta sta in due nomi. Dopo Deadpool, Ryan Reynolds è diventato l'esempio perfetto dell'action hero sarcastico e autoironico, ma qui, curiosamente, è lui la parte rigida, ligia alle regole, perennemente irritata. Bryce vuole avere tutto sotto controllo, e Kincaid gli fa a pezzi quel controllo a ogni singola battuta. Reynolds è bravissimo nel rendere un esaurimento nervoso che sale lentamente di temperatura.

Samuel L. Jackson, dal canto suo, fa quello che ci aspettiamo da lui dai tempi di Pulp Fiction e che nessuno sa fare come lui: impreca, sorride sornione e domina la scena con una calma assoluta. Darius Kincaid è un assassino, ma Jackson gli regala così tanto fascino che lo spettatore finisce per tifare per lui quasi senza accorgersene. I loro duelli verbali sono i momenti migliori del film, e spesso fanno molto più ridere dell'azione vera e propria.

Conta anche che l'intesa non si regga solo sulle battute. Nel modo in cui i due personaggi sono costretti a fidarsi sempre di più l'uno dell'altro c'è qualcosa di piacevolmente vecchio stampo, che richiama i migliori buddy movie d'azione degli anni Ottanta.

Gary Oldman, Salma Hayek e gli altri

Gary Oldman nei panni di Vladislav Dukhovich, il dittatore dell'Est, sembra a prima vista un lusso per un film di genere così leggero. Nella sua carriera Oldman ha dato vita a cattivi memorabili, e anche qui porta una minaccia fredda e imprevedibile. A essere sinceri, però, la sceneggiatura non gli concede lo spazio che un attore del suo calibro meriterebbe. Il cattivo, qui, è più una funzione che un personaggio.

Salma Hayek nel ruolo di Sonia Kincaid è invece semplicemente travolgente. La famigerata moglie del sicario non ha molte scene, ma quando compare si prende tutta l'energia del film. Hayek si diverte visibilmente in ogni minuto, e il personaggio è così sopra le righe che potrebbe tranquillamente reggere un film tutto suo.

Élodie Yung, nei panni di Amelia Roussel, rappresenta il lato più serio e concreto della storia, mentre Richard E. Grant, Joaquim de Almeida e Kirsty Mitchell completano il cast di contorno. Grant in particolare funziona benissimo nei personaggi su cui farsi una risata, e il film lo sfrutta a dovere.

L'azione di Patrick Hughes: tante esplosioni, un ritmo sorprendentemente buono

Alla regia c'è Patrick Hughes, già autore de I mercenari 3, quindi uno che conosce bene quel tipo di action in cui la quantità di polvere da sparo conta più delle finezze della trama. Qui però lavora con mano più felice: le scene d'azione sono varie, gli inseguimenti in auto hanno slancio e il film raramente lascia spazio alla noia.

Quello che mi è piaciuto davvero è la gestione del tono. Il film non ha paura del sangue, a tratti è decisamente brutale, eppure resta divertente di continuo. Un mix del genere poteva facilmente sfaldarsi, ma Hughes lo tiene insieme bene, e le location europee offrono uno sfondo bello e movimentato al caos.

I 118 minuti, però, si sentono. Un quarto d'ora in meno avrebbe reso tutto più compatto, soprattutto nella parte centrale, dove il film ogni tanto si ripete.

Dove inciampa: prevedibilità e qualche giro di troppo

Non voglio far finta che sia un film perfetto, perché non lo è. L'ossatura della trama è del tutto prevedibile, e chiunque abbia visto qualche action comedy di coppia capirà più o meno subito dove va a parare la storia. Il cattivo, come dicevo, è poco approfondito, e la linea più seria e politica è soprattutto un pretesto per sparare.

Anche l'umorismo va a corrente alternata: le battute migliori arrivano nelle scene in cui i due protagonisti sono insieme, mentre quando il film li separa il ritmo cala in modo evidente. Alcune gag poi puntano troppo sulle parolacce, che in bocca a Jackson funzionano sempre, ma che alla lunga perdono un po' di magia.

Detto questo, si tratta più che altro di piccole imperfezioni. Il film sa esattamente cosa vuole essere, e mantiene la promessa.

A chi lo consigliamo?

Se ti piace, guarda anche: Arma letale (1987), Prima di mezzanotte (1988), Rush Hour: due mine vaganti (1998), The Nice Guys (2016), Mr. & Mrs. Smith (2005)

Domande frequenti

Di cosa parla Come ti ammazzo il bodyguard?

Una guardia del corpo professionista, Michael Bryce, deve portare vivo al tribunale dell'Aia il suo nemico giurato, il sicario Darius Kincaid, mentre mezza malavita e un dittatore dell'Est europeo sono sulle loro tracce.

Quando è uscito in Italia Come ti ammazzo il bodyguard?

Il film è arrivato nelle sale italiane il 5 ottobre 2017.

Quanto dura Come ti ammazzo il bodyguard?

Il film dura 118 minuti.

Chi c'è nel cast di Come ti ammazzo il bodyguard?

I protagonisti sono Ryan Reynolds e Samuel L. Jackson, affiancati da Gary Oldman, Salma Hayek Pinault, Élodie Yung, Richard E. Grant, Joaquim de Almeida e Kirsty Mitchell.

Chi ha diretto Come ti ammazzo il bodyguard?

Il film è diretto da Patrick Hughes.

Qual è il titolo originale di Come ti ammazzo il bodyguard?

Il titolo originale è The Hitman's Bodyguard.

Salirai in macchina con Bryce e Kincaid per questo sanguinoso tour europeo?

Secondo me sì. Come ti ammazzo il bodyguard non finirà sui manuali di storia del cinema, e la trama è prevedibile come un orario dei treni, ma raramente si vede una coppia di protagonisti così ben assortita. La precisione nevrotica di Ryan Reynolds e il caos rilassato di Samuel L. Jackson creano una dinamica su cui si costruiscono due ore senza fatica, mentre Salma Hayek irrompe in ogni sua scena e si ruba lo spettacolo. Se avete voglia di un'action comedy rumorosa, divertente e a tratti sorprendentemente brutale, che non pretende di sembrare più di quello che è, questo è il film che fa per voi. Spegnete il cervello, preparate i popcorn e godetevi la gita fino all'Aia.

Voto: 6,8/10 · Storia 6 · Recitazione 8 · Regia 7 · Immagini 7 · Musica e sonoro 7 · Emozioni 6