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Recensione · Uscita: 24/05/2023

La sirenetta, la recensione: la voce di Halle Bailey si carica sulle spalle l'intero oceano

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Ci sono momenti in cui un remake trova la sua ragion d'essere in una sola voce, e qui quella voce appartiene a Halle Bailey. La sirenetta in live action di Rob Marshall non reinventa il mare, anzi a tratti nuota con una certa pigrizia, ma quando Ariel apre bocca si finisce per perdonargli parecchie cose. Vediamo quante.

6,8/10
Voto
Un remake troppo lungo, a tratti cupo e un po' insipido, salvato da una protagonista eccezionale e da una Ursula strepitosa.
Storia
6
Recitazione
8
Regia
6
Immagini
6
Musica e sonoro
8
Emozioni
7

Il voto complessivo è la media dei sei criteri.

La sirenetta: trailer

Scheda del film

OriginalThe Little Mermaid
Uscita in Italia24/05/2023
RegiaRob Marshall
CastHalle Bailey, Jonah Hauer-King, Melissa McCarthy, Javier Bardem, Noma Dumezweni, Art Malik
GenereFilm d'avventura, Film per famiglie, Film fantasy, Film romantici
Durata135 min
PaeseFilm americani

Di cosa parla? Una sirena che proprio non ce la fa a restare a casa

La storia la conoscono quasi tutti, ma riassumiamola in breve: Ariel, la figlia più giovane e più ribelle di re Tritone, non si sente a casa nel palazzo sottomarino e continua a guardare verso la superficie. Il mondo degli umani è territorio proibito per le sirene, ed è esattamente quello che lei vuole scoprire. Un giorno riesce a risalire e lì si innamora dell'affascinante principe Eric.

Da qui arriva la classica pessima decisione: Ariel stringe un patto con Ursula, la strega del mare, per poter vivere sulla terraferma. Ovviamente il patto ha un prezzo, e non mette in pericolo soltanto la sua vita ma anche il trono di suo padre. Come punto di partenza basta e avanza, il resto lo sapete già, e se non lo sapete non sarò certo io a rovinarvi la sorpresa.

Quello che rende davvero interessante il remake non è la trama, ma la sfida di trasformare un'icona dell'animazione in una realtà in carne e ossa, con i capelli bagnati e circondata da pesci in CGI. A questa domanda il film dà due risposte: una ottima e una piuttosto altalenante.

Halle Bailey: un casting che vale da solo il biglietto

Partiamo da ciò che funziona, perché funziona davvero. L'Ariel di Halle Bailey è il tipo di protagonista impossibile da non amare. Ha curiosità, testardaggine, un pizzico di ribellione adolescenziale, e quando canta il film semplicemente si ferma ad ascoltarla. Non è un'esagerazione: questa interpretazione è la spina dorsale dell'intera produzione, e con un'attrice meno carismatica i 135 minuti sarebbero diventati una lunga sofferenza.

La sua impresa più notevole forse è che funziona anche quando non può parlare. Rimasta senza voce sulla terraferma a causa del patto, Ariel recita quasi solo con il volto, lo sguardo e i gesti, e anche qui Bailey si rivela sorprendentemente solida. Alla fine non resta il ricordo di una bella voce, ma di un'interpretazione completa e ragionata.

Jonah Hauer-King nei panni di Eric è corretto e simpatico, ma non ruberà la scena a nessuno. Ha più spazio rispetto al suo predecessore animato, e questo giova alla chimica tra i due, però si avverte sempre che è il secondo violino.

Ursula e Tritone: due pezzi da novanta, due risultati diversi

L'Ursula di Melissa McCarthy è una di quelle cattive che è un piacere guardare. Si vede che si diverte, è teatrale esattamente quanto deve esserlo una strega del mare e ha quell'umorismo pungente che impedisce al personaggio di ridursi a un semplice spauracchio. Secondo me è tranquillamente la seconda cosa migliore del film.

Javier Bardem regala autorevolezza a re Tritone, e considerando che deve risultare credibile con una coda in CGI e un tridente in mano, se la cava piuttosto bene. Bardem è perfetto per la figura del padre severo, peccato che il film gli lasci poco spazio per esprimersi sul piano emotivo. Accanto a loro, Noma Dumezweni nel ruolo della regina e Art Malik in quello di Sir Grimsby aggiungono colore alla corte di terraferma.

Tra le voci, il grande vincitore è il Sebastian di Daveed Diggs: energico, divertente, ed è anche merito suo se il granchio resta vivo e simpatico. Il Flounder di Jacob Tremblay fa il suo dovere, il problema semmai è che un pesce dall'aspetto realistico è difficile da amare.

Rob Marshall e il grigiore degli abissi

Rob Marshall è un regista abituato ai musical, basti pensare a Chicago, quindi sulla carta le sequenze cantate erano in ottime mani. In alcuni momenti si vede, nei grandi numeri ci sono ritmo e slancio. Il vero nemico della regia, però, qui è l'acqua stessa.

Le immagini sottomarine sono spesso scure e sbiadite, e gli animali fotorealistici risultano semplicemente meno espressivi delle loro controparti animate. Quando una canzone dovrebbe esplodere in un tripudio di colori, ci si ritrova spesso davanti a un grande acquario blu verdastro. Le scene in superficie, al confronto, sono molto più vivaci: lassù il film sembra finalmente respirare.

E poi c'è la durata. 135 minuti per una storia che in tanti conoscono a memoria sono semplicemente troppi. Ci sono tratti in cui il film nuota senza fretta, ed è probabilmente lì che la parte più giovane del pubblico comincia a mordicchiare il bracciolo della poltrona.

Dove fa male davvero, e perché non è una tragedia

Il problema principale non è che sia brutto, ma che sia troppo prudente. È la grande malattia dei remake Disney: vogliono rendere omaggio al classico e allo stesso tempo modernizzarlo, e tra le due esigenze spesso si perde la voglia di giocare. Anche qui qualche novità c'è, Eric ha più spazio e le motivazioni di Ariel sono più sfumate, ma manca la grande idea coraggiosa.

Nonostante tutto, non riesco a volergliene. Quando il film centra il bersaglio lo centra davvero, e conserva quel cuore romantico e pieno di desiderio che ha reso un classico l'originale.

A chi lo consigliamo?

Se ti piace, guarda anche: Aladdin (2019), La Bella e la Bestia (2017), Cenerentola (2015), Il re leone (2019), Il ritorno di Mary Poppins (2018)

Domande frequenti

Quando è uscito La sirenetta nei cinema italiani?

Il film è arrivato nelle sale italiane il 24 maggio 2023.

Quanto dura La sirenetta?

Il film dura 135 minuti.

Chi ha diretto La sirenetta?

Il film è diretto da Rob Marshall.

Chi interpreta Ariel e Ursula?

Ariel è interpretata da Halle Bailey, Ursula da Melissa McCarthy. Nel ruolo di re Tritone c'è Javier Bardem, mentre il principe Eric ha il volto di Jonah Hauer-King.

Chi presta la voce a Sebastian e Flounder?

Nella versione originale Sebastian ha la voce di Daveed Diggs, Flounder quella di Jacob Tremblay.

Vale la pena immergersi negli abissi insieme ad Ariel?

Sì, ma con il salvagente. La sirenetta non è il remake che riscrive le regole del genere, e sulla durata e sulle immagini sottomarine troppo scure ci sarebbe parecchio da ridire. Però Halle Bailey è un'Ariel per cui vale la pena sedersi davanti allo schermo, e Melissa McCarthy si diverte un mondo. Se in una sera di pioggia cercate un film per famiglie nostalgico e pieno di canzoni da vedere con bambini un po' più grandi, è una buona scelta. Se doveste guardarne solo uno tra il cartone animato e questo, il cuore tirerebbe ancora verso il cartone, ma questa versione non merita affatto di affondare.

Voto: 6,8/10 · Storia 6 · Recitazione 8 · Regia 6 · Immagini 6 · Musica e sonoro 8 · Emozioni 7