Una notte da leoni 2, la recensione: a Bangkok la festa è la stessa, solo più afosa
C'è un momento in cui il dopo sbornia smette di far ridere e diventa una diagnosi. Nel 2011 Todd Phillips ha richiamato il branco, lo ha trasferito da Las Vegas a Bangkok e in sostanza gli ha fatto rivivere lo stesso incubo. Resta solo da capire se una ricetta collaudata diventi più gustosa aggiungendo un po' di peperoncino.
Un sequel divertente, chiassoso e a tratti davvero esilarante, che però resta così aggrappato allo schema del primo capitolo da far evaporare quasi del tutto l'effetto sorpresa.
Scheda del film
| Original | The Hangover Part II |
|---|---|
| Uscita in Italia | 25/05/2011 |
| Regia | Todd Phillips |
| Cast | Bradley Cooper, Ed Helms, Zach Galifianakis, Justin Bartha, Mason Lee, Ken Jeong |
| Genere | Commedie |
| Durata | 102 min |
| Divieto | T |
| Paese | Film americani |
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Un matrimonio in Thailandia, cosa potrà mai andare storto?
La situazione è nota: stavolta Stu Price (Ed Helms) si manda da solo al fronte, perché è lui a pronunciare il fatidico sì, e per di più in Thailandia. Il dentista ha imparato dal passato, o almeno gli piace crederlo. Niente addio al celibato, niente bagordi, solo un brunch prudente e innocuo, dove al massimo può rovesciarsi un pomodorino.
I compagni di bevute, Phil (Bradley Cooper), Alan (Zach Galifianakis) e Doug (Justin Bartha), accolgono comprensibilmente con delusione tanta buona educazione. E poi c'è il vecchio adagio che il film cita volentieri: l'uomo propone, e poi gli altri dispongono di lui. Cosa succeda esattamente durante la notte non ve lo svelo, ma posso dirvi che la mattina dopo comincia di nuovo con il mal di testa, un cortocircuito totale della memoria e una montagna di domande senza risposta. Al confronto, Las Vegas sembra una passeggiata della domenica.
Stessa canzone, arrangiamento diverso
Partiamo dall'ovvio, perché è impossibile parlare di questo film senza affrontarlo. Una notte da leoni 2 non è semplicemente un seguito, è quasi un rifacimento. La struttura, il ritmo, l'impianto investigativo, tutto il gioco del "ricostruiamo cosa è successo ieri sera" ricalca passo dopo passo il primo capitolo. È allo stesso tempo la più grande rete di sicurezza del film e il suo limite più evidente.
Rete di sicurezza, perché il primo film funzionava. Quello del 2009 ha vinto un Golden Globe, è diventato il fenomeno cinematografico dell'estate e attorno a lui è nato un vero culto. In casi del genere uno studio non rischia e, a dirla tutta, buona parte del pubblico non chiede altro che un'altra dose di ciò che l'aveva fatto rotolare per terra dalle risate. Limite, però, perché una delle armi più importanti della commedia è l'imprevedibilità. Se so che il colpo di scena sta arrivando, non è più un colpo di scena, è un orario dei treni.
A tratti la cosa mi ha dato parecchio fastidio. In certe scene sapevo esattamente cosa sarebbe successo mezzo secondo prima della battuta, e allora al posto della risata arriva solo un cenno stanco del capo. Altre volte, invece, il film rivendica la propria ripetizione con una tale sfacciataggine che già questo fa ridere.
Il branco che tiene ancora in piedi tutto
Se c'è qualcosa che salva questo film, è l'alchimia del cast. Questi ragazzi sembrano davvero persone che si conoscono, si detestano e comunque non andrebbero da nessuna parte l'uno senza l'altro.
- Bradley Cooper nei panni di Phil resta il leader del gruppo, con quella sua arroganza rilassata e una sicurezza che traspare persino da dietro gli occhiali da sole. È lui a tenere il film con i piedi per terra quando gli altri decollano.
- Ed Helms con il suo Stu è la vera vittima del film, e Helms rende benissimo l'attacco di panico permanente. Il bravo ragazzo rigido che il destino fa a pezzi più e più volte è uno dei personaggi migliori della saga.
- Zach Galifianakis con il suo Alan divide il pubblico, e qui ancora di più. Per alcuni è l'anima del film, per altri la parte più irritante. Io sto nel mezzo: quando colpisce è geniale, ma a volte lo lasciano girare a vuoto troppo a lungo.
- Ken Jeong nei panni di Mr. Chow è di nuovo quella variabile impazzita da cui ci si può aspettare di tutto. In piccole dosi funziona, e per fortuna il film lo sa.
- Justin Bartha come Doug è ancora una volta più una presenza che un protagonista, e fa parte del gioco.
Tra i comprimari troviamo Mason Lee nei panni di Teddy, Jeffrey Tambor come Sid Garner, il padre di Alan, e un vero ospite a sorpresa: Paul Giamatti nel ruolo di Kingsley. Giamatti è uno di quegli attori capaci di rendere solenne anche la lettura di un elenco telefonico, ed è un piacere vederlo in mezzo a questo caos.
Todd Phillips e Bangkok, la scenografia perfetta per il disastro
Todd Phillips sa come rendere una commedia stimolante anche dal punto di vista visivo. La Las Vegas del primo film era scintillante e artificiale, Bangkok invece è cruda, affollata, umida, e regala a tutto il film un tono più cupo e sporco. Secondo me è una delle scelte migliori del sequel: la location aggiunge davvero qualcosa, non fa solo da sfondo.
Phillips gestisce bene anche il ritmo. I 102 minuti non pesano, il film procede spedito, le scene scorrono e non si ha mai la sensazione di guardare l'orologio. Si avverte però che qui il regista sperimenta meno e si limita a oliare un meccanismo collaudato. Il tono più scuro, a volte, spinge l'umorismo verso un territorio più imbarazzante e volgare che divertente, e non a tutti piacerà.
Dove la battuta si affloscia
Non voglio essere ingiusto: ho riso con questo film, in certi momenti anche a voce alta. Ma il problema principale di Una notte da leoni 2 è che spesso usa la volgarità al posto della creatività. Se nel primo capitolo la comicità nasceva dalle situazioni assurde, qui l'obiettivo è più spesso lo shock. Più nudità, più eccessi, più momenti del tipo "l'hanno mostrato davvero?".
Oltre un certo punto, tutto questo stanca. Una commedia non migliora alzando il volume, e alcune scene sembrano esserci solo per far sobbalzare il pubblico. Anche l'evoluzione dei personaggi è minima: ognuno resta esattamente quello che era, il che in una saga può essere un pregio, ma qui sa più di immobilismo.
A chi lo consigliamo?
- Fa per te se: A chi ha adorato il primo film e vuole un'altra dose dello stesso caos allo stato puro. Perfetto per una serata tra amici con birra e pizza.
- Meglio lasciar perdere se: A chi da un sequel si aspetta originalità o mal sopporta un umorismo pesante e a volte imbarazzante. Di certo non è un film da guardare con i bambini.
Se ti piace, guarda anche: Una notte da leoni (2009), Una notte da leoni 3 (2013), Parto col folle (2010), Old School (2003)
Domande frequenti
Quando è uscito Una notte da leoni 2 in Italia?
Il film è arrivato nelle sale italiane il 25 maggio 2011.
Di cosa parla Una notte da leoni 2?
Stu si sposa in Thailandia e organizza un brunch prudentissimo, ma lui e i suoi amici si risvegliano di nuovo dopo una notte dimenticata e devono ricostruire a Bangkok cosa è successo.
Quanto dura Una notte da leoni 2?
Il film dura 102 minuti.
Chi ha diretto Una notte da leoni 2?
Il film è diretto da Todd Phillips, già regista del primo capitolo.
Chi recita in Una notte da leoni 2?
Bradley Cooper, Ed Helms, Zach Galifianakis, Justin Bartha, Ken Jeong, Mason Lee, Paul Giamatti e Jeffrey Tambor.
Vale la pena risvegliarsi di nuovo a Bangkok con il branco?
Se il primo film vi è rimasto nel cuore, sì, ma con aspettative più basse. Una notte da leoni 2 è come rifare una festa riuscita con le stesse persone: ci si diverte, si ride e qualche momento memorabile ci scappa, ma non sarà mai come la prima volta. Gli attori danno tutto, Bangkok è una scenografia splendida e Paul Giamatti è un bonus a parte. Basta non pretendere di essere sorpresi. Come piacere un po' colpevole e senza pensieri funziona alla perfezione, come classico non basta. Per me è una sufficienza piena, che con una birra e la compagnia giusta guadagna mezzo punto.
