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Recensione · Uscita: 07/01/2016

La grande scommessa, la recensione: quando la fine del mondo comincia in un foglio Excel

Film americaniCommedieDrammiTratti da una storia veraFilm tratti da libri

Ci sono film che ti fanno ridere, e solo dopo ti accorgi che avresti dovuto piangere. La grande scommessa è esattamente così: uno sfogo di rabbia travestito da commedia, firmato Adam McKay, su quattro outsider che hanno visto ciò che nessun altro voleva vedere. A dieci anni di distanza colpisce ancora come se fosse stato girato ieri.

8,3/10
Voto
Sfrontato, intelligente e irritantemente divertente: un film che riesce a rendere elettrizzante perfino il gergo finanziario, e intanto ti tira un pugno nello stomaco.
Storia
9
Recitazione
9
Regia
9
Immagini
7
Musica e sonoro
8
Emozioni
8

Il voto complessivo è la media dei sei criteri.

Scheda del film

OriginalThe Big Short
Uscita in Italia07/01/2016
RegiaAdam McKay
CastSteve Carell, Christian Bale, Ryan Gosling, Brad Pitt, Marisa Tomei, Melissa Leo
GenereCommedie, Drammi
Durata130 min
PaeseFilm americani

Di cosa parla? Quattro scommesse contro il sistema

Sulla carta l'idea sembra semplice, la messa in scena non lo è affatto. Quattro outsider notano quello che le grandi banche, i media e il governo hanno scelto di ignorare: l'imminente crollo dell'economia globale. E invece di gridarlo per strada, ci scommettono sopra. Ecco la grande scommessa. Un investimento che però li trascina nei meandri più oscuri della finanza moderna, dove si scopre in fretta che non ci si può fidare di niente e di nessuno.

La vera genialità del film sta nel punto di vista. The Big Short non racconta eroi che salvano il mondo. Racconta persone che vedono arrivare la catastrofe e ci guadagnano. Ogni loro vittoria ha quindi un sapore amaro, e il film non molla mai questa ambiguità. Ridi dei personaggi, fai il tifo per loro, poi ti rendi conto che stai tifando per qualcosa che manderà in rovina milioni di persone.

Un cast che altri aspettano per una vita intera

Basta guardare i nomi: Steve Carell, Christian Bale, Ryan Gosling, Brad Pitt. Ognuno di loro potrebbe reggere un film da solo, qui invece tirano la carretta fianco a fianco senza che nessuno schiacci gli altri.

E poi c'è la seconda linea: Marisa Tomei è Cynthia Baum, Melissa Leo interpreta Georgia Hale, mentre Hamish Linklater e John Magaro danno vita a Porter Collins e Charlie Geller. Nessuno è lì per fare tappezzeria, ognuno aggiunge un colore nuovo al quadro.

Adam McKay, il regista che ha preso sul serio la risata

Chi sentendo il nome del regista pensa ai film di Anchorman e a commedie con Will Ferrell come Ricky Bobby non sbaglia. Adam McKay viene da lì. Ed è proprio per questo che La grande scommessa funziona così bene. McKay sa come montare una scena a ritmo, sa come sparare una battuta in modo che non sia solo divertente, ma faccia anche male.

Il suo stile è nervoso, frenetico, a tratti quasi affannato. La macchina da presa salta di qua e di là, i personaggi si rivolgono al pubblico, il film smonta di continuo la propria illusione. All'inizio può spiazzare, ma presto capisci che è un metodo: McKay non ti lascia mai sprofondare comodo nella poltrona. Ti punzecchia, ti ricorda che questa non è una favola e che devi stare attento, perché parla anche di te.

Il suo colpo di genio più grande è rendere godibile il gergo finanziario, quello che di solito farebbe addormentare la maggior parte degli spettatori. Non lo semplifica, lo confeziona in modo divertente. Ci vuole coraggio, e a McKay non manca.

Perché ti resta in testa per sempre

Il punto di forza principale de La grande scommessa è il tono. È commedia e dramma insieme, e passa dall'una all'altro con scarti così netti da farti girare la testa. Un attimo prima ridi a crepapelle per una battuta sfacciata, quello dopo resti in silenzio pensando a cosa c'è davvero dietro quei numeri.

Il film non fa la morale apertamente, eppure la rabbia lo attraversa da cima a fondo. Il sistema che mostra è assurdo, avido e irresponsabile, e te lo mette davanti in modo tale che alla fine ti arrabbi anche tu. È una cosa rara: un film d'intrattenimento che non ti alleggerisce l'animo, ma lo appesantisce, ed è proprio per questo che vale qualcosa.

E poi c'è un aspetto tremendamente importante: a dieci anni di distanza non è invecchiato. Anzi. Con il passare del tempo sembra sempre più un avvertimento che uno sguardo al passato.

Dove inciampa?

Non è un film perfetto, e non ha nemmeno l'ambizione di esserlo. I 130 minuti si sentono, e ci sono passaggi in cui la densità delle spiegazioni finanziarie mette alla prova la pazienza, nonostante l'umorismo ben dosato. Per chi non sa nulla dell'argomento, la prima ora può essere una salita faticosa prima che il quadro si ricomponga.

Con così tanti fili e personaggi, anche il coinvolgimento emotivo ne risente. Di alcuni avrei voluto vedere di più, altri mi sono sembrati trattati più come funzioni che come persone. E il montaggio volutamente caotico non piacerà a tutti: c'è chi ne esce carico e chi semplicemente sfinito.

Nemmeno l'aspetto visivo aggiunge molto: è un film di uffici, sale riunioni e telefonate, e la sua forza sta nel montaggio e nel ritmo, non nelle immagini.

A chi lo consigliamo?

Se ti piace, guarda anche: The Wolf of Wall Street (2013), Margin Call (2011), Wall Street (1987), Vice - L'uomo nell'ombra (2018), Don't Look Up (2021)

Domande frequenti

Di cosa parla La grande scommessa?

Di quattro outsider che si accorgono dell'imminente crollo dell'economia globale, ignorato da banche, media e governo, e decidono di scommetterci sopra con un investimento audace.

Quanto dura La grande scommessa?

Il film dura 130 minuti.

Quando è uscito La grande scommessa in Italia?

Il film è arrivato nelle sale italiane il 7 gennaio 2016.

Chi ha diretto La grande scommessa?

Il film è diretto da Adam McKay.

Chi recita ne La grande scommessa?

Nei ruoli principali ci sono Steve Carell, Christian Bale, Ryan Gosling e Brad Pitt, affiancati da Marisa Tomei, Melissa Leo, Hamish Linklater e John Magaro.

Vale la pena rivedere oggi La grande scommessa?

Assolutamente sì. La grande scommessa è uno di quei rari film che intrattengono e inquietano allo stesso tempo, e più lo guardi, più ti accorgi di quante cose contiene. La rabbia di Steve Carell, la stranezza di Christian Bale, la sfrontatezza di Ryan Gosling e la regia nervosa e pulsante di Adam McKay formano una miscela difficile da dimenticare. Magari a volte ti perderai tra i numeri, ma quando alla fine il film ti mette spietatamente di fronte alla realtà, non saranno i numeri a restarti in mente, bensì la sensazione che tutto questo sia successo davvero. E che possa succedere di nuovo in qualsiasi momento. Guardalo, e poi pensaci due volte prima di decidere di chi fidarti quando si parla di soldi.

Voto: 8,3/10 · Storia 9 · Recitazione 9 · Regia 9 · Immagini 7 · Musica e sonoro 8 · Emozioni 8