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Recensione · Uscita: 28/09/2001

Moulin Rouge!, la recensione: la follia d'amore scintillante, chiassosa e straziante di Baz Luhrmann

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Ci sono film da cui nei primi cinque minuti o scappi, o ti innamori senza possibilità di ritorno: Moulin Rouge! è uno di questi. Il dramma musicale di Baz Luhrmann del 2001 travolge lo spettatore come il tappo di una bottiglia di champagne, e chi regge il primo assalto si ritrova davanti a una storia d'amore che da allora nessuno è davvero riuscito a imitare.

9,2/10
Voto
Eccessivo, caotico, sempre sull'orlo del kitsch, ed è proprio per questo che è diventato uno dei musical più appassionati mai girati.
Storia
7
Recitazione
9
Regia
10
Immagini
10
Musica e sonoro
10
Emozioni
9

Il voto complessivo è la media dei sei criteri.

Scheda del film

Uscita in Italia28/09/2001
RegiaBaz Luhrmann
CastEwan McGregor, Nicole Kidman, John Leguizamo, Jim Broadbent, Richard Roxburgh, Garry McDonald
GenereDrammi, Film romantici, Film musicali
Durata128 min
DivietoT
PaeseFilm australiani, Film americani

Dove vedere Moulin Rouge! in streaming?

In abbonamentoNetflixDisney Plus
A noleggioApple TV StoreGoogle Play MoviesTimvisionRakuten TVAmazon Video
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Dati streaming: JustWatch · aggiornato al 13/10/2026

Parigi, bohémien e un amore che non entra nel locale

Lo schema è semplice, quasi da fiaba. Siamo a Parigi, a cavallo tra Ottocento e Novecento. Christian è un giovane scrittore di talento abbagliante che, contro la volontà del padre, passa le giornate nella cerchia bohémienne del pittore Toulouse-Lautrec. È Lautrec a introdurlo nella compagnia di artisti di Montmartre e, naturalmente, nel mondo sfavillante, decadente e sfrenato dei locali notturni, dove tutto si compra e tutto è possibile. Tutto tranne una cosa: l'amore sincero.

E Christian, come capita ai giovani scrittori, sceglie subito proprio quello. Si innamora perdutamente di Satine, la stella più acclamata del locale più famigerato di Parigi. Da lì in poi il film non ci chiede se crediamo nel grande amore. Ce lo urla in faccia, lo balla e lo canta.

Lo ammetto, la trama in sé non è la cosa più originale del mondo. Il motivo dell'artista squattrinato e della stella irraggiungibile è vecchio quanto il teatro. Ma Luhrmann non punta sulla sorpresa, punta sull'amplificazione delle emozioni. È come un'opera lirica: sai che farà male, eppure resti seduto fino in fondo.

Ewan McGregor e Nicole Kidman: due attori che cantano davvero

La chiave del successo è che i due protagonisti si gettano nella follia senza riserve. Il Christian di Ewan McGregor è ingenuo, entusiasta, un po' goffo, e canta con una tale sincerità che ci si dimentica di quanto sia rischioso per un attore di cinema. In lui non c'è un briciolo di cinismo, e qui è vitale: un protagonista ironico, che strizza l'occhio, farebbe crollare tutto.

Nicole Kidman nei panni di Satine è insieme diva, donna d'affari e ragazza fragile. Un attimo prima è una star da palcoscenico tutta lustrini, un attimo dopo una persona spaventata che non ha via di fuga. È una delle sue interpretazioni migliori, ed è difficile immaginare qualcun altro con quei capelli rossi e quell'abito da sera scintillante.

Tra i comprimari, Jim Broadbent nel ruolo di Harold Zidler è un circo intero, nel senso migliore: ruffiano, impresario e sopravvissuto. John Leguizamo come Toulouse-Lautrec è l'anima bohémienne del film, mentre Richard Roxburgh nei panni del Duca restituisce l'uomo ricco e possessivo con un disgusto lascivo quasi tangibile. Ci sono poi Garry McDonald, Jacek Koman e Matthew Whittet, che riempiono di vita la variopinta compagnia di Montmartre.

Baz Luhrmann, il dittatore delle forbici da montaggio

Se qualcuno ha mai detto che lo stile di un regista è riconoscibile, pensava a Baz Luhrmann. Chi ha visto Romeo + Giulietta di William Shakespeare sa già cosa aspettarsi: tagli fulminei, movimenti di macchina vertiginosi, eccesso teatrale e cultura pop proprio dove meno te la aspetti.

La prima mezz'ora mette davvero alla prova lo spettatore. Il ritmo è quello di un film muto mandato a velocità doppia e poi cosparso con una scatola intera di glitter. Molti si arrendono qui, e li capisco. Ma il caos è voluto: Luhrmann ci mostra quanto sia inebriante, falso e rumoroso quel mondo, così che nei momenti più quieti l'amore colpisca ancora più forte.

È uno di quei rari casi in cui l'eccesso non è un difetto ma il genere stesso. Luhrmann non vuole una Parigi realistica, vuole un teatro dei sogni dove ogni emozione suona a volume dieci.

Canzoni pop a Montmartre: la musica che trascina tutto

Ecco il motivo per cui Moulin Rouge! è diventato leggenda. Luhrmann non usa musica d'epoca, ma prende brani pop famosi, li mescola, li spezza e li ricuce in una specie di grande compilation d'amore condivisa. Il risultato è insieme divertente, audace e sorprendentemente commovente.

I numeri musicali non sono decorazioni, sono il motore della storia. I personaggi cantano quando non riescono più a parlare, e questa vecchia regola del musical qui funziona alla perfezione. Durante un solo duetto scopriamo di Christian e Satine più che in dieci pagine di dialogo.

Per chi ama la musica, metà del film è anche un gioco: riconoscere da dove arriva un verso, una melodia, un ritornello. E chi non conosce le canzoni riceve comunque tutta la carica emotiva, perché arrangiamenti e interpretazioni dicono già tutto.

Dove si incrina lo scintillio?

Non sono un fan cieco, i difetti ci sono. L'umorismo farsesco della prima parte non andrà a segno con tutti, e davanti ad alcune gag anche io ho fissato il soffitto. Il ritmo a tratti sfianca, e il film vuole talmente tutto e subito che a volte si perde fra le sue stesse scenografie.

Anche l'ossatura della storia è semplice, e tra i personaggi soprattutto i comprimari sono più figurine che persone. Chi cerca un dramma romantico sfumato e lento qui trova un'operetta, non la finezza di Čechov.

Perché lo riguardiamo ancora dopo venticinque anni?

Perché pochissimi film osano essere così sentimentali. Moulin Rouge! non si vergogna di puntare in alto, di volere le lacrime, di voler credere nell'amore in un mondo in cui tutto ha un prezzo. Oggi che la maggior parte dei film si difende dal pathos con una strizzatina d'occhio, questa franchezza è quasi rivoluzionaria.

In 128 minuti il film ci accompagna dalla farsa fino alla tragedia, e chi fa con lui tutta la strada probabilmente canticchierà quelle canzoni ancora a lungo.

A chi lo consigliamo?

Se ti piace, guarda anche: Romeo + Giulietta di William Shakespeare (1996), Chicago (2002), Il grande Gatsby (2013), Cabaret (1972), La La Land (2016)

Domande frequenti

Di cosa parla Moulin Rouge!?

Nella Parigi di inizio Novecento il giovane scrittore Christian entra nella cerchia bohémienne di Toulouse-Lautrec e si innamora di Satine, la stella acclamata del locale più famigerato della città.

Quanto dura Moulin Rouge!?

Il film dura 128 minuti.

Chi ha diretto Moulin Rouge!?

Baz Luhrmann, in una produzione australiana e statunitense.

Chi sono i protagonisti?

Ewan McGregor (Christian), Nicole Kidman (Satine), John Leguizamo (Toulouse-Lautrec), Jim Broadbent (Harold Zidler) e Richard Roxburgh (il Duca).

Quando è uscito in Italia?

Il film è arrivato nelle sale italiane il 28 settembre 2001.

Varcherai la porta del mulino rosso o resterai fuori?

Moulin Rouge! non vuole piacere a tutti, ed è proprio per questo che lo amano in tanti. È chiassoso, kitsch, eccessivo, e intanto così sinceramente romantico che alla fine si commuove anche lo spettatore più cinico. Se non l'hai ancora visto, dagli una possibilità e resisti alla prima mezz'ora. Se l'hai già visto, è ora di rimetterlo su: Kidman e McGregor colpiscono dritti al cuore ancora oggi.

Voto: 9,2/10 · Storia 7 · Recitazione 9 · Regia 10 · Immagini 10 · Musica e sonoro 10 · Emozioni 9