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Recensione · Uscita: 26/10/1990

Gremlins, la recensione: il cucciolo più tenero del mondo, purché non mangi dopo mezzanotte

Film americaniFilm fantasyFilm horrorCommedieFilm di mostriFilm di Natale

C'è una creaturina pelosa che arriva con tre semplici regole, e naturalmente vengono infrante tutte e tre. Gremlins resiste da decenni perché riesce a essere allo stesso tempo una fiaba familiare da coccolare e un horror sfacciato e cattivello. Il film di Joe Dante morde ancora oggi come se fosse stato girato ieri.

8,2/10
Voto
Una commedia mostruosa anarchica, divertente e sorprendentemente cattiva, che resta uno dei cult più amati degli anni Ottanta.
Storia
8
Recitazione
7
Regia
9
Immagini
9
Musica e sonoro
8
Emozioni
8

Il voto complessivo è la media dei sei criteri.

Scheda del film

OriginalGremlins 2: The New Batch
Uscita in Italia26/10/1990
RegiaJoe Dante
CastZach Galligan, Phoebe Cates, Hoyt Axton, Frances Lee McCain, Corey Feldman, Keye Luke
GenereFilm fantasy, Film horror, Commedie
Durata106 min
PaeseFilm americani

Tre regole che tutti infrangono

L'idea alla base di Gremlins è così semplice da sembrare una favola. Billy riceve un nuovo animaletto, Gizmo, che ricorda un orsacchiotto di peluche, e insieme a lui un breve libretto di istruzioni: niente acqua, lontano dalla luce forte e soprattutto, anche se piange, anche se implora, mai dargli da mangiare dopo mezzanotte.

Chiunque abbia visto almeno un film sa benissimo che quelle regole vengono pronunciate proprio per essere violate una dopo l'altra. Billy le infrange tutte, e da lì crolla ogni cosa. A contatto con l'acqua Gizmo si moltiplica, e lo spuntino dopo mezzanotte trasforma i suoi discendenti in creature malvagie, ghignanti e dispettose. Questi mostriciattoli partono alla conquista della quieta cittadina, e quando fanno tappa in piscina ne escono a migliaia.

Il colpo di genio sta nel fatto che lo spettatore vede arrivare il disastro e si gode lo stesso il modo in cui prende forma, pezzo dopo pezzo. È come mettere in fila le tessere del domino: sai che cadranno, resta solo da capire con quanto fracasso.

Joe Dante, l'anarchico gentile

Joe Dante sa perfettamente cosa rende un film di mostri spaventoso e ridicolo nello stesso momento. Non vuole scegliere tra le due cose, ed è proprio questa la forza principale del film. Gremlins in un istante è un idillio di provincia, in quello dopo un horror vero e proprio, e in quello dopo ancora una buffonata assurda degna di un cartone dei Looney Tunes.

Si vede che Dante adora i suoi mostri. Le creature malvagie non sono belve senza volto, ma teppisti sfacciati, scombinati e festaioli, che si godono la distruzione come una banda di ragazzini in un edificio abbandonato. Per questo fanno ridere, e per questo mettono anche un po' paura: non c'è nessuna logica in loro, solo il piacere di sfasciare qualcosa.

Anche il ritmo è azzeccato. Il film non si butta subito nel caos, ma ci lascia il tempo di affezionarci a Gizmo e alla vita della cittadina. Così, quando si scatena l'inferno, c'è davvero qualcosa da perdere.

Gizmo e il cast

Diciamolo chiaramente: la vera star del film è Gizmo. Poche creature del cinema conquistano il pubblico così all'istante. Occhioni, pelo morbido, sguardo innocente: chi dopo averlo visto non ne vorrebbe uno a casa probabilmente ha un cuore di pietra.

Tra gli interpreti in carne e ossa, Zach Galligan nei panni di Billy porta in scena il classico ragazzo simpatico, adorabile e un po' impacciato come si deve. Phoebe Cates nel ruolo di Kate regala alla storia un tocco di calore e di concretezza. Hoyt Axton come Rand Peltzer e Frances Lee McCain come Lynn Peltzer costruiscono lo sfondo familiare, e il personaggio di McCain contribuisce in modo sorprendente al lato più duro del film.

Anche tra i comprimari spuntano volti noti: Corey Feldman è Pete, presenza fissa dei film per ragazzi degli anni Ottanta, Keye Luke interpreta il Nonno, figura misteriosa e saggia, e Dick Miller nei panni di Mr. Futterman offre un ottimo lavoro da caratterista. La recitazione non è l'attrattiva principale, ma ognuno fa esattamente ciò che il genere richiede.

Pupazzi, bava e caos in carne e ossa

Gremlins viene da un'epoca in cui i mostri erano fisicamente presenti sul set. Oggi, dopo decenni di effetti digitali a profusione, è uno dei suoi tesori più preziosi. Le creature sono tangibili, viscide, rugose, e funzionano proprio per questo. Hanno qualcosa di goffo e meccanico che a volte fa ridere e a volte mette i brividi sul serio.

Le trasformazioni e le scene di massa impressionano ancora, soprattutto se si pensa a quanto lavoro artigianale abbiano richiesto. Uno spettatore di oggi potrà forse notare qua e là i limiti dei pupazzi, ma è più un fascino che un difetto. È come un vecchio giocattolo un po' consumato che non cederemmo per nessuna cifra al mondo.

Anche la musica fa molto per l'atmosfera: giocosa e minacciosa insieme, proprio come il film.

Dove la bilancia vacilla

Non tutto ha retto alla prova del tempo. La prima parte può sembrare lenta a chi si è seduto sul divano solo per i mostri, e alcuni personaggi della cittadina sono più funzioni che figure vere e proprie. La parte umana a volte sembra solo una cornice per le scorribande delle creature.

L'altra cosa a cui conviene prepararsi: non è una favola per bambini, per quanto tenera sia la locandina. Ci sono momenti crudeli, sanguinosi e decisamente spaventosi, che possono scuotere parecchio un bambino piccolo. Più di una famiglia, ingannata dal pupazzo di peluche, si è aspettata un cartone animato e si è trovata davanti tutt'altro.

Si tratta però di dettagli in un film che gioca con i toni con tanta sicurezza.

Perché non invecchia mai

Il segreto di Gremlins è che racconta una fiaba vera: attento a cosa ricevi in regalo e rispetta le regole. Questa logica antica, quasi da racconto popolare, incontra un film di mostri irriverente e pop, e il risultato è qualcosa di davvero unico. Il film strizza l'occhio agli appassionati di horror, al pubblico del cinema per famiglie e a chi ama semplicemente vedere un piccolo mondo ordinato andare in mille pezzi.

Non stupisce che Gizmo sia diventato una delle icone degli anni Ottanta e che il film passi di generazione in generazione. Funziona anche a una seconda visione, e forse da adulti lo si apprezza ancora di più, perché è allora che si nota quanto umorismo nero e sfacciato contenga.

A chi lo consigliamo?

Se ti piace, guarda anche: Ghostbusters - Acchiappafantasmi (1984), I Goonies (1985), E.T. l'extra-terrestre (1982), Gremlins 2 - La nuova stirpe (1990)

Domande frequenti

Di cosa parla Gremlins?

Billy riceve in regalo Gizmo, un animaletto simile a un orsacchiotto di peluche, insieme a tre regole severissime. Quando il ragazzo le infrange, Gizmo si moltiplica e i suoi discendenti si trasformano in mostriciattoli malvagi che mettono a soqquadro la cittadina.

Quali sono le regole per Gizmo?

Non deve bagnarsi, va tenuto lontano dalla luce forte e non bisogna mai dargli da mangiare dopo mezzanotte.

Quanto dura Gremlins?

Il film dura 106 minuti.

Gremlins si può vedere con i bambini?

Solo con quelli più grandi. Nonostante il protagonista adorabile, il film contiene scene spaventose e violente che non sono adatte ai più piccoli.

Chi ha diretto Gremlins?

Il film è diretto da Joe Dante.

Gli diamo da mangiare dopo mezzanotte ancora una volta?

Assolutamente sì. Gremlins è uno di quei rari film che non invecchiano, ma maturano. Tenero e cattivo, divertente e spaventoso, il tutto con una cura artigianale che oggi si vede di rado. Se non l'hai mai visto, recupera; se l'hai già visto, è il momento di rispolverarlo. Un solo consiglio: metti via gli snack prima che scocchi la mezzanotte.

Voto Kinoster: 8,5/10

Voto: 8,2/10 · Storia 8 · Recitazione 7 · Regia 9 · Immagini 9 · Musica e sonoro 8 · Emozioni 8