La La Land recensione: il musical che fa ancora male dopo dieci anni, ed è proprio per questo che lo amiamo
Ci sono film che non si possono vedere una volta sola, perché alla seconda visione ti aspetti qualcos'altro e infatti ricevi qualcos'altro. La La Land è esattamente così: in superficie è una favola losangelina piena di colori, balli e sole, sotto nasconde una domanda di una sincerità spietata su quanto valga un sogno se lungo la strada perdi qualcuno. Il film di Damien Chazelle è arrivato nelle sale italiane il 26 gennaio 2017 e da allora non è mai passato di moda.
Un musical moderno struggente e composto con cura magistrale, che è insieme una lettera d'amore alla vecchia Hollywood e un lucido avvertimento per tutti i sognatori.
Scheda del film
| Uscita in Italia | 26/01/2017 |
|---|---|
| Regia | Damien Chazelle |
| Cast | Ryan Gosling, Emma Stone, John Legend, Rosemarie DeWitt, Finn Wittrock, Callie Hernandez |
| Genere | Commedie, Drammi, Film romantici |
| Durata | 128 min |
| Divieto | T |
| Paese | Film americani |
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Caffè, jazz e provini: di cosa parla il film?
La storia segue due persone che, nella stessa città e con la stessa fame, cercano di diventare qualcuno. Mia (Emma Stone) è un'aspirante attrice che tra un provino e l'altro serve cappuccini alle star del cinema: ogni giorno vede da vicinissimo la vita che desidera, solo che sta dal lato sbagliato del bancone. Sebastian (Ryan Gosling) è un musicista jazz che suona a feste in piscina e in locali squallidi, mentre in testa coltiva un mondo musicale del tutto diverso.
Il loro amore non è una storiella zuccherosa, ma l'alleanza di due persone ambiziose. Ed ecco il punto, che la premessa stessa lascia intuire: man mano che il successo si avvicina, si trovano davanti a scelte che iniziano a incrinare il loro fragile rapporto e quei sogni per cui hanno lottato così tanto. Non aggiungo altro, perché questo film va vissuto lasciando le sorprese al loro posto.
Gosling e Stone: un'alchimia che non si può dirigere
Lo dico senza mezzi termini: questa è una delle migliori coppie cinematografiche degli anni Dieci. Ryan Gosling ed Emma Stone avevano già lavorato insieme nella commedia romantica Crazy, Stupid, Love, e si vede. Niente imbarazzi, niente flirt calcolati: la giocosità e gli attriti tra loro risultano semplicemente credibili.
Il Sebastian di Gosling è un po' arrogante, un purista un po' permaloso che difende il jazz come se fosse un parente in fin di vita. Sa essere irritante, ed è proprio questo il bello. Emma Stone invece è il vero cuore del film: nelle scene dei provini di Mia ci sono così tante piccole umiliazioni e così tanta speranza che si finisce quasi per sudare con lei. Non sono le voci perfette né una tecnica di ballo da Broadway a renderli memorabili, ma la vulnerabilità che traspare da ogni loro gesto.
Tra i comprimari merita una menzione a parte John Legend nei panni di Keith: il suo personaggio incarna il dilemma che tormenta Sebastian, cioè quanto si possa cedere sui propri principi in nome del successo. Rosemarie DeWitt nel ruolo di Laura, Finn Wittrock come Greg e Callie Hernandez, Sonoya Mizuno e Jessica Rothe nei panni delle amiche di Mia arricchiscono la tavolozza, anche se il film appartiene senza dubbio ai due protagonisti.
Damien Chazelle, l'ossessionato del ritmo
Chi ha visto il film precedente di Chazelle, Whiplash, sa che questo regista non tratta la musica come un sottofondo, ma come una questione di vita o di morte. In La La Land scorre la stessa ossessione, solo con un abito più colorato. Lì sanguinavano le bacchette, qui sanguina il cuore.
La regia è semplicemente un virtuosismo. La macchina da presa balla con i personaggi, i lunghi piani sequenza danno l'impressione di essere finiti dentro un vecchio musical hollywoodiano, ma con una sfumatura moderna e un po' malinconica. Chazelle sa quando lasciar andare la realtà e quando riportarci bruscamente coi piedi per terra. È questa alternanza a dare al film il suo battito: un attimo fluttuiamo tra le stelle, quello dopo siamo seduti a una cena imbarazzante.
Ciò che incanta: colori, melodie e una città che diventa personaggio
Qui Los Angeles non è una scenografia, è un personaggio. Tra cieli viola e arancio al tramonto, bar illuminati al neon e autostrade infinite, la città appare seducente e crudele allo stesso tempo. L'estetica si abbandona a colori saturi e i costumi, soprattutto gli abiti di Mia, parlano quasi una lingua propria.
- La musica: le melodie ti restano in testa per giorni, non come i tormentoni facili, ma perché ogni motivo che ritorna acquista un significato nuovo.
- Le coreografie: l'obiettivo non è la perfezione, ma far sì che la danza sia il naturale prolungamento delle emozioni.
- L'atmosfera: nostalgica e insieme freschissima, un equilibrio raro.
Lo confesso: alla prima visione mi è venuta la pelle d'oca più volte, e l'effetto non si è affievolito rivedendolo.
Dove vacilla la magia?
Non sarei onesto se mi limitassi a sbrodolare elogi. La parte centrale del film è sensibilmente più lenta, i 128 minuti non sono giustificati ovunque, e c'è chi vive la seconda metà, più rivolta alla realtà, come un cambio di tono troppo brusco. Chi si aspetta un musical classico e allegro dall'inizio alla fine potrebbe restare deluso, perché il film non addolcisce il prezzo dell'ambizione.
Anche i monologhi del purista Sebastian dividono: a tratti suonano più come una lezioncina che come passione. E sì, nemmeno le voci dei protagonisti sono da teatro d'opera. Secondo me è più un pregio, perché li rende umani, ma capisco se a qualcuno dà fastidio.
A chi lo consigliamo?
- Fa per te se: A chiunque ami la musica, il romanticismo e quei film di cui hai voglia di parlare con qualcuno per giorni. Particolarmente consigliato ai sognatori, agli artisti e a chi si è trovato almeno una volta a scegliere tra carriera e amore.
- Meglio lasciar perdere se: A chi non sopporta i musical o cerca una commedia romantica leggera con un lieto fine senza ombre. Anche il ritmo più lento e il tono malinconico non sono per tutti.
Se ti piace, guarda anche: Whiplash (2014), Cantando sotto la pioggia (1952), Les parapluies de Cherbourg (1964), The Greatest Showman (2017), A Star Is Born (2018)
Domande frequenti
Di cosa parla La La Land?
Mia, aspirante attrice, e Sebastian, musicista jazz, cercano di realizzare i propri sogni a Los Angeles. Man mano che il successo cresce, si trovano davanti a scelte che mettono alla prova il loro rapporto e i loro obiettivi.
Quando è uscito La La Land in Italia?
Il film è arrivato nelle sale italiane il 26 gennaio 2017.
Quanto dura La La Land?
Il film dura 128 minuti.
Chi ha diretto La La Land?
Il film è diretto da Damien Chazelle, già autore di Whiplash.
Chi sono i protagonisti di La La Land?
Ryan Gosling interpreta Sebastian ed Emma Stone interpreta Mia; accanto a loro compare John Legend nel ruolo di Keith.
Vale ancora la pena perdersi in La La Land oggi?
Assolutamente sì. La La Land è uno di quei rari film che non invecchiano, maturano. Alla prima visione ti incanta, alla seconda ti soffermi sui dettagli, alla terza ti sorprendi a ripensare alle tue stesse scelte. Chazelle non ha preso la strada più facile: non ci ha dato una favola glassata, ma una confessione splendida e agrodolce sul fatto che il prezzo dei nostri sogni è spesso più alto di quanto immaginiamo. Accendi un buon impianto audio, spegni la luce e lasciati catturare dalla melodia sotto il cielo viola di Los Angeles. Per me è un 9 su 10, e non è un voto che do alla leggera.
