The Island, la recensione: l'utopia di Michael Bay dove scappare conta più che pensare
C'è un momento in cui un film di fantascienza pone una domanda, e poi arriva Michael Bay e la fa saltare in aria. The Island è esattamente questo: la prima ora è una distopia sorprendentemente fredda e inquietante, poi il film cambia pelle e diventa una corsa scintillante, tutta lamiere e frastuono. Per questo irrita e diverte allo stesso tempo, ed è proprio per questo che lo riguardiamo ancora, vent'anni dopo.
Un'idea di partenza intelligente, un primo atto memorabile e scene d'azione impressionanti, ma la seconda metà si affida più alla pirotecnica che al proprio tema.
Scheda del film
| Uscita in Italia | 18/08/2005 |
|---|---|
| Regia | Michael Bay |
| Cast | Ewan McGregor, Scarlett Johansson, Djimon Hounsou, Sean Bean, Steve Buscemi, Michael Clarke Duncan |
| Genere | Film d'azione, Thriller, Film di fantascienza |
| Durata | 136 min |
| Paese | Film americani |
Tute bianche, corridoi sterili, una promessa
Senza spoiler: Lincoln 6-Echo e Jordan-2 Delta vivono in una struttura chiusa e sorvegliatissima, insieme a centinaia di altre persone. Tutti aspettano la stessa cosa: essere estratti per l'Isola, che secondo la versione ufficiale è l'ultimo luogo abitabile rimasto sulla Terra. Quella lotteria è la speranza della comunità, il senso delle giornate e, naturalmente, lo strumento di controllo più comodo che ci sia.
Lincoln però comincia a farsi domande. Scopre che tutto ciò che credeva di sapere su se stesso e sul mondo è una menzogna, e che la favola dell'Isola è l'inganno più crudele di tutti. Quando capisce che da morti valgono più che da vivi, fugge insieme a Jordan. Non dico altro, perché la forza più grande del primo terzo del film sta proprio nel modo in cui il sospetto viene instillato goccia dopo goccia.
Lo spunto è un'eredità classica della fantascienza: una società chiusa, apparentemente perfetta, le cui crepe vengono notate da un solo individuo curioso. Un motivo già visto, ma che funziona, e all'inizio il film ha davvero qualcosa di opprimente.
Ewan McGregor e Scarlett Johansson: due anime ingenue nel tritacarne
Ewan McGregor è una scelta azzeccatissima per Lincoln. Ha una curiosità quasi infantile, uno sguardo pulito e un po' impacciato che ci fa credere davvero che quest'uomo non abbia mai visto il mondo reale. Dopo Trainspotting e la trilogia prequel di Star Wars, qui mostra un volto completamente diverso: meno spavaldo, molto più vulnerabile.
Scarlett Johansson, nei panni di Jordan, ha un po' meno materiale a disposizione, ma la sua presenza resta forte. Era nel pieno della sua ascesa e si vede: la macchina da presa la adora, e lei sa dare peso anche al minimo cambio d'espressione, persino quando la sceneggiatura si limita a farla correre da un'esplosione all'altra.
Il cast di contorno è impressionante. Sean Bean, nel ruolo del dottor Bernard Merrick, è di una cortesia glaciale e inaffidabile esattamente quanto ci si aspetta da un personaggio di Sean Bean. L'Albert Laurent di Djimon Hounsou è una figura disciplinata e dura che si rivela sorprendentemente sfaccettata. Steve Buscemi, nei panni di James 'Mac' McCord, è la migliore valvola comica del film: ogni sua battuta è una boccata d'aria fresca tra le scenografie asettiche. Michael Clarke Duncan compare in un ruolo breve ma memorabile come Starkweather, e nessuno sa spremere tanta umanità da una scena in così poco tempo.
Michael Bay, l'uomo che non sa rallentare
Michael Bay non ha bisogno di presentazioni: dopo The Rock, Armageddon e Bad Boys tutti sanno cosa aspettarsi da lui. Colori saturi, macchina da presa sempre in movimento, metallo, vetro, scintille, ralenti. La cosa interessante di The Island è che nella prima ora il regista sembra trattenersi. Le scene nella struttura sono fredde, quasi cliniche, e questo si sposa bene con il tema: le divise bianche, la dieta controllata, il sistema che osserva tutto creano un'atmosfera autenticamente distopica.
Poi scatta la fuga e Bay si scatena. Da lì il film passa a un altro genere: inseguimenti in autostrada, pezzi di ricambio che volano ovunque, distruzione su scala incredibile. Sono sequenze tecnicamente straordinarie, spesso da rimanere letteralmente a bocca aperta. Solo che, nel frattempo, ci dimentichiamo di cosa il film volesse dirci all'inizio.
Dove il film vola davvero
- Il primo atto. La presentazione del mondo chiuso è tesa, misteriosa e inquietante: la parte più riuscita del film.
- L'azione. Qui Bay è al suo apice: ritmo dei grandi inseguimenti, montaggio e sonoro colpiscono tutti insieme.
- Il cast. McGregor, Johansson, Bean, Hounsou, Buscemi e Duncan formano una squadra che raramente si vede in un action di fantascienza estivo.
- Il tema. Il valore della vita umana, lo sfruttamento, una felicità costruita sulla menzogna: questioni ancora attuali, forse oggi più che mai.
Dove manca l'aria
Il problema è che i 136 minuti sono distribuiti in modo sbilanciato. Il film solleva domande filosofiche e poi, invece di approfondirle, le accantona con una scena d'azione dopo l'altra. Il dilemma etico che regge la prima ora, nella seconda metà diventa poco più di un rumore di fondo, ripescato ogni tanto per il tempo di una battuta.
Anche il tono oscilla: dalla distopia fredda e riflessiva si passa di colpo a un'estetica rumorosa, patinata, a tratti quasi da spot pubblicitario. A chi dà fastidio, il secondo atto potrà risultare faticoso. Chi invece non ci fa caso si ritroverà davanti a un film adrenalinico e confezionato alla perfezione, che non lascia mai calare l'attenzione.
Vent'anni dopo: come è invecchiato?
Sorprendentemente bene. Il mix di effetti digitali e distruzione reale convince ancora oggi, e il contrasto visivo tra il futuro sterile della struttura e il mondo esterno, polveroso e rumoroso, è un'idea davvero forte. E il tema, quanto vale una vita umana quando qualcuno ci guadagna sopra, si è fatto più affilato, non meno.
Curiosamente, The Island è uno dei pochi film di Bay che, rivedendolo, non ricordiamo solo per l'azione. Dentro c'è l'impronta di un film migliore e più intelligente, che ogni tanto affiora tra il fumo delle esplosioni. Ed è quell'impronta a renderlo interessante ancora oggi.
A chi lo consigliamo?
- Fa per te se: Per chi ama la fantascienza d'azione spettacolare e ad alto budget, e apprezza quando a uno spunto distopico si accompagnano inseguimenti come si deve. Imperdibile per i fan di Ewan McGregor e Scarlett Johansson.
- Meglio lasciar perdere se: Chi cerca una fantascienza filosofica, profonda e dai tempi distesi resterà deluso nella seconda metà. E chi non sopporta lo stile di Michael Bay non si convertirà certo qui.
Se ti piace, guarda anche: Gattaca (1997), La fuga di Logan (1976), Minority Report (2002), Non lasciarmi (2010), The Rock (1996)
Domande frequenti
Di cosa parla The Island?
Lincoln 6-Echo e Jordan-2 Delta vivono in una struttura sorvegliatissima e sperano di essere scelti per l'Isola, l'ultimo luogo abitabile della Terra. Lincoln scopre che è tutto una menzogna e, quando capisce che da morti valgono più che da vivi, fugge con Jordan.
Quanto dura The Island?
Il film dura 136 minuti.
Chi ha diretto The Island?
Il film è diretto da Michael Bay.
Quando è uscito The Island in Italia?
Il film è arrivato nelle sale italiane il 18 agosto 2005.
Chi recita in The Island?
I protagonisti sono Ewan McGregor e Scarlett Johansson, affiancati da Djimon Hounsou, Sean Bean, Steve Buscemi e Michael Clarke Duncan.
Sali anche tu sul treno della fuga con Lincoln?
Sì, ma sappi su cosa stai salendo. The Island è una distopia che parte alla grande e a metà strada decide di voler essere piuttosto un film d'azione, una scelta che Michael Bay porta avanti a tutta potenza. Se in una serata libera hai voglia di una fantascienza adrenalinica, spettacolare e comunque capace di farti pensare, puoi scegliere molto peggio. Solo non aspettarti che alla fine sia intelligente quanto lo era all'inizio. Il mio voto: 7/10, e un punto intero è tutto merito di Steve Buscemi.
