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Recensione · Uscita: 10/10/2008

The Mist, la recensione: i mostri sono fuori, ma il vero incubo abita tra le corsie del supermercato

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Ci sono horror che ti costringono ad accendere la luce prima di andare a letto, e poi c'è The Mist, che ti fa passare la voglia di scendere al negozio sotto casa. Il film di Frank Darabont del 2007 sulla carta è un horror fantascientifico con creature mostruose, ma in realtà è uno studio di una precisione crudele su quanto poco serva perché il vicino gentile si trasformi in una folla assetata di sangue. Spoiler: davvero pochissimo.

8,5/10
Voto
The Mist è uno degli horror americani più opprimenti e intelligenti degli ultimi decenni, e la sua creatura più spaventosa non si nasconde nella nebbia: predica dietro la cassa.
Storia
9
Recitazione
9
Regia
9
Immagini
6
Musica e sonoro
8
Emozioni
10

Il voto complessivo è la media dei sei criteri.

Scheda del film

Uscita in Italia10/10/2008
RegiaFrank Darabont
CastThomas Jane, Laurie Holden, Toby Jones, Marcia Gay Harden, Andre Braugher, William Sadler
GenereFilm horror, Film di fantascienza, Thriller
Durata126 min
DivietoVM14
PaeseFilm americani

Spesa sull'orlo dell'apocalisse: di cosa parla The Mist?

La premessa è semplicissima, ed è proprio questo il segreto della sua efficacia. Su una cittadina americana cala una nebbia strana, quasi ultraterrena. David Drayton e il figlioletto Billy sono nel supermercato del paese quando quel muro bianco inghiotte la strada, e all'improvviso si ritrovano bloccati dentro insieme a decine di altri abitanti. È David il primo ad accorgersi che là fuori qualcosa si muove: creature terrificanti, letali, che non appartengono a questo mondo.

Da quel momento il film combatte su due fronti. Fuori ci sono le creature, dentro ci sono il panico, il sospetto e la paura, che lentamente ma inesorabilmente divorano la comunità. Vicini, amici e conoscenti diventano a loro volta dei mostri, e la vera domanda del film non è cosa si nasconda nella nebbia, ma di chi bisogna avere più paura.

Non farò spoiler: sulla trama basta e avanza così. È uno di quei film da affrontare sapendone il meno possibile.

Darabont e l'arte dell'horror a porte chiuse

Il nome di Frank Darabont ai più ricorda Le ali della libertà e Il miglio verde, cioè film in cui persone chiuse in uno spazio ristretto cercano in qualche modo di restare umane. The Mist ne è il riflesso cupo e deformato. Anche qui c'è una comunità rinchiusa, solo che stavolta al centro non c'è la speranza, ma la velocità con cui evapora.

La regia è asciutta nel senso migliore del termine. Darabont non fa giochi di prestigio e non riempie il film di jump scare: lascia che sia la situazione stessa a soffocarti. Gli scaffali, i banchi frigo, la porta del magazzino diventano un campo di battaglia, e ogni spazio sembra restringersi col passare del tempo. Nonostante i 126 minuti, il ritmo non cede mai, perché la tensione non nasce dai mostri ma dai rapporti tra i personaggi.

La macchina da presa segue gli eventi con una vicinanza quasi documentaristica, che ci chiude la porta alle spalle ancora di più. Ci si sorprende a sentirsi rannicchiati dietro la cassa anche noi, a chiederci da che parte stare.

Mrs. Carmody, una delle cattive più irritanti della storia del cinema

Se c'è un'interpretazione che basta da sola a meritare a The Mist un posto tra i grandi del genere, è la Mrs. Carmody di Marcia Gay Harden. Un personaggio che lo spettatore detesta d'istinto fin dal primo minuto, e quell'irritazione verso il finale diventa quasi un dolore fisico. La cosa più terrificante è che è credibile da capo a piedi. Tutti conosciamo almeno una persona che, nei momenti di crisi, è tra le prime a urlare più forte degli altri, e alla cui voce prima o poi la folla dà retta.

Thomas Jane, nei panni di David, è la bussola morale del film, ed è una scelta azzeccata non farne un eroe d'azione infallibile. È un padre che vuole soprattutto proteggere il figlio e che ha paura come chiunque altro. Jane, che molti ricorderanno in The Punisher, qui lavora su un registro molto più umano e vulnerabile, e gli sta benissimo.

Il cast di contorno è davvero eccezionale. Toby Jones nel ruolo di Ollie Weeks è la sorpresa silenziosa del film: quel tipo dimesso che all'inizio nessuno prende sul serio e che poi si rivela il più affidabile di tutti. Laurie Holden come Amanda Dunfrey è uno degli ultimi baluardi del buon senso, mentre il Brent Norton di Andre Braugher è un contrappunto perfetto, lo scettico razionale che si rifiuta semplicemente di credere a ciò che sta succedendo. Anche William Sadler, Jeffrey DeMunn e Frances Sternhagen regalano personaggi precisi e memorabili: in questo cast non c'è un solo anello debole.

Cosa funziona alla perfezione

La forza più grande di The Mist è usare la cornice del monster movie per mettere in scena un esperimento sociale spietato. Le creature nascoste nella nebbia sono solo un catalizzatore: il vero dramma lo fornisce la natura umana.

Dove si vede che è un film del 2007?

Diciamolo con onestà: l'aspetto visivo è quello invecchiato peggio. Alcune delle creature realizzate in digitale oggi sembrano un po' di plastica, e in certi momenti più che il terrore viene in mente il rendering. Per fortuna il difetto pesa meno di quanto si potrebbe pensare, perché il film non vive delle creature. Meno se ne vedono, meglio è, e Darabont lo sa quasi sempre.

Chi associa l'horror soprattutto a salti sulla sedia e sangue potrebbe trovare lenta la parte centrale, quando il film punta più sui dialoghi e sulla costruzione della tensione. Per me è proprio il suo punto più forte, ma capisco che non tutti si aspettino questo da un film di mostri.

Un avvertimento importante: The Mist è un'esperienza emotivamente molto pesante. Non è il tipo di horror da guardare ridacchiando con una ciotola di popcorn. Ti resta in testa anche dopo, e per giorni non se ne va.

Perché oggi è più attuale di quando è uscito?

Sono passati quasi vent'anni dalla sua uscita, eppure è impressionante quanto sia ancora fresco. Le crisi degli ultimi anni, gli assalti ai supermercati, l'allarmismo che sui social esplode in un attimo hanno dimostrato che Darabont non esagerava affatto. The Mist racconta cosa succede quando la mancanza di informazioni incontra la paura, ed è difficile immaginare un tema più universale.

Mrs. Carmody oggi è forse ancora più spaventosa di allora, perché nel frattempo abbiamo visto tutti quanto seguito possa raccogliere la voce più forte. È questo che rende The Mist qualcosa di più di un monster movie ben fatto: è uno specchio in cui guardarsi non è affatto piacevole.

A chi lo consigliamo?

Se ti piace, guarda anche: La cosa (1982), Alien (1979), L'alba dei morti viventi (2004), A Quiet Place: Un posto tranquillo (2018)

Domande frequenti

Di cosa parla The Mist?

Su una cittadina americana cala una strana nebbia in cui si muovono creature letali e ultraterrene. David Drayton e il figlio Billy restano bloccati nel supermercato insieme ad altri abitanti, dove la paura e il panico finiscono per sgretolare la comunità.

Quanto dura The Mist?

Il film dura 126 minuti.

The Mist si può guardare con i bambini?

No. Il film è spaventoso, violento ed emotivamente molto opprimente, decisamente non adatto ai più piccoli.

Chi ha diretto The Mist?

Il film è diretto da Frank Darabont, con Thomas Jane, Marcia Gay Harden, Laurie Holden e Toby Jones tra i protagonisti.

Quando è uscito The Mist in Italia?

The Mist, film del 2007, è arrivato nelle sale italiane il 10 ottobre 2008.

Avrai ancora il coraggio di scendere al supermercato?

The Mist non è un film piacevole e non vuole esserlo. È un horror spietato, intelligente e dolorosamente umano, che usa la scenografia del monster movie per porre la domanda più scomoda di tutte: cosa diventiamo quando la sicurezza intorno a noi svanisce? Gli effetti a tratti mostrano i loro anni, ma gli attori, Marcia Gay Harden su tutti, e la regia granitica di Darabont compensano ampiamente. Se non l'hai ancora visto, rimedia, ma non in una sera stanca infrasettimanale e possibilmente non da solo. Se invece l'hai già visto, probabilmente lo senti ancora nello stomaco. Un 9 su 10 pieno, e uno dei migliori esempi del fatto che, a volte, la creatura più spaventosa siamo noi.

Voto: 8,5/10 · Storia 9 · Recitazione 9 · Regia 9 · Immagini 6 · Musica e sonoro 8 · Emozioni 10