Up, la recensione: il capolavoro Pixar sospeso ai palloncini che ti spezza il cuore in dieci minuti
C'è un momento, all'inizio di Up, in cui gli adulti in sala cominciano a frugare in tasca in cerca di un fazzoletto, davanti a un cartone animato, e non se ne vergognano affatto. Il film di Pete Docter racconta di un vedovo solitario di 78 anni che, letteralmente, solleva la propria casa e se ne vola via. Un'idea così stramba che solo la Pixar poteva prenderla tanto sul serio, ed è proprio questo a renderla indimenticabile.
Up è una delle vette assolute della Pixar: divertente, avventuroso e capace di parlare di lutto e di sogni mancati con una sincerità che pochi film dal vero possono vantare.
Scheda del film
| Uscita in Italia | 15/10/2009 |
|---|---|
| Regia | Pete Docter |
| Cast | Ed Asner, Christopher Plummer, Jordan Nagai, Bob Peterson, Delroy Lindo, Jerome Ranft |
| Genere | Film d'animazione, Commedie, Film per famiglie, Film d'avventura |
| Durata | 96 min |
| Paese | Film americani |
Una casa, migliaia di palloncini e un sogno dimenticato
Carl Fredricksen ha 78 anni e, da quando è morta sua moglie, vive chiuso in sé stesso. Tutti i terreni attorno alla sua vecchia casa sono stati comprati da un'impresa, che naturalmente ha messo gli occhi anche sulla sua. Ma Carl non riesce a separarsene: quelle pareti sono piene di ricordi, tra cui una fotografia davanti alla quale lui e la moglie fantasticavano di partire, un giorno, per la cascata più grande del mondo. Quel viaggio non si è mai fatto.
Poi arriva la svolta che dà anche l'immagine alla locandina: sfruttando la sua vecchia esperienza da venditore di palloncini, Carl gonfia la casa in una sola notte e la mattina, prima che lo portino in una casa di riposo, si alza semplicemente in cielo. Destinazione Sud America. L'unico intoppo è che a bordo c'è un passeggero clandestino: un ragazzino che si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato, o in quello giusto al momento giusto, dipende dai punti di vista.
Non dico altro, perché uno dei grandi piaceri di Up è che continua a sorprendere. Di sicuro quella che comincia come la fuga di un nonno brontolone diventa un film d'avventura, e di quelli che colpiscono in modo diverso a seconda che tu lo veda da bambino o da adulto.
Quei primi dieci minuti di cui parlano tutti
Non svelo i dettagli, ma bisogna sottolinearlo: l'inizio del film è una delle scelte più coraggiose dell'animazione moderna. La Pixar apre una commedia per famiglie con un preludio che starebbe meglio in un dramma per adulti. Quasi senza parole, solo con immagini e musica, racconta qualcosa che molti film non riescono a dire con tanta chiarezza nemmeno in due ore.
È grazie a questo coraggio che Carl non è un vecchietto buffo di cui ridere, ma una persona che capiamo. Dietro ogni brontolio, ogni gesto testardo, c'è qualcosa che ci portiamo dietro anche noi. Da quel momento la casa volante non è più una gag, ma lutto, ostinazione e speranza tutti insieme. Raro trovare un cartone animato in cui un grappolo di palloncini significhi così tanto.
Voci che danno vita ai personaggi
Ed Asner nei panni di Carl Fredricksen è una scelta perfetta. La sua voce è roca, burbera, ma da qualche parte, in fondo, si nasconde un calore che impedisce a Carl di risultare antipatico. Per tutto il film si sente che questo vecchio scorbutico, un tempo, sapeva amare moltissimo.
Jordan Nagai è Russell, il contrappunto ideale: entusiasta, chiacchierone, un po' irritante, proprio come un bambino vero. La dinamica tra i due, il vecchio scontroso e il ragazzino inguaribilmente ottimista, è il motore del film. Christopher Plummer, che molti ricordano in Tutti insieme appassionatamente, presta la voce a Charles Muntz e porta un peso particolare nella storia, ma per non rovinarvi nulla preferisco fermarmi qui.
Una lode a parte va a Bob Peterson, che doppia sia Dug sia Alpha e li rende entrambi memorabili. Anche Delroy Lindo come Beta e Jerome Ranft come Gamma arricchiscono la banda, mentre John Ratzenberger, portafortuna ricorrente dei film Pixar, fa capolino anche stavolta in un ruolo minore, quello del capocantiere Tom.
Pete Docter, il regista che sa far piangere
Con Monsters & Co. Pete Docter aveva già dimostrato di saper raccontare storie ai bambini commuovendo pure gli adulti. Up porta questa capacità al suo apice. Docter non ha paura dei momenti lenti e silenziosi e, cosa ancora più importante, si fida del suo pubblico. Non spiega troppo, non ci sbatte in faccia ogni emozione: lascia semplicemente lavorare le immagini.
Anche il ritmo è magistrale. Il film dura 96 minuti e ci stanno dentro il dramma, lo slapstick, la tensione da film d'avventura e una gran quantità di umorismo surreale. Eppure non sembra mai affollato, perché ogni battuta e ogni scena d'azione si lega in qualche modo al percorso emotivo di Carl. È la lezione che i film d'animazione più deboli non imparano mai: lo spettacolo vale qualcosa solo se nel frattempo stiamo in pena per qualcuno.
Colori, palloncini e una melodia che non ti lascia
Visivamente Up è un libro illustrato pieno di fantasia. Le forme squadrate e tondeggianti dei personaggi sono quasi delle descrizioni caratteriali: la testa quadrata di Carl dice tutto sulla sua testardaggine. La casa sospesa sotto la nuvola variopinta di palloncini è una delle immagini più iconiche che il cinema d'animazione ci abbia mai regalato, e anche i paesaggi sudamericani sono splendidi.
La musica, poi, meriterebbe un capitolo a sé. Il tema principale è un semplice motivo di valzer, all'inizio delizioso e poi, ogni volta che ritorna, sempre più doloroso e sempre più bello. Gran parte del montaggio iniziale si regge su questa musica, e si regge benissimo. Se tra una settimana vi ritrovate ancora a canticchiarla, non stupitevi.
Dove il palloncino perde un po' di quota?
Volendo fare i pignoli, e un po' voglio farlo, direi che la seconda metà è a tratti più un classico film d'avventura di quanto il prologo lasci immaginare. La straordinaria profondità emotiva con cui Up si apre ogni tanto cede il passo agli inseguimenti e allo slapstick. Per i bambini è perfetto, ma lo spettatore adulto può rimpiangere per qualche istante quella magia silenziosa che lo aveva conquistato.
Ma è davvero un dettaglio. Anche nelle parti più movimentate Up sa sempre dove sta andando, e il suo cuore resta al posto giusto fino alla fine.
A chi lo consigliamo?
- Fa per te se: Per chiunque ami i film Pixar, il cinema per famiglie che arriva dritto al cuore o semplicemente una bella avventura. Particolarmente consigliato da vedere insieme ai nonni, tra generazioni diverse.
- Meglio lasciar perdere se: Per chi da un film d'animazione si aspetta solo comicità leggera e spensierata e non vuole che un cartone animato parli anche di lutto e di sogni rimasti nel cassetto.
Se ti piace, guarda anche: Monsters & Co. (2001), WALL•E (2008), Toy Story 3 - La grande fuga (2010), Inside Out (2015), Coco (2017)
Domande frequenti
Di cosa parla Up?
Carl Fredricksen, vedovo di 78 anni, in una sola notte fa volare la sua casa con migliaia di palloncini e parte per il Sud America per realizzare il sogno condiviso con la moglie: raggiungere la cascata più grande del mondo. Nel viaggio lo accompagna un ragazzino salito a bordo di nascosto.
Quando è uscito Up in Italia?
Il film è arrivato nelle sale italiane il 15 ottobre 2009.
Quanto dura Up?
Up dura 96 minuti.
Chi ha diretto Up?
Il film è diretto da Pete Docter.
Chi sono i doppiatori della versione originale di Up?
Carl Fredricksen ha la voce di Ed Asner, Charles Muntz quella di Christopher Plummer, Russell quella di Jordan Nagai, mentre Dug e Alpha sono doppiati da Bob Peterson.
Qual è il titolo originale di Up?
Il titolo originale è lo stesso, Up: si tratta di una commedia d'animazione e film d'avventura per famiglie statunitense.
Salirete ancora una volta sulla casa di Carl?
Se l'avete già visto, conoscete la risposta: sì, e vi commuoverete di nuovo. Se invece in qualche modo vi è sfuggito, non rimandate oltre. Up è quel raro film d'animazione che ai bambini regala un'avventura meravigliosa e agli adulti un promemoria silenzioso e dolorosamente bello: i sogni non vanno lasciati a prendere polvere su una mensola. Tenete a portata di mano un fazzoletto e lasciatevi portare via dai palloncini.
