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Recensione · Uscita: 02/11/2007

Il caso Thomas Crawford, la recensione: la partita a scacchi in tribunale tra Anthony Hopkins e Ryan Gosling, dove l'assassino sorride per ultimo?

Film tedeschiFilm americaniThrillerFilm polizieschi

Esiste un tipo di thriller in cui sappiamo fin dai primi minuti chi è l'assassino, ed è proprio questo a renderlo snervante. Il caso Thomas Crawford appartiene a questa categoria: la domanda non è chi abbia premuto il grilletto, ma come si possa dimostrarlo. E lo scontro tra Anthony Hopkins e Ryan Gosling è un piacere tale che ancora oggi vale la pena recuperare questo film del 2007.

7,3/10
Voto
Un thriller giudiziario intelligente, elegante e davvero divertente, la cui arma migliore è il gioco del gatto col topo tra i due protagonisti.
Storia
8
Recitazione
9
Regia
7
Immagini
7
Musica e sonoro
6
Emozioni
7

Il voto complessivo è la media dei sei criteri.

Scheda del film

OriginalFracture
Uscita in Italia02/11/2007
RegiaGregory Hoblit
CastAnthony Hopkins, Ryan Gosling, David Strathairn, Rosamund Pike, Embeth Davidtz, Billy Burke
GenereThriller
Durata113 min
DivietoT
PaeseFilm tedeschi, Film americani

Un omicidio che sembra fin troppo semplice

Il punto di partenza è quasi provocatoriamente lineare. Ted Crawford scopre che la giovane moglie Jennifer lo tradisce e architetta un piano perfetto per ucciderla. Quando la polizia irrompe in casa, lo trova con la pistola in mano, e Crawford non si sogna nemmeno di negare di averle sparato. A rendere tutto ancora più imbarazzante, il detective Rob Nunally riconosce sconvolto nella vittima la propria amante.

Crawford viene arrestato, confessa e finisce dietro le sbarre. Sulla carta è il classico caso che un procuratore vince a occhi chiusi. Ed è esattamente ciò che pensa l'ambizioso vice procuratore distrettuale Willy Beachum, convinto di avere tra le mani una vittoria facile e veloce. Solo che più scava, più si ingarbuglia nei fili della vicenda, senza accorgersi che in realtà è Crawford a tirare le fila di tutto.

Della trama non conviene sapere altro. La forza del film sta nel cullare lo spettatore nella stessa comoda sicurezza di Beachum, per poi sfilargli il terreno da sotto i piedi, lentamente e con metodo.

Hopkins, il predatore sorridente

Pochi attori sanno essere pericolosi quanto Anthony Hopkins facendo praticamente nulla. Nei panni di Ted Crawford costruisce un uomo freddo, preciso, sicuro di sé fino all'eccesso, che con ogni frase è un passo avanti agli altri. Difficile non pensare a Hannibal Lecter, e il film ovviamente lo sa, ma Crawford è un mostro di altro genere: la sua arma non è la minaccia brutale, bensì la superiorità intellettuale.

Hopkins qui si diverte, e si vede, e quel gusto per il gioco contagia anche chi guarda. Ogni sua scena è un piccolo spettacolo in cui convivono scherno, una condiscendenza quasi paterna e un calcolo glaciale. Sarebbe facile esagerare, ma Hopkins sa esattamente fin dove spingersi. Il risultato è un cattivo per cui, con un pizzico di vergogna, finiamo anche per fare il tifo.

Gosling, il giovane procuratore presuntuoso

In quegli anni Ryan Gosling era il giovane attore di cui tutti intuivano il grande futuro, e questo film spiega bene il perché. Willy Beachum non è un eroe senza macchia: arrogante, carrierista, un po' troppo pieno di sé, ed è proprio questo a renderlo interessante. A fronteggiare il male non c'è un cavaliere senza paura, ma un ragazzo ambizioso per cui questo caso è forse il primo vero schiaffo della vita.

Lo stile disinvolto e sicuro di Gosling calza a pennello al personaggio e, cosa più importante, non scompare accanto a Hopkins. Non è poco, perché vicino a un attore di quel calibro è facile finire in secondo piano. Le scene che condividono sono i momenti migliori del film, una partita a scacchi in cui uno dei giocatori ragiona dieci mosse avanti mentre l'altro sta ancora imparando le regole.

Anche i comprimari sono solidi. David Strathairn nei panni di Joe Lobruto garantisce una presenza autorevole e affidabile, Rosamund Pike come Nikki Gardner porta colore nella vita di Beachum e Billy Burke, nel ruolo del detective Nunally, è una delle figure più tragiche del film. Fiona Shaw come giudice e Cliff Curtis come investigatore Flores hanno meno spazio, ma entrambi offrono uno sfondo credibile alla storia.

Gregory Hoblit, maestro silenzioso della tensione

La regia di Gregory Hoblit non cerca mai di mettersi in mostra, e qui è una scelta decisamente azzeccata. Non è un film d'azione: niente inseguimenti in auto o sparatorie spettacolari ogni dieci minuti. È invece un thriller che cresce piano, costruito su dialoghi e volti, in cui la tensione nasce dalle conversazioni, dagli sguardi e dagli scontri in aula.

Hoblit sa che con due attori così la cosa migliore è lasciarli lavorare. La macchina da presa non è invadente, le immagini sono eleganti e gli ambienti, soprattutto la casa di Crawford, hanno una precisione fredda e asettica, proprio come il loro padrone. Questa sobrietà visiva rispecchia alla perfezione l'interiorità del personaggio. Nei 113 minuti di durata i tempi morti sono pochi, anche se nella parte centrale c'è qualche scena in cui il ritmo cala un po'.

Dove il meccanismo scricchiola

Perfetto, comunque, il film non lo è. Alcune sottotrame, in particolare quella sulla vita privata di Beachum, sono meno avvincenti del conflitto principale e a tratti sembrano servire solo ad allungare la durata. E chi ha visto molti thriller giudiziari e legali potrebbe trovare familiari certe soluzioni, arrivando ai colpi di scena prima di quanto il film vorrebbe.

Anche la musica è più funzionale che memorabile: fa il suo lavoro, accompagna la tensione, ma non ti resta in testa. L'impianto logico in qualche punto mette a dura prova la verosimiglianza, ma diciamolo con sincerità: in un film di questo tipo siamo disposti a perdonarlo, se nel frattempo ci divertiamo così tanto. E qui è proprio così.

Il rischio maggiore, in realtà, è che il film punti talmente sulla coppia Hopkins e Gosling che, quando nessuno dei due è in scena, la tensione si allenta in modo evidente. Per fortuna succede di rado.

A chi lo consigliamo?

Se ti piace, guarda anche: Il silenzio degli innocenti (1991), Schegge di paura (1996), L'avvocato del diavolo (1997), Il verdetto (1982)

Domande frequenti

Di cosa parla Il caso Thomas Crawford?

Ted Crawford scopre che la giovane moglie lo tradisce e progetta un omicidio perfetto. Pur confessando il delitto, il caso si complica per l'ambizioso vice procuratore distrettuale Willy Beachum, che ci si invischia sempre di più mentre è Crawford a muovere i fili.

Quando è uscito Il caso Thomas Crawford in Italia?

Il film è arrivato nelle sale italiane il 2 novembre 2007.

Quanto dura Il caso Thomas Crawford?

Il film dura 113 minuti.

Chi recita in Il caso Thomas Crawford?

I protagonisti sono Anthony Hopkins (Ted Crawford) e Ryan Gosling (Willy Beachum), affiancati da David Strathairn, Rosamund Pike, Embeth Davidtz, Billy Burke, Cliff Curtis e Fiona Shaw.

Chi ha diretto Il caso Thomas Crawford?

Il film è diretto da Gregory Hoblit.

Qual è il titolo originale di Il caso Thomas Crawford?

Il titolo originale è Fracture, ed è una coproduzione tedesca e statunitense.

Vale ancora la pena sedersi davanti al duello tra Hopkins e Gosling?

Senza dubbio sì. Il caso Thomas Crawford non ha rivoluzionato il genere, ma sa esattamente cosa vuole e lo fa benissimo. È un thriller teso, elegante e intelligente che punta tutto sullo scontro tra due ottimi attori, alzando così la posta in gioco. Il sorriso di Hopkins vi perseguiterà per giorni, mentre Gosling dimostra perché sarebbe diventato uno degli attori più richiesti.

Se cercate una serata in cui non servono esplosioni e montaggio frenetico per stare sul bordo della poltrona, questo film fa al caso vostro. Preparatevi un tè, spegnete la luce e guardate come da una confessione nasca il processo più difficile da vincere al mondo.

Voto: 7,3/10 · Storia 8 · Recitazione 9 · Regia 7 · Immagini 7 · Musica e sonoro 6 · Emozioni 7