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Recensione · Uscita: 06/10/2006

Miami Vice, la recensione: il poliziesco al neon, sudato e incompreso di Michael Mann

Film tedeschiFilm americaniFilm d'azioneGialliThrillerFilm polizieschi

Chi si aspettava giacche pastello, fenicotteri rosa e hit synthpop, nel 2006 è rimasto clamorosamente deluso. Il Miami Vice di Michael Mann non è una festa nostalgica, ma un poliziesco notturno, scuro e appiccicoso, che preferisce costruire un'atmosfera piuttosto che raccontare una storia. E a vent'anni di distanza è sempre più evidente che non si trattò di un incidente, ma di una scelta precisa.

7,5/10
Voto
Un film imperfetto, freddo e a tratti irritante nella sua chiusura, ma con un'atmosfera che pochissimi action movie hanno il coraggio di permettersi.
Storia
6
Recitazione
7
Regia
9
Immagini
9
Musica e sonoro
8
Emozioni
6

Il voto complessivo è la media dei sei criteri.

Scheda del film

Uscita in Italia06/10/2006
RegiaMichael Mann
CastColin Farrell, Jamie Foxx, Naomie Harris, 巩俐, John Ortiz, Ciarán Hinds
GenereFilm d'azione, Gialli, Thriller
Durata132 min
PaeseFilm tedeschi, Film americani

Dove vedere Miami Vice in streaming?

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Dati streaming: JustWatch · aggiornato al 13/10/2026

Due poliziotti, un'infiltrazione e una pessima decisione

Lo schema è classico. Sonny Crockett (Colin Farrell) e Ricardo Tubbs (Jamie Foxx) sono due detective di Miami: presi singolarmente non sono tipi facili, insieme diventano decisamente esplosivi. Il nuovo incarico prevede che si infiltrino nella rete del narcotraffico della Florida meridionale per incastrare i responsabili di tre omicidi.

Per un po' l'operazione fila liscia, poi arriva l'errore senza cui non ci sarebbe il film: Crockett si innamora di Isabella, interpretata da Gong Li, moglie di uno dei trafficanti di armi e droga. Da quel momento lavoro e vita privata si aggrovigliano, e il film scivola lentamente dalla storia di sbirri verso qualcosa di più malinconico, una sorta di noir sentimentale.

Di più non conviene sapere in anticipo. Miami Vice non è famoso per i colpi di scena, ma per il modo in cui racconta ciò che racconta.

Dimenticate il pastello: qui gli anni Ottanta non abitano più

Il film è la versione cinematografica della leggendaria serie tv degli anni Ottanta resa iconica da Don Johnson e Philip Michael Thomas, di cui Michael Mann era produttore. Proprio per questo fu così spiazzante vedere Mann buttare via quasi tutto ciò che il pubblico associava a quel marchio.

Niente ironia, niente autoparodia, nessuna strizzatina d'occhio allo spettatore. L'immagine è digitale, granulosa, notturna; le nuvole sono tempestose, il mare è scuro, i locali sono pieni di fumo. Miami non è un paradiso assolato, ma uno snodo umido, afoso e pericoloso, dove soldi e droga scorrono come acqua.

Lo confesso: la prima volta anch'io sono rimasto perplesso. Alla seconda visione ho capito che non si tratta di un remake cinematografico della serie, ma della visione personale di un regista su come sarebbe quel mondo preso sul serio. Una mossa coraggiosa per un grosso film estivo da major.

Farrell, Foxx e una Gong Li indimenticabile

Il Crockett di Colin Farrell è un uomo baffuto, logoro, di poche parole, che dice di più con uno sguardo prolungato che con un monologo. In molti lo hanno trovato troppo rigido, ma secondo me è proprio questo il punto: un uomo che si rifugia nel lavoro finché una donna non lo tira fuori.

Il Tubbs di Jamie Foxx è più contenuto, più con i piedi per terra: è la metà lucida della coppia. Non ha lo spazio che meriterebbe, ed è uno dei grandi limiti del film. Chi ha visto Foxx in Collateral, il precedente film di Mann, sa di cosa è capace nelle mani di questo regista.

La sorpresa più grande è Gong Li. La sua Isabella è insieme gelida e vulnerabile, e le scene con Farrell costituiscono il cuore emotivo del film. Accanto a loro Naomie Harris (Trudy Joplin), John Ortiz (José Yero), Ciarán Hinds (l'agente dell'FBI Fujima), Justin Theroux (Zito) e Barry Shabaka Henley (il tenente Castillo) formano un cast di contorno solido e credibile. Ortiz è particolarmente efficace nei panni dell'imprevedibile e sgradevole Yero.

Michael Mann, maestro dell'atmosfera

Il nome di Michael Mann è una lettura obbligata per qualsiasi appassionato di crime. Da Heat in poi sappiamo che nessuno filma la notte urbana, le sparatorie e la solitudine maschile come lui. Miami Vice è forse l'espressione più radicale di questo stile.

La macchina da presa segue spesso i personaggi a mano, entra nel vivo delle scene senza lunghe introduzioni. I dialoghi sono pieni di gergo tecnico e Mann non si preoccupa di spiegare tutto. Qualcuno ne resta spiazzato, a me invece trascina dentro: sembra davvero di stare seduti accanto a un agente sotto copertura che non può permettersi di fraintendere nemmeno una parola.

E quando arrivano le sparatorie, colpiscono con una forza impressionante. Il suono è sordo, duro, reale, senza alcun luccichio coreografico. Su questo terreno Mann resta imbattibile.

Dove il meccanismo si inceppa

I 132 minuti si sentono. La parte centrale, quando il film si concentra sulla storia d'amore, a qualcuno sembrerà sognante e bellissima, ad altri semplicemente lenta. Io sto nel mezzo: adoro l'atmosfera, ma devo ammettere che a un certo punto la visione diventa più un'immersione che una fonte di tensione.

L'altro problema è la profondità dei personaggi. Crockett e Tubbs sono molto meno vivi di quanto i loro interpreti potrebbero renderli. Mann evita il melodramma con tale ostinazione che a volte ne soffoca anche le emozioni. Il rapporto tra Tubbs e Trudy, per esempio, avrebbe meritato più attenzione.

Com'è invecchiato in vent'anni?

Sorprendentemente bene. L'estetica digitale che all'epoca molti giudicarono brutta ed economica oggi è un esempio da manuale di come trasformare la tecnica in stile. Tantissimi film e serie arrivati dopo hanno ripreso questa estetica notturna, granulosa e al neon.

Miami Vice è uno di quei film fraintesi all'uscita attorno ai quali, piano piano, è cresciuto un culto. Non sarà mai il preferito di tutti, ma chi resta catturato dalla sua atmosfera ci torna regolarmente, soprattutto a tarda sera, con le tapparelle abbassate.

A chi lo consigliamo?

Se ti piace, guarda anche: Heat (1995), Public Enemies (2009), Vivere e morire a Los Angeles (1985), Training Day (2001), Sicario (2015)

Domande frequenti

Di cosa parla il film Miami Vice?

Due detective di Miami, Sonny Crockett e Ricardo Tubbs, si infiltrano in una rete di narcotraffico della Florida meridionale per catturare i criminali responsabili di tre omicidi. A complicare le cose c'è Crockett, che si innamora della moglie di un trafficante di armi e droga.

Quando è uscito Miami Vice in Italia?

Il film è arrivato nelle sale italiane il 6 ottobre 2006.

Quanto dura Miami Vice?

Il film dura 132 minuti.

Chi ha diretto Miami Vice?

Il film è diretto da Michael Mann.

Chi sono i protagonisti di Miami Vice?

Colin Farrell interpreta Sonny Crockett e Jamie Foxx Ricardo Tubbs; nel cast ci sono anche Gong Li, Naomie Harris, John Ortiz, Ciarán Hinds, Justin Theroux e Barry Shabaka Henley.

Vale la pena oggi tuffarsi di nuovo nella Miami oscura di Mann?

Sì, ma solo con lo stato d'animo giusto. Miami Vice non è un film da guardare la domenica pomeriggio con un occhio sul telefono. Va visto a tarda sera, in una stanza buia, a volume alto, lasciandosi inghiottire dalla notte afosa e tremolante. Così facendo, vi troverete davanti un poliziesco affascinante e pieno di carattere anche con i suoi difetti, più coraggioso della maggior parte degli action ad alto budget. Se invece cercate battute rapide e nostalgia pastello, meglio restare alla vecchia serie. Per me è un 7 pieno, con un punto extra per l'atmosfera.

Voto: 7,5/10 · Storia 6 · Recitazione 7 · Regia 9 · Immagini 9 · Musica e sonoro 8 · Emozioni 6