The Transporter, la recensione: Jason Statham, una BMW e tre regole destinate a saltare
C'è un momento in cui un inglese pelato piega con cura la giacca prima di ridurre in briciole mezzo porto, e lì capisci che questo film sa esattamente cosa vuole. The Transporter non finge di essere più intelligente di quello che è, ma in ciò che promette è sorprendentemente sicuro di sé. È il film che ha trasformato Jason Statham in un eroe d'azione.
Sciocco, elegante, veloce e terribilmente divertente. E Statham si muove già come se si fosse preparato tutta la vita per questo ruolo.
Scheda del film
| Uscita in Italia | 18/02/2003 |
|---|---|
| Regia | 元奎, Louis Leterrier |
| Cast | Jason Statham, 舒淇, François Berléand, Matt Schulze, Ric Young, Doug Rand |
| Genere | Film d'azione, Gialli, Thriller |
| Durata | 92 min |
| Paese | Film americani, Film francesi |
Regola numero uno: mai aprire il pacco
Frank Martin è un professionista solitario. Consegna qualsiasi cosa, ovunque, all'orario stabilito, e poi sparisce. Non fa domande, non sbaglia e vive secondo regole tutte sue, sulle quali non transige. Questa è la premessa e, diciamolo, per un film del genere basta e avanza. L'auto è veloce, i clienti sono loschi, lui è freddo come un cubetto di ghiaccio nel whisky.
Poi, una volta, fa un'eccezione. Apre uno dei pacchi che gli sono stati affidati e dentro il sacco trova una bellissima ragazza cinese imbavagliata con il nastro adesivo. A malincuore la consegna comunque. Peccato che poco dopo la sua amata auto salti in aria, e Frank torni dal destinatario. Da lì in avanti le regole non contano più: salva la merce e, su insistenza della ragazza, prova anche a scoprire chi li vuole morti e perché.
Di più non racconto, e non serve. The Transporter non resta in testa per la trama, ma per il modo in cui la serve.
Statham, nasce il gentiluomo pelato
Fino ad allora Jason Statham era noto soprattutto per i gangster movie di Guy Ritchie, Lock & Stock - Pazzi scatenati e Snatch - Lo strappo, nei panni di tipi chiacchieroni dalla parlantina svelta. Qui invece si scopre che funziona anche su tutt'altro registro. Frank Martin parla poco, osserva molto, e quando si muove, conta.
Il grande pregio di Statham è che non esagera. Non ammicca al pubblico, non cerca di essere più spiritoso di quanto la scena richieda. Ci convince semplicemente che quest'uomo prende sul serio il suo lavoro e che le sue regole non sono pose, ma tecniche di sopravvivenza. E nelle scazzottate si vede che è proprio a casa sua, cosa non da poco per un eroe d'azione.
Shu Qi, nel ruolo di Lai, ha il compito più difficile: scardinare l'ordine abituale di Frank. Tra i due la chimica non divampa, cova sotto la cenere, ma il film non punta davvero su questo. François Berléand, nei panni dell'ispettore Tarconi, è invece l'arma segreta: un poliziotto asciutto, simpatico, un po' stanco, che rende piacevole ogni scena in cui compare. Matt Schulze (Wall Street) e Ric Young (Mr. Kwai) rappresentano il lato cattivo, con la giusta dose di minaccia, come vuole il genere.
Coreografie di Hong Kong sotto il sole francese
Alla regia ci sono Corey Yuen e Louis Leterrier, e questa coppia spiega il mix curioso ma riuscito del film. La scuola d'azione hongkonghese di Corey Yuen si sente in ogni combattimento: scene creative, che sfruttano lo spazio, a volte apertamente comiche, in cui ogni elemento della scenografia può diventare un'arma. Se avete mai visto qualcuno menare colpi scivolando su un pavimento cosparso d'olio, ecco, questo è quel tipo di cinema.
Il versante francese porta invece l'atmosfera: spiagge assolate, strade tortuose, guida elegante e una rilassatezza tutta europea. E la durata di 92 minuti è una benedizione: il film non si allunga, non si riempie di sottotrame inutili, taglia corto dove può e passa alla prossima sequenza d'azione.
Cosa funziona e cosa proprio no
Partiamo dal buono, perché ce n'è di più:
- Il primo quarto d'ora è semplicemente ottimo: veloce, teso, presenta alla perfezione il mondo di Frank.
- I corpo a corpo sono fantasiosi e divertenti, di gran lunga il punto più forte del film.
- Il carisma di Statham si carica sulle spalle anche le parti più deboli.
- Il ritmo: un'ora e mezza in cui davvero non ci si annoia.
Nemmeno i difetti sono un segreto. La sceneggiatura spesso è solo un pretesto per arrivare alla scena d'azione successiva, le motivazioni dei cattivi sono esili e la seconda metà scivola sempre più verso l'esagerazione chiassosa da cartone animato. La storia d'amore è un passaggio obbligato, niente di più. Chi cerca la logica resterà deluso presto. Chi invece vuole un buon action da sabato sera, birra e patatine, avrà esattamente quello.
Quanto vale oggi, dopo tutti questi anni?
Fa uno strano effetto rivedere The Transporter adesso che il nome di Statham è praticamente diventato un genere a sé. Da allora i film d'azione sono diventati molto più duri, più cupi, più lunghi, e in confronto questo titolo del 2002 sembra di una leggerezza quasi rinfrescante. Ha qualcosa dell'eleganza ingenua dell'action europeo di fine anni Novanta e un pizzico della giocosità del cinema di Hong Kong.
Non è perfetto, a tratti è decisamente sciocco, ma ha stile e sa qual è il suo punto di forza. E soprattutto: è qui che ha preso forma quel personaggio alla Statham che avremmo rivisto mille volte. Se vi interessa capire da dove è partita questa carriera, è il punto di partenza obbligato.
A chi lo consigliamo?
- Fa per te se: A chi ama i film d'azione veloci, spettacolari e senza complicazioni, e ai fan di Statham curiosi di vedere dove è cominciato tutto.
- Meglio lasciar perdere se: Chi si aspetta una storia articolata, personaggi profondi o una logica credibile, nella seconda metà perderà la pazienza.
Se ti piace, guarda anche: Ronin (1998), Io vi troverò (2008), Drive (2011), Lock & Stock - Pazzi scatenati (1998)
Domande frequenti
Di cosa parla The Transporter?
Frank Martin è un corriere professionista che non fa mai domande e non apre mai i pacchi. Una volta però lo fa, e dentro trova una ragazza cinese legata. Dopo che la sua auto viene fatta esplodere, salva la ragazza e cerca di scoprire chi vuole ucciderli.
Quando è uscito The Transporter in Italia?
Il film è arrivato in Italia il 18 febbraio 2003.
Quanto dura The Transporter?
La durata è di 92 minuti.
Chi è il protagonista di The Transporter?
Frank Martin è interpretato da Jason Statham, affiancato da Shu Qi (Lai), François Berléand (Tarconi) e Matt Schulze (Wall Street).
Chi ha diretto The Transporter?
Il film è diretto da Corey Yuen e Louis Leterrier, in coproduzione tra Stati Uniti e Francia.
Vale la pena risalire sul sedile del passeggero accanto a Frank Martin?
Sì, se sapete a cosa andate incontro. The Transporter non è un grande film, ma è un ottimo intrattenimento: veloce, elegante, a volte ridicolmente sopra le righe, e con un protagonista che è un piacere guardare. Sulla trama non vale la pena spendere troppe parole, sulle scazzottate e sulla fredda professionalità di Statham invece sì. Per una serata rilassata, con i popcorn, funziona ancora alla grande, e come curiosità di storia del cinema non è niente male: è qui che un'intera carriera action ha ingranato la marcia.
