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Recensione · Uscita: 23/12/2008

La duchessa, la recensione: Keira Knightley in una gabbia dorata, Ralph Fiennes con lo sguardo di ghiaccio

Film italianiFilm britanniciFilm francesiDrammiFilm storiciFilm romanticiFilm in costumeTratti da una storia vera

Esiste un tipo di film in costume in cui il corsetto non è un ornamento, ma una prigione. La duchessa è esattamente questo: dietro i balli scintillanti, i cappelli piumati e i salotti politici c'è una donna che lotta per poter disporre almeno del proprio cuore. Grazie alle scene che vedono insieme Keira Knightley e Ralph Fiennes, il film colpisce ancora oggi più forte di quanto ci si aspetterebbe.

7,8/10
Voto
Un dramma in costume splendido, soffocante e sorprendentemente attuale, retto sulle spalle dalla gelida interpretazione di Ralph Fiennes e da una Keira Knightley che si getta nel fuoco per il suo personaggio.
Storia
7
Recitazione
9
Regia
7
Immagini
9
Musica e sonoro
7
Emozioni
8

Il voto complessivo è la media dei sei criteri.

Scheda del film

OriginalThe Duchess
Uscita in Italia23/12/2008
RegiaSaul Dibb
CastKeira Knightley, Ralph Fiennes, Charlotte Rampling, Dominic Cooper, Hayley Atwell, Simon McBurney
GenereDrammi, Film storici, Film romantici
Durata110 min
DivietoT
PaeseFilm italiani, Film britannici, Film francesi

Dove vedere La duchessa in streaming?

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Di cosa parla La duchessa, senza spoiler?

Siamo alla fine del Settecento e al centro della storia c'è Georgiana Spencer, una delle personalità più affascinanti del suo tempo. Giovanissima, sposa il Duca di Devonshire, molto più grande di lei, pilastro dell'alta società, al quale dovrà dare dei figli. Georgiana diventa presto l'icona di stile della sua epoca, una madre devota, una figura brillante della vita politica, e il popolo la adora senza riserve.

Eppure dietro lo sfarzo c'è ciò che rende la storia davvero interessante: una lotta disperata per l'amore. Georgiana si lascia travolgere da una relazione appassionata e maledetta con Charles Grey, mentre prende forma un triangolo teso e decisamente insolito tra lei, il marito e la sua migliore amica, Lady Bess Foster. Non dico altro, perché la forza del film sta proprio nel modo in cui questi fili si intrecciano piano piano, stringendosi sempre di più attorno al collo di Georgiana.

Il gusto stravagante, il gioco d'azzardo e gli scandali sentimentali hanno reso questa donna al tempo stesso celebre e famigerata. Il film non vuole farne una santa, né si erge a giudice. Preferisce mostrare cosa significa essere amata da un intero Paese e, allo stesso tempo, vivere in una casa dove nessuno ti chiede cosa desideri.

Keira Knightley, finalmente non solo bella

Intorno al 2008 Keira Knightley era già la regina incontrastata del film in costume: basta pensare a Orgoglio e pregiudizio o a Espiazione. Sarebbe stato facile riproporre la stessa ragazza ribelle e sfrontata, e nella prima mezz'ora a volte si ha davvero la sensazione che si muova su un terreno conosciuto. Poi, man mano che il mondo di Georgiana si restringe, la sua recitazione si fa più silenziosa, più dolorosa.

Quello che mi è piaciuto di più è come riesce a mostrare la distanza tra la Georgiana pubblica e quella privata. Nei salotti brilla, scherza, i politici pendono dalle sue labbra. Ma quando la porta si chiude alle sue spalle il sorriso si spegne e resta una giovane donna che ha capito di essere parte di un accordo. Questa doppiezza è il cuore del film, e Knightley la rende in modo credibile.

Non è un'interpretazione impeccabile: ci sono momenti in cui i gesti troppo studiati e il solito mento proteso in avanti distraggono. Ma nelle scene più difficili lei c'è, ed è questo che conta.

Ralph Fiennes, il duca di ghiaccio

Se volete il mio parere, la vera arma segreta del film è Ralph Fiennes. Nei panni del Duca di Devonshire costruisce un personaggio che si odia e si compatisce allo stesso tempo. Non è un cattivo plateale, non urla, non sbatte le porte. Semplicemente non capisce cosa non vada in sua moglie. Lui ha un'aspettativa precisa: il matrimonio è un contratto, e i doveri di una moglie sono chiari.

Fiennes riesce a dire con un minimo movimento del viso, con una frase lasciata a metà o con una scena passata accanto a un cane quello che ad altri non basterebbe un monologo intero. Chi sa fin da Schindler's List quanto possa essere spaventosamente freddo sullo schermo, qui ne trova una versione molto più trattenuta ma non meno inquietante. È la sua presenza a rendere il film qualcosa di più di un bel romanzo in costume.

I comprimari: la madre, l'amica, l'amante

Anche nei ruoli secondari si vede che nessuno ha voluto risparmiare. Charlotte Rampling, nei panni di Lady Spencer, la madre di Georgiana, ha poche scene ma una presenza pesantissima. È lei a rappresentare il sistema: ama la figlia, ma conosce perfettamente le regole, e sa anche che quelle regole non le scrive una donna.

Hayley Atwell, come Bess Foster, ha forse il ruolo più delicato. L'amica che è insieme rifugio e tradimento, e Atwell non la riduce a una semplice intrigante. Anche il suo personaggio ha le sue costrizioni, ed è per questo che il triangolo fa davvero male invece di scivolare nella soap opera.

Dominic Cooper, nei panni di Charles Grey, incarna la passione e la promessa di libertà. Confesso che è il personaggio in cui ho sentito meno profondità: più una funzione che una persona, l'incarnazione del desiderio romantico. Sullo sfondo politico compaiono anche Simon McBurney come Charles Fox, Aidan McArdle come Richard Brinsley Sheridan e John Shrapnel come il generale Grey, che danno vita a quel mondo di salotti in cui Georgiana è la stella più luminosa.

La regia di Saul Dibb: belle immagini, cornice stretta

Saul Dibb non è un audace innovatore della forma, e il film non vuole esserlo. La regia è classica, elegante, a tratti forse troppo prudente. L'impatto visivo però è davvero travolgente: costumi, acconciature, saloni dei palazzi rafforzano la sensazione che Georgiana viva dentro una scatola bellissima ma chiusa. È una scelta consapevole, e funziona.

Il punto debole, per me, è il ritmo. I 110 minuti non sono tanti, eppure c'è un tratto centrale in cui il film illustra più che raccontare. Il filone politico, che aveva reso Georgiana una figura così speciale, resta spesso un rumore di fondo, mentre avrei voluto vedere di più su come questa donna si muovesse in un mondo di uomini. L'accento cade chiaramente sul dramma privato, il che è comprensibile, ma restringe un po' il ritratto.

Perché sembra ancora così attuale?

Quella di Georgiana è una storia molto contemporanea sulla fama, sulla gloria e sul desiderio di un amore vero. Una donna adorata dal pubblico, i cui abiti vengono copiati da tutti, di cui tutti parlano, mentre la sua vita privata è interamente nelle mani di altri. È uno schema che conosciamo bene, e il film ha la saggezza di non sbattercelo in faccia: lascia che il parallelo lo notiamo da soli.

È questo a rendere La duchessa qualcosa di più dell'ennesimo film in costume sullo scaffale. A interessare non è il passato remoto, ma quanto le sbarre di quella gabbia somiglino a quelle di oggi: solo che al posto del corsetto, oggi a stringere è qualcos'altro.

A chi lo consigliamo?

Se ti piace, guarda anche: Orgoglio e pregiudizio (2005), Anna Karenina (2012), Marie Antoinette (2006), La favorita (2018), Elizabeth (1998)

Domande frequenti

Di cosa parla il film La duchessa?

Della vita di Georgiana Spencer, duchessa di Devonshire, alla fine del Settecento: il matrimonio con un duca molto più grande di lei, il suo ruolo nel mondo della moda e della politica, la relazione con Charles Grey e il triangolo amoroso con il marito e la sua migliore amica, Bess Foster.

Quanto dura La duchessa?

Il film dura 110 minuti.

Quando è uscito La duchessa in Italia?

Il film è uscito nelle sale italiane il 23 dicembre 2008.

Chi ha diretto La duchessa?

Il film è diretto da Saul Dibb.

Chi sono gli interpreti de La duchessa?

Keira Knightley (Georgiana), Ralph Fiennes (il Duca di Devonshire), Charlotte Rampling (Lady Spencer), Dominic Cooper (Charles Grey), Hayley Atwell (Bess Foster), oltre a Simon McBurney, Aidan McArdle e John Shrapnel.

Qual è il titolo originale de La duchessa?

Il titolo originale è The Duchess. È una coproduzione tra Italia, Regno Unito e Francia.

Vale ancora la pena stringersi nel corsetto per una sera con Georgiana?

Secondo me sì. La duchessa non è un film rivoluzionario e nella parte centrale si sente qualche inciampo, ma contiene un lavoro d'attore che da solo ripaga ampiamente la visione. Knightley regala una Georgiana vulnerabile e viva, Fiennes un marito che non vi toglierete dalla testa per giorni. Se in una sera di pioggia cercate qualcosa di bello, malinconico e sorprendentemente attuale, questo film saprà colpire esattamente dove fa male.

Voto: 7,8/10 · Storia 7 · Recitazione 9 · Regia 7 · Immagini 9 · Musica e sonoro 7 · Emozioni 8