Turbo, la recensione: la lumaca che sognava la 500 Miglia di Indianapolis (e quasi ci abbiamo creduto)
Ci sono idee che, raccontate in una frase, fanno ridere chiunque, e poi per un'ora e mezza ti ritrovi a fare il tifo per il protagonista. Turbo è esattamente così: una lumaca che vuole correre la 500 Miglia di Indianapolis. Assurdo, chiassoso, a tratti prevedibile, ma spinge sull'acceleratore con un entusiasmo tale che è difficile volergliene.
Turbo non rivoluziona il cinema d'animazione, ma è un film per famiglie simpatico ed energico, con un protagonista dall'entusiasmo contagioso.
Scheda del film
| Uscita in Italia | 19/08/2013 |
|---|---|
| Regia | David Soren |
| Cast | Ryan Reynolds, Paul Giamatti, Michael Peña, Samuel L. Jackson, Luis Guzmán, Bill Hader |
| Genere | Film d'animazione, Film per famiglie |
| Durata | 96 min |
| Divieto | T |
| Paese | Film americani |
Una lumaca che sta stretta nel proprio guscio
Lo spunto di Turbo è così semplice da sfiorare la genialità. Il nostro eroe è una lumaca ossessionata dalla velocità, innamorata delle corse e convinta che il suo posto sia in pista. Peccato che le lumache non siano famose per superare qualcuno, e la loro società lenta e riservata guarda con perplessità questo compagno iperattivo che vorrebbe sempre essere altrove.
Poi arriva uno strano incidente che rende Turbo ancora più veloce, e da lì non ci si ferma più: l'obiettivo è niente meno che la 500 Miglia di Indianapolis, una delle corse automobilistiche più celebri al mondo. Sembra un'impresa impossibile, eppure il film racconta proprio come la lumaca sfrecci verso la vittoria diventando nel frattempo una star. Non serve sapere altro: il bello è il viaggio, o meglio, in questo caso, la corsa.
La storia ha un messaggio limpidissimo, dichiarato fin dal primo istante: ogni sogno può avverarsi, se sei abbastanza veloce. Un classico mantra da film per famiglie americano, certo, ma qui la gag visiva, cioè la ribellione contro la lentezza come condizione naturale, gli regala qualcosa in più.
Voci da ascoltare con attenzione
Se c'è un punto in cui Turbo è davvero forte, è il cast vocale originale. Ryan Reynolds presta la voce a Turbo e porta esattamente quell'energia sfrontata, un po' spaccona ma in fondo generosa, che ci si aspetta da lui. È uno di quegli attori che nella voce hanno sempre una strizzata d'occhio, e per un personaggio che si rifiuta di accettare i propri limiti funziona a meraviglia.
Accanto a lui Paul Giamatti, nei panni di Chet, è la voce più concreta e apprensiva, e Giamatti è un maestro dei personaggi agrodolci e tormentati: la coppia funziona da sola. Michael Peña doppia Tito e trasmette tutto il calore e l'entusiasmo del grande caratterista.
Poi c'è la squadra dei comprimari, quasi uno spreco per un film d'animazione: Samuel L. Jackson è Whiplash, Snoop Dogg è Smoove Move, Maya Rudolph è Burn, Luis Guzmán è Angelo e Bill Hader dà la voce a Guy Gagné. La voce di Samuel L. Jackson è un genere a sé, e già sentirla in un film sulle lumache strappa un sorriso. È questo gruppo a dare al film gran parte della sua spinta: alcune battute vivono del copione, altre delle voci.
David Soren e la lentezza come spettacolo
Alla regia c'è David Soren, e la cosa che gli riesce meglio è restituire la sensazione della velocità dal punto di vista di una creatura che normalmente vede il mondo dalla base di un filo d'erba. Uno dei grandi doni dell'animazione è la possibilità di giocare con la prospettiva, e Turbo la sfrutta: il contrasto tra il piccolo protagonista e l'enorme, rombante mondo delle corse è la migliore idea visiva del film.
L'estetica è colorata, solare, vivace, proprio come si addice a un film sulle corse. Anche il ritmo è giusto: i 96 minuti non si trascinano, e il film sa bene che il suo pubblico non resterebbe paziente davanti a scene lunghe e lente. È ironico che la qualità migliore di un film su una lumaca sia lo slancio, ma il senso dell'intera operazione è proprio questo.
Detto ciò, Soren non rischia granché. La drammaturgia segue lo schema collaudato: eroe sognatore che nessuno capisce, svolta, ascesa, grande gara. Chi ha visto qualche film d'animazione per famiglie intuirà facilmente l'arco narrativo. Non è un difetto, ma nemmeno una sorpresa.
Cosa funziona: umorismo, ritmo, cuore
Il punto di forza principale di Turbo è che prende sul serio la propria premessa assurda. Non ammicca di continuo a quanto sia ridicolo tutto quanto, ma ci lascia tifare per la lumaca. Ed è per questo che i bambini lo adoreranno: non ci vedono una parodia, ma un piccolo eroe che sogna in grande.
- Il cast: le voci calzano perfettamente ai personaggi, e i comprimari sono colorati e simpatici.
- Il messaggio: la lezione su perseveranza, diversità e sogni è semplice ma sincera.
- Il ritmo: nessun tempo morto, il film è sempre in movimento.
- L'atmosfera da gara: l'energia delle scene in pista arriva fino in sala, e il mix di motori ruggenti e prospettiva da lumaca è puro divertimento.
C'è qualcosa di molto simpatico anche nel modo in cui il film racconta la lentezza della comunità delle lumache: non è cattiva, vive semplicemente a un altro ritmo. E Turbo non si ribella perché disprezza i suoi simili, ma perché non riesce a stare nel ruolo che gli è stato assegnato. Un'idea sorprendentemente forte per un film per bambini, in cui molti piccoli spettatori si riconosceranno.
Dove finisce la benzina
E ora le note dolenti. Turbo è un buon film per famiglie, ma non un grande film. Non è quel tipo di animazione che ti fa piangere da adulto o di cui parli ancora anni dopo. I picchi emotivi sono al loro posto, solo che si vedono arrivare, e il film punta più sull'atmosfera e sullo slancio che sulla profondità dei personaggi.
Il terreno dei film d'animazione sulle corse, poi, è piuttosto affollato: il mondo degli eroi parlanti fissati con la velocità non è nuovo, e anche questo film corre inevitabilmente all'ombra di illustri predecessori. Quando perde un po' di smalto si sente: certe battute reggono più grazie alle voci famose che all'inventiva della sceneggiatura.
Da adulto ho avuto a volte l'impressione che il film sappia cosa deve fare e lo faccia con diligenza, senza mai uscire dalla propria zona di comfort. Paradossalmente, la lumaca che vuole superare a ogni costo i propri limiti si ritrova in un film che proprio questo non osa fare fino in fondo.
A chi lo consigliamo?
- Fa per te se: Ai bambini delle elementari e alle famiglie in cerca di un film d'animazione movimentato, allegro e con un messaggio positivo, e a chiunque ami l'atmosfera delle corse e le voci delle star.
- Meglio lasciar perdere se: A chi dall'animazione si aspetta profondità emotiva, una narrazione audace o colpi di scena capaci di sorprendere anche gli adulti.
Se ti piace, guarda anche: Cars (2006), Ratatouille (2007), Kung Fu Panda (2008), Giù per il tubo (2006)
Domande frequenti
Quando è uscito Turbo in Italia?
Turbo è uscito in Italia il 19 agosto 2013.
Di cosa parla Turbo?
Di una lumaca ossessionata dalla velocità che, dopo uno strano incidente, diventa ancora più veloce e decide di partecipare alla 500 Miglia di Indianapolis.
Quanto dura Turbo?
Il film dura 96 minuti.
Chi sono i doppiatori di Turbo nella versione originale?
Turbo ha la voce di Ryan Reynolds; con lui Paul Giamatti (Chet), Michael Peña (Tito), Samuel L. Jackson (Whiplash), Luis Guzmán (Angelo), Bill Hader (Guy Gagné), Snoop Dogg (Smoove Move) e Maya Rudolph (Burn).
Chi ha diretto Turbo?
Il film è diretto da David Soren.
La lumaca può schierarsi sulla griglia di partenza della serata in famiglia?
Sì, senza esitazioni. Turbo non vincerà la classifica di tutti i tempi dei film d'animazione, ma per una domenica pomeriggio in famiglia offre esattamente ciò che serve: ritmo, umorismo, un piccolo eroe simpatico e un messaggio che anche i bambini capiscono. Da adulti a volte avrete la sensazione di aver già percorso questa strada altrove, ma le voci delle star e la prospettiva da lumaca bastano a non farvi annoiare. Per me è un 6 pieno, con gli occhi di un bambino piuttosto un 8.
