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Recensione · Uscita: 16/03/2017

La bella e la bestia, recensione: basta la magia per un remake in live action?

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Esiste una nostalgia che ti fa sorridere e insieme ti mette in sospetto, ed è esattamente quella che suscita il film di Bill Condon del 2017. La bella e la bestia in versione live action è arrivato con un budget enorme, un castello scintillante ed Emma Watson, per raccontare di nuovo una fiaba che conosciamo a memoria. La domanda è una sola: ci serve la stessa storia, soltanto più costosa?

7,5/10
Voto
Un rifacimento sfarzoso, adorabile e a tratti fin troppo prudente, che deve gran parte del suo fascino al cast e alla messa in scena.
Storia
7
Recitazione
7
Regia
7
Immagini
9
Musica e sonoro
8
Emozioni
7

Il voto complessivo è la media dei sei criteri.

Scheda del film

OriginalBeauty and the Beast
Uscita in Italia16/03/2017
RegiaBill Condon
CastEmma Watson, Dan Stevens, Luke Evans, Josh Gad, Kevin Kline, Hattie Morahan
GenereFilm per famiglie, Film fantasy, Film romantici
Durata129 min
DivietoT
PaeseFilm americani

La solita fiaba, con un abito nuovo

La trama non ha bisogno di presentazioni, ma riassumiamola in breve: Belle, ragazza brillante, bellissima e sorprendentemente indipendente rispetto al mondo che la circonda, si ritrova prigioniera nel castello di una bestia. Vincendo poco a poco la paura, fa amicizia con la servitù incantata del maniero e col tempo impara a vedere, dietro l'aspetto spaventoso, il principe gentile e sensibile che si nasconde sotto.

Questo è lo scheletro, e onestamente non serve sapere altro. È una di quelle fiabe la cui forza sta proprio nella familiarità: non ci si siede in sala per essere sorpresi, ma per riviverla. Il film lo sa benissimo e infatti non cerca alcuna rivoluzione. Preferisce restaurare con cura e rispetto, come un curatore museale che dà una cornice nuova a un vecchio dipinto.

Questo è al tempo stesso il suo pregio più grande e il suo limite più evidente. Chi desidera ritrovare esattamente ciò che ricorda dal grande schermo uscirà felice. Chi sperava in una rilettura più audace potrebbe vivere questi 129 minuti più come una ripetizione che come una rinascita.

Emma Watson e la principessa topo di biblioteca

La scelta di Emma Watson per il ruolo di Belle era quasi scontata. Dopo l'Hermione dei film di Harry Potter, chi meglio di lei poteva interpretare la ragazza che preferisce i libri alla corte del giovanotto più ammirato del villaggio? Watson restituisce bene l'intelligenza e la testardaggine del personaggio, negli occhi ha la curiosità e la sfida.

Dove si mostra un po' più insicura è nel canto. Non è male, ma si sente che non è un'interprete da musical, e nei grandi numeri risulta a volte più gradevole che memorabile. Eppure la sua presenza è solida e regge bene il ruolo di cuore emotivo del film. Non sarà un'interpretazione iconica, ma è una Belle all'altezza.

Dan Stevens, nei panni della Bestia, ha il compito più difficile: gran parte del personaggio è digitale, quindi l'attore deve lavorare con la voce e lo sguardo. Se la cava sorprendentemente bene, dietro la scontrosità della Bestia si percepisce la ferita, e il rapporto tra i due, che si scioglie lentamente, ha un suo peso. Tuttavia il volto digitale a volte crea una distanza, e in certi momenti si sente la mancanza di una presenza vera, tangibile.

Gaston e LeTont, le armi segrete del film

Se c'è qualcuno a cui questo film calza a pennello, è Luke Evans. Il suo Gaston è tronfio, narcisista, ridicolo e minaccioso allo stesso tempo, proprio come deve essere. Evans si diverte visibilmente in ogni scena, e l'aggressività che affiora dietro la sua vanità regala al film una tensione autentica. Non è una caricatura, ma un tipo umano fin troppo riconoscibile: l'eroe del paese, celebrato da tutti, incapace di accettare un no.

Accanto a lui Josh Gad, nei panni di LeTont, porta sulle spalle buona parte dell'umorismo. Il suo talento comico è noto, lo ha già dimostrato come Olaf in Frozen, e anche qui ha un ottimo senso del ritmo. Le scene della coppia Gaston e LeTont sono tra le più godibili del film, piene di energia e divertenti.

Un piacere a parte è Kevin Kline nel ruolo di Maurice, il padre di Belle. Kline recita con misura e calore, e anche dalle poche scene a disposizione tira fuori quell'affetto silenzioso che rende davvero credibile il legame tra padre e figlia. Tra i comprimari ha un ruolo importante anche Hattie Morahan, con un doppio compito: è sia Agathe sia l'Incantatrice.

Il castello di Bill Condon: sfarzo in ogni angolo

Bill Condon non è nuovo al cinema musicale: con Dreamgirls aveva già dimostrato di saper mettere in scena grandi numeri cantati. Il mestiere si vede: coreografie, scenografie e movimenti di macchina sono sicuri, e le sequenze più ambiziose sono davvero sontuose.

L'impatto visivo è uno dei punti di forza principali. Il castello è lussuoso, cupo eppure accogliente, il villaggio è colorato e pieno di vita, i costumi sono splendidi. Le figure della servitù trasformata in oggetti sono tecnicamente impressionanti, ma anche qui sorge un dubbio: al posto delle forme tonde ed espressive del cartone animato, candelabri e orologi dall'aspetto più realistico risultano a volte meno simpatici. È questione di gusti, ma per me una parte dell'incanto si è persa proprio lì.

Il difetto principale della regia è la prudenza. Condon evidentemente non voleva toccare ciò che funziona, e così il film segue spessissimo l'originale quasi scena per scena. Una scelta sicura, ma che raramente sorprende.

Una colonna sonora che funziona ancora

Le canzoni sono la spina dorsale del film e, per fortuna, suonano bene oggi come allora. Le melodie classiche ricevono nuovi arrangiamenti e i grandi numeri corali regalano una vera esperienza da sala. Nei momenti migliori ci si dimentica davvero di guardare un remake e ci si lascia semplicemente trasportare.

Il suono è ricco, l'accompagnamento orchestrale imponente, e il film dà il meglio di sé quando è la musica a spingerlo avanti. Le parti più quiete e parlate, invece, ogni tanto si dilungano, e i 129 minuti si fanno sentire più di quanto la storia richiederebbe.

Dove si esaurisce la magia?

Il problema più grande del film è che rischia pochissimo. Tutto è bello, curato, al posto giusto, ma raramente si ha l'impressione che gli autori abbiano qualcosa di proprio da dire su questa fiaba. Un remake ha davvero senso quando aggiunge qualcosa, mentre questa versione si limita per lo più a lucidare l'originale.

L'altro punto debole è l'attrito tra i personaggi digitali e gli attori in carne e ossa. La Bestia e gli abitanti del castello sono tecnicamente impeccabili, ma non sempre riescono a trasmettere lo stesso calore dei loro predecessori disegnati. Così il film risulta emotivamente un po' più distante di quanto dovrebbe.

Nulla di tutto questo lo rende un brutto film. Significa soltanto che è un buon film che avrebbe potuto essere grande, se avesse osato un po' di più.

A chi lo consigliamo?

Se ti piace, guarda anche: Cenerentola (2015), Il re leone (2019), Aladdin (2019), La sirenetta (2023), Maleficent (2014)

Domande frequenti

Quando è uscito in Italia La bella e la bestia in versione live action?

Il film è uscito nelle sale italiane il 16 marzo 2017.

Quanto dura La bella e la bestia?

Il film dura 129 minuti.

Chi ha diretto La bella e la bestia?

Il film è diretto da Bill Condon.

Chi sono i protagonisti?

Belle è interpretata da Emma Watson, la Bestia da Dan Stevens. Luke Evans è Gaston, Josh Gad è LeTont e Kevin Kline è Maurice.

Di cosa parla La bella e la bestia?

Belle, ragazza brillante e indipendente, viene tenuta prigioniera da una bestia nel suo castello. Fa amicizia con la servitù incantata e alla fine scopre il principe gentile che si nasconde dietro l'aspetto spaventoso della Bestia.

Vale la pena tornare nel castello della Bestia?

Sì, ma senza aspettarsi miracoli. La bella e la bestia del 2017 è un film per famiglie bello, piacevole e ben confezionato, i cui pregi maggiori sono l'impatto visivo, le canzoni e alcuni comprimari eccellenti, a cominciare dallo strepitoso Gaston di Luke Evans. Emma Watson e Dan Stevens portano avanti con dignità la linea romantica, e Bill Condon dirige i grandi numeri con mano sicura.

Quello che manca è il coraggio. È più un omaggio che una rilettura: chi si è già innamorato di questa fiaba non resterà deluso, ma difficilmente dimenticherà il cartone animato per merito suo. Per una domenica pomeriggio di pioggia, con una bella tazza di tè e la famiglia sul divano, però, è difficile trovare di meglio.

Voto: 7,5/10 · Storia 7 · Recitazione 7 · Regia 7 · Immagini 9 · Musica e sonoro 8 · Emozioni 7